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Il problema della CONCACAF Champions League
Scritto il 2014-04-25 da Franco Spicciariello su Concacaf
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Il centrocampista Gerardo Torrado, un veterano della Nazionale messicana, che col suo Cruz Azul aveva perso ben sette finali, a fine partita era in lacrime. Nel frattempo, dall'altra parte, l'allenatore del Toluca José Cardozo e uno dei suoi giocatori se la prendevano con l'arbitro per la disperazione.

Al fischio finale i fans de La Máquina di Città del Messico festeggiavano lungo il Paseo de la Reforma, e lo stesso facevano i giocatori del Cruz Azul all'interno dello Estadio Nemesio Díez abbracciando il trofeo della CONCACAF Champions League. Una vittoria che per il Cruz Azul è la sesta di sempre, e che vale il biglietto per il Mondiale per Club che si giocherà in Marocco a dicembre.

Peccato che fuori dal Messico di tutto ciò non se ne sia accorto praticamente nessuno. Certo, l'interesse che nella stessa giornata circondava la semifinale fra Bayern Monaco non era neanche paragonabile, ma il punto è che negli USA c'è stata più attenzione addirittura per il match infrasettimanale tra New York Red Bulls e Houston Dynamo!

Non che negli altri paesi CONCACAF il livello di interesse sia stato alto: dal Costarica al Guatemala, la notizia della nona vittoria consecutiva di un club messicano ha avuto spazio solo su qualche sito web.

La prima edizione del torneo continentale CONCACAF si è giocata nel 1962, ma la competizione non è mai decollata, venendo anche snobbata dai club USA della NASL negli anni '70 e '80, quando il continente avrebbe potuto ammirare i vari Pelé, Beckenbauer, Chinaglia e Cruyff. Cercando di imitare l'UEFA, la CONCACAF ha trasformato il torneo sei anni fa sul modello Champions League, ma i risultati non hanno corrpisposto alle attese.

Dopo tutto questoi tempo, la finale di mercoledì avrebbe dovuto attirare l'interesse di tutto il continente, anche se le due squadre erano dello stesso paese. Del resto cos'è successo in Europa con le finali tra Milan e Juventus, Real Madrid e Valencia o Manchester United e Chelsea? Invece, l'indifferenza è scesa sulla doppia finale.

Le motivazioni dell'interesse limitato nella Champions sono varie, a cominciare dall'essere ormai diventata una competizione solo messicana, considerato che in sei anni solo il Deportivo Saprissa nel 2008 e il Real Salt Lake nel 2011 sono arrivate sino in finale interrompendo l'egemonia messicana. Non solo, in 22 scontri tra team Liga MX e MLS, solo due volte i club nordamericani sono avanzati al turno successivo.

Dal punto di vista del marketing la CONCACAF sta lavorando bene, aiutando i paesi più piccoli e diffondendo il messaggio per bene negli USA, con il pubblico che risponde. Il problema principale sembra però essere il (mancato) ruolo della MLS. Le pessime prestazioni annuali dei club americani e canadesi stanno infatti minando la credibilità stessa del torneo, con gli sponsor e i media che di questo passo finiranno per abbandonare. E senza sponsor non c'è futuro.

La MLS sta cercando di aiutare i propri club, fornendo anche incentivi in dollari e flessibilità sul calendario, ma non basta. Serve di più, a cominciare da una revisione dei termini del contratto collettivo in scadenza a fine anno, che prevede al momento un salary cap da $3,1 milioni, e che dovrebbe salire ad almeno $5 milioni. per dare l'idea dell'impatto finanziario di un aumento del genere, il totale rappresenterebbe meno della metà di quanto pagato dal New York City FC per entrare nella lega. Una scelta del genere darebbe ai team MLS la possibilità di tenere i giocatori migliori, ingaggiarne di nuovi e allargare le rose sì da poter reggere campionato, US Open Cup e Champions League.

Determinante sarebbe però un cambio d calendario, che la MLS deve cercare di ottenere dalla CONCACAF. Il fatto di giocare il turno ad eliminazione diretta quando i team MLS sono ad inizio campionato rende il confronto con le squadre messicane impari, e di questo passo sarà improbabile vedere una squadra MLS al Mondiale per Club. Oltre tutto il vincere ad aprile e giocare il Mondiale a dicembre è un problema, come dimostra il fatto che le squadre messicane sono cadute al primo turno tre volte negli ultimi quattro anni. Ed è strano vedere due squadre africane arrivare in finale e squadre asiatiche chiudere al terzo posto tre volte su tre, con l'unico bronzo messicano ottenuto dal Monterrey nel 2006.

In otto mesi infatti una squadra che ha vinto cambia (si pensi ad esempio al Cruz Azul senza il centrocampista Marco Fabián, attualmente in prestito ai messicani), mentre le squadre di Africa e Asia terminano i rispettivi tornei in autunno e spediscono al Mondiale team in piena forma.

Uno spostamento del calendario creerebbe problemi per un anno, ma il ritorno di un tale cambiamento sarebbe a beneficio di tutti. I team MLS arriverebbero alla fase ad eliminazione diretta in una forma sicuramente migliore, mentre quelli messicani - dovessero continuare a vincere - arriverebbero in maniera più adeguata al Mondiale.

Al momento l'unica cosa certa è l'irrilevanza della CONCACAF Champions League a livello internazionale, e senza cambiamenti urgenti il rischio è quello della non rilevanza definitiva della CONCACAF e la mancata crescita della MLS e del soccer negli USA: cos'altro che una finale combattuta tra, ad esempio, New York City FC e Manchester United potrebbe rendere più popolare il calcio in America?

La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

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Una Champions League americana, che potrebbe sostituire la Copa Libertadores, è l'idea di Riccardo Silva per rendere commercialmente attraente il pallone oltreoceano e unire definitivamente il nord con il sud America. Una Champions League americana, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, della durata di circa otto mesi, ben inserita nei calendari della Concacaf (Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi) e della Conmebol (Confederazione Sudamericana di calcio), alla quale dovrebbero partecipare sessantaquattro squadre, 16 da Brasile e Stati Uniti, 10 argentine, 8 messicane, 3 colombiane, 2 cilene e uruguaiane, una paraguaiana; ai preliminari due ecuadoregne, peruviane, boliviane, costaricensi, caraibiche e una guatemalteca. Al momento si tratta solamente di un sogno, un’idea, un business che potrebbe partire nel 2019 e che secondo il suo ideatore, Riccardo Silva (presidente e principale azionista della MP & Silva, mpsilva.com), “sarà come la Uefa Champions League”. Ma c’è di più, forse uno dei motivi scatenanti: “Nel football americano, nel basket e nel baseball gli Stati Uniti sono i migliori del mondo, nel calcio no. Con questa competizione i club statunitensi avranno l’opportunità di misurarsi con alcune delle squadre più forti del pianeta e migliorarsi”, ha detto a Victor Garcia, giornalista del sito spagnolo El Confidencial. Idea, che promette bene dal punto di vista economico – 5 milioni di dollari a ogni partecipante, 30 alla vincitrice, per un montepremi di 440 –, non è però piaciuta a tutti, soprattutto in Sudamerica, dove ci sono le squadre più importanti, quelle che darebbero lustro alla competizione e che dal 1960 hanno reso famosa e ambita la Copa Libertadores, di fatto la Champions sudamericana, la cui vincitrice, a parte due volte, contende all’Europa il Mondiale Fifa per Club. Eduardo Ache, presidente del Nacional di Montevideo, si è detto d’accordo a patto che non soppianti la Libertadores; un “desiderio” l’ha definita Luis Segura, attuale numero uno ad interim dell’Afa (Asociacion del Futbol Argentino), che al momento ha problemi più grossi che pensare a una Champions americana: “Tuttavia non c’è niente di concreto”, ha chiosato. Pare, infatti, che sia stato Marcelo Tinelli, vice presidente del San Lorenzo e da poco anche della stessa Afa, il referente del progetto in Argentina. Presentatore televisivo e uomo di calcio, Tinelli correrà per il trono della federazione contro Segura, forte pure dell’appoggio di Daniel Osvaldo Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires e candidato alla presidenza della Repubblica, per molti il futuro presidente. Il paraguaiano Juan Angel Napout, numero uno della Conmebol, ha sottolineato di non avere in mano nulla di concreto ma che se i club presenteranno un progetto lo prenderà in considerazione. “Non solo lo conosco, ma abbiamo firmato una lettera d’intenti a favore della nuova coppa”, ha dichiarato al Clarin il presidente del River Plate Rodolfo D’Onofrio, facendo capire quanto ne abbiano parlato in ambienti diversi dalle federazioni nazionali e continentali. Daniel Lagares, commentatore del Clarin, ha definito l’idea un “meganegocio” (un mega affare) più per i grandi network televisivi che per il calcio: “È legittimo credere che il denaro possa frenare la vendita di calciatori sul mercato europeo, creando una nuova consapevolezza e valorizzando i settori giovanili, ma a niente servirà un futbol ricco senza trasparenza e senza una profonda pulizia dell’amministrazione delle federazioni e del management degli stessi club”. Gli scandali che dall’Afa alla Conmebol e alla Concacaf arrivano sino alla Fifa non fanno sperare niente di buono, ma sempre secondo Lagares, con le migliori intenzioni, il momento per un cambiamento radicale del football sudamericano e mondiale è propizio. Anche se passa da uomini d’affari che hanno eretto i diritti televisivi a massima espressione del calcio? Riccardo Silva è nato a Milano il 4 giugno del 1970, bocconiano, la sua famiglia paterna è proprietaria di uno dei principali gruppi chimici italiani. Ha fondato la MP & Silva a Singapore nel 2004 (società considerata uno dei tanti bracci della multinazionale Infront Sports & Media, che in Italia, tra le altre cose, è Advisor della Lega Calcio per la commercializzazione dei diritti televisivi e media dei campionati di serie A e B, Coppa Italia e Supercoppa), facendola diventare leader mondiale nella distribuzione dei diritti televisivi; dalla Premier League alla Nba, dalla Nfl alla F1, dalla Cbf al Comitato olimpico asiatico, per un fatturato di 750 milioni di dollari l’anno. Silva è socio del Flamengo e, insieme a Paolo Maldini, proprietario del Miami FC, che giocherà la Nasl (North American Soccer League, “la quale permette più flessibilità e indipendenza della Mls”). Sul sito personale (riccardosilva.com) ha scritto di far parte di diverse organizzazioni, tra cui il Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti, l’Arts Club di Londra e il Pd. Da come si descrive e da come ne scrivono Riccardo Silva pare il deus ex machina del calcio mondiale (i club italiani, a dire la verità, ancora non hanno capito se sui diritti televisivi è troppo bravo lui a rivenderli o troppo generosa la Lega a cederli, visti i ricavi della sua società), l’uomo che potrebbe dare vita all’America Champions League e che potrebbe cancellare con una firma una delle manifestazioni che hanno fatto e fanno la storia del football, la Copa Libertadores. Fonte: Francesco Caremani - Il Foglio

