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Cosmos, un altro NASL Soccer Bowl dopo 31 anni
Scritto il 2013-11-11 da Dario Torrente su NASL USL PRO
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Dopo un anno e tre decadi dalla vittoria del loro ultimo titolo in quel di San Diego, allora contro i Seattle Sounders, i New York Cosmos hanno alzato al cielo il loro sesto trofeo espugnano il campo tutto esaurito degli Atlanta Silverbacks - che perdono l'occasione di portare a casa il primo trofeo dal 1968, con gli allora Atlanta Chiefs.

Poco importa se nel frattempo la NASL originale è fallita così come i Cosmos nel 1985 e che nel 1996 è nata la Major League Soccer  e che la nuova incarnazione della Nasl è una lega di seconda divisione seppure con grandi ambizioni. Come allora in campo c’era una star brasiliana internazionale, al tempo l’incommensurabile Pelé, oggi Marcos Senna, naturalizzato spagnolo e campione d’Europa con la nazionale iberica nel 2008, proprio lui è stato il matador che ha segnato la rete che ha consegnato ai Cosmos il loro primo Soccer Bowl nella loro nuova incarnazione mettendo in rete una palla respinta dalla difesa di Atlanta nata da una punizione battuta dal suo connazionale Ayoze.

Questa vittoria è il suggello di una stagione vissuta in primo piano con una squadra che sebbene assemblata in minor tempo rispetto alle altre ha sempre espresso un gioco di livello superiore rispetto alle altre compagini della lega facendo sfoggio del suo valore soprattutto a centrocampo, che ha fatto si che salvo rare occasioni i Cosmos abbiamo sempre dominato la partita ed avuto il possesso palla anche se questo non sempre si è tradotto in vantaggio, in ogni caso la squadra di Giovanni Savarese ha perso un solo incontro durante la stagione pareggiandone quattro e terminando la stagione di ben otto lunghezze sui diretti inseguitori concludendo la stagione con la vittoria della clausura del campionato Nasl.

L’allenatore italo-venezuelano ha saputo usare la sua esperienza da calciatore ovviando così alla mancanza di background come allenatore plasmando un gruppo di più di trenta calciatori sapendo amalgamare i diversi caratteri, stili di gioco e nazionalità, perché a dispetto di quello che poteva pensare Salvatore Massimino, storico presidente del Catania, non è un qualcosa o qualcuno che si possa comprare.

Cosmos e Silverbacks si erano già incontrate la settimana precedente per l’ultima di campionato con entrambe le squadre già qualificate per il Soccer Bowl, ma la partita in questione non è stata per ovvi motivi un’anteprima della finale in quanto entrambi gli allenatori, sia per far risposare gli elementi più preziosi delle rispettive rose sia per dare spazio ai giovani e non scoprire le carte hanno mandato in campo le squadre B, ma la squadra di New York si è imposta in entrambe le occasioni per 1-0.

Atlanta ha cercato subito di vincere il timore reverenziale per una squadra di indubbio valore superiore e ha giocato il tutto per tutto cercando fin dall’inizio di rendersi pericolosa ma subito dopo le prime folate i Cosmos hanno subito preso in mano la partita col possesso palla che li ha caratterizzati quest’anno imbrigliando via via i Silverbacks e procurandosi già nel primo tempo occasioni da goal, la prima al 16’ con Stefan Dimitrov che spreca una facile opportunità, e col tempo Diomar Diaz, Sebastian Guenzatti, Ayoze e Marcos Senna tengono a turno impegnato in più occasioni il portiere dei Silverbacks Nasco.

La svolta avviene al 50’ con Senna bravo a deviare in rete una respinta della difesa su punizione creata da Ayoze, e da quel momento Atlanta ha ricominciato a fare capolino alla porta dei Cosmos con una punzione parata agevolmente da Kyle Reinish al 60’, un minuto più tardi un errore di Roversio regala la palla a Danny Barrera che però non riesce a concretizzare. Successivamente è Pedro Mendez, fratello dell’avversario Paulo Mendez, in uno scontro fratricida di quelli che piacciono tanto agli americani, che fa arrivare la palla a Shane Maroney, il quale però pur trovandosi davanti alla porta viene neutralizzato dai pronti riflessi di Kyle Reinish.

Cinque minuti di recupero e al 91’ Danny Barrera prova a impensierire Reyinish senza riuscirvi e nei quattro minuti rimanenti i Silverbacks tentano l’assalto all’Ok Corral creando momenti di grande nervosismo nella difesa dei Cosmos ma senza rendersi mai realmente pericolosi.

