La partita con l’Irlanda ha restituito alla Costa Rica un po’ di spavalderia ed entusiasmo. E ha ricaricato il centrocampista Celso Borges, intermittente contro il Giappone. Ha realizzato il rigore del pari e ha costruito il gioco con autorità. Ma i tifosi gli vogliono bene da sempre.
Lui, 26enne, [cresciuto nel Saprissa, Ndr] che gioca in Svezia nell’Aik Stoccolma, è figlio di Alexandre Guimarães, l’allenatore di origini brasiliane che ha portato los ticos ai mondiali del 2002 in Corea e Giappone e del 2006 in Germania. Per i più nostalgici «Guima», come viene chiamato a San José, è stato anche il giocatore (sempre centrocampista) che ha fornito l’assist decisivo a Medford nella vittoria contro la Svezia (1-0) durante Italia 90, spalancando alla sua squadra le storiche porte degli ottavi.
Il figlio non poteva che essere un predestinato. In patria ha vinto 5 scudetti con il Deportivo Saprissa ed è nel giro della nazionale dal 2005 quando ha partecipato al mondiale under 17.
L’affetto Girovago come il padre, che ora allena in Cina, dopo 3 anni al Fredrikstad in Norvegia, il centrocampista ha conquistato anche la fredda Svezia, dove è arrivato nel 2012. Alla fine dell’ultimo match di campionato contro l’Elfsborg, lo scorso 15 maggio la curva lo ha chiamato a gran voce e gli ha dedicato uno striscione in spagnolo: «Quest’estate saremo tutti costaricani. Buona fortuna per il mondiale». E nel video, postato su YouTube, lui si commuove.
Ma Borges ora fa le prove da «duro»: sarà il primo rigorista davanti anche a Ruiz e Campbell e su Twitter già carica i compagni come un leader. «Un grande sforzo e tante cose positive: siamo pronti per Brasile 2014», ha twittato ai tifosi, che lo seguono con un affetto crescente (ha 68 mila follower su Twitter e oltre 100 mila su Facebook). Spera di vivere un mondiale da protagonista sulle orme del padre, di cui vorrebbe ripercorrere anche i luoghi dell’infanzia.
Maceiò dove il babbo è nato si trova a 200 chilometri da Recife, dove los ticos affronteranno l’Italia il 20 giugno. In carriera ha giocato anche come attac- cante o esterno, ma dà il meglio di sé come play. La cosa certa è che è un pessimo portiere. Il c.t. Jorge Luis Pinto, nella prima parte della seduta di allenamento, giovedì, alla vigilia del match contro l’Irlanda, ha fatto dei gruppetti e lo ha messo in porta. A bucarlo con un colpo di testa è stato proprio l’estremo difensore Pemberton tra le risate incontenibili dei compagni.
Fonte: Gazzetta dello Sport










































