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USA, serataccia e sconfitta contro l'Ucraina
Scritto il 2014-03-06 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Si chiude con una sconfitta per 2-0 il penultimo appuntamento per gli USA prima della scelta del gruppo che volerà in Brasile per i Mondiali.

Avversario di turno l'Ucraina - probabilmente la squadra più forte a non qualificarsi per i Mondiali insieme alla Svezia di Zlatan Ibrahimovic -, squadra mai battuta dagli Stati Uniti nei sei precedenti (l'ultimo nel 1993), ma invece di Kharkiv la partita si gioca a Larnaca (Cipro) a causa della nota situazione del paese, che dopo la fine dei disordini a Kiev ha visto la Crimea invasa dalle truppe russe.

Guarda gli highlights del match.

Per l'occasione il CT Jurgen Klinsmann ha chiamato un gruppo composto praticamente di soli giocatori con base in Europa, con l'unica eccezione del terzino sinistro Edgar Castillo (Club Tijuana), che va a comporre una difesa nell'undici schierato con un 4-2-3-1 che vede a destra Geoff Cameron (Stoke City) e in mezzo il ritorno di Gooch Onyewu (Sheffield Wednesday) accanto a John Brooks (Hertha Berlino), con Tim Howard (Everton) in porta.

A centrocampo l'accoppiata Jermain Jones (Besiktas) e Sascha Kljestan (Anderlecht) dietro a Alejandro Bedoya (Nantes) e Fabian Johnson (Hoffenheim) con Clint Dempsey (Fulham) di supporto all'unico attaccante Jozy Altidore (Sunderland).

L'Ucraina, eliminata dalla Francia nel playoff di qualificazione perdendo 3-0 dopo aver vinto 2-0 all'andata, arriva chiaramente in una condizione psicologica non ideale, e con la decisione di giocare arrivata solo il giorno prima. Il CT Mykhaylo Fomenko (assistito in panchina dall'ex juventino Aleksandr Zavarov) ha già iniziato a lavorare in vista degli Europei 2016 e mette in campo un po' di giovani, anche se 7 degli 11 erano in campo contro la Francia: Andriy Pyatov (Shakhtar Donetsk), Yevgen Khacheridi (Dynamo Kiev), Artem Fedetsky (FC Dnipro Dnipropetrovsk), Oleksandr Kucher (Shakhtar Donetsk), Vyacheslav Shevchuk (Shakhtar Donetsk), Yevhen Konoplyanka (FC Dnipro Dnipropetrovsk), Ruslan Rotan (FC Dnipro Dnipropetrovsk),  Denys Garmash (Dynamo Kiev), Anatoliy Tymoschuk (Zenit Saint-Petersburg) (C), Andriy Yarmolenko (Dynamo Kiev), Roman Zozulya (FC Dnipro Dnipropetrovsk).

Arbitro il cipriota Leontios Trattos, la cui macchina è stata fatta saltare in aria da qualcuno pochi giorni fa, si pensa a causa di tensioni nel campionato cipriota.

Gli americani partono cercando il possesso palla e puntando su qualche lancio lungo per Altidore nel ruolo di centravanti boa. Ma al 12'  la difesa USA, fattasi trovare troppo alta, va nel pallone: Denys Garmash tutto solo si invola verso la porta e dopo vari tentativi su cui Howard prova ad intervenire, la palla finisce a Yarmolenko che infila per l'1-0. Solo tre minuti e l'Ucraina sfiora il raddoppio, con gli USA salvati solo da una chiamata per fuorigioco.

Dopo la botta del gol gli americani faticano a riprendere, trovandosi anzi spesso in difficoltà sulle fasce, con Cameron e Castillo - tra i più attesi - non in grado di fermare le folate offensive dei gialloblu. Sterili in avanti, gli USA chiudono il primo tempo in difficoltà con un'Ucraina apparsa nettamente più in forma e con uno Yarmolenko a tratti devastante.

Al 49' prima buona chance americana con un'azione orchestrata da Kljestan, Altidore, Bedoya e Dempsey, col tiro di Bedoya deviato in corner. Proprio Bedoya, insieme a Cameron, aumenta la spinta degli Stati Uniti sulla destra rendendosi pericoloso più volte, mentre i cross del terzino dello Stoke lasciano spesso a desiderare.

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Al 63' Klinsmann fa i primi cambi: dentro l'ala del Burnsley Brek Shea e l'attaccante dell'AZ Alkmaar Aaron Johannsson al posto di Castillo e Kljestan, per un assetto più offensivo, con Fabian Johnson spostato dietro e due attaccanti.

Ma al 68' arriva il secondo gol ucraino, quasi una fotocopia del primo, con la difesa americana completamente fuori posizione, con il neoentrato Marko Devic (Metalist Kharkiv) bravo ad infilarsi e ad insaccare dopo un primo tentativo respinto da Howard, che al 73' limita i danni con un intervento che impedisce il terzo gol.

All'80' fuori Jermain Jones per Danny Williams (Reading) ma cambia poco, e l'unica cosa che succede è un piccolo scambio di opinioni tra Dempsey e Bezus che porta all'ammonizione entrambi. All'86' spazio anche per Juan Agudelo (Utrecht) per Altidore, ma è Johansson ad avere la miglior occasione della serata salvata sulla linea. Al 90' un paio di minuti anche per l'attaccante Terrence Boyd (Rapid Vienna), ma la partita si chiude così.

L'analisi

Terza sconfitta (senza vittorie) in sette match con l'Ucraina per gli USA, mai andati oltre lo 0-0.

Nonostante la sconfitta, serata utile per il CT Klinsmann, che almeno un'idea chiara su qualcuno se l'è fatta, avendo schierato varie seconde linee: sembra infatti inevitabile la bocciatura di John Brooks - che manca di esperienza e si vede - e di Oguchi Onyewu, la cui carriera ha da tempo preso la china discendente. Il duo composto da Omar Gonzalez e Matt Besler può dormire sogni tranquilli. Rischia di essersi giocato il posto anche Kljestan, spesso assente in copertura in occasione delle volate delle ali ucraine.

Poca roba anche Edgar Castillo a sinistra, dove invece ha fatto vedere qualche bel flash di Brek Shea. Da rivedere invece Geoff Cameron a destra, suo ruolo naturale nello Stoke mentre invece in nazionale aveva sempre giocato da centrale, anche se la sua versatilità gli garantisce un posto considerato che i competitor nel ruolo sono l'eterno infortunato Steven Cherundolo (Hannover), Michael Parkhurst (Columbus Crew) e Brad Evans, che a Seattle nemmeno gioca terzino.

Inizia a preoccupare la scarsa vena realizzativa di Altidore, con Johansson che appare sempre più un attaccante di calibro internazionale, che di questo passo potrebbe togliere il posto all'ex NY Red Bulls.

Il prossimo impegno per gli USA sarà il 2 aprile contro il Messico, che sarà occasione per molti giocatori MLS rimasti a casa stasera - da Michael Bradley a Chris Wondolowski, passando per Graham Zusi e Omar Gonzalez - per conquistarsi un posto ai Mondiali, dove gli americani affronteranno il 16 giugno il Ghana, il 22 il Portogallo di Cristiano Ronaldo e il 26 la Germania di Miro Klose.

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Mercoledì 5 marzo, 2014 - Papadopoulos Stadium; Larnaca, Cipro
Ucraina vs. USA 2-0

Marcatori:
UKR – Andriy Yarmolenko (Denys Garmash) 12'
UKR – Marko Devic 68'

USA: 1-Tim Howard; 20-Geoff Cameron, 5-Oguchi Onyewu, 3-John Brooks, 2-Edgar Castillo (21-Brek Shea, 63); 11-Alejandro Bedoya, 13-Jermaine Jones (14-Dani Williams, 80), 8-Clint Dempsey (capt.), 16-Sacha Kljestan (9-Aron Johannsson, 63), 23-Fabian Johnson;17-Jozy Altidore (19-Juan Agudelo, 85) 
Non entrati: 4-Jonathan Spector, 6-Alfredo Morales, 12-Brad Guzan, 15-Will Packwood, 18-Terrence Boyd
CT: Jurgen Klinsmann

UCRAINA: 12-Andriy Pyatov; 3-Yevhen Khachiridi, 4-Anatoliy Tymoschuk (capt.), 5-Olexander Kucher, 7-Andriy Yarmolenko; 8-Roman Zozulya (22-Marko Devic, 66), 10-Yevhen Konoplyanka, 13-Vyacheslav Shevchuk, 14-Ruslan Rotan (21-Edmar Halovskiy, 78); 17-Artem Fedetskiy, 19-Denys Garmash (15-Roman Bezus, 46)
Non entrati: 1-Denys Boyko, 2-Denys Dedechko, 9-Oleg Gusev, 11-Yevhen Seleznyov, 16- Serhiy Sydorchuk, 18- Mykola Morozyuk, 20- Yaroslav Rakitskiy, 23-Rustam Khudzhamov, 24- Eugene Makarenko, 25-Andriy Piliavskiy, 27-Dmytro Khomchenovskiy
CT: Mykhailo Fomenko

Arbitro: Leontios Trattou (CYP)
Spettatori: 1.573 

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Per Jurgen Klinsmann la Gold Cup 2015 era la priorità, ma gli USA sono andati malissimo La Gold Cup 2015 verrà ricordata come un vero e proprio fallimento per la Nazionale USA. Reduci da un Mondiale da cui è stata eliminata solo ai supplementari dal Belgio, gli Stati Uniti hanno invece messo in campo nel torneo continentale una serie di prove nettamente al di sotto delle possibilità del gruppo di giocatori a disposizione del CT tedesco. LEGGI: Gold Cup, USA eliminati dalla Giamaica Le recenti vittorie su Germania, Olanda e Messico avevano lasciato sperare in una crescita post Mondiale, dimostrandosi invece di aver unicamente nascosto una serie di problemi che gli USA si sono portati dietro nei 12 mesi post Mondiali. Un periodo fatto di ben 13 amichevoli, durante il quale gli uomini di Klinsmann poche volte hanno fatto vedere buone cose, a parte i flash europei e in Messico, sino alla meritata eliminazione in semifinale di Gold Cup contro la Giamaica, rafforzata dalla partecipazione alla Copa America. Nel torneo CONCACAF la Nazionale USA è apparsa assolutamente non pronta, iniziando ogni partita fin troppo lentamente (Cuba a parte, ma non fa testo), e di questo Klinsmann delle colpe le ha di certo, anche se difficilmente lo si sentirà fare autocritica. Autocritica che invece sarebbe utile anche per togliere un po' di pressioni dalle spalle dei giocatori. La "Pantegana" aveva dichiarato che il suo primo ciclo Mondiali avrebbe messo giù le fondamenta del suo programma, mentre in questo secondo avrebbe costruito. Oggi, più di un anno nel secondo ciclo, qualche dubbio invece inizia a sorgere, specie per alcune scelte del CT. DIFESA SBAGLIATA. A parte la porta, copertissima con Brad Guzan (Aston Villa) e il rientrante Tim Howard (Everton), la difesa è il problema. Klinsmann aveva chiarito prima del torneo che la coppia centrale in difesa sarebbe stata composta dal "tedesco" John Brooks e dal "messicano" Ventura Alvarado. Perché? Alvarado ha alle spalle un totale di 1.317 minuti nella Liga MX. Dopo aver esordito a marzo con gli USA, è stato spesso scostante nel rendimento, a parte la vittoria di aprile in Messico,  casa sua. Giocatore con potenziale, ma forse il suo lancio nel ruolo da titolare è stato troppo veloce, e la ragione non è affatto chiara. Il suo compagno Brooks, reduce da una Bundesliga con qualche ottima prova con la maglia dell'Hertha Berlino, anche lui in Nazionale è apparso spesso incerto, spaventando compagni e tifosi nei match ad esempio contro Danimarca, Olanda e Svizzera. Inoltre Brooks aveva alle spalle un solo match ufficiale da titolare, negli scorsi Mondiali, in cui era anche andato in gol. Alvarado non ne aveva nessuno, e anche a livello di club poca roba. Una coppia decisamente inesperta e probabilmente non del livello adeguato. Una scommessa persa per JK. A questo punto rimane l'interrogativo del perché Klinsmann proprio non creda nei centrali di casa, gli esperti Matt Besler (Sporting KC) e Omar Gonzalez (LA Galaxy), che bene avevano fatto ai Mondiali e in passato in CONCACAF, o anche Tim Ream del Bolton. CENTROCAMPO STANCO. A centrocampo il problema è stato un Kyle Beckerman apparso a 33 anni in netto calo. Da oltre un decennio leale guerriero al servizio dei CT USA, in Gold Cup si è trovato spesso in difficoltà contro avversari più giovani e veloci. A questo punto Klnsmann deve trovare un sostituto all'altezza, più atletico: Danny Williams o Perry Kitchen del DC United sono due dei nomi in cima alla lista. Per fortuna Michael Bradley continua a reggere a grandi livelli, mentre si spera che Jermaine Jones possa riprendersi dall'infortunio, anche se l'età non lo aiuterà di certo. ATTACCO ANEMICO. A parte i sei gol contro la povera Cuba, l'attacco americano si appoggiato totalmente sulle spalle di Clint Dempsey. Punto. L'attaccante dei Seattle Sounders ha segnato tutte le reti della squadra, a parte quella di Michael Bradley contro Panama, peraltro proprio su assist di Dempsey. Notevole la delusione per le prestazioni del centravanti Jozy Altidore, fuori forma e rispedito a Toronto prima del tempo. Meglio è andato l'avanti dell'AZ Alkmaar Aron Johannsson, che ha messo in mostra qualche flash, ma che non è riuscito ad infilare le reti necessarie nei momenti cruciali. Il problema è che Dempsey ha già 32 anni, e che in Russia ne avrà 35, con i due dietro che al momento non sembrano in grado di sostituirlo al meglio (si spera più in Johannsson che in Altidore ormai, troppo spesso deludente), e alle loro spalle a parte il 19enne Rubio Rubin dell'Utrecht sembra esserci poco altro.   POCO GIOCO. Nel fallimento complessivo è finito inevitabilmente anche il gioco. Mancano le ali. In Gold Cup Klinsmann ha cercato di supplire con Alejandro Bedoya (che gioca in mezzo al Nantes), Gyasi Zardes (attaccante nei LA Galaxy) e DeAndre Yedlin (terzino destro al Tottenham). Non sorprende che il risultato non sia stato un granché. Si spera nel rientro di Graham Zusi dello Sporting KC, ad oggi - almeno dal punto di vista tecnico-tattico - unico possibile erede di Landon Donovan. Rimane un mistero poi l'insistere sul terzino del Norimberga, Timothy Chandler. Fuori con la Giamaica per infortunio, è ancora lui il titolare a destra. Giocatore ormai esperto con 124 match in Bundesliga sulle spalle, in Nazionale non ha mai convinto pienamente, mentre gente quale Eric Lichaj (Nottingham Forest) non viene nemmeno messa alla prova. Ma ciò che preoccupa più in generale è l'assoluta mancanza di progressi dal Mondiale, sotto tutti gli aspetti, considerando che JK è anche direttore tecnico e pure le giovanili dei problemi li hanno messi in evidenza. IL FUTURO E' ADESSO. Klinsmann certamente non si muove dalla panchina, come confermato ufficialmente - e senza alcun dubbio - da parte del presidente della USSF, Sunil Gulati. La figura di JK è centrale ormai nella struttura del calcio americano. Del resto Gulati lo avrebbe voluto già nel 2006 (e forse anche prima), e in lui crede tantissimo per lanciare la Nazionale USA nell'empireo del calcio mondiale. Ad ottobre però arriverà un momento cruciale per Klinsmann e gli USA, che ad ottobre affronteranno il Messico vincitore della Gold Cup per conquistare il posto CONCACAF nella 2017 Confederations Cup in Russia; nello stesso mese l'U23 parteciperà alle Qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016, dopo aver saltato Londra 2012. Dovessero portare a casa il risultato, allora la Giamaica sarà solo un brutto ricordo. Ma avendo considerato priorità top queste due competizioni, per Klinsmann la vera valutazione arriverà su queste. Un fallimento sarebbe pesante anche in ottica Mondiali, avendo molte meno possibilità di misurarsi al top nei prossimi anni, visto anche che la Copa America Centenario sembra ancora a rischio.

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Jurgen Klinsmann ha tutte le intenzioni di costruire la nuova generazione di talenti che dovrà portare gli USA ai Mondiali di Russia del 2018, ma nel mezzo non intende certo rinunciare all'obiettivo immediato di vincere la Gold Cup, che vale anche il post in Confederations Cup, e per farlo ha bisogno di tutti i migliori. In serata Klinsmann ha reso pubblica la lista dei 23 (di cui fino a 6 potranno essere sostituiti con i rimanenti della lista dei 35 del provisional roster) che scenderanno in campo nella CONCACAF Gold Cup 2015, che si giocherà dal 7 al 26 luglio tra USA e Canada. Gold Cup - Le rose di tutte le Nazionali Gold Cup - Il calendario Il gruppo include tutti i i più importanti veterani dello USMNT, tra cui 12 giocatori con base in Major League Soccer, guidati dal capitano Clint Dempsey e dal duo del Toronto FC composto da Michael Bradley e Jozy Altidore. Tra i 23 anche i due vecchi fusti del Real Salt Lake il portiere  Nick Rimando e il mediano Kyle Beckerman; dai LA Galaxy il centrale di difesa Omar Gonzalez e l'avanti Gyasi Zardes; il laterale Brad Evans (Seattle); la mezz'ala Brad Davis (Houston); Graham Zusi (Sporting KC); il centrocampista del NYCFC Mix Diskerud e il cannoniere di San Jose Chris Wondolowski (SJ). Otto dei 12 giocatori presenti nel provisional roster ma rimasti fuori dai 23 sono anch'essi basati in MLS. I rimanenti 11 giocano tra Inghilterra (Brad Guzan, DeAndre Yedlin, Tim Ream), Germania (John Brooks, Timothy Chandler, Fabian Johnson, Alfredo Morales), Messico (William Yarbrough, Ventura Alvarado), Francia (Alejandro Bedoya) e Olanda (Aron Johannsson). Tra le assenze di rilievo, quella del centrale dello Sporting KC Matt Besler, in campo in tutti i match dei Mondiali in brazil ma che poi ha avuto problemi col CT nel ritiro invernale; assente anche il definer dello Stoke City Geoff Cameron, che però punta a riprendersi pienamente in vista della Premier League. Fuori infine l'ala dell'Orlando City Brek Shea, autore del gol vittoria nella finale di Gold Cup 2013, e e la giovane mezza punta della Stanford University Jordan Morris, che ha molto impressionato in questi mesi nonostante il suo status di dilettante. Sono 17 i veterani degli scorsi Mondiali, di cui 6 (Bedoya, Diskerud, Gonzalez, Rimando, Beckerman e Wondolowski, che ne segnò 5) quelli che hanno vinto la Gold Cup 2013 battendo Panama in finale a Chicago. Non ci saranno quindi Tim Howard (Everton), ancora in anno sabatico; DaMarcus Beasley (Houston Dynamo) nonostante si sia messo a disposizione dopo il ritiro dalla Nazionale; e i tedeschi Julian Green, reduce da una pessima stagione, e Jermaine Jones (New England evolution) infortunato. La Nazionale USA ha raggiunto la finale Gold Cup nelle ultime 5 edizioni ed in sei delle ultime 7. Prima del 2013 l'ultimo titolo risaliva al 2007, con una vittoria per 2-1 sul Messico grazie al gol decisivo di Benny Feilhaber, quest'anno lasciato fuori nonostante l'ottima stagione. La lista completa: PORTIERI: Brad Guzan (Aston Villa), Nick Rimando (Real Salt Lake), William Yarbrough (Club Leon) DIFENSORI: Ventura Alvarado (Club America), John Brooks (Hertha Berlin), Timmy Chandler (Eintracht Frankfurt), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Omar Gonzalez (LA Galaxy), Fabian Johnson (Borussia Mönchengladbach), Tim Ream (Bolton Wanderers) CENTROCAMPISTI: Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Alejandro Bedoya (Nantes), Michael Bradley (Toronto FC), Brad Davis (Houston Dynamo), Mix Diskerud (New York City FC), Alfredo Morales (Ingolstadt), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur), Gyasi Zardes (LA Galaxy), Graham Zusi (Sporting Kansas City) ATTACCANTI: Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders FC), Aron Johannsson (AZ Alkmaar), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes)

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