I Cosmos conquistano così il loro sesto trofeo per la gioia anche dei numerosi tifosi newyorkesi presenti che sono stati come il dodicesimo uomo in campo. Marcos Senna, il match winner ha dichiarato dopo la partita :”E’ difficile spiegare esattamente come è avvenuto il goal, quello che posso dire è che stato un momento di grande felicità. Il goal non è solo mio ma di tutti, il nostro è stato un duro cammino ma ne è valsa la pena. Meritavamo la finale e questo goal immortala tutto quello che abbiamo fatto durante questa stagione. Sono grato ai nostri tifosi che si sono fatti 14/16 ore di viaggio, sono il nostro dodicesimo uomo e meritano questo campionato.  L’anno prossimo voglio esserci ancora e giocare altre stagioni finchè il corpo me lo consente. Voglio terminare la mia carriera nei Cosmos”.

Chiosa Savarese :”E’ stato grandioso per noi, siamo veramente orgogliosi di avere in squadra Marcos Senna. Il reparto offensivo è solido e in difesa Kyle Reinish ha fatto un ottimo lavoro ed è stato fondamentale durante il campionato. E’ il miglior portiere della lega”. Parlando dell’andamento della partita ha poi aggiunto :”I New York Cosmos sono tornati. Abbiamo lavorato duramente durante questa stagione per poter giocare nella Nasl, siamo molto fieri dei giocatori perché sono riusciti a fare grandi cose settimana dopo settimana, e stanotte abbiamo vinto il campionato”.

Mentre i Cosmos si godono il meritato trionfo, portando nella città di New York il titolo nazionale che mancava dal 1982, il pensiero non può non andare ai cugini del New Jersey che invece pur essendo favoriti per via del Supporters Shield  sono stati sbattuti fuori da Houston. I New York Red Bulls sono si riusciti a sfatare la maledizione di Caricola ma non sono riusciti ad esorcizzare il fantasma dei Cosmos che aleggiava sopra di loro come una nube rarefatta ma sempre presente fin dai primi momenti della loro esistenza.

Nel 1996 infatti i MetroStars decisero di giocare al Giants Stadium e scegliere come primo allenatore quell’Eddie Firmani che aveva portato due Soccer Bowl ai Cosmos ma che con gli allora Metrostars durò appena due mesi. L’occasione d’oro che i tori rossi avevano quest’anno era unica ed è stata sprecata, e come si suol dire oltre il danno la beffa, perché ora che i Cosmos non sono più solo storia i paragoni, già di per se schiaccianti, col passato si sommeranno a quelli presenti, e la squadra che fu di Pelé e Giorgio Chinaglia può poter affermare e non a torto di essere l’unica squadra vincente e di nome internazionale a New York e dintorni.

Con la vittoria del Soccer Bowl saranno ancora più numerosi quei fans del soccer che non contenti di supportare una squadra col nome di un soft drink e che l’hanno finora supportata perché l’unica squadra professionista in città ora attratti sia dal blasone dei Cosmos ma ora anche dalla squadra attuale che ha tenuto fede alla sua immagine vincente potrebbero passare armi e bagagli con la rinata squadra stellare che nel piccolo sta ripercorrendo i suoi passi, perché come dicono da quelle parti "New York likes winners",  è questa la sentenza inappellabile.

Sicuramente il prossimo anno, con altri arrivi nella compagine di proprietà della Sela Sport (si vocifera di Freddy Adu che potrebbe magari avere un’altra chance così come l’hanno avuta Alessandro Noselli e Danny Szetela) la campagna abbonamenti dei Cosmos registrerà un forte incremento, ed ora che i democratici hanno vinto le elezioni comunali con ampio margine sarà pure più facile per Seamus O’ Brien e la sua società di costruire l’agognato stadio a Long Island che rappresenterebbe sicuramente un punto di svolta.

L’attuale sindaco di New York è italo-americano e molto attento alle sue origini, in più il soccer è amato soprattutto dai progressisti e dalle cosiddette soccer moms, e dulcis in fundo, la famiglia Cuomo, numi tutelari dei democratici locali, erano grandi tifosi dei Cosmos durante quegli anni stellari ed irripetibili per cui la probabilità che lo stadio progettato a Belmont veda la luce prima dello stadio desiderato dalla nuova joint venture del New York City F.C. è molto probabile. In più la nuova squadra satellite del Manchester City rischia in termini di pubblico e di popolarità di ripercorrere l’infelice storia dei Chivas Usa, squadra satellite del popolare club messicano Chivas de Gadalajara, che ha attratto invece antipatie e disinteresse sia dai messicani cha non tifano Chivas sia dai tifosi dei Chivas originali che vedono nei Chivas Usa una brutta copia non competitiva.

