Cinque mesi fa Michael Parkhurst e Maurice Edu non avevano alcuna speranza di entrare nei 23 per i Mondiali. Entrambi giocavano (più che altro stavano in tribuna) in Europa - Parkhurst all'Augsburg, in Bindesliga, Edu allo Stoke City - trdopo essere cresciuti ed esplosi in MLS, e nonostante il loro nome fosse ancora importante in America, erano ormai fuori dal radar del CT USA Jurgen Klinsmann.
Proprio per ridare vita alle rispettive carriere, tutti e due hanno deciso di rientrare in MLS lo scorso inverno, e grazie alle prestazioni in campionato si stanno riconquistando un posto in Nazionale.
Parkhurst, difensore di 30 anni cresciuto nel New England Revolution, ha sino ad oggi giocato ogni minuto col Columbus Crew sorprendentemente in testa alla Eastern Conference. Edu, centrocampista 28enne, ha fatto lo stesso per la più deludente Philadelphia Union - che ha fatto di tutto per averlo -, di cui però è la stella indiscussa.
Parkhurst ha militato nel New England di Steve Nicol nel periodo 2005-2008, perdendo due finali di MLS Cup, per poi volare in Danimarca al Nordsjælland per quattro stagioni prima del salto in Bundesliga, dove però le cose non sono andate come previsto: due sole partite nel 2012/13 e nessuna nella prima parte di questa stagione.
Edu, ex stella della University of Maryland, in campo tre volte ai Mondiali 2010, dopo un ottima esperienza ai Rangers, si è perso tra i turchi del Bursaspor e lo Stoke City, dove l'allenatore Kim Hughes lo ha ignorato, lasciandolo andare in prestito a Philly a gennaio. Per tornare a casa entrambi hanno accettato una riduzione di contratto: Edu ora guadagna $650,000, Parkhurst $300,000.
Mentre Klinsmann restringe la lista delle scelte, quella di Edu per il centrocampo USA sta diventando una candidatura sempre più seria, come l'ipotesi di vederlo a fianco di Michael Bradley, Jermaine Jones e/o Kyle Beckerman. La versatilità è invece il punto di forza di Parkhurst, capace di giocare in mezzo o da terzino.
Anche Bradley ha lasciato l'Europa in inverno, nello specifico la AS Roma e la Serie A, per aggiungere il Toronto FC, quando avrebbe potuto scegliere molti altri club oltre oceano. Ma un contratto monstre da $6,5 milioni e la chance di tornare a casa dopo 8 anni in giro sono stati irresistibili.
Situazione simile per Clint Dempsey la scorsa estate, il cui posto in campo al Tottenham era a rischio, preferendo così diventare la stella dei Seattle Sounders e il giocatore più pagato della MLS ($6,7 milioni annui). E la scelta sta pagando quest'anno: 5 gol e due assist negli ultimi tre match. Lui e Klinsmann non potevano sperare di meglio.
Parkhurst, Edu, Bradley e Dempsey: il vento di ritorno spinge gli americani verso casa, come spesso acaduto ai brasiliani prima dei Mondiali. Un segnale della "normalizzazione" del calcio in America,










































