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Jermaine Jones è un nuovo giocatore del Besiktas
Scritto il 2014-01-31 da Giacomo Costa su Calciomercato
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Nuova avventura per Jermaine Jones. Il mediano statunitense si è trasferito al Besiktas in prestito per 6 mesi con la possibilità di restare in modo permanente ad Istanbul se il club turco volesse riscattare il cartellino. Se il Besiktas non dovesse riscattarlo diventerebbe svincolato.

Jones (1981) in questa stagione ha disputato 14 match della Bundesliga, saltando solo 4 partite. Titolare anche in Champions League dove ha giocato solo 3 partite a causa di due squalifiche.

Altri americani nel mercato: Jozy Altidore resterà al Sunderland, parole di agente e dirigenza. Oltretutto è reduce da una buona prestazione contro lo Stoke City. Proprio il Sunderland si era interessato, nella giornata, a Geoff Cameron, terzino destro titolare dello Stoke City. Nulla da fare, i Potters lo considerano un pezzo fondamentale dello scacchiere di Hughes.

Lo Sporting Lisbona ha riscattato il cartellino di Fredy Montero dai Seattle Sounders. Per lui contratto fino al 2018 e clausola da 60M.

Quando la Major League Soccer ha deciso di assegnare al gruppo guidato da David Beckham l'expansion team di Miami, ha posto una condizione precisa: la nuova franchigia sarebbe potuta scendere in campo solo dopo aver ottenuto il via libera per la costruzione di uno stadio in città. Ora però, dopo che i due siti preferiti sono stati respinti, l'MLS Commissioner Don Garber ha reiterato il concetto - per la seconda volta in due mesi - della condizione base dello stadio. "Miami rimane una priorità per noi"" ha spiegato Garber in un'intervista con Alexi Lalas e ESPN. "Ci ricordiamo delle problematiche avute in passato, e dobbiamo avere la giusta proprietà e la giusta location per lo stadio. David sta lavorando per mettere insieme ulteriori partner, che sarebbero ottimi per la MLS. Ma al momento non è riuscito ad individuare un'area in grado di dare il necessari accesso e visibilità per il successo della franchigia. L'obiettivo è uno stadio a downtown Miami, e non ci sarà expansion a Miami senza un'area per lo stadio a downtown". A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami. Quale sia la scadenza che Garber e la MLS hanno imposto a Beckham non è però ancora chiaro. Con così tante città interessate ad entrare nella lega, di certo la pazienza avrà un limite. New York City FC e Orlando City entreranno nel 2015, portando la MLS a quota 21 club. Nel 2017 toccherà ad Atlanta. La MLS vuole chiudere (momentaneamente?) l'espansione raggiungendo il numero di 24 club entro il 2020. Per l'ultimo posto disponibile - se Miami fosse confermata - sono in prima fila Sacramento e Minnesota, ma dietro di loro c'è la fila con le varie San Antonio, St. Louis e, ultima arrivata, Las Vegas. Sotto: il rendering dello stadio che Beckham avrebbe voluto a Port Miami. Respinto dal governo della città