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Dopo gli anticipi con le vittorie di Columbus su Chicago e il SuperClàsico vinto dai LA Galaxy contro i San Jose Earthquakes nell'esordio con gol di Steven Gerrard, MLS in campo a piene forze per la Week #21 nel sabato in cui gioca anche la Nazionale USA, che ha battuto Cuba per 6-0 nei quarti di CONCACAF Gold Cup. La concorrenza con la Gold Cup stavolta Toronto non l'ha sentita, avendo anche recuperato Jozy Altidore, mentre Seattle continua ad essere in difficoltà ed a perdere punti senza Clint Dempsey e con Oba Oba Martins fuori per infortuni. Toronto FC 2 1, Philadelphia Union 1 In attesa dell'esordio di Andrea Pirlo a New York, è ancora Sebastian Giovinco il protagonista nella Major League Soccer. L'ex attaccante della Juventus ha trascinato con un assist e un gol i Toronto FC al successo per 2-1 contro la Philadelphia Union. La Formica Atomica è sempre più l'idolo incontrastato dei tifosi canadesi, con 12 gol e 9 assist in questa stagione. Giovinco al 29' serve il canadese Marky Delgado per l'1-0, tre minuti dopo realizza di persona il gol del 2-0. Per l'ex bianconero è il 12° gol nel campionato americano. Al 91' il gol della bandiera di Philadelphia con l'ex centravanti dei tedeschi del Mainz Conor Casey, entrato nel secondo tempo, che batte Joe Bendik. Con questa vittoria, Toronto si porta al terzo posto nella classifica della Eastern Conference alle spalle dei DC United e dei New York Red Bulls. HIGHLIGHTS: Toronto FC vs. Philadelphia Union 2-1  New England Revolution 1, New York City FC 0 Basta un gol del centrocampista Lee Nguyen al 12' per consentire al New England Revolution di battere per 1-0 il New York City FC - in 10 dal 55' per l'espulsione di Ned Grabavoy - e interrompere una serie di cinque sconfitte consecutive. Ancora niente esordio per Frank Lampard, ancora con qualche problema muscolare, mentre il debutto di Andrea Pirlo è atteso per la prossima settimana allo Yankee Stadium per il match contro l'Orlando City. HIGHLIGHTS: New England Revolution vs. New York City FC 1-0 Sporting Kansas City 2, Montreal Impact 1 Klinsmann vedrà avanti a lui tanti altri per la Nazionale, ma Benny Feilhaber continua col suo splendido campionato a centrocampo dello Sporting Kansas City, che nella notte supera il Montreal Impact per 2-1 allo Sporting Park, dove gli uomini hanno vinto le ultime otto in tutte le competizioni. E' Feilhaber ad aprire le marcature al quarto minuto: una palla rubata dall'ex Wigan Roger Espinoza e spedita all'ungherese Kristian Nemeth,cross indietro per Feilhaber e gran sinistro nell'angolo destro della porta quebeçois. Al 34' Feilhaber stavolta l'assist lo fa lui per Dom Dwyer, tagliando in due la difesa avversaria. Accorcia poi le distanze al 59' lex Lecce l'argentino Ignacio Piatti, interrompendo la serie senza subire gol di KC che durava da 355'. Con questa vittoria lo Sporting sale a due punti dalla vetta della Western, ma con due partite in meno rispetto al FC Dallas, mentre Montreal rimane a -3 dalla zona playoff ma con 3 match da recuperare sull'Orlando City. HIGHLIGHTS: Sporting Kansas City vs. Montreal Impact 2-1 Orlando City 0, New York Red Bulls 2 Orlando City che per la seconda settimana consecutiva perde in casa, deludendo i 33,518 presenti nonostante il calore estivo della Florida. Stavolta sono i NY Red Bulls ad uscire vittoriosi dal Citrus Bowl coi gol dell'ex compagno di centrocampo di Lucas Biglia all'Anderlecht, Sacha Kljestan, e dell'italo