I Vancouver Whitecaps hanno finalmente ufficializzato il nuovo allenatore che sostituirà l'esonerato Martin Rennie, e hanno deciso di puntare su una scelta casalinga, dato che si tratta di Carl Robinson.
Il 37enne gallese infatti è reduce da due anni a Vancouver nel ruolo di assistant coach. Proprio la sua scarsa esperienza lascia dei punti interrogativi, anche considerato che Robinson è la terza o quarta scelta dei 'Caps, che prima di lui hanno fortemente cercato prima Frank Yallop, poi l'ex CT USA Bob Bradley, l'attuale CT dell'Under 17 USA e ex Red Bulls Richie Williams, e l'ex Montreal Jesse Marsch. In mezzo è arrivata persino la richiesta dell'inglese - già commissario tecnico della Nazionale Under-21 - Stuart Pearce, respinta però dal vicepresidente Bob Lenarduzzi.
Nonostante l'ampio ventaglio di candidati intervistati, Robinson è stato sempre tenuto nel loop delle scelte dei Caps in relazione a quali giocatori tenere o cedere.
“Mi sento un privilegiato ad essere stato in competizione con gente del livello di Bob Bradley e altri candidati, e quindi prendo positivamente il fatto che il club mi veda in questo ruolo. E francamente sono io a sedermi qui oggi, quello che dovrà prendere le decisioni", ha dichiarato Robinson in occasione della conferenza stampa di presentazione.
Robinson arriva al ruolo di allenatore con alle spalle 12 stagione da pro in Inghilterra e 4 in MLS con Toronto e New York, sin dal suo ritiro l'ex nazionale gallese ha puntato alla carriera da allenatore. E sono molti quelli convinti che con la sua esperienza in campo e le sue relazioni, aggiunte alla grinta e alla capacità di scoprire giovani, abbia tutte le caratteristiche per raggiungere il successo anche in panchina.
Positiva la reazione alla nomina di Robinson arrivata da parte di alcuni giocatori di Vancouver, a cominciare dal capocannoniere Camilo Sanvezzo e dal giovane canadese Russell Teibert (lanciato in prima squadra proprio su spinta di Robinson), ma è arrivata anche la voce dell'ex Cap e e Juventus Davide Chiumiento: tutti considerano Robinson uno capace di tirare fuori il meglio dai suoi giocatori.
Durante la presentazione Lenarduzzi ha insistito sul fatto che Robinson, che ha lavorato a stretto contatto col direttore del residency program (forse il migliore del Nordamerica) Gordon Forrest, avrà piena autonomia nella scelta dei giocatori, anche se continuerà ad aleggiare su di lui lo spettro del comitato dei cinque composto da Lenarduzzi stesso, il director of professional teams Greg Anderson, i proprietari Greg Kerfoot e Jeff Mallet e il Chief Operative Officer Rachel Brady.
Anche Rennie infatti aveva piena autonomia, ma alcune importanti decisioni nel suo periodo in carica sono però piovute dall'alto, come ad esempio la cessione di Chiumiento nel 2012 o quella di Alain Rochat al DC United quest'anno.
Di certo, dopo il licenziamento di Rennie, che ha fatto seguito alla mezza stagione di Teitur Thordarson nel 2011, stavolta tifosi e media sperano che Lenarduzzi e il proprietario Greg Kerfoot - che non parla mai ma è molto coinvolto nelle operazioni - stavolta abbiano compiuto la scelta giusta.










































