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Giamaica, Bolt ai Mondiali? Sì, ma di calcio
Scritto il 2014-03-12 da Franco Spicciariello su Concacaf
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Il campione olimpico e primatista mondiale dei 100 e 200 metri, Usain Bolt, da sempre ha espresso pubblicamente il suo amore per il calcio. Molti in passato sorrisero quando Bolt espresse il desiderio di giocare per il Manchester United subito dopo la sua medaglia d'oro a Londra 2012 , e tanto più quando fu fotografato mentre chiacchierava all'Old Trafford con Alex Ferguson .

Ma ora, sembra che il sogno di Bolt di giocare a calcio di alto livello possa avverarsi . Secondo il giornale giamaicano Star, il CT della nazionale, il tedesco Wilfried Schäfer, vorrebbe Bolt nella rosa della squadra che punterà alla qualificazione per la Coppa del Mondo 2018, e Bolt sarebbe pronto a parlarne.

Schaefer ha detto ad un altro giornale giamaicano, The Gleaner: "Lo voglio in Nazionale [...] Forse dopo le Olimpiadi in Brasile [nel 2016], io voglio vederlo nella nostra squadra".

Invece di ridere a tali dichiarazioni, Bolt le ha apparentemente prese sul serio. Ha pubblicato una foto della storia del giamaicano Star sul suo account Instagram con un messaggio che dice "tutto è possibile", visto anche che ha già annunciato il suo ritiro dall'atletica a fine 2016.

C'è ancora molta strada da fare prima di poter dire se la questione è seria o solo un ottimo lavoro di PR, ma un veloce sguardo alla rosa della Giamaica suggerisce che forse un posto per Bolt in squadra potrebbe esserci. Un uomo con una tale velocità sarebbe probabilmente ottimo come ala, ruolo coperto nei Reggae Boyz da due giocatori MLS: Deshorn Brown del Colorado Rapids, uno dei migliori giovani della lega, e Darren Mattocks dei Vancouver whitecaps sulla sinistra, ma schierabile anche in mezzo.

Ma ad alternarsi sulla fascia negli ultimi mesi sono stati anche Gareth McLeary del Reading, Luton Shelton dei russi del Volga Nizhny Novgorod e l'ex NY Red Bulls Dane Richards (in passato nel mirino del Novara), che ora milita coi norvegesi del Bodo/Glimt, promossi in prima divisione al termine della stagione 2013 .

Una lista di nomi non certo altisonante, e l'idea che Bolt possa rappresentare il suo paese non è poi così esagerata, specie se riuscirà a far vedere di essere un "calciatore" oltre che il più grande sprinter di sempre. L'annuncio dopo la medaglia d'oro a Rio?

Per Jurgen Klinsmann la Gold Cup 2015 era la priorità, ma gli USA sono andati malissimo La Gold Cup 2015 verrà ricordata come un vero e proprio fallimento per la Nazionale USA. Reduci da un Mondiale da cui è stata eliminata solo ai supplementari dal Belgio, gli Stati Uniti hanno invece messo in campo nel torneo continentale una serie di prove nettamente al di sotto delle possibilità del gruppo di giocatori a disposizione del CT tedesco. LEGGI: Gold Cup, USA eliminati dalla Giamaica Le recenti vittorie su Germania, Olanda e Messico avevano lasciato sperare in una crescita post Mondiale, dimostrandosi invece di aver unicamente nascosto una serie di problemi che gli USA si sono portati dietro nei 12 mesi post Mondiali. Un periodo fatto di ben 13 amichevoli, durante il quale gli uomini di Klinsmann poche volte hanno fatto vedere buone cose, a parte i flash europei e in Messico, sino alla meritata eliminazione in semifinale di Gold Cup contro la Giamaica, rafforzata dalla partecipazione alla Copa America. Nel torneo CONCACAF la Nazionale USA è apparsa assolutamente non pronta, iniziando ogni partita fin troppo lentamente (Cuba a parte, ma non fa testo), e di questo Klinsmann delle colpe le ha di certo, anche se difficilmente lo si sentirà fare autocritica. Autocritica che invece sarebbe utile anche per togliere un po' di pressioni dalle spalle dei giocatori. La "Pantegana" aveva dichiarato che il suo primo ciclo Mondiali avrebbe messo giù le fondamenta del suo programma, mentre in questo secondo avrebbe costruito. Oggi, più di un anno nel secondo ciclo, qualche dubbio invece inizia a sorgere, specie per alcune scelte del CT. DIFESA SBAGLIATA. A parte la porta, copertissima con Brad Guzan (Aston Villa) e il rientrante Tim Howard (Everton), la difesa è il problema. Klinsmann aveva chiarito prima del torneo che la coppia centrale in difesa sarebbe stata composta dal "tedesco" John Brooks e dal "messicano" Ventura Alvarado. Perché? Alvarado ha alle spalle un totale di 1.317 minuti nella Liga MX. Dopo aver esordito a marzo con gli USA, è stato spesso scostante nel rendimento, a parte la vittoria di aprile in Messico,  casa sua. Giocatore con potenziale, ma forse il suo lancio nel ruolo da titolare è stato troppo veloce, e la ragione non è affatto chiara. Il suo compagno Brooks, reduce da una Bundesliga con qualche ottima prova con la maglia dell'Hertha Berlino, anche lui in Nazionale è apparso spesso incerto, spaventando compagni e tifosi nei match ad esempio contro Danimarca, Olanda e Svizzera. Inoltre Brooks aveva alle spalle un solo match ufficiale da titolare, negli scorsi Mondiali, in cui era anche andato in gol. Alvarado non ne aveva nessuno, e anche a livello di club poca roba. Una coppia decisamente inesperta e probabilmente non del livello adeguato. Una scommessa persa per JK. A questo punto rimane l'interrogativo del perché Klinsmann proprio non creda nei centrali di casa, gli esperti Matt Besler (Sporting KC) e Omar Gonzalez (LA Galaxy), che bene avevano fatto ai Mondiali e in passato in CONCACAF, o anche Tim Ream del Bolton. CENTROCAMPO STANCO. A centrocampo il problema è stato un Kyle Beckerman apparso a 33 anni in netto calo. Da oltre un decennio leale guerriero al servizio dei CT USA, in Gold Cup si è trovato spesso in difficoltà contro avversari più giovani e veloci. A questo punto Klnsmann deve trovare un sostituto all'altezza, più atletico: Danny Williams o Perry Kitchen del DC United sono due dei nomi in cima alla lista. Per fortuna Michael Bradley continua a reggere a grandi livelli, mentre si spera che Jermaine Jones possa riprendersi dall'infortunio, anche se l'età non lo aiuterà di certo. ATTACCO ANEMICO. A parte i sei gol contro la povera Cuba, l'attacco americano si appoggiato totalmente sulle spalle di Clint Dempsey. Punto. L'attaccante dei Seattle Sounders ha segnato tutte le reti della squadra, a parte quella di Michael Bradley contro Panama, peraltro proprio su assist di Dempsey. Notevole la delusione per le prestazioni del centravanti Jozy Altidore, fuori forma e rispedito a Toronto prima del tempo. Meglio è andato l'avanti dell'AZ Alkmaar Aron Johannsson, che ha messo in mostra qualche flash, ma che non è riuscito ad infilare le reti necessarie nei momenti cruciali. Il problema è che Dempsey ha già 32 anni, e che in Russia ne avrà 35, con i due dietro che al momento non sembrano in grado di sostituirlo al meglio (si spera più in Johannsson che in Altidore ormai, troppo spesso deludente), e alle loro spalle a parte il 19enne Rubio Rubin dell'Utrecht sembra esserci poco altro.   POCO GIOCO. Nel fallimento complessivo è finito inevitabilmente anche il gioco. Mancano le ali. In Gold Cup Klinsmann ha cercato di supplire con Alejandro Bedoya (che gioca in mezzo al Nantes), Gyasi Zardes (attaccante nei LA Galaxy) e DeAndre Yedlin (terzino destro al Tottenham). Non sorprende che il risultato non sia stato un granché. Si spera nel rientro di Graham Zusi dello Sporting KC, ad oggi - almeno dal punto di vista tecnico-tattico - unico possibile erede di Landon Donovan. Rimane un mistero poi l'insistere sul terzino del Norimberga, Timothy Chandler. Fuori con la Giamaica per infortunio, è ancora lui il titolare a destra. Giocatore ormai esperto con 124 match in Bundesliga sulle spalle, in Nazionale non ha mai convinto pienamente, mentre gente quale Eric Lichaj (Nottingham Forest) non viene nemmeno messa alla prova. Ma ciò che preoccupa più in generale è l'assoluta mancanza di progressi dal Mondiale, sotto tutti gli aspetti, considerando che JK è anche direttore tecnico e pure le giovanili dei problemi li hanno messi in evidenza. IL FUTURO E' ADESSO. Klinsmann certamente non si muove dalla panchina, come confermato ufficialmente - e senza alcun dubbio - da parte del presidente della USSF, Sunil Gulati. La figura di JK è centrale ormai nella struttura del calcio americano. Del resto Gulati lo avrebbe voluto già nel 2006 (e forse anche prima), e in lui crede tantissimo per lanciare la Nazionale USA nell'empireo del calcio mondiale. Ad ottobre però arriverà un momento cruciale per Klinsmann e gli USA, che ad ottobre affronteranno il Messico vincitore della Gold Cup per conquistare il posto CONCACAF nella 2017 Confederations Cup in Russia; nello stesso mese l'U23 parteciperà alle Qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016, dopo aver saltato Londra 2012. Dovessero portare a casa il risultato, allora la Giamaica sarà solo un brutto ricordo. Ma avendo considerato priorità top queste due competizioni, per Klinsmann la vera valutazione arriverà su queste. Un fallimento sarebbe pesante anche in ottica Mondiali, avendo molte meno possibilità di misurarsi al top nei prossimi anni, visto anche che la Copa America Centenario sembra ancora a rischio.

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Sembrava che gli Stati Uniti fossero partiti lenti in questa Gold Cup, ma poi - specie dopo il 6-0 a Cuba - parevano ormai avviati verso la finale. Ma ieri notte un'altra partenza letta si è trasformata in un'eliminazione shock con la Giamaica Gli Stati Uniti sono stati infatti eliminati dalla CONCACAF Gold Cup mercoledì sera con due gol nel primo tempo al Georgia Dome di Atlanta. La squadra di Jurgen Klinsmann ha tirato fuori la faccia feroce nel secondo tirato, ma i Reggae Boyz - arrivati al torneo rafforzati dalla Copa America - hanno retto fino alla fine. Protagonisti della serata sono stati l'attaccante dei Vancouver Whitecaps Darren Mattocks e quello della Houston Dynamo (ed ex Liverpool) Giles Barnes, in gol a cinque minuti l'uno dall'altro nel primo tempo, contro cui non è bastato il gol di Michael Bradley nel finale agli USA - in shock per gran parte del tempo - per recuperare. Ancora una volta imbarazzante la difesa americana, con l'accoppiata John Brooks e Ventura Alvarado in difficoltà per gran parte del match. LEGGI: Copa America, Giamaica: il ritorno di Giles Barnes Il risultato non solo ha dato i giamaicani loro seconda vittoria contro gli Stati Uniti di tutti i tempi, ma li porta alla finale di Gold Cup per la prima volta nella storia del torneo. La Giamaica affronterà domenica il Messico, che ha battuto Panama nell'altra semifinale della notte, contro cui gli americani giocheranno invece per il terzo posto sabato. La sconfitta obbligherà gli Stati Uniti a giocare uno spareggio contro la vincitrice della Gold Cup il prossimo 13 ottobre per accedere al posto CONCACAF nella Confederations Cup 2017 in Russia. ________________________________________ U.S. Men’s National Team vs. Jamaica  1-2 Data:  22 luglio, 2015 Torneo:  2015 CONCACAF Gold Cup; Semifinals Stadio:  Georgia Dome; Atlanta, Georgia Marcatori: JAM – Darren Mattocks (Kemar Lawrence)         31 JAM – Giles Barnes                                               36 USA – Michael Bradley                                        48 USA: 1-Brad Guzan; 16-Brad Evans, 6-John Brooks, 13-Ventura Alvarado, 23-Fabian Johnson; 5-Kyle Beckerman (10-Mix Diskerud, 67) , 4-Michael Bradley (capt.), 20-Gyasi Zardes, 8-Clint Dempsey, 11-Alejandro Bedoya (2-DeAndre Yedlin, 78); 9-Aron Johannsson (26-Alan Gordon, 73) Non entrati : 12-Nick Rimando, 22-William Yarbrough; 3-Omar Gonzalez, 15-Tim Ream, 18-Chris Wondolowski, 19-Graham Zusi, 21-Timmy Chandler, 24-Joe Corona, 25-DaMarcus Beasley CT: Jurgen Klinsmann JAM: 23-Ryan Thompson; 19-Adrian Mariappa, 4-Wes Morgan, 3-Michael Hector, 20-Kemar Lawrence; 22-Garath McCleary, 17-Rodolph Austin (capt.), 10-Jobi McAnuff, 15-Je Vaughn Watson; 9-Giles Barnes (2-Christopher Humphrey, 85), 11-Darren Mattocks (18-Simon Dawkins, 57) Non entrati: 1-Andre Blake, 6-Lance Laing, 7-Andre Clennon, 8-Michael Seaton, 13-Dwayne Miller, 14-Allan Ottey, 16-Joel Grant, 24-Omar Holness, 25-Sean McFarlane CT: Winfried Schäfer Stats Summary: USA / JAM Tiri: 21 / 10 Tiri in porta: 10 / 3 Parate: 1 / 9 Corner: 11 / 8 falli: 13 / 10 Offside: 1 / 4 Ammoniti: USA – Kyle Beckerman     31 JAM – Garath McCleary   45+1 USA – DeAndre Yedlin     88 Arbitro: Ricardo Montero (CRC)

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Al termine di un match non brillante, l'Argentina batte la Giamaica e si qualifica ai quarti della Coppa America centrando anche il primo posto nel girone B davanti a Paraguay e Uruguay (1-1) con 7 punti. A Vina del Mar, in Cile, l'Albiceleste sfonda con Higuain dopo 10' ma l'attesa goleada non arriva. Ritmi bassi, l'Argentina non riesce a blindare il risultato che resta in bilico fino al 90' nonostante due traverse dell'Albiceleste, e nel finale i Reggae Boys - che salutano la competizione, dove erano all'esordio, senza gol e con tre sconfitte tutte per 1-0 - sfiorano lo storico pareggio, che però non arriva. Senza Aguero, risparmiato per un dolore alla spalla, è Higuain a firmare il gol decisivo: è il 25esimo in Nazionale per il Pipita. Di Maria si accende a sprazzi e centra due traverse, Messi - un po' in ombra - festeggia senza incidere particolarmente la sua 100esima presenza con l'Albiceleste: neanche gli ingressi nella seconda parte di gara di Pereyra, Tevez e Lamela riescono a dare quel guizzo in più. Anzi, la Giamaica nel finale attacca, specie con Mariappa, creando qualche pericolo dalle parti di Romero. Ma a Martino alla fine va bene così. "Non è semplice giocare contro una squadra che si difende praticamente con dieci uomini - ha detto a fine gara Zabaleta - e ci sta che negli ultimi minuti loro abbiano provato spingere. L'importante è che siamo rimasti concentrati e che la vittoria sia arrivata". La Giamaica quindi saluta la sua prima partecipazione alla Copa America, e come foto ricordo si porterà il selfie di Deshorn Brown, ex terzino dei Colorado Rapids oggi ai norvegesi del Vålerenga, scattato insieme al suo idolo Lionel Messi: "Oggi è stato il giorno più bello della mia vita perché ho potuto scattare una foto con Lionel Messi".

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