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Twitter World Cup, #USA e Messi in testa
Scritto il 2014-06-27 da Franco Spicciariello su Soccer Business
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Quella nella foto è una bella infografica che riassume in numeri i tifosi in giro per il mondo che hanno aggiunto "colore" ai loro Tweet con l'hashtag #WorldCup usando "hashflags" per supportare i vari team. Twitter ha messo insieme tutti i Tweets con hashflags a partire dal 12 giugno, prima giornata della fase a gironi, cercando di predire chi vincerà la World Cup of Tweets <--- Clicca per vedere chi ha vinto...

Ci sono stati oltre 300 milioni di tweets nelle ultime due settimane che hanno menzionato i Mondiali. Per dare un'idea, le Olimpiadi 2012 a Londra, durate un mese, videro un totale di 150 milioni di tweets, mentre dopo soli 15 giorni di Mondiali il numero è stato già doppiato.

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Il match di apertura tra Brasile e Croazia è stato sino a dora quello che ha visto più tweets, con oltre 12 milioni, mentre l'argentino Lionel Messi è stato il giocatore più menzionato, seguito dal brasiliano Neymar e dall'uruguayano Luis Suarez, che ha visto un boom di riferimenti dopo il morso dato all'azzurro Chiellini nell'ultimo match della fase a gironi contro l'Italia, costatogli una squalifica di quattro mesi.

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Tra le Nazionali più citate con una hashflag, in testa ci sono gli Stati Uniti, con oltre 2 milioni di tweets di vantaggio su Brasile, Argentina e Messico. Ma il Mondiale continua...

top hashtags world cup

Entusiasmo e preoccupazione all'Orlando City. Il CT della nazionale di calcio brasiliana, Carlos Dunga, ha infatti convocato i 24 giocatori che affronteranno in amichevole Costa Rica e Stati Uniti, rispettivamente il 5 e 8 settembre. Tra le principali novità figura Kakà, ex Milan, oggi all'Orlando City (Usa) e chiamato al posto dell'ex interista Coutinho (LFC): l'attaccante non veniva chiamato da ormai due anni. Presenti anche Ramires (Chelsea) e Hulk (Zenit), mentre resta in dubbio Neymar: l'asso del Barcellona è infatti attualmente bloccato dalla parotite. L'impegno con la Seleçao costringerà però il brasiliano a saltare due match con l'Orlando - a causa della MLS che non si ferma nelle date FIFA - che sta trascinando ai playoff con 9 gol e 4 assist in 22 partite, venendo anche chiamato per l'MLS All-Star Team contro Tottenham. Tre Mondiali alle spalle (2002, 2006 e 2010), saltando però quello casalingo del 2014, il 33enne ha espresso tutta la sua felicità alla chiamata di Dunga in preparazione per due match in vista delle qualificazioni a Russia 2018. "E' un gran giorno per me. Torno in Nazionale dopo oltre un anno, e sono davvero felice", ha detto kakà. "Penso di poter aiutare la Nazionale in questo periodo. Stiamo per iniziare le qualificazioni mondiali, ed è importante per tutti come per me". L'ultima di Kakà coi verdeoro era stata nell'ottobre 2014 in un 4-0 sul Giappone, l'89° match in totale, mentre sono 29 i gol segnati.

