SPORT
Sky Online: Mondiali, Champions e Europa League dove vuoi
Scritto il 2014-05-05 da Franco Spicciariello su Soccer Business
Tweet

Attivo da alcune settimane, Sky Online è il nuovo servizio di streaming via internet che offre contenuti di qualità fruibili da computer, tablet, Smart Tv e game console Sony PS 3 e PS4. Anche se non si è già abbonati Sky, adesso è possibile vedere in diretta i principali eventi sportivi, le più belle serie tv e il Grande Cinema di Sky.

Cos’è Sky Online: pensato per la platea dei nativi digitali che non hanno ancora Sky e vogliono iniziare a conoscerne il mondo, o per chi non può installare la parabola, Sky Online contiene solo una selezione dell’offerta Sky; ad esempio, non contiene la Serie A, la Serie B, la Premier League e la Liga Spagnola, o programmi quali Masterchef, X-Factor, Hell’s Kitchen o The Apprentice. Ma non è un problema per chi è già un abbonato Sky, che può invece accedere a tutti i programmi di Sky Online e non solo, gratuitamente, tramite Sky On Demand e Sky Go.

Come funziona: per iniziare a utilizzare Sky Online basta registrarsi sul sito www.skyonline.it, inserire i propri dati e scegliere il metodo di pagamento preferito tra carta di credito, prepagata o Paypal. Si avrà diritto a 7 giorni di prova a 1€, con accesso illimitato a tutti i programmi dei ticket cinema e serie tv, mentre il primo evento sportivo acquistato è scontato di 1 euro.

http://www.everyeye.it/public/immagini/09042014/Videogiochi_notizia.jpg

Per non proseguire dopo la prova, occorre entrare nella propria Area Personale e disattivare il rinnovo automatico preimpostato sul ticket Serie TV; sempre dall’Area Personale è possibile scegliere in qualunque momento i ticket da attivare o rimuovere. Per venire incontro ai clienti, Sky Online non prevede un abbonamento a lungo termine: cinema e serie tv si pagano un mese alla volta, ed il rinnovo automatico può essere disattivato in qualsiasi momento, mentre lo sport si paga evento per evento.

Fanno parte dell’Offerta Sport i Mondiali FIFA 2014, le partite di UEFA Champions League e UEFA Europa League - con finale a Torino -, la Formula 1 e la , il MotoGP con Valentino Rossi,  la Bundesliga e tanti altri eventi di tennis, rugby e golf, tutti in diretta; si paga partita per partita o acquistando gli eventi multi-giorno (i prezzi sono disponibili sul sito).

http://www.cocobelo.it/wp-content/uploads/2014/04/SerieTV.jpg

Il Ticket mensile Cinema, al prezzo di 19,90€ consente l’accesso a oltre 500 film on demand con 10 nuovi film a settimana (alcuni anche in lingua originale), 8 canali Sky Cinema e Sky TG24. Il Ticket Serie TV, sempre mensile, costa invece 9,90€ e permette di vedere circa 30 serie tv, con gli ultimi episodi delle serie americane del momento e interi cofanetti, oltre a 4 canali dedicati (Sky Atlantic, Fox, Fox Life e Fox Crime) e Sky TG24. Tra le serie disponibili troviamo ad esempio House of Cards, Game of Thrones, Scandal, Grey’s Anatomy, Da Vinci’s Demons, The Walking Dead, The Following, C’era una volta, The Killing, Revenge. È possibile acquistare entrambi i ticket per 24,80 euro al mese.