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Errori sotto porta, brividi. Che fatica battere gli Usa per il Belgio. Gli States mandano a vuoto gli assalti di Hazard &C. e al 90’ sprecano un gol. Ai supplementari decidono De Bruyne e Lukaku.  Che partita! E che peccato per gli USA. Il Belgio domina, sbatte sullo strepitoso Tim Howard (almeno sei-sette parate super e e 16 totali, nuovo record dei Mondiali, quello precedente resisteva dal 1966), centra una traversa con Origi ma deve attendere l'arrivo dei supplementari, con l'ingresso di Romelo Lukaku (un gol e un quasi assist per De Bruyne) per piegare la resistenza degli Stati Uniti che, nonostante la chiara inferiorita' tecnica, escono dal Mondiale a testa altissima con un finale tutto orgoglio e la rete di Green che rende infernali gli ultimi minuti per i Diavoli Rossi. Sara' quindi il Belgio, quattro vittorie su quattro, a sfidare l'Argentina sabato a Brasilia in una partita dall'altissimo tasso tecnico. HIGHLIGHTS: Belgio vs. USA 2-1 Se il buongiorno si vede dal mattino, si capisce subito che per Howard sara' una partita luminosa: pronti-via e grande parata del numero 1 americano su Origi, preferito inizialmente dal CT Marc Wilmots a Lukaku, sull'imbeccata di De Bruyne. Jurgen Klinsmann sa che a livello tecnico la sua squadra non puo' competere con i Diavoli Rossi e schiera una formazione piu' accorta, un 4-1-4-1 con Cameron davanti alla difesa e Clint Dempsey unica punta. Proprio il capitano e' il primo a impegnare Courtois al 12'. Ma e' il Belgio - dopo l'invasione di campo con protagonista l'italiano Mario Ferri che espone una maglia con la scritta "Ciro vive" - a menare le danze: contropiede clamoroso ed errore di De Bruyne, che spreca davanti ad Howard. Sfonda ancora il Belgio sulla destra, da Eden Hazard a Vertonghen che la mette in mezzo per Origi, decisivo DaMarcus Beasley. Si fa male Fabian Johnson (coscia), al suo posto DeAndre Yedlin, che sistema il buco sulla fascia americana renendodis anche pericoloso con bei cross. Al rientro, Belgio in avanti con ancora maggiore convinzione: Origi lavora bene per De Bruyne, colpo di testa di Mertens e Howard attento in angolo. Sempre Belgio: Vertonghen mette in mezzo un pallone al bacio, in ritardo Hazard, Origi non ci arriva e sfuma ancora un'azione per i Diavoli Rossi che all'11' centrano anche una traversa, con Origi di testa. E' assedio Belgio: Vertonghen, tra i migliori, ci prova due volte, senza particolare fortuna.Belgio travolgente: Origi fa fuori mezza difesa, cross in mezzo per Mertens che, prima di lasciare il campo a Mirallas, di tacco sfiora il gran gol. Una chance anche per Witsel: destro secco, fuori di poco. Sempre e solo Belgio, ma Howard mura ancora Origi e, soprattutto Mirallas, gli Usa se la cavano. Howard e' insuperabile anche quando ci provano ancora Hazard e il solito Origi, poi dall'altra parte e' clamoroso l'errore del MLS MVP 2012 Chris Wondolowski sottoporta che avrebbe mandato gli Usa in Paradiso. Insomma, servono i supplementari e Wilmots si gioca subito la carta Lukaku: mossa decisiva, il nuovo attaccante del Wolfsburg al primo pallone gestito vola via sulla fascia lasciando sul posto Matt Besler e serve De Bruyne, controllo su Gonzalez e diagonale sul quale nemmeno SuperHoward riesce a fare nulla. Lukaku prova a mettersi in proprio, ma Howard non ci sta e tiene in vita le speranze dell'America. Che, con orgoglio, si getta in avanti con Beasley: salva Van Buyten. Poi Mirallas e Howard dice no, quindi Lukaku chiude i giochi: sinistro chirurgico sull'assist