"Io nella MLS? Non avevo voglia di starmene in spiaggia, voglio giocare seriamente...". Sicuramente Ashley Cole poteva risparmiarsi certe parole a Roma Channel, ma di sicuro la brutalità con cui ha spiegato le ragioni del suo trasferimento in giallorosso e il conseguente rifiuto delle proposte da oltreoceano non sono state apprezzate dai dirigenti della MLS, che di certo non possono accettare di vedere denigrato il loro campionato, in continua crescita da anni, nonostante i limitati pensieri di Cole.
Ma non solo. via Twitter lo stesso Ashley Cole lo scorso 22 luglio, ha spiegato il senso di quella frase, ha peggiorato le cose: "Prima che firmassi per la AS Roma, la gente quasi mi voleva ammazzare all'idea che invece scegliessi di giocare di là (MLS, ndr). Ho invece scelto un ambiente più esigente e competitivo e la gente mi attacca lo stesso...".
Le frasi di Cole non sono state per nulla apprezzata negli USA: Steve Nicol, ex bandiera del Liverpool campione d'Europa nel 1984, battendo proprio i giallorossi in finale all'Olimpico il 30 giugno 1984, e a lungo allenatore del New England Revolution, ha replicato per le rime al terzino della Roma: "Ashley Cole dice che se avesse voluto giocare in un campionato più facile sarebbe andato nella MLS. Che commento ignorante. La MLS non ti desidera!".
Una polemica a distanza che arriva sulla scia dello sbarco di Frank Lampard, altra gloria del calcio inglese, che proprio oggi ha ufficializzato lo sbarco al New York City FC.










































