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Beckham vuole Ibrahimovic a Miami
Scritto il 2014-06-10 da Franco Spicciariello su Calciomercato
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Proprio ieri sono uscite le dichiarazioni di Zlatan Ibrahimovic sulla sua voglia di volare negli USA a chiudere la carriera. La novità è che potrebbe andare a farlo con la la nuova franchigia di Miami di proprietà di David Beckham, che entrerà in MLS nel 2017.

Beckham sta lavorando duro in quetso epriodo per riuscire ad ottenere il via libera per lo stadio, ma nel frattempo avrebbe individuato per la panchina nell'ex allenatore del Manchester United, David Moyes, l'uomo adatto ad assemblare una squadra da zero, e ora in Ibrahimovic il top player in grado di infiammare i supporters della Florida.

L'ex attaccante di Ajax, Juventus, Inter, Barcellona e Milan, vorrebbe giocare ancora due-tre anni in Europa per poi concludere la propria straordinaria carriera in MLS. Ibra e Becks  sono amici, e sono stati compagni di squadra al Milan e a Parigi, e l'ex Spice Boy sa benissimo che Ibra adora Miami, dove porta da anni la famiglia in vacanza. Un feeling rimasto anche a distanza e la proposta dello Spice Boy intriga il campione svedese, che ha dato la propria disponibilità a trattare. Mino Raiola nelle scorse settimane é stato a Miami per motivi di lavoro e ha raccolto l'interesse della MLS.

Un matrimonio che potrebbe andare in porto nel 2017. E anche se allora Ibrahimovic avrà 36 anni e probabilmente si avvierà verso il tramonto di una carriera costellata di trionfi: come uomo-immagine sarebbe perfetto per far decollare, immediatamente, il brand della nuova formazione americana targata Beckham.

Intervistato da Yahoo Sports l'attaccante svedese apre agli Stati Uniti: "Non sono più il calcio di 10 anni fa. Ora tutto sta crescendo e sarebbe una bella esperienza". Non è la prima volta che ne parla, ma forse stavolta la possibilità si avvicina davvero. Con il PSG in viaggio per il North Carolina per la sfida della International Champions Cup contro il Chelsea di José Mourinho, che ne ha presi 4 dai NY Red Bulls, Zlatan Ibrahimovic apre anche all'opzione MLS. "Mi piacerebbe giocare negli Stati Uniti – ha risposto Ibra –. In quale squadra? Non posso dirlo”. Un’apertura a cui lo svedese ha poi aggiunto: “Credo che sarebbe un'esperienza incredibile. Vedo che il calcio sta crescendo molto negli Stati Uniti. Sono stato qui dieci anni fa e il calcio non era a questo livello: ora tutto è cambiato e sta cambiando, sta crescendo e vorrei che arrivasse agli standard del calcio europeo". Ibra al momento è ancora legato al PSG per un anno, l’ultimo prima della scadenza del contratto, anche se per lui si parla di un possibile passaggio alMilan. “Se venissi qui non lo farei certo per portare il mio nome, ma lo farei per portare risultati. Altrimenti non verrei nemmeno. Io gioco per vincere trofei. Questo è il mio lavoro”. Due le opzioni ipotizzabili a questo punto: un trasferimento a fine contratto la prossima estate, o una chiusura di carriera nella città dove ha anche una casa, Miami, che dopo aver avuto il via allo stadio nei giorni scorsi dovrebbe entrare nella lega nel 2018.