Con Sky Online lo streaming in Italia è di qualità.
Sponsored by Sky

Una Champions League americana, che potrebbe sostituire la Copa Libertadores, è l'idea di Riccardo Silva per rendere commercialmente attraente il pallone oltreoceano e unire definitivamente il nord con il sud America. Una Champions League americana, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, della durata di circa otto mesi, ben inserita nei calendari della Concacaf (Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi) e della Conmebol (Confederazione Sudamericana di calcio), alla quale dovrebbero partecipare sessantaquattro squadre, 16 da Brasile e Stati Uniti, 10 argentine, 8 messicane, 3 colombiane, 2 cilene e uruguaiane, una paraguaiana; ai preliminari due ecuadoregne, peruviane, boliviane, costaricensi, caraibiche e una guatemalteca. Al momento si tratta solamente di un sogno, un’idea, un business che potrebbe partire nel 2019 e che secondo il suo ideatore, Riccardo Silva (presidente e principale azionista della MP & Silva, mpsilva.com), “sarà come la Uefa Champions League”. Ma c’è di più, forse uno dei motivi scatenanti: “Nel football americano, nel basket e nel baseball gli Stati Uniti sono i migliori del mondo, nel calcio no. Con questa competizione i club statunitensi avranno l’opportunità di misurarsi con alcune delle squadre più forti del pianeta e migliorarsi”, ha detto a Victor Garcia, giornalista del sito spagnolo El Confidencial. Idea, che promette bene dal punto di vista economico – 5 milioni di dollari a ogni partecipante, 30 alla vincitrice, per un montepremi di 440 –, non è però piaciuta a tutti, soprattutto in Sudamerica, dove ci sono le squadre più importanti, quelle che darebbero lustro alla competizione e che dal 1960 hanno reso famosa e ambita la Copa Libertadores, di fatto la Champions sudamericana, la cui vincitrice, a parte due volte, contende all’Europa il Mondiale Fifa per Club. Eduardo Ache, presidente del Nacional di Montevideo, si è detto d’accordo a patto che non soppianti la Libertadores; un “desiderio” l’ha definita Luis Segura, attuale numero uno ad interim dell’Afa (Asociacion del Futbol Argentino), che al momento ha problemi più grossi che pensare a una Champions americana: “Tuttavia non c’è niente di concreto”, ha chiosato. Pare, infatti, che sia stato Marcelo Tinelli, vice presidente del San Lorenzo e da poco anche della stessa Afa, il referente del progetto in Argentina. Presentatore televisivo e uomo di calcio, Tinelli correrà per il trono della federazione contro Segura, forte pure dell’appoggio di Daniel Osvaldo Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires e candidato alla presidenza della Repubblica, per molti il futuro presidente. Il paraguaiano Juan Angel Napout, numero uno della Conmebol, ha sottolineato di non avere in mano nulla di concreto ma che se i club presenteranno un progetto lo prenderà in considerazione. “Non solo lo conosco, ma abbiamo firmato una lettera d’intenti a favore della nuova coppa”, ha dichiarato al Clarin il presidente del River Plate Rodolfo D’Onofrio, facendo capire quanto ne abbiano parlato in ambienti diversi dalle federazioni nazionali e continentali. Daniel Lagares, commentatore del Clarin, ha definito l’idea un “meganegocio” (un mega affare) più per i grandi network televisivi che per il calcio: “È legittimo credere che il denaro possa frenare la vendita di calciatori sul mercato europeo, creando una nuova consapevolezza e valorizzando i settori giovanili, ma a niente servirà un futbol ricco senza trasparenza e senza una profonda pulizia dell’amministrazione delle federazioni e del management degli stessi club”. Gli scandali che dall’Afa alla Conmebol e alla Concacaf arrivano sino alla Fifa non fanno sperare niente di buono, ma sempre secondo Lagares, con le migliori intenzioni, il momento per un cambiamento radicale del football sudamericano e mondiale è propizio. Anche se passa da uomini d’affari che hanno eretto i diritti televisivi a massima espressione del calcio? Riccardo Silva è nato a Milano il 4 giugno del 1970, bocconiano, la sua famiglia paterna è proprietaria di uno dei principali gruppi chimici italiani. Ha fondato la MP & Silva a Singapore nel 2004 (società considerata uno dei tanti bracci della multinazionale Infront Sports & Media, che in Italia, tra le altre cose, è Advisor della Lega Calcio per la commercializzazione dei diritti televisivi e media dei campionati di serie A e B, Coppa Italia e Supercoppa), facendola diventare leader mondiale nella distribuzione dei diritti televisivi; dalla Premier League alla Nba, dalla Nfl alla F1, dalla Cbf al Comitato olimpico asiatico, per un fatturato di 750 milioni di dollari l’anno. Silva è socio del Flamengo e, insieme a Paolo Maldini, proprietario del Miami FC, che giocherà la Nasl (North American Soccer League, “la quale permette più flessibilità e indipendenza della Mls”). Sul sito personale (riccardosilva.com) ha scritto di far parte di diverse organizzazioni, tra cui il Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti, l’Arts Club di Londra e il Pd. Da come si descrive e da come ne scrivono Riccardo Silva pare il deus ex machina del calcio mondiale (i club italiani, a dire la verità, ancora non hanno capito se sui diritti televisivi è troppo bravo lui a rivenderli o troppo generosa la Lega a cederli, visti i ricavi della sua società), l’uomo che potrebbe dare vita all’America Champions League e che potrebbe cancellare con una firma una delle manifestazioni che hanno fatto e fanno la storia del football, la Copa Libertadores. Fonte: Francesco Caremani - Il Foglio