di De Bruyne e il Belgio vola. Anche se in apertura di secondo tempo supplementare il giovanissimo centrocampista offensivo del Bayern Monaco Julian Green, appena entrato, brucia Toby Alderweireld sull'assist di Bradley e, soprattutto Courtois, riaprendo i giochi. Jones mette i brividi al Belgio poco dopo con una girata fuori di nulla. Quindi e' mostruoso Lukaku a far fuori Omar Gonzalez e Besley, c'e' pero' sempre il muro Howard. Partita splendida, anche Courtois diventa decisivo evitando il 2-2 uscendo a corpo morto su Dempsey ed e' la parata che mette la parola fine a una partita spettacolare e combattuta. La spunta, con merito, il Belgio, ma gli Usa hanno dimostrato tanto cuore e orgoglio, ed escono a testa alta dal Mondiale, a conferma della grande crescita del calcio statunitense. I commenti. Klinsmann: Abbiamo dato tutto, ma voglio una squadra più aggressiva "Per il mio cuore, per favore non fatemi più vivere partite come questa. Ora il Belgio può festeggiare". Così Marc Wilmots ha commentato la vittoria del Belgiosugli Stati Uniti dopo i tempi supplementari negli ottavi di finale della Coppa del Mondo. "Stasera abbiamo visto un Belgio con mentalità offensiva. Abbiamo effettuato 27 tiri in porta, il primo dopo solo due minuti e non abbiamo smesso di attaccare per i restanti 118 minuti", ha aggiunto. Poi il ct belga ha speso parole d'elogio per gli avversari: "Voglio congratularmi con Jurgen Klinsmann e la squadra degli Usa, soprattutto Tim Howard ha giocato una partita fantastica. Era in uno stato di grazia, ma alla fine penso che abbiamo meritato di vincere". “Penso che abbiamo dato tutto ai nostri tifosi, al pubblico", ha spiegato Klinsmann. “La partita è stata un vero thriller. Abbiamo avuto chance nel finale, e anche di infilarla prima. E' stata una partita giocata agli estremi. I giocatori hanno dato tutto, e hanno reso il loro paese orgoglioso. Quello che spero è che la squadra prenda l'esperienza dei Mondiali e capisca cosa voglia dire questo livello, l'intensità, la velocità, la richiesta... Non è solo allenarsi e giocare un match nel weekend. E' questione di stile di vita. E da parte nostra c'è ancora troppa deferenza. Perché non giocare vis a vis? E' qualcosa che dovremo affrontare. Non so quanti anni ci vorranno. Ho dovuto urlare come un pazzo per farli salire. E' qualcosa che deve entrare loro in testa. Anche contro squadre con più talento devono giocare più alti". Alla richiesta se resterà sulla panchina USA sino al 2018: "Penso di sì", convinto. Il contratto lo ha già firmato. ________________________________________________ Campionati del Mondo - Ottavi di finale Belgio vs. USA 2-1 dts (0-0) Marcatori: BEL - De Bruyne 3' pts BEL - Lukaku 15' pts USA - Green 2' sts BELGIO (4-3-3): Courtois 7.5; Alderweireld 6, Van Buyten 7, Kompany 6, Vertonghen 6.5; Witsel 6.5, Fellaini 6, De Bruyne 7.5; Mertens 6 (15'st Mirallas 5), Origi 7 (1'pts Lukaku 8), Hazard 6.5 (6'sts Chadli sv) In panchina: Mignolet, Bossut, Vermaelen, Lombaerts, Dembele, Januzaj, Ciman Allenatore: Wilmots 7.5 STATI UNITI (4-1-4-1): Howard 9; Johnson 5.5 (32'pt Yedlin 6.5), Besler 5.5, Gonzalez 6, Beasley 6.5; Cameron 5.5; Zusi 5 (27'st Wondolowski 5), Jones 6, Bradley 6.5, Bedoya 5.5 (17'pts Green 6.5); Dempsey 5.5 In panchina: Guzan, Rimando, Brooks, Johannsson, Diskerud, Davis, Beckerman, Altidore, Chandler. Allenatore: Klinsmann 6 ARBITRO: Haimoudi (Algeria) 6.5 NOTE: serata gradevole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Cameron, Kompany. Angoli: 19-4 per il Belgio Recupero: 3'; 3'; 2'; 1'.

