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Klinsmann e la base a Vienna degli USA
Scritto il 2013-11-18 da Americo Costi su Nazionale USA
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Con giocatori ormai sparsi tra Europa e Messico, il CT della Nazionale USA Jurgen Klinsmann ha deciso che gestirli solamente dagli USA era diventato impossibile.

Conseguenza di questa decisione l'apertura da parte della US Soccer Federation di un ufficio satellite finalizzato all'attività di scouting ed alla gestione dei giocatori già impegnati su suolo europeo.

La nostra situazione è un po' diversa da quella di altri paesi, e questo presenta una sfida,” ha detto Klinsmann in conferenza stampa a latere del pre-match tra Scozia e USA a Hampden Park. “i nostri giocatori sono sparsi per l'Europa – Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Scandinavia – e così abbiamo pensato valesse la pena aprire un ufficio europeo”.

A guidarlo sarà l'ex centrocampista della Nazionale austriaca e dei LA Galaxy, e assistant coach di Klinsmann, Andreas Herzog, che sarà supportato da Matthias Hamann (fratello del più famoso Dietmar, ex Liverpool), il quale sarà a capo dell'attività di scouting.

Abbiamo molti giovani giocatori con doppio passaporto, e quindi era importante una nostra presenza qui in Europa", ha spiegato Klinsmann. “Questo vuol dire che qualsiasi questione ci sia con i nostri giocatori il nostro staff è lì pronto ad intervenire. inoltre potremo osservare da vicino i vari campionati europei. Lo stesso tipo di lavoro lo sta portando avanti Martin Vasquez [secondo di Klinsmann in Nazionale e in precedenza anche al Bayern Monaco] nello stesso modo”.

Un modello di organizzazione, quello voluto da Klinsmann, che replica quello già messo in piedi dalla Turchia, che ha una base a Colonia per seguire i tanti ragazzi di origine turca che si formano nelle scuole calcio tedesche.

Se non fosse per la presenza di Herzog, sorprenderebbe la scelta di Vienna, città in cui gioca un solo americano Terrance Boyd, col Rapid Vienna. Tra i giocatori nel giro della Nazionale - anche solo potenzialmente - con base in Europa: 19 nelle prime due divisioni inglesi (Agudelo da gennaio, Howard, Guzan, Altidore, Cameron, Edu, Shea, Holden, Williams, Spector, Lichaj, Ream, Onyewu, Whitbread, Holmes, Haines, Lletget, e i giovani Pelosi e Bijev) e 13 nelle prime due di Germania (Cherundolo, Jones, Johnson, Brooks, Chandler, Parkhurst, Wood, Wooten, Morales, Parker, Green, Gyau, Hurzeler). Altri tre giocano in Danimarca (Ogunbiyi, O'Brien, Grella), 2 in Norvegia (Diskerud e Gatt), 1 in Belgio (Kljestan), 1 in Francia (Bedoya), 2 in Olanda (Johansson e Kazlauskas), e Michael Bradley in Italia.

Leggere il suo nome tra i convocati della Nazionale USA era normale qualche anno fa, mentre oggi la sorpresa è sapere che si aggregherà al ritiro di Carson (CA) - che durerà fino all'11 febbraio - nel quadro del programma di recupero da uno dei tanti infortuni che hanno limitato la carriera di un ottimo giocatore come Stuart Holden. A volere Holden in ritiro come "ospite" è stato il CT Jurgen Klinsmann, precisando però che il giocatore non fa parte pienamente del gruppo che affronterà l'Islanda il 31 gennaio e il Canada il 5 febbraio. La sfortuna del centrocampista americano Stuart Holden sembra senza fine. Al rientro lnel marzo 2014 da un lungo infortunio, in campo con la squadra U21 del Bolton Wanderers, dopo soli 30 minuti è finito in terra tenendosi il ginocchio con una nuova lesione dei legamenti, che lo ha di fatto portato a rimanere fuori sino ad oggi, essendo senza contratto dallo scorso giugno. Questo è l'ultimo (si spera) di una serie di infortuni iniziata nel marzo 2010, quando l'olandese Nigel De Jong procurò a Holden una frattura ad una gamba in occasione di un'amichevole pre mondiale ad Amsterdam, finendo poi col giocare solo pochi minuti ai Mondiaali 2010. Quasi un anno dopo, proprio mentre si stava affermando come uno dei migliori giocatori della Premier League, è stata un'entrata assassina del difensore del Manchester United Johnny Evans a procurargli una nuova frattura che lo ha tenuto fuori per sei mesi. Ma i sei mesi sono poi diventati 16 a causa di un danno alla cartilagine scoperto solo dopo, e per lui il rientro è arrivato nel gennaio 2013.  Qualche buona prestazione aveva convinto il CT USA Jurgen Klinsmann a convocarlo per la CONCACAF Gold Cup, terminata con la vittoria degli USA. Ma proprio nella finale contro Panama ecco la lesione ai legamenti che ha rimandato ai blocchi Holden, fino alla ricaduta. Nato in Scozia, cresciuto negli USA, dopo un'esperienza al Sunderland, Holden si è affermato con la Houston Dynamo (vincendo anche due MLS Cup), trasferendosi poi al Bolton nel gennaio 2010, dove fino all'infortunio si era messo in mostra come uno dei migliori giocatori della Premier League. Per anni è stato un punto fermo della Nazionale USA, con cui ha messo insieme 25 partite e 3 gol, partecipando anche anche alle Olimpiadi 2008. Ma il giocatore a soli 31 anni non intende mollare, e durante l'inverno ha continuato ad allenarsi in California con altri colleghi della MLS quali Benny Feilhaber e Dom Dwyer dello Sporting Kansas City, Sacha Kljestan (New York Red Bulls), Servando Carrasco (Orlando City), A.J. DeLaGarza (LA Galaxy), Hector Jimenez (Columbus Crew) e Steve Birnbaum (D.C. United).    

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