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La maglia numero 10 a Orlando è magari meno pesante che in realtà europee, ma la competitività non manca così come l'entusiasmo. Dopo sedici gare al primo anno di MLS i Lions hanno raccolto 5 vittorie, altrettanti pareggi e 6 sconfitte con Kakà miglior marcatore con i suoi sette centri. Come si trova nel campionato americano e quali sono le differenze col calcio europeo? Mi sono ambientato molto bene e il campionato è molto avvincente. Non si sa mai cosa può accadere in campo perché tutti possono vincere o perdere con tutti. Certo a livello tecnico c'è ancora differenza con il calcio europeo, però qui si corre tantissimo. La preparazione fisica è una parte fondamentale qui in America e con quella sopperiscono alle carenze tecniche. Il torneo è molto equilibrato e divertente. Per Lions è il primo anno nel calcio che conta: com'è l'ambiente allo stadio? Aiuta la forte comunità latina lì a Orlando? I nostri tifosi sono fantastici e impressionanti. Allo stadio ci sono sempre 30mila persone ed è fantastico. Nessuno qui a Orlando si aspettava un impatto così forte, è una grande novità per tutti. Anche per noi in campo avere uno stadio intero che ti appoggia e canta è uno stimolo in più. Nel campionato vi capita di volare da una parte all'altra degli Usa per giocare, è pesante? In realtà no, non ci pesa, anche perché non sono così tante le trasferte. In pratica sono solo sette partite contro le squadre dell'altra Conference e a turno si giocano 3 partite in casa e 4 in trasferta o viceversa, dipende dall'anno. Partiamo due giorni prima e torniamo il giorno dopo, c'è il tempo per recuperare. A giocare ogni tre giorni, in ogni caso, saresti stato abituato... Sì, l'ho sempre fatto e non mi sarebbe pesato. Ecco un'altra differenza tra qui e il calcio in Europa è che si gioca una volta a settimana quindi c'è tutto il tempo per recuperare le energie e prepararsi al meglio. Di contro trovi sempre avversari al top della forma, ecco perché c'è tanto equilibrio. Ma a proposito di trasferte lunghe per il campionato, pensi che il futuro del calcio europeo sia simile alla struttura di Mls e Nba? Un campionato europeo a iscrizione e per pochi, ricchi, club? Sinceramente non saprei dirlo, sono decisioni che vengono prese a livello più generali ed è un discorso più complicato. In Europa c'è la Champions League che è la competizione più bella al mondo con partite stupende. A parer mio non vedo un campionato europeo di club ogni anno, ma di sicuro per tanti aspetti la MLS è il futuro e tanti spunti verranno presi da questa struttura. La MLS è il futuro anche perché giocatori come Kakà hanno portato tanti riflettori: Pirlo è nel mirino di New York City, l'ha sentito? No, non l'ho sentito, ma il suo arrivo a New York sarebbe una cosa molto bella per il nostro campionato. Ha sfiorato una Champions da protagonista ed è ancora un giocatore al massimo livello. Se scegliesse la Mls darebbe ragione a chi come me pensa che la MLS è davvero il futuro, anche in campo. Se il futuro sono gli Usa, il passato dice Milan. E' ancora in contatto coi rossoneri? Io ho tantissima nostalgia del Milan e dell'Italia e sarò sempre grato per quello che mi è stato dato alla società rossonera e al calcio italiano. Seguo sempre il Milan quando posso, mi informo e cerco notizie. Poi spesso sento qualche mio ex compagno, il Milan rappresenta tanto per me e sarà sempre una fetta importante della mia vita. Dopo l'ottavo con lei in campo, è arrivato un decimo posto: tornerà grande il Milan? Sono sicuro di sì. Il Milan è destinato a tornare ai vertici in Italia e in Europa semplicemente perché è una grande società. Nel calcio ci sono momenti belli e altri brutti, la società dovrà essere brava a uscire da questi momenti difficili creando belle situazioni per il futuro. Nel giro di poco tempo ritroveremo il Milan al top, si potrebbe prendere la Juventus come esempio. E cosa ne pensa di Inzaghi come allenatore? Sinceramente ho visto poco le partite, quindi non posso giudicare il gioco della squadra. Conosco Inzaghi come persona e come amico e so che vive di questo e ha grandi qualità. Non si può giudicare come allenatore dopo l'unica esperienza, ma avrò modo di dimostrare quanto vale con altre squadre. Invece lei come si vede da qui a dieci anni? Allenatore, dirigente o niente di tutto ciò? Difficile, non ci sto ancora pensando. Vivo molto al momento e per adesso sono concentrato sui tre anni di contratto che ho qui a Orlando. Passiamo al Brasile: può vincere la Copa America in Cile anche senza Neymar? Certo che può vincere. L'assenza di Neymar è importante, ma in squadra ci sono tanti giocatori che possono decidere la partita da soli. A proposito di Neymar, non sono troppe le 6 espulsioni già raccolte in carriera? E' un fuoriclasse, ma deve imparare a gestire meglio le emozioni in campo. Visto il suo talento è normale che gli avversari lo cerchino e lo vogliano cancellare, ma deve superare questa fase della sua crescita e imparare ad incassare e farsi notare solo per le giocate. Parlando di brasiliani, il Barcellona vorrebbe "usare" Gerson del Fluminense per arrivare a Pogba. Cosa ci dice a riguardo? Sinceramente non lo conosco molto bene. Vorrei evitare di dare un mio giudizio. Tra i suoi compagni a Orlando c'è qualche giocatore da consigliare per il Milan o per il calcio europeo? Uno dei più talentuosi per me è Kevin Molino, centrocampista offensivo di Trinidad che però adesso è infortunato. Lo vedrei bene in Europa, così come Cristian Higuita e Pedro Ribeiro. Lavorando bene su di loro come sanno fare in Europa sono convinto che potrebbe ritagliarsi lo spazio. La storia di Pedro poi è bellissima. E' cresciuto nelle giovanili del Cruzeiro, poi ha smesso ed è venuto in Usa per studiare. All'università in South Carolina è stato notato da Philadelphia e portato in MLS, ora gioca con me ed è forte. Ma non era venuto qui a cercare fortuna nel calcio... Chiudiamo ritornando a parlare di Orlando: qual è l'obiettivo al vostro primo campionato? Arrivare sicuramente ai playoff, poi si vedrà. Siamo a buon punto e abbiamo buone possibilità di qualificarci. Dovessimo riuscirci poi è un'altra storia e proveremo sicuramente a vincere il titolo anche se sappiamo che è difficile. Certo faremo una grande esperienza già per la prossima stagione. Fonte: SportMediaset

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