Alex Del Piero è tornato in Italia, a Milano, ma solo momentaneamente, per partecipare alla Giornata Nazionale della Previdenza. Inevitabile però che finisse a parlare di calcio e del suo futuro, a cominciare dalla chiusura del suo rapporto con il Sydney, durato due stagioni. "In Australia c'è un grande benessere - ha detto Del Piero - e la gente ha un approccio positivo. Anche il calcio lì è un riferimento importante per la cultura. In Australia il clima è davvero bello e la sua cultura fa crescere a livello interiore". Lasciato il Sydney FC, Del Piero non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro. Ma se chiamasse una squadra italiana? "La mia carriera in Italia è finita con la Juventus".
L'ex capitano juventino, che a novembre compirà 40 anni, ha anticipato le sue intenzioni: "La mia ambizione è quella di continuare a giocare, non è un segreto che Los Angeles mi piaccia, gli Stati Uniti sono interessanti così come il Giappone. La scelta non è solo quella di giocare a pallone, ma a 360 gradi". Un suo sbarco a LA sarebbe però problematico, visto che sia i Galaxy che il Chivas USA hanno sotto contratto tre Designated Players, con unica possibilità che proprio il team di Bruce Arena ceda il difensore Omar Gonzalez dopo i Mondiali.
"L'Italia mi manca - ha aggiunto l'ex numero 10 della Nazionale campione del mondo 2006 - E' sempre bello tornare qui. La Juventus? Ha fatto un grande campionato, ma i miei complimenti vanno anche alla AS Roma".
Il discorso si sposta poi sul Mondiale in Brasile, cui manca ormai meno d'un mese... "La Coppa del Mondo è un torneo dove serve un rendimento al 100%, perché tutto si concentra in poco tempo. Questo Mondiale, poi, sarà speciale, perchè il Brasile è il paese del calcio".
Corradi: "Del Piero spot per l'Italia negli USA"
Della possibilità di vedere Alex Del Piero in MLS ha parlato Bernardo Corradi . L'ex attaccante della Lazio infatti ha chiuso la carriera al Montreal Impact l'anno scorso: "Sinceramente che Del Piero avesse la possibilità di andare negli Stati Uniti l'avevo intuito. Insomma, sapevo che nella sua idea c'era quella di andare negli USA, poi ha avuto la possibilità di andare in Australia e ha fatto la differenza, nonostante non avesse la brillantezza dei vent'anni. Quel che posso dire è che gli consiglio di fare quest'esperienza. Un campione come lui darebbe anche una bella immagine al calcio italiano negli Stati Uniti. Circa la mia esperienza posso dire di essere stato benissimo a Montreal e ancora ringrazio il loro presidente per avermi dato l'opportunità di questa esperienza di vita".










