I proprietari del Manchester City devono poi comprendere una volta arrivati negli Usa che nonostante la Beckam Rule e la recente regola dei retention funds, che il salary cap della MLS è inferiore a tre milioni di presidenti morti, per cui non potranno spendere e spandere ma dovranno essere oculati saper scegliere, l’esempio dei New York Red Bulls: decine di milioni di dollari spesi per vincere appena il Supporters Shied dopo quasi un ventennio di vita è proprio speculare a loro sull’altra sponda dell’Hudson, in più essendo percepita la squadra come una copia del Manchester City, potrebbe accadere anche qui che i tifosi ed appassionati della EPL, che resta negli Usa e soprattutto a New York il campionato più seguito dagli “eurosnobs”, di ottenere lo stesso effetto contrario ottenuto dalla squadra losangelina di proprietà di Jose Vergara.

In più la partnership coi New York Yankees rischia di peggiorare le cose allontanando chi pur essendo tifoso del Manchester City nel baseball tifa i Mets, e non bisogna dimenticare che negli Usa il baseball negli stati della East Cost è quasi una religione. Il cammino della franchigia prossima ventura si preannuncia tutt’altro che facile, così come quello dei Red Bulls che rischiano di avere appiccicata addosso l’etichetta del “loser”, del perdente, un peccato che in America non è perdonato nemmeno dal più indulgente dei pastori.

Ma nemmeno la vita dei Cosmos si preannuncia facile, con il cammino per la MLS chiuso dalla nuova franchigia di prossima nascita e le incognite dello stadio e sulla crescita della Nasl, sarà abbastanza grande la mela per tutti e tre?

Non molte cose vanno come previsto nello sport.  Il Cosmos, tuttavia, hanno scritto una sceneggiatura perfetta per l'addio al calcio di due icone di questo sport, giunte all'ultima stagione di una splendida carriera. Parliamo di Raul , leggenda del Real Madrid, e Marcos Senna, due ex membri della squadra nazionale spagnola, che lasciano quindi il calcio come solo i campioni fanno: da vincitori. Risultato: la vittoria dei NY Cosmos nel NASL Soccer Bowl è stata nominata quale top story dell'anno da BigAppleSoccer. Inutile dire che Raul ha vissuto emozioni contrastanti nel dover lasciare il campo, chiudendo una carriera lunga quasi due decenni, passati a terrorizzare portieri e difensori avversari. "Questo è come un sogno, finire vincendo una finale", ha detto Raul, autore dell'assist per il terzo gol di Gaston Cellerino all'85', valso il 3-2 contro l'Ottawa Fury FC allo stadio Shuart lo scorso 15 novembre. "Sono molto felice e sono molto triste. Ho una parte del mio cuore è ormai dei Cosmos". Senna, autore del gol vittoria nel NASL Soccer Bowl vinto per 1-0 due anni fa contro gli Atlanta Silverbacks, valso ai Cosmos il primo titolo dopo 31 anni, era felice, e lo era ancor di più per aver chiuso insieme a Raul. "Vincere accanto a Raul era una situazione ideale", ha detto. "Gli sono grato di essere stato qui, di aver la differenza molte volte, segnando anche molti gol. Gol che oggi non ha segnato, ma ha piazzato l'assist della vittoria. E' sempre un game-changer". Entrambi i giocatori dovranno ora affrontare nuove sfide fuori dal campo. Senna non ha dettagliato i suoi piani, mentre Raul sarà parte del settore giovanile dei Cosmos, che lo hanno voluto fortemente. Le finali sono spesso noiose, ma il Soccer Bowl è stato pirotecnico, con cinque gol in 22 minuti e un cartellino rosso. Eroe della serata è stato l'attaccante argentino (passato anche a più riprese per Livorno tra il 2009 e il 2013), che in regular season aveva segnato solo una volta in 8 match, per poi diventare fondamentale con prima un gol nella semifinale vinta per 2-1 sui Fort Lauderdale Strikers. La stagione dei Cosmos ha visto il club di maggior successo della storia del calcio USA volare a Cuba per uno storico incontro con la nazionale cubana, con vittoria per 4-1, ma il punteggio finale non aveva importanza. Piuttosto, la diplomazia e la sportività legati al match sono parte del eprcorso di abbattimento delle barriere tra i due paesi. In "Lamar Hunt" US Open Cup i NY Cosmos hanno giocato il primo storico derby contro il New York City FC, battuti per 4-3 ai rigori - fondamentali le parate di un Jim Maurer tra i migliori dell'anno - dopo aver recuperato un deficit di due reti. Meno bene è andato il turno successivo, che ha visto i biancoverdi uscire sconfitti per 4-1 alla Red Bull Arena contro una delle squadre top della MLS 2015. Tra i successi dell'anno anche la full regular season (15-4-11), ottenendo così giocare in casa-campo durante i playoff. Tra i singoli, in evidenza - oltre agli spagnoli - il centrocampista Leo Fernandes, in prestito dalla Philadelphia Union, vera e propria rivelazione dell'anno: otto gol, come Raul, e tre assist nella regular season. In difesa invece la roccia rimane Carlos Mendes - primo giocatore ingaggiato dai Cosmos al loro ritorno in campo - nominato nei NASL Best XI. Lo sguardo però ora è rivolto al 2016, primo anno senza Senna e Raul, e coach Giovanni Savarese è già alla ricerca di sostituti adeguati ad una maglia storica indossata negli anni d'oro da campioni quali Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia e Carlos Alberto.  