americano ex Leeds il centravanti Mike Grella, entrambi su assist di Dax McCarty. Per New York è la quarta vittoria consecutiva ed è ora a sei punti dal DC United capolista, che però ha tre partite in più. Orlando invece deve guardarsi le spalle, essendo all'ultimo posto buono dei playoff, e con in vista sabato la sfida col New York City FC di Pirlo, che dovrà affrontare senza Cyle Larin, espulso al 32' per una mini rissa. HIGHLIGHTS: Orlando City SC vs. New York Red Bulls 0-2 FC Dallas 2, DC United 1 Anche DC deve guardarsi le spalle dopo mezza stagione sempre in testa, vista la sconfitta di ieri negli oltre 30 gradi del Texas, che hanno costretto l'arbitro a concedere ai giocatori pause per la reidratazione. A Dallas è un gol di Fabian Castillo in pieno recupero a regalare i tre punti alle Hoops texane, alla quarta vittoria consecutiva. DC era andata sotto al 73' per un gol di Kellyn Acosta, pareggiato quattro minuti dopo da un autogol di Matt Hedges. Poi nel recupero Castillo punisce gli uomini di Ben Olsen. Dallas rimane quindi intesta alla Western con un punto sui Galaxy e due partite in meno, ma lo Sporting KC gli fa sentire il fiato sul collo. HIGHLIGHTS: FC Dallas vs. DC United 2-1 Seattle Sounders 0, Colorado Rapids 1 Basta un contropiede con gol dell'irlandese Kevin Doyle all'84' a fare la differenza nel match della notte vinto dai  Colorado Rapids per 1-0 in casa dei Seattle Sounders . Gol di Doyle che è stato l'unico lampo di un brutto match, con entrambe le squadre apparse in difficoltà sull'erba appena sdraiata al CenturyLink Field a causa dell'amichevole fra Manchester United e Club America giocata venerdì. Per i Rapids (5-6-9, 24 punti) non solo è la terza vittoria consecutiva, che permette loro di mantenere speranze per i playoff (che rimangono difficili), ma è anche la prima assoluta a Seattle dall'ingresso dei Sounders in MLS nel 2009. Per Seattle (10-9-2, 32 punti) invece, quinta sconfitta nelle ultime sei partite, di cui quattro senza mai segnare. Forse nei Sounders qualcuno comincia ad essere infastidito della scelta della MLS di non fare soste nelle date FIFA. HIGHLIGHTS: Seattle Sounders vs Colorado Rapids 0-1 Real Salt Lake 2, Houston Dynamo 0 Nella Western sale anche il Real Salt Lake, evidentemente rinfrancato dall'aver eliminato LA in US Open Cup, e che ieri sera ha fatto fuori con un secco 2-0 la Houston Dynamo tornando a vincere dopo quattro partite. Seratona del piccolo Joao Plata, bravo prima a costruire l'azione per il gol dell'argentino Javier Morales, per poi raddoppiare al 65' con la sua prima rete stagionale. . L'RSL è ora a sei punti dall'ultimo posto buono dei playoff, occuoato da Portland, Houston a -8, ma con una partita da recuperare. HIGHLIGHTS: Real Salt Lake vs. Houston Dynamo 2-0 Portland Timbers 1, Vancouver Whitecaps 1 Vancouver si fa superare da FC Dallas (che ha anche una partita in meno) in testa alla classifica della Western Conference pareggiando 1-1 a Portland. Vantaggio Timbers nel primo tempo con il regista argentino Diego Valeri, ma il connazionale Matias Laba pareggia i conti al 58' per i 'Caps. Risultato buono per entrambe, considerando che Portland ha vinto sei delle ultime nove partite e che invece Vancouver arrivava da due sconfitte. Brutto il finale, con espulsione diretta per il difensore dei 'Caps Jordan Harvey per un tackle da dietro su Valeri, e rissa tra giocatori. HIGHLIGHTS: Portland Timbers vs. Vancouver Whitecaps 1-1

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