Calcio - Socceritalia

Lo scandalo FIFA avrà probabilmente conseguenze che si dilungheranno per anni, e quanto accaduto in questi giorni è probabilmente solo la parte iniziale. Lo si può capire anche dalle parole di Jack Warner, l'ex vice-presidente della Fifa e presidente CONCACAF dal 1990 al 2011, arrestato nella sua Trinidad & Tobago e poi rilasciato su cauzione, che ieri ha parlato in televisione e minacciato di rivelare tutto quello che sa alla giustizia USA, aggiungendo inoltre di temere per la sua vita. "Non manterrò più segreti per loro che hanno cercato di distruggere il Paese", ha detto senza specificare di quale Paese si trattasse. E ha aggiunto: "Temo per la mia vita". Oltre a Warner, tutta la struttura che retto la CONCACAF negli ultimi 25 anni è stata decapitata. L'FBI ha cominciato da Chuck Blazer, Segretario Generale della CONCACAF dal 1990 al 2011, membro dell'Esecutivo FIFA dal 1996 all'aprile 2013, sostituito poi dal presidente della USSF Sunil Gulati. Blazer, da tempo malato e sotto inchiesta. è diventato l'informatore su cui il Dipartimento di Giustizia americano ha costruito l'inchiesta FIFA che ha portato alle dimissioni di Blatter. LEGGI: Chuck Blazer, la talpa USA che sta facendo saltare la FIFA Dopo Blazer, il nome di spicco nella lista degli arrestati FIFA è stato quello di Jeffery Webb (Isole Cayman), presidente della CONCACAF e vicepresidente FIFA vicinissimo a Blatter, cui apportava i voti delle piccole - ma numerose - isole caraibiche membre delle Federazione Internazionale che vede più paesi rappresentati di quanti ce ne siano all'ONU. LEGGI: La FIFA spiegata tramite Webb e le Isole Cayman In sintesi la CONCACAF - insieme in parte al Sudamerica - sta risultando il perno di tutta l'inchiesta che, come detto, ora inizierà ad approfondire in maniera più completa ruoli e responsabilità. Sul tema però sarebbe interessante ascoltare il giudizio di qualcuno che vive e lavora in Italia, e che di quanto accaduto negli scorsi anni nella CONCACAF qualcosa almeno dovrebbe sapere, anche solo per sentito dire. Il riferimento è a Italo Zanzi, quarantenne CEO della AS Roma. Italo chi? Fisco possente e bell'aspetto (molto apprezzato dalle signore romane), Zanzi ha alle spalle un passato sportivo nel calcio giovanile e poi come portiere della nazionale a stelle e strisce di pallamano, con cui ha vinto la medaglia di bronzo nel 2003 ai Giochi Panamericani. Laurea in storia dell’arte e master in legge con abilitazione alla professione forense nel 2005 ha vinto l’ambitissimo El Diario Award, assegnato ogni anno dalla comunità ispanica ai volti emergenti di politica, sport e spettacolo, per poi candidarsi al Congresso coi Repubblicani nell’area di NY, facendo commentare al New York Times: «Questo Zanzi non passerà inosservato. È carismatico, istruito, combattivo e anche glamour. Ha un potenziale enorme, può affrontare qualsiasi sfida». Di lì ha preso il volo la sua carriera. Zanzi- scrive il sito della AS Roma - [dal dicembre 2007] fino a ottobre 2011, ha avuto la