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Grazie alla vittoria sugli USA per 3-2 ai tempi supplementari ieri notte al Rose Bowl di Pasadena, sarà il Messico a rappresentare la CONCACAF alla prossima Confederations Cup. Denominato CONCACAF Cup, il match di ieri era infatti lo spareggio tra le vincitrici delle ultime due Gold Cup per inviare la numero uno del continente a Russia 2017, per la gioia del pubblico messicano che occupava gran parte dello stadio teatro della finale mondiale 1994 persa dall'Italia ai rigori (errori di Franco Baresi e Roberto Baggio) contro il Brasile. Messico in vantaggio con l'attaccante del Wolfsburg Javier "Chicharito" Hernandez già al 10'. Passano solo cinque minuti e gli Stati Uniti pareggiano con il difensore dello Stoke City Geoff Cameron, di testa su un perfetto cross di Michael Bradley. Il Messico domina nel secondo tempo, riuscendo però a trovare il gol con Oribe Peralta nel primo tempo supplementare. A sorpresa arriva però il pari dell'attaccante USA Bobby Wood - subentrato ad un Jozy Altidore inesistente - su cross del terzino degli Spurs DeAndre Yedlin. Ma ad esultare per ultima è El Tri, che col terzino destro Paul Aguilar con un gran tiro al volo al 118' prenota il viaggio per la Russia, dopo che nelle ultime due edizioni era toccato agli USA rappresentare la CONCACAF. Olimpiadi 2016 a rischio La giornata di Klinsmann era iniziata male, con l'Under 23 guidata dal suo vice, l'austriaco Andreas Herzog, battuta per 2-0 dall'Honduras, una sconfitta che pone a serio rischio la qualificazione alle Olimpiadi 2016. Per volare a Rio infatti gli USA dovranno ora battere il Canada e poi nel caso vincere lo spareggio contro la Colombia a marzo. Una giornata nera quindi per il soccer USA e per l'ex attaccante di Inter e Samp, che è sia CT che direttore tecnico delle Nazionali statunitensi, su cui ormai da più parti piovono richieste di esonero immediato, al momento escluse dal presidente della US Soccer Federation, Sunil Gulati. _________________________________________________________ Rose Bowl, Pasadena (CA) - 10 ottobre, 2015 USA vs Messico 2-3 d.t.s. (1-1 rt) Marcatori: MES - Hernandez 10' USA - Cameron 15' MES - Peralta 96' USA - Wood 108 MES - Aguilar 118 USA -- Guzan; Johnson (Evans 111), Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bradley, Zardes (Yedlin 78); Dempsey, Altidore (Wood, 98). MESSICO -- Munoz, Reyes, Layun, Aguilar, Moreno; Marquez (Rivas, 76), Herrera, Guardado (Guemez, 80); Peralta, Jimenez, Hernandez (Corona, 97). Arbitro: Joel Aguilar (El Salvador). Spettatori: 93,723.

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