Dopo un anno e tre decadi dalla vittoria del loro ultimo titolo in quel di San Diego, allora contro i Seattle Sounders, i New York Cosmos hanno alzato al cielo il loro sesto trofeo espugnano il campo tutto esaurito degli Atlanta Silverbacks - che perdono l'occasione di portare a casa il primo trofeo dal 1968, con gli allora Atlanta Chiefs.
Poco importa se nel frattempo la NASL originale è fallita così come i Cosmos nel 1985 e che nel 1996 è nata la Major League Soccer e che la nuova incarnazione della Nasl è una lega di seconda divisione seppure con grandi ambizioni. Come allora in campo c’era una star brasiliana internazionale, al tempo l’incommensurabile Pelé, oggi Marcos Senna, naturalizzato spagnolo e campione d’Europa con la nazionale iberica nel 2008, proprio lui è stato il matador che ha segnato la rete che ha consegnato ai Cosmos il loro primo Soccer Bowl nella loro nuova incarnazione mettendo in rete una palla respinta dalla difesa di Atlanta nata da una punizione battuta dal suo connazionale Ayoze.
Questa vittoria è il suggello di una stagione vissuta in primo piano con una squadra che sebbene assemblata in minor tempo rispetto alle altre ha sempre espresso un gioco di livello superiore rispetto alle altre compagini della lega facendo sfoggio del suo valore soprattutto a centrocampo, che ha fatto si che salvo rare occasioni i Cosmos abbiamo sempre dominato la partita ed avuto il possesso palla anche se questo non sempre si è tradotto in vantaggio, in ogni caso la squadra di Giovanni Savarese ha perso un solo incontro durante la stagione pareggiandone quattro e terminando la stagione di ben otto lunghezze sui diretti inseguitori concludendo la stagione con la vittoria della clausura del campionato Nasl.
L’allenatore italo-venezuelano ha saputo usare la sua esperienza da calciatore ovviando così alla mancanza di background come allenatore plasmando un gruppo di più di trenta calciatori sapendo amalgamare i diversi caratteri, stili di gioco e nazionalità, perché a dispetto di quello che poteva pensare Salvatore Massimino, storico presidente del Catania, non è un qualcosa o qualcuno che si possa comprare.
Cosmos e Silverbacks si erano già incontrate la settimana precedente per l’ultima di campionato con entrambe le squadre già qualificate per il Soccer Bowl, ma la partita in questione non è stata per ovvi motivi un’anteprima della finale in quanto entrambi gli allenatori, sia per far risposare gli elementi più preziosi delle rispettive rose sia per dare spazio ai giovani e non scoprire le carte hanno mandato in campo le squadre B, ma la squadra di New York si è imposta in entrambe le occasioni per 1-0.
Atlanta ha cercato subito di vincere il timore reverenziale per una squadra di indubbio valore superiore e ha giocato il tutto per tutto cercando fin dall’inizio di rendersi pericolosa ma subito dopo le prime folate i Cosmos hanno subito preso in mano la partita col possesso palla che li ha caratterizzati quest’anno imbrigliando via via i Silverbacks e procurandosi già nel primo tempo occasioni da goal, la prima al 16’ con Stefan Dimitrov che spreca una facile opportunità, e col tempo Diomar Diaz, Sebastian Guenzatti, Ayoze e Marcos Senna tengono a turno impegnato in più occasioni il portiere dei Silverbacks Nasco.
La svolta avviene al 50’ con Senna bravo a deviare in rete una respinta della difesa su punizione creata da Ayoze, e da quel momento Atlanta ha ricominciato a fare capolino alla porta dei Cosmos con una punzione parata agevolmente da Kyle Reinish al 60’, un minuto più tardi un errore di Roversio regala la palla a Danny Barrera che però non riesce a concretizzare. Successivamente è Pedro Mendez, fratello dell’avversario Paulo Mendez, in uno scontro fratricida di quelli che piacciono tanto agli americani, che fa arrivare la palla a Shane Maroney, il quale però pur trovandosi davanti alla porta viene neutralizzato dai pronti riflessi di Kyle Reinish.
Cinque minuti di recupero e al 91’ Danny Barrera prova a impensierire Reyinish senza riuscirvi e nei quattro minuti rimanenti i Silverbacks tentano l’assalto all’Ok Corral creando momenti di grande nervosismo nella difesa dei Cosmos ma senza rendersi mai realmente pericolosi.
I Cosmos conquistano così il loro sesto trofeo per la gioia anche dei numerosi tifosi newyorkesi presenti che sono stati come il dodicesimo uomo in campo. Marcos Senna, il match winner ha dichiarato dopo la partita :”E’ difficile spiegare esattamente come è avvenuto il goal, quello che posso dire è che stato un momento di grande felicità. Il goal non è solo mio ma di tutti, il nostro è stato un duro cammino ma ne è valsa la pena. Meritavamo la finale e questo goal immortala tutto quello che abbiamo fatto durante questa stagione. Sono grato ai nostri tifosi che si sono fatti 14/16 ore di viaggio, sono il nostro dodicesimo uomo e meritano questo campionato. L’anno prossimo voglio esserci ancora e giocare altre stagioni finchè il corpo me lo consente. Voglio terminare la mia carriera nei Cosmos”.
Chiosa Savarese :”E’ stato grandioso per noi, siamo veramente orgogliosi di avere in squadra Marcos Senna. Il reparto offensivo è solido e in difesa Kyle Reinish ha fatto un ottimo lavoro ed è stato fondamentale durante il campionato. E’ il miglior portiere della lega”. Parlando dell’andamento della partita ha poi aggiunto :”I New York Cosmos sono tornati. Abbiamo lavorato duramente durante questa stagione per poter giocare nella Nasl, siamo molto fieri dei giocatori perché sono riusciti a fare grandi cose settimana dopo settimana, e stanotte abbiamo vinto il campionato”.
Mentre i Cosmos si godono il meritato trionfo, portando nella città di New York il titolo nazionale che mancava dal 1982, il pensiero non può non andare ai cugini del New Jersey che invece pur essendo favoriti per via del Supporters Shield sono stati sbattuti fuori da Houston. I New York Red Bulls sono si riusciti a sfatare la maledizione di Caricola ma non sono riusciti ad esorcizzare il fantasma dei Cosmos che aleggiava sopra di loro come una nube rarefatta ma sempre presente fin dai primi momenti della loro esistenza.
Nel 1996 infatti i MetroStars decisero di giocare al Giants Stadium e scegliere come primo allenatore quell’Eddie Firmani che aveva portato due Soccer Bowl ai Cosmos ma che con gli allora Metrostars durò appena due mesi. L’occasione d’oro che i tori rossi avevano quest’anno era unica ed è stata sprecata, e come si suol dire oltre il danno la beffa, perché ora che i Cosmos non sono più solo storia i paragoni, già di per se schiaccianti, col passato si sommeranno a quelli presenti, e la squadra che fu di Pelé e Giorgio Chinaglia può poter affermare e non a torto di essere l’unica squadra vincente e di nome internazionale a New York e dintorni.
Con la vittoria del Soccer Bowl saranno ancora più numerosi quei fans del soccer che non contenti di supportare una squadra col nome di un soft drink e che l’hanno finora supportata perché l’unica squadra professionista in città ora attratti sia dal blasone dei Cosmos ma ora anche dalla squadra attuale che ha tenuto fede alla sua immagine vincente potrebbero passare armi e bagagli con la rinata squadra stellare che nel piccolo sta ripercorrendo i suoi passi, perché come dicono da quelle parti "New York likes winners", è questa la sentenza inappellabile.
Sicuramente il prossimo anno, con altri arrivi nella compagine di proprietà della Sela Sport (si vocifera di Freddy Adu che potrebbe magari avere un’altra chance così come l’hanno avuta Alessandro Noselli e Danny Szetela) la campagna abbonamenti dei Cosmos registrerà un forte incremento, ed ora che i democratici hanno vinto le elezioni comunali con ampio margine sarà pure più facile per Seamus O’ Brien e la sua società di costruire l’agognato stadio a Long Island che rappresenterebbe sicuramente un punto di svolta.
L’attuale sindaco di New York è italo-americano e molto attento alle sue origini, in più il soccer è amato soprattutto dai progressisti e dalle cosiddette soccer moms, e dulcis in fundo, la famiglia Cuomo, numi tutelari dei democratici locali, erano grandi tifosi dei Cosmos durante quegli anni stellari ed irripetibili per cui la probabilità che lo stadio progettato a Belmont veda la luce prima dello stadio desiderato dalla nuova joint venture del New York City F.C. è molto probabile. In più la nuova squadra satellite del Manchester City rischia in termini di pubblico e di popolarità di ripercorrere l’infelice storia dei Chivas Usa, squadra satellite del popolare club messicano Chivas de Gadalajara, che ha attratto invece antipatie e disinteresse sia dai messicani cha non tifano Chivas sia dai tifosi dei Chivas originali che vedono nei Chivas Usa una brutta copia non competitiva.
I proprietari del Manchester City devono poi comprendere una volta arrivati negli Usa che nonostante la Beckam Rule e la recente regola dei retention funds, che il salary cap della MLS è inferiore a tre milioni di presidenti morti, per cui non potranno spendere e spandere ma dovranno essere oculati saper scegliere, l’esempio dei New York Red Bulls: decine di milioni di dollari spesi per vincere appena il Supporters Shied dopo quasi un ventennio di vita è proprio speculare a loro sull’altra sponda dell’Hudson, in più essendo percepita la squadra come una copia del Manchester City, potrebbe accadere anche qui che i tifosi ed appassionati della EPL, che resta negli Usa e soprattutto a New York il campionato più seguito dagli “eurosnobs”, di ottenere lo stesso effetto contrario ottenuto dalla squadra losangelina di proprietà di Jose Vergara.
In più la partnership coi New York Yankees rischia di peggiorare le cose allontanando chi pur essendo tifoso del Manchester City nel baseball tifa i Mets, e non bisogna dimenticare che negli Usa il baseball negli stati della East Cost è quasi una religione. Il cammino della franchigia prossima ventura si preannuncia tutt’altro che facile, così come quello dei Red Bulls che rischiano di avere appiccicata addosso l’etichetta del “loser”, del perdente, un peccato che in America non è perdonato nemmeno dal più indulgente dei pastori.
Ma nemmeno la vita dei Cosmos si preannuncia facile, con il cammino per la MLS chiuso dalla nuova franchigia di prossima nascita e le incognite dello stadio e sulla crescita della Nasl, sarà abbastanza grande la mela per tutti e tre?










