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(@MicheleTossani) Hai ragione tu! Nel momento in cui Vasco Rossi comincia il suo ennesimo tour, prendiamo a prestito le parole di una delle sue canzoni per esaltare Jurgen Klinsmann. (Quasi) tutti avevano dato gli USA perdenti e pronti a uscire da un gruppo G definito 'della morte', perché comprendente Germania, Ghana e Portogallo. E invece... invece Klinsmann ha avuto ragione. Aveva detto che i suoi sarebbero stati pronti e lo sono stati. Aveva detto che si poteva fare a meno di Landon Donovan e si è visto come lo USMNT abbia giocato bene anche senza la celebrata star dei Los Angeles Galaxy. Ma Klinsmann ha avuto ragione anche nella decisione di infarcire la squadra di Tedesco-Americani, di giocatori cioè nati e cresciuti in Germania ma dalle origini Americane. Mentre altre Nazionali, vedi Italia e Spagna, non hanno avuto successo con la politica degli oriundi (basti pensare a Gabriel Paletta e Dario Costa), gli Stati Uniti, nonostante le critiche iniziali da parte di media e fans, non soltanto hanno inserito alla grande questi giocatori nel gruppo, ma hanno anche ricevuto riscontri positivi sul campo. Un nome su tutti è quello di Jermaine Jones. Figlio di un militare americano, Jones ha vissuto negli USA prima di trasferirsi in Germania con la madre. Potendo scegliere fra Germania e USA, Jones aveva inizialmente optato per la nazionale tedesca. Fino a quando un cambio di regolamento della FIFA ha permesso al centrocampista, nel 2009, - quando CT era ancora Bob Bradley - di abbracciare il progetto americano. Dopo essersi fatto un nome nella Bundesliga, indossando le maglie di Eintracht Frankfurt, Bayer Leverkusen, e, in particolar modo, Schalke 04, Jones ha lasciato la Germania agli inizi del 2014 per raggiungere i turchi del Besiktas. Il suo Mondiale, fino a qui, è stato eccellente. Quando, la scorsa primavera, Klinsmann ha deciso di cambiare lo schema base della nazionale, passando ad un 4-3-1-2, Jones era stato inizialmente provato come centrocampista davanti alla difesa. Tuttavia, le sue prestazioni nella posizione avevano lasciato a desiderare, tanto che si era ventilata per lui l'ipotesi della panchina durante la spedizione brasiliana. Invece, Klinsmann aveva altri piani ed anche questa volta le sue idee si sono rivelate vincenti. Il tecnico tedesco ha infatti inserito Kyle Beckerman nel ruolo alla Andrea Pirlo, spostando Michael Bradley come trequartista ed inserendo due centrocampisti in copertura accanto al playmaker del RSL. Una di queste ultime due posizioni è andata a Jones che, spostato qualche metro più avanti, ha potuto esprimere al meglio quelle che sono le sue qualità, vale a dire la capacità di rubare palloni unita alla velocità nel ribaltare l'azione in contropiede. E proprio queste qualità sono venute fuori durante il girone mondiale. Contro il Portogallo, Jones ha infarcito le sue prestazioni con un magnifico goal. Prima, contro il Ghana, una prova soddisfacente. Dopo, contro la Germania, la miglior prova offerta fino ad ora in questo Mondiale. Infatti contro i Tedeschi Jones non soltanto ha contribuito alla fase difensiva nel primo tempo, aiutando Beckerman, Brad Davis and Graham Zusi a contenere le pericolose mezzepunte di Joachim Löw, ma è anche riuscito a spingersi in avanti, fino ad affiancare Clint Dempsey in attacco durante i ribaltamenti di gioco. Un lavoro di raccordo quindi, svolto egregiamente e che ha permesso agli USA di mantenere i collegamenti fra i reparti di centrocampo e di attacco anche quando il giocatore deputato a fare questo, cioè Bradley, ha avuto alcuni momenti di appannamento. Sicuramente Jones è risultato essere il miglior centrocampista americnao di questa prima parte di Mondiale. Ma non è finita qui: Klinsmann avrà ancora bisogno di Jones, a partire dalla delicata sfida contro il Belgio, dove probabilmente il giocatore del Besiktas dovrà aiutare centralmente la squadra americana contro le inscursioni dalla sinistra di Eden Hazard nel match degli ottavi che vedrà gli USA contro la possibile sorpresa di questo Mondiale, il Belgio.

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