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New York City FC, i trucchi dello sceicco Mansour
Scritto il 2014-06-09 da SoccerItalia su Expansion
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Tutto legale, tutto permesso: fa parte della strategia del miliardario di Abu Dhabi, che più spende in altre imprese calcistiche più può permettersi di aggirare le norme del fai play finanziario

Neanche una settimana fa David Villa era stato presentato (vedi foto sopra) come il colpo ad effetto dei New York City, neonata squadra di calcio del Bronx che parteciperà alla prossima stagione della MLS. Un gran colpo, al prezzo di 10 milioni i City si sono assicurati il più prolifico attaccante della nazionale spagnola, vincitore di un Mondiale e in campo a Brasile 2014 per cercare il bis con la Spagna: a 32 anni, reduce dalla vittorie della Liga con l’Atletico Madrid, Villa non è certo un giocatore sul viale del tramonto.

A distanza di alcuni giorni, poi, l’annuncio che Villa passerà in prestito alla neonata squadra dei Melbourne City fino a che non comincerà il torneo statunitense. La linea rossa dietro il nome di Villa che lega le due squadre situate dall’altra parte del mondo si trova nel nome City, perché entrambe, e non è un mistero, sono società sussidiarie del Manchester City.

E lo spagnolo Ferran Soriano le amministra tutte e tre. Perché mai una squadra come il Manchester City, appena condannata a pagare una multa di 60 milioni di euro alla Uefa per avere infranto le regole del fair play finanziario, decide di acquistare altri due club agli antipodi del suo mondo? Una seconda squadra di New York dopo i Red Bulls (quelli dove ha finito la carriera Thierry Henry) doveva nascere già nel 2010, riprendendo lo storico nome dei vecchi Cosmos (quelli in cui alla fine degli anni Settanta avevano giocato i vari PeléChinaglia e Beckenbauer). Il progetto iniziale non va in porto per difficoltà economiche ed ecco che nel 2012 Ferran Soriano, appena passato dal Barcellona al Manchester City, si inserisce nella trattativa. Finisce che si fanno entrambe le squadre: i Cosmos sono ripartiti l’anno scorso dalla seconda serie, i nuovissimi City di Soriano il prossimo in prima divisione.

Il costo dell’operazione per la creazione del City è stato stimato in 100 milioni di dollari circa, un po’ meno della metà di quanto speso dallo sceicco Mansour nel 2008 per l’acquisto del City di Manchester. Poi ci saranno altri ingenti investimenti per la costruzione di uno stadio nel Bronx sulle rive dell’omonimo fiume, un progetto che è passato in consiglio comunale ma che ha già attirato le ire dei residenti perché deturpa il paesaggio e costringe molti esercenti all’abbandono dei lorostorici locali. Lo scorso gennaio poi, sempre il medesimo sceicco ha acquistato l’80% della squadra australiana dei Melbourne Heart per 12 milioni e li ha chiamati Melbourne City, giusto per non confondersi. E proprio sul nome City si gioca la questione, fondamentale per aggirare le regole di un già traballante fair play finanziario dell’Uefa che sembra scritto apposta per agevolare i ricchi.

Oltre a farsi sponsorizzare il nome dello stadio di Manchester per 400 milioni in 10 anni dalla Etihad, che è poi la compagnia di Abu Dhabi posseduta sempre dal solito sceicco. Oltre ad aver investito altri 150 milioni in una futuristica cittadella dello sport che, ospitando anche le giovanili del Manchester City, diventa un investimento sul settore giovanile e quindi detraibile dai passivi. Nel bilancio del City appare la vendita della proprietà intellettuale del nome City per 30 milioni a parti terze, che poi sono proprio i City di New York e di Melbourne. Tutte manovre assolutamente legali, non questionabili dalla Uefa. In definitiva lo sceicco spende e spande quanto vuole e, (anche) per recuperare il deficit e ottenere l’iscrizione alla prossima Champions League, si acquista due squadre all’estero, cosa che ovviamente non possono permettersi tutti i club, tramite cui si ri-compra il nome dalla squadra originale.

Fonte: Luca Pisapia - Il Fatto Quotidiano (8 giugno, 2014)

Mentre il Liverpool volerà negli USA presentandosi con i migliori per il match dello Yankees Stadium  contro il Manchester City, non lo stesso si può dire per gli avversari. Il Manchester City ha infatti annunciato la lista dei 23 convocati per il tour americano, e a differenza degli anni passati il gruppo sarà privo di gran parte dei suoi talenti. Un fatto sorprendente visto anche che i Citizens scenderanno in campo allo Yankee Stadium, casa del club-fratello New York City FC. Non saranno della partita: Sergio Aguero, Vincent Kompany, Martin Demichelis, David Silva, Yaya Toure, Joe Hart e Edin Dzeko, tutti a riposo dopo i Mondiali, lasciando il City con pochi giocatori noti, quali ad esempio Samir Nasri, Micah Richards, Alvaro Negredo, Gael Clichy e Jesus Navas, oltre agli ex "italiani" Kolarov e Jovetic. I vincitori della Premiership affronteranno anche i campioni MLS dello Sporting K.C. prima di scendere in campo per la Guinness International Champions Cup. Durante il torneo affronteranno il Milan il 27 luglio, il Liverpool il 30, e l'Olympiakos il 2 agosto. La finale dell'ICC è prevista per il 4 agosto al SunLife Stadium di Miami. La lista dei convocati del Manchester City Portieri: Willy Caballero, Richard Wright, Ian Lawlor Difensori: Micah Richards, Dedryck Boyata, Gael Clichy, Karim Rekik, Aleksandar Kolarov, Matthias Bossaerts, Matija Nastasic, Jason Denayer Centrocampisti: Fernando, Samir Nasri, Scott Sinclair, Javi Garcia, Jesus Navas, Jack Rodwell, Bruno Zuculini, Emry Huws Attaccanti: Alvaro Negredo, Stevan Jovetic, John Guidetti, Kelechi Iheanacho

Calcio - Socceritalia

Mentre i fans di Brasile, Spagna e Stati Uniti affollano i vari bar dei five boroughs di New York City, è probabile che dentro gli stessi bar possano trovare dei rappresentanti di un club calcistico che a malapena esiste. Il New York City FC, che non scenderà in campo almeno fino a marzo 2015, è però già in giro in forze in questi giorni di Mondiali cercando di capitalizzare l'interesse per il calcio, e sperando magari di convertire alcuni appassionati di baseball, basket e football americano alla Major League Soccer (MLS). Al-Jazeera: Sarà dura per il New York City FC conquistare l'America I rappresentanti di New York City FC stanno infatti presidiando i 50 bar più importanti di New York per promuovere il team, che al momento ha ingaggiato solo due giocatori e non ha ancora uno stadio (giocherà allo Yankee Stadium per alcuni anni. Il presidio è parte di una spinta aggressiva da parte della nuova franchigia iniziata lo scorso settembre, e che include promozioni in occasione dei match dei NY Yankees (con cui il Manchester City condivide la proprietà del club), e forti dosi di digital e social media. Il management del NYCFC ha chiaro quanto sarà difficile ciò che lo aspetta: lanciare un nuovo team sportivo a New York City, dove gli abbonamenti per i match NFL passano di padre in figlio, e stelle del baseball come Derek Jeter sono riverite. inoltre, ci sono un sacco di cose da fare in città. Senza contare che la MLS e il calcio in genere sono già nel radar. “E' il mercato più difficile, è saturo", spiega Tim Pernetti, chief business officer del New York City FC. “Puoi andare alla spiaggia, agli show di Broadway, ci sono milioni di cose che puoi fare qui". Quindi, da dove partire? Inseguire il crescente numero di fan della Premier League? Puntare agli immigrati dall'Europa o dal Sudamerica appassionati di calcio? I ragazzi? Tutto, dice Pernetti. Ma il focus è sui giovani, visto che la lega vede un'opportunità nel segmento 12-17 anni, cresciuto col calcio in testa. “Quell'audience è importante per noi. la lega è ancora giovane. I ragazzi sono una parte chiave del nostro pubblico potenziale, e aiutano a portare i genitori". Motivo per il quale il New York City FC ha costruito legami con molte leghe calcistiche giovanili. Il team di Pernetti ha inoltre investito molto sul web - particolarmente nel curare fan club e "influenti". Ad esempio, il New York City FC ha chiesto ai tifosi di aiutarlo a sceglier e il proprio logo. Inoltre Pernetti ha fissato un obiettivo aggressivo: “Vogliamo essere il club più seguito della lega”. Al momento il club è quinto nella classifica dei social media, non male considerando che ancora non ha mai giocato. Ma ancora, i New Yorkers sono noti per essere duri da convincere. La MLS ha già un team con base nel New Jersey, i Red Bulls, che ha costruito un buon seguito, ma non è che abbia proprio preso la città. Quello che i Red Bulls non hanno è il legame con gli Yankees, su cui il New York City FC  dovrebbe far leva il più possibile, secondo Brian Cristiano, CEO/Creative Director della Bold Worldwide, società specializzata in sports marketing. “Il legame con gli Yankees è il massimo", spiega.. “Da una parte è un compito difficile. Ma il NYCFC ha costruito qualcosa nel mondo Yankees, che hanno il team dal profilo più alto [in America]. Possono davvero puntare alla base Yankees". Inoltre, il NYCFC ha accesso ai giocatori dei NY Yankees, ai canali marketing del club, al network televisivo Yes Network. “Sono cose che altre squadre nuove non hanno", spiega Cristiano. “I Red Bulls non hanno le stesse cose, e non hanno la location. Mentre essere a New York City è fondamentale”. L'essere in città è cruciale, spiega Patrick McCarthy, proprietario di Nevada Smith’s, il soccer bar più famoso di Manhattan. “Il fatto di poter saltare su un treno e andare alla partita penso ne dichiarerà il successo. E' davvero accessibile". Anche solo perché è a New York City, è già un punto a favore. C'è un mare di persone pronto a riversarsi allo stadio. Ma McCarthy manda un avvertimento al NYCFC: "Non spingete il legame col Manchester City, sarebbe un errore enorme". Pernetti è daccordo, avendo chiaro che i tifosi di altri club come il Manchester United non sarebbero attratti da una squadra che potrebbe sembrare il Manchester City West. Ma al momento il team del marketing si sta focalizzando sull'educazione del mercato potenziale, che in gran parte non conosce Man U e Man City. “Al momento stiamo sfruttando i Mondiali, ma dobbiamo essere continui", spiega. Parte della continuità passerà attraverso cartelloni che saranno posti a Times Square, e con blitz sulla stampa ad ogni ingaggio di giocatore, come nel recente caso di David Villa, il top player spagnolo. Proprio l'ingaggio di stelle sarà la chiave per conquistare i fan newyorkesi, dice Shaka Hislop, ex portiere della Nazionale di Trinidad & Tobago con esperienza in MLS, attuale commentatore della ESPN. “Nella base giovane ed emergente c'è un'enorme fame per lo sport ad alto livello. Portare top players catturerà l'immaginazione dei tiosi di New York”. Infine, il New York City FC sta pianificando la propria presenza di marketing in occasione dei prossimi match calcistici a New York. “La nostra è la squadra della città. Dobbiamo essere rilevanti e rimanerlo. pensiamo che la visibilità in questo momento sia alta, e che non ci sia tempo migliore di questo. C'è una 'fever pitch' [parafrasando il libro di Nick Hornby, NdT] per il calcio negli USA" Fonte: Mike Shields - Wall Street Journal

Calcio - Socceritalia

Niente stadio niente team. Il commisisoner della MLS Don Garber ha reiterato ieri - in occasione di un incontro pubblico a Montreal - le condizioni per i futuri expansion team, che permetteranno alla lega di raggiungere quota 24 nel 2020. Al momento, alle 19 già in campo si sono aggiunte New York City FC e Orlando City - con ingresso nel 2015, e Atlanta nel 2017. Qualche serio problema inizia invece ad esserci per Miami, nonostante l'annuncio ufficiale che vorrebbe vedere la squadra di David Beckham pronta a giocare nel 2017. La "Miami Beckham United" si è vista infatti bocciare dalla città di Miami per la seconda volta una proposta relativa all'area dove costruire lo stadio. E sul tema Garber è stato chiaro: “Non possiamo andare a Miami senza uno stadio in un'ottima location al centro di Miami. Se non sei in grado di trovare il posto giusto per giocare, sarebbe un suicidio per noi abdare lì, dove abbiamo già fallito una volta".  Garber ha riaffermato la volontà della MLS di espandersi con tre team nel Southeast degli Stati Uniti dove al momento non ci sono squadre, ma ha ammesso che ci sono ancora grandi aree degli USA libere, e le opzioni non mancano.  “L'esplosione di interesse nei confronti del calcio pro negli ultimi due anni ci ha davvero sorpreso,sia che si parli di match internazionali o di USL PRO, dove c'è Sacramento che attira 20mila spettatori a partita". Ma intanto negli Stati Uniti iniziano a girare voci di un possibile cambio di programma sia della MLS che di Beckham (che però nel caso non sarebbe coinvolto), e volano le prime ipotesi: Sacramento appunto e San Antonio - che già hanno uno stadio o lo stanno costruendo -, Indianapolis,  Austin, St. Louis, Las Vegas, Detroit e Ft. Lauderdale,  AGGIORNAMENTO 13/6: Secondo alcune voci la MLS starebbe proponendo a Beckham di aggiungersi alla cordata asiatica che attualmente sta trattando l'acquisto della franchigia del Chivas USA, che l'anno prossimo verrà rebrandizzata. La lega spera che l'eventuale ingresso di Beckham - cui sarebbero garantiti gli attuali vantaggi previsti dal suo contratto con al MSL per l'acqusito di un club - possa dare maggior forza al gruppo che acquisterà i rivali dei LA Galaxy. I Minnesota Vikings avanzano Intanto proprio ieri Minnesota Vikings hanno organizzato una conferenza stampa per presentare il match di Guinness International Champions Cup tra il Manchester City, recente vincitore della Premier League, e i 41 volte campioni di Grecia dell'Olympiacos, che sarà seguito dalla partita di campionato NASL tra Minnesota United e Ottawa Fury.  A organizzare il match insieme ai Vikings e alla University of Minnesota (che ci mette lo stadio, il TCF Bank) è la Relevant Sports di Charlie Stillitano, manager con un passato tra NY MetroStars e Champions World (era in società con Giorgio Chinaglia), società che a fine anni '90 portava le squadre europee in tour negli USA come oggi. “Il calcio sta crescendo negli USA, e più di tutti nell'area di Minneapolis e St. Paul”, ha dichiarato Stillitano, che con la sua società sta anche lavorando insieme ai Minnesota Vikings per portare la MLS a Minneapolis a giocare nel nuovo stadio di football in costruzione. Da notare che la Relevant Sports è di proprietà della RSE Ventures, che ha tra i principali azionisti il patron dei Miami Dolphins, Stephen Ross.  Obiettivo dei Vikings è chiaramente occupare lo stadio, che sarà costruito con in mente il calcio, e realizzato in modo da essere adatto ad un pubblico di 20/25mila persone, come già fatto al BC Place di Vancouver e come sarà ad Atlanta, con tetto trasparente e apribile. Nel progetto purtroppo non sembra essere coinvolta la proprietà del Minnesota United della NASL, che sta invece lavorando coi Minnesota Twins per costruire uno stadio per il calcio e presentare la propria franchigia alla MLS. A Minneapolis quindi si profila una lotta per portare il calcio in città che è esattamente il risultato di quell'interesse per il soccer esploso negli ultimi anni in America.  

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