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Forse è la volta buona per rivedere Freddy Adu negli Stati Uniti. Dopo un tour che lo ha portato in Portogallo, Francia, Grecia, Turchia e poi, dopo un breve passaggio alla Philadelphia Union, Brasile, Serbia (allo Jagodina, dove in 6 mesi gioca 14 minuti) e Finlandia, l'ex centrocampista della Nazionale USA ha trovato un accordo coi Tampa Bay Rowdies della NASL (North American Soccer League), la Division II, secondo quanto riporta Ives Galarcep su Goal.com. Adu attualmente milita col KuPS, club della prima divisione finlandese, dove da marzo è sceso in campo solo 5 volte, venendo anche spesso schierato nella squadra riserve. Di lui si è parlato poco tempo fa per uno splendido calcio di punizione, ma certo il salto da giocatore del futuro degli USA a un club finlandese di secondo piano è notevole. Esploso all'attenzione dei media di tutto il mondo con l'esordio a 14 anni in MLS con la maglia del DC United, Adu divenne una celebrità in tutti gli Stati Uniti, contribuendo anche con 5 reti nella sua prima stagione da pro e vincendo la MLS Cup 2005. Nel 2007 poi, alcune grandi prestazioni ai Mondiali U20 sembrarono il suo lancio definitivo nel grande calcio. Ma le aspettative non si sono mai realizzate, facendo di lui un secondo Niil Lamptey (un'ipotesi fatta dal Guardian addirittura all'esordio di Adu). Colpa forse anche della sfortuna (fu ad esempio Camacho a volerlo al Benfica, ma fu esonerato immediatamente) ma molto anche del giocatore, su cui da più parti si sono addensate nubi di critiche relative ad una certa supponenza e poca voglia di allenarsi. Dopo il suo trasferimento in Europa, nel 2012 la sua carriera sembrava essersi ripresa a Philadelphia (24 match e 5 gol), ma a fine stagione la rottura col club e il passaggio al Bahia (una sola presenza in campionato) hanno riavviato il percorso discendente. A soli 26 anni però Adu ha ancora molto da dare al calcio, e a Tampa Bay troverà un suo mentore, l'ex CT dell'Under 20 Thomas Rongen, uno dei migliori allenatori di sempre nella storia del calcio statunitense, che ha recentemente anche guidato le Samoa Americane alla loro prima vittoria in un match di qualificazione mondiale. E la NASL sembra il trampolino ideale per rilanciarsi. Reduce da un ottima Spring Season 2015 chiusa al secondo posto, Tampa punta sul fantasista di origini ghanesi per aggiungere quel pizzico di fantasia ai gol di Stefano Pinho e Jose Angulo, puntando a sfidare i NY Cosmos.  Le attese ci sono, ma stavolta su di lui non c'è certo il peso di dover diventare il salvatore del soccer USA. Ma certo se riuscisse a portare Tampa a battere i Cosmos per il titolo NASL, vendicando la sconfitta nel Soccer Bowl 1978, ai tempi delle sfide acerrime tra Rodney Marsh e Giorgio Chinaglia, potrebbe finalmente riprendere la via per comunque diventare un giocatore a tutti gli effetti. AGGIORNAMENTO 15/7 OFFICIAL: The Rowdies have signed MF/F @FreddyAdu! Welcome to Tampa Bay, Freddy! READ MORE --> http://t.co/iiTDLQrT0P pic.twitter.com/QELTEm7raT— Tampa Bay Rowdies (@TampaBayRowdies) July 14, 2015

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L'estate sta per arrivare e per forza di cose si aprirà anche la tanto odiata/amata sessione di calciomercato. Che per la Major League Soccer vuol dire l'arrivo di campioni come Gerrard e Lampard. Ma non solo, perché secondo diverse voci dall'Europa il campionato statunitense vorrebbe pescare altri pesci grossi. Secondo un tabloid svedese, infatti, Zlatan Ibrahimovic si sarebbe recato all'ambasciata statunitense di Parigi per richiedere "Immigration VISA" che gli permetterebbe di vivere negli Stati Uniti. Ovviamente solo voci, ufficialmente non confermate (ovviamente) che potrebbero essere vere come no. Ibrahimovic è sotto contratto con il PSG fino al 2016. Il Daily Mail invece, fonte comunque non molto attendibile (ne parlano anche in Messico), afferma che l'Orlando City si sarebbe lanciato su il Chicharito Hernandez, attualmente al Real Madrid. Il centravanti messicano è chiuso nel club spagnolo e, nonostante tante richieste da club importanti in Europa, potrebbe accettare molti soldi dalla MLS e diventare una delle vere e proprie stelle, dentro e fuori dal campo, del campionato attirando anche i tanti messicani, o di origine messicana, che vivono negli States. Un futuro ormai scritto per il Chicharito negli USA, che sia quest'estate o più avanti è tutto da vedere. Il Coach del Messico, Miguel Herrera, ha elogiato la MLS dicendo che non ci sarebbe nessun problema per lui se Hernandez andasse nel campionato USA. Rafael Van Der Vaart difficilmente si trasferirà allo Sporting Kansas City per una possibile mossa che Coach Vermes ha definito "Senza senso" per la squadra vincitrice della MLS Cup 2013.

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