funzione di Vice Segretario Generale della CONCACAF,  la confederazione calcistica del Nord e Centro America e dei Caraibi. Durante questo incarico, Zanzi ha supervisionato gli eventi e le attività redditizie della confederazione, come la CONCACAF Champions League e la CONCACAF Gold Cup, e ne ha gestito la comunicazione e il marketing: inoltre Italo ha rappresentato la confederazione all’interno della commissione FIFA per il Fair Play e le responsabilità sociali e della commissione dei media.   Zanzi è stato quindi per quattro anni il vice di Chuck Blazer (segretario generale CONCACAF dal 1990 al 2011) durante la presidenza Warner, e poi per alcuni mesi ha collaborato con il nuovo segretario ad interim Ted Howard (diventato poi vice a sua volta con la nomina di Enrique Sanz) e il neo presidente (dal maggio 2012) Jeffrey Webb. Un rapporto stretto anche quello con Webb, visto che - secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport - questi lo avrebbe voluto alla FIFA per assumere un incarico qualora fosse riuscito ad ereditare il trono di Joseph Blatter. In quegli anni Zanzi ha avuto la fortuna di affiancare Blazer nel lavoro e nei viaggi - immortalati nel blog del paffuto ex dirigente USA, "Travels with Chuck Blazer and his Friends..." - e ieri negli USA è stato reso noto il verbale delle dichiarazioni di Blazer, in cui si può leggere: "I and others agreed to accept bribes and kickbacks in conjunction with the broadcast and other rights to the 1996, '1998, 2000, 2002, and 2003 Gold Cups. Beginning in or around 2004 and continuing through 2011, I and others on the FIFA executive committee agreed to accept bribes in conjunction with the selection of South Africa as the host nation for the 2010 World Cup. Among other things, my actions described above had common participants and results." Quindi, nel periodo 2007-2011, mentre Zanzi era il vice di Blazer questi si faceva corrompere dal Sudafrica per l'assegnazione dei Mondiali 2010. Non solo. Negli anni da vicesegretario generale Zanzi aveva come compito, tra gli altri, quello di occuparsi di comunicazione e marketing anche della Gold Cup, sui cui Blazer ha ammesso di aver "guadagnato" illegalmente fino all'edizione 2003 (prima quindi dell'arrivo di Zanzi). Temi peraltro per i quali era stato voluto da Blazer stesso, che nel comunicato di presentazione della sua nomina aveva detto: “I am very pleased to announce that Italo Zanzi will join us from his role at Major League Baseball in the USA, in the capacity of Deputy General Secretary. Italo’s experience in international TV and sponsorship in sport will prove an invaluable asset to CONCACAF as we enter a new phase for the Confederation; we are pleased that Italo will be joining our team in New York and everyone is excited by the work that lies ahead.” A questo punto la domanda sorge spontanea, pur nel massimo rispetto dei principi del garantismo: ma in tutti quegli anni lavorando e viaggiando insieme, sedendo agli stessi tavoli, con le stesse persone - Blazer, Webb e Warner - con anche sulle spalle responsabilità importanti sul business della Confederazione, possibile che non si fosse accorto di nulla? Che non avesse sentito nulla? Che i manager TV con cui si confrontava non avessero proferito parola sui kickbacks dati al suo capo Chuck Blazer? La questione è seria, in quanto l'inchiesta è comunque agli inizi e molti nomi devono ancora uscire, come ha sottolineato Jack Warner, e come si deduce dal verbale di Blazer quando dice "I and others" riguardo le operazioni illegali compiute, senza dare specifiche. Ed è ancor più seria per una società come l'AS Roma che tiene molto alla sua immagine internazionale, specie a quella negli USA dove si sta svolgendo l’inchiesta, paese della proprietà guidata dal finanziere Jim Pallotta. LEGGI: Zanzi, AS Roma: "MLS nostra alleata. Possiamo aiutarci a vicenda" Lascia perplessi che in questi primi giorni nessuno in Italia si sia posto domande su Zanzi o ne abbia fatte. Sul tema basterebbe peraltro una dichiarazione del CEO della AS Roma (sul modello di quelle, ad esempio, del presidente della USSF, Sunil Gulati) che spiegasse bene il suo ruolo nella CONCACAF e i suoi rapporti con i soggetti coinvolti nell'inchiesta, a lui superiori funzionalmente nella CONCACAF, per dissolvere ogni possibile dubbio di chiunque, che al momento sarebbe basato sul nulla. Certo, poi sarebbe farsi delle domande sulle sue capacità manageriali, se nella posizione di vicesegretario generale in carico del business per quattro anni Zanzi non ha mai sentito, visto o saputo nulla. Ultimo spunto: è di questi giorni la notizia che la AS Roma avrebbe scelto come nuovo Team Manager (sorta di responsabile di tutta la logistica) Manolo Zubiria (a destra nella foto), entrato nelle fila giallorosse già nel 2013 come "Head of Special Projects". Zubiria, come Zanzi, è un ex CONCACAF, dove dal 2008 al 2013  - tre anni con Blazer e Warner e due con Webb quindi - è stato "Managing Director of CONCACAF Marketing and TV, responsible for TV distribution and production of CONCACAF’s international soccer competitions, as well as the sponsorship sales business. Negotiate broadcast rights deals directly with television networks in North, Central America and Caribbean to increase the coverage and exposure of the competitions and the CONCACAF brand", come riporta il suo profilo LinkedIn. Anche qui, nulla da dire? La precisazione di Italo Zanzi all'ANSA Fifa: Zanzi, indagini non mi riguardano Il ceo della Roma, non sono coinvolto nell'inchiesta in corso (ANSA) - ROMA, 9 GIU - "In riferimento a quanto riportato recentemente da alcuni media, tengo a precisare di non essere in alcun modo coinvolto nelle indagini riguardanti Fifa e Concacaf". Dopo essere stato accostato al terremoto che sta sgretolando la Fifa, il ceo della Roma Italo Zanzi precisa la sua posizione all'Ansa. "Poiché è in corso un'inchiesta, sarebbe inappropriato ogni altro commento", conclude il dirigente giallorosso che, prima di arrivare nella Capitale, era stato vicesegretario generale della Concacaf.

