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USA, amichevole con l'Austria il 19 novembre
Scritto il 2013-10-13 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Il CT della Nazionale USA Jurgen Klinsmann ha effettuato numerosi cambiamenti nella rosa che volerà a Panama martedì 15 ottobre per l'ultimo match del girone di qualificazione mondiale, con gli USA che han già staccato il biglietto per il Brasile.

Non ci saranno per motivi fisici Landon Donovan (caviglia) e Jermaine Jones (ginocchio), mentre il centrale di difesa  Matt Besler (Sporting KC) e il portiere Tim Howard (Everton) sono stati rimandati a casa nel quadro di un previsto turn over.

Titolare in porta contro Panama sarà Brad Guzan (Aston Villa) con Nick Rimando (Real Salt Lake) come back up, e Sean Johnson (Chicago Fire) chiamato nel ruolo di terzo.

Brad Guzan si è guadagnato il posto" ha detto Klinsmann. “È stato ottimo tutta la stagione con l'Aston Villa, e ha fatto bene anche nei match di qualificazione. Come già detto in passato, stiamo messi molto bene in termini di portieri. Abbiamo poi deciso di rimandare Besler al suo club anche per dare spazio a Clarence Goodson”, ha dichiarato Klinsmann.

In ottica Mondiali intanto è emersa la notizia che gli USA affronteranno al Ernst Happel Stadium (50.000 posti) di Vienna l'Austria il prossimo 19 novembre, quattro giorni dopo l'altro match amichevole con la Scozia.

L'Austria, 47° nel ranking FIFA, è stata appena eliminata dalla corsa ai Mondiali nel Grippo C vinto dalla Germania davanti alla Svezia. Tra le sue fