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Amichevoli pre Mondiali. Pareggi per Honduras e Costarica. Sconfitto il Messico
Scritto il 2014-06-08 da SoccerItalia su Concacaf
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L’ultimo test prima della sfida con l’Italia è un mezzo calvario per l’Inghilterra di Roy Hodgson. A SunLife Stadium di Miami poco gioco, una lunga interruzione per un tifone caraibico e neanche un gol contro il modesto Honduras (al 33esimo posto nel ranking mondiale). Dopo il 2-2 con l’Ecuador un altro pareggio, stavolta senza gol.

Tifone Era il 23’ del primo tempo e Inghilterra e Honduras erano sullo 0-0 con poco gioco e pochissimi tiri in porta quando l’arbitro americano Salazar ha interrotto la partita su segnalazione della polizia per un tifone in arrivo. Preoccupavano soprattutto i fulmini. E allora mezzora di stop, stadio evacuato e poi alla ripresa, spalti semideserti. Il tifone a Miami, il tabellone invita a lasciare lo stadio

Tridente lento Hodgson dopo le ottimistiche previsioni della vigilia non deve essersi divertito molto. Nel primo tempo grande fatica ad avvicinare l’area di rigore e una sola azione col trio d’attacco protagonista. Gerrard si abbassa davanti alla difesa, ma il gioco non è fluido perchè gli esterni non salgono e di palloni in prima linea ne arrivano pochi.

Honduras duro Dall’altra parte l’Honduras che è nel girone con Svizzera, Ecuador e Francia è compatto e cattivo (due ammoniti nei primi venti minuti). Classico 4-4-2 per la squadra di Suarez che sembra più avanti degli inglesi sul piano della preparazione. Neanche quando l’Honduras resta in dieci per l’espulsione di Beckeles l’Inghilterra riesce a essere pericolosa. L’Honduras resiste senza soffrire e porta a casa un incoraggiante 0-0.

Pareggio tra Costarica e Irlanda

Al PPL Park di Chister - la casa della Philadelphia Union - ci si aspettavano le prodezze di Navas, Ruiz e Campbell. E, invece sono venute fuori quelle di Pemberton, Ureña e Borges. La Costa Rica pareggia 1-1 contro l’Irlanda, nell’ultima amichevole pre-mondiale con stile. In 10 per più di un tempo per l’espulsione del difensore Gonzalez, va sotto dopo il gol di Doyle, ma pareggia con il centrocampista Borges su rigore,conquistato dall’attaccante Ureña.

Ed è appunto il portiere di riserva Pemberton a chiudere il cerchio,
parando un penalty al centravanti dei LA Galaxy Robbie Keane. L’estremo difensore è stato uno dei giocatori più celebrati dalla stampa: «L’eroe silenzioso».

El Salvador sconfitto dalla Spagna

A Washington la Spagna ha battuto El Salvador 2-0 in amichevole. Del Bosque schiera dal primo minuto Diego Costa, risparmiando all’inizio solo Piqué, Xavi e David Silva tra i titolari.

Proprio l’attaccante dell’Atletico al 4’ si guadagna un calcio di rigore: Cesc Fabregas però calcia alle stelle. El Salvador si chiude a riccio, reggendo ben più del previsto. Il gol delle Furie Rosse arriva solo al 15’ del secondo tempo grazie a David Villa - attaccante appena acquistato dal New York City FC -, entrato al posto di Iniesta. Classica rete in mischia sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Xabi Alonso.

La Spagna continua a spingere, il portiere Hernandez para come mai in vita sua. E quando non ci arriva lui, ci pensa la traversa, come sul destro di Busquets al 36’. Al 42’, però, Villa concede il bis, aiutandosi con la mano. L’arbitro non vede e convalida: finisce 2-0

Messico sconfitto a Boston dal Portogallo

Si è giocata infine venerdì, davanti al tutto esaurito del Gillette Stadium di Foxborough (stadio dei New England Patriots della NFL e del New England Revolution della MLS), l'amichevole tra Portogallo e Messico.
Assente di lusso, Cristiano Ronaldo, ancora sofferente per una tendinite al ginocchio e tenuto a riposo.

L'undici di Paulo Bento non sembra soffrire troppo nei primi minuti: ci vuole una provvidenziale deviazione per consentire la parata a Josè Corona sul bel tiro di Eder. A fare la differenza sull'avanti del Braga l'esperienza dell'inossidabile Rafa Marquez.

Nel secondo tempo per sbloccare il risultato coach Herrera getta nella mischia Javier Hernandez. L'impatto del Chicharito è quasi immediato: bello il suo cross sul quale si avventa Andres Guardado. Gran botta al volo ma la mira dell'attaccante del Bayer Leverkusen è da rivedere.

La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

Calcio - Socceritalia

A guarde Steven Gerrard, non sembra proprio essere un atleta pronto ad entrare nel suo ultimo anno di carriera. Ma l'ex capitano del Liverpool e della Nazionale inglese tornerà a Los Angeles a gennaio, e sembra ormai chiaro che questa sarà la stagione finale. “Non sono sicuro al 100% - ha dichiarato al Daily Telegraph in un intervista rilasciata presso il suo ristorante "Vincents", al centro di Liverpool - ma credo che questo sarà il mio ultimo anno da giocatore”. Il saluto di Steven Gerrard ad Anfield lo scorso maggio Ciò che però sembra preoccupare di più Gerrard è il dopo. Al momento non sembra avere in mano nulla, se non una vaga promessa del Liverpool che ci sarà qualcosa per lui. Una situazione simile a quella di altri giocatori della cosiddetta "golden generation" (che però con la Nazionale nulla ha vinto), tipo Frank Lampard, pieni di entusiasmo e idee ma ormai disincantati. “Dovrebbero ricevere offerte che non si possono rifiutare", spiega Gerrard. "Se uno ha giocato 100 volte in Nazionale e 700 match a livello di club, come può la FA lasciarlo andare? Hanno troppo da offrire. In molti club non succede. Guarda il Manchester United con Ryan Giggs o il Barcellona con Pep Guardiola, che hanno detto loro 'quando avrete finito succederà questo'. “Mi spiace non aver iniziato a prendere i patentini quando avevo 21/22 anni. All'epoca ho sprecato un sacco di tempo negli hotel a guardare 'The Office' e 'I Soprano'. Avrei dovuto prendere il patentino CBA all'epoca per poi poter diventare allenatore ora. Ho avuto recentemente un meeting con la FA e mi hanno detto che ora intendono trovare il modo di coinvolgere di più chi ha giocato in Nazionale un certo numero di partite. Gente quale Jamie Carragher e like Robbie (Fowler) ha troppo da dare per essere lasciata andare". “Ammiro Gary Neville e il suo aver fatto il salto così prest, specialmente in un grande club come il Valencia. Sapevo che Gary era uno che avrebbe potuto avere un ruolo. Bisogna togliersi il cappello”. Gerrard ha recentemente scritto nella sua biografia che avrebbe voluto che il Liverpool facesse di più per tenerlo, in campo o come membro dello staff. “Sarei potuto rimanere nel gruppo, magari con un piano a più fasi". Nelle ultime settimane si è allenato a Melwood sotto la guida del tedesco Jurgen Klopp, sì da arrivare preparato a fine gennaio per il ritiro coi LA Galaxy in vista della stagione 2016 della MLS. “Ho parlato con Klopp. Non ho ricevuto offerte, ma il club si è dichiarato disponibile, seppur senza entrare nei dettagli". Gerrard in allenamento a Melwood “Mi hanno accolto bene. Avrò sempre un debole per il Liverpool e per la FA, ma quando sono a casa intendo lavorare e girare tra i vari club per osservare gli altri allenatori e acquisire esperienza. Di base sarà disponibile da novembre, dicembre, 2016. Tutto il mondo saprà che sono disponibile, e a quel punto sarò al 75% del mio eprcorso da allenatore. Ho il sogno e l'aspirazione di diventare allenatore e dirigente, ma al momento non sono pronto a dirigere. Quando inizi a preparati capisci che è tutt'altro dallo giocare. Devi controllare 25 uomini con personalità molto diversi”. Nel frattempo Gerrard sta imparando da Klopp. “Mi sono allenato con lui un paio di settimane. Ero un suo grande fam già da prima che arrivasse al Liverpool, ma vederlo lavorare coi singoli giocatori è davvero eccitante". Che quello di allenatore fosse il destino prossimo di Gerrard lo sa anche Bruce Arena, coach e GM dei LA Galaxy, - ed ex CT della Nazionale USA - che già lo scorso agosto spiegava come "il prossimo passo di Gerrard è quello di diventare allenatore, non ho dubbi. Sta studiando molto tutto quello che succede qui. Parliamo spesso di ciò che ha fatto al Liverpool e compariamo i nostri appunti". E tra meno di un mese proprio da un uomo di grande esperienza come Arena Gerrard tornerà ad imparare, anche se prima dovrà pensare a guidare i Galaxy sul campo alla sesta MLS Cup della loro storia.

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Grazie alla vittoria sugli USA per 3-2 ai tempi supplementari ieri notte al Rose Bowl di Pasadena, sarà il Messico a rappresentare la CONCACAF alla prossima Confederations Cup. Denominato CONCACAF Cup, il match di ieri era infatti lo spareggio tra le vincitrici delle ultime due Gold Cup per inviare la numero uno del continente a Russia 2017, per la gioia del pubblico messicano che occupava gran parte dello stadio teatro della finale mondiale 1994 persa dall'Italia ai rigori (errori di Franco Baresi e Roberto Baggio) contro il Brasile. Messico in vantaggio con l'attaccante del Wolfsburg Javier "Chicharito" Hernandez già al 10'. Passano solo cinque minuti e gli Stati Uniti pareggiano con il difensore dello Stoke City Geoff Cameron, di testa su un perfetto cross di Michael Bradley. Il Messico domina nel secondo tempo, riuscendo però a trovare il gol con Oribe Peralta nel primo tempo supplementare. A sorpresa arriva però il pari dell'attaccante USA Bobby Wood - subentrato ad un Jozy Altidore inesistente - su cross del terzino degli Spurs DeAndre Yedlin. Ma ad esultare per ultima è El Tri, che col terzino destro Paul Aguilar con un gran tiro al volo al 118' prenota il viaggio per la Russia, dopo che nelle ultime due edizioni era toccato agli USA rappresentare la CONCACAF. Olimpiadi 2016 a rischio La giornata di Klinsmann era iniziata male, con l'Under 23 guidata dal suo vice, l'austriaco Andreas Herzog, battuta per 2-0 dall'Honduras, una sconfitta che pone a serio rischio la qualificazione alle Olimpiadi 2016. Per volare a Rio infatti gli USA dovranno ora battere il Canada e poi nel caso vincere lo spareggio contro la Colombia a marzo. Una giornata nera quindi per il soccer USA e per l'ex attaccante di Inter e Samp, che è sia CT che direttore tecnico delle Nazionali statunitensi, su cui ormai da più parti piovono richieste di esonero immediato, al momento escluse dal presidente della US Soccer Federation, Sunil Gulati. _________________________________________________________ Rose Bowl, Pasadena (CA) - 10 ottobre, 2015 USA vs Messico 2-3 d.t.s. (1-1 rt) Marcatori: MES - Hernandez 10' USA - Cameron 15' MES - Peralta 96' USA - Wood 108 MES - Aguilar 118 USA -- Guzan; Johnson (Evans 111), Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bradley, Zardes (Yedlin 78); Dempsey, Altidore (Wood, 98). MESSICO -- Munoz, Reyes, Layun, Aguilar, Moreno; Marquez (Rivas, 76), Herrera, Guardado (Guemez, 80); Peralta, Jimenez, Hernandez (Corona, 97). Arbitro: Joel Aguilar (El Salvador). Spettatori: 93,723.

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