Calcio - Socceritalia

La storia di una piccolissima federazione calcistica caraibica è utile per capire il funzionamento del cosiddetto "sistema Blatter" Le Isole Cayman sono un arcipelago di tre isole che si trova nel mare delle Antille, a sud di Cuba. Le Cayman sono un territorio d’oltremare britannico: hanno una loro autonomia, una loro valuta e un loro governo ma riconoscono la sovranità della regina Elisabetta II. Le Isole Cayman sono note soprattutto per due ragioni: sono una popolare meta turistica e, soprattutto, sono un famoso paradiso fiscale – un luogo in cui le tasse sono basse o assenti e i depositi bancari molto agevolati e poco controllati. Dalla Cayman arriva Jeffrey Webb, uno dei dirigenti FIFA arrestati a Zurigo, in Svizzera, il 27 maggio, in quanto sospettato di corruzione da un’inchiesta statunitense. Fino a quel momento Webb era uno dei vice presidenti della FIFA e il presidente della CONCACAF, la confederazione calcistica dell’America del nord, centrale e caraibica. Nonostante l’importante carica di Webb, le Isole Cayman non sono mai state calcisticamente rilevanti: occupano il 191esimo posto (su 209) nella classifica mondiale FIFA e sia la sua squadra nazionale che i suoi club non hanno mai raggiunto risultati importanti. Uno dei motivi è che gli abitanti delle Cayman sono meno di 60mila: più o meno quelli di Agrigento. Il New York Times spiega però che nonostante i così pochi abitanti – tutti insieme non riuscirebbero a riempire lo stadio in cui si giocherà la finale di Champions League – e la scarsa rilevanza calcistica, le Cayman sono riuscite a ricevere dalla FIFA molti fondi: quasi 2 milioni di euro dal 2002 a oggi, usati per costruire un una nuova sede per l’associazione calcistica nazionale e diversi campi da gioco (non ancora completati). Quello delle Cayman è uno dei migliori esempi del cosiddetto “sistema Blatter”, il meccanismo politico grazie al quale il presidente della FIFA, che ha annunciato ieri le sue dimissioni dopo essere stato rieletto il 29 maggio per un quinto mandato, ha ottenuto e mantenuto la fiducia – e il voto – di tante piccole federazioni nazionali, molte delle quali entrate nella FIFA proprio durante la presidenza Blatter, iniziata nel 1998. Queste federazioni sono poco rilevanti a livello calcistico ma molto importanti per il loro voto, che ha lo stesso valore di quello di nazioni più grandi e popolose e con nazionali più forti. Sepp Blatter è stato molto furbo, ha spiegato David Larkin, un avvocato specializzato in sport internazionale e direttore di ChangeFiFA, un’associazione che dal 2010 ha lo scopo di monitorare e migliorare la FIFA: «Le Isole Cayman sono un esempio di come funziona l’assistenza finanziaria della FIFA alle federazioni nazionali». La FIFA finanzia, spiega Larkin, e di conseguenza le federazioni si sentono “in debito” nei suoi confronti. Il New York Times scrive che nel 2013 Sepp Blatter fu ospitato a una cena organizzata da Webb per celebrare la sua elezione a presidente della CONCACAF e proprio in quell’occasione Blatter parlò di Webb come di un possibile futuro presidente della FIFA. Dopo aver mostrato la vicinanza tra Blatter e Webb, l’articolo descrive quali sono al momento le ipotesi di reato che riguardano Webb e il suo assistente Costas Takkas, anche lui arrestato a Zurigo il 27 maggio. Webb è stato eletto presidente CONCACAF nel 2012 ed è succeduto a Jack Warner, anche lui arrestato il 27 maggio e poi rilasciato su cauzione. L’indagine statunitense crede che entrambi ricevettero tangenti dalla stessa società: Traffic Sports USA, una società di marketing sportivo che negli ultimi anni è riuscita a ottenere – si ipotizza illecitamente – diritti relativi a importanti competizioni nordamericane. Il presidente di Traffic Sports USA, Aaron Davidson, è uno dei cinque dirigenti di società di marketing tra gli indagati dell’indagine statunitense. L’articolo del New York Times spiega che prima dell’arresto Webb era molto popolare alle Isole Cayman: soprattutto perché si stima che, grazie a lui, l’economia dell’isola sia cresciuta di circa 28 milioni di euro. Un altro dato mostra l’effetto della presidenza di Webb sulla federazione calcistica delle isole Cayman: la federazione dal 2010 al 2014 ha perso posizioni nel ranking FIFA ed era arrivata nel 2014 al posto 205, con solo quattro paesi alle spalle. Poi è riuscita nel 2015 a guadagnare 14 posizioni. Le presunte tangenti ricevute da Webb mostrano, nel piccolo contesto delle Cayman, la peculiarità di quello che si definisce “sistema Blatter”: nonostante le sospette irregolarità, in questi anni sia la FIFA che le tante federazioni nazionali paragonabili alle Cayman sono riuscite a ottenere importanti risultati economici. Fonte: IlPost.it

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2015-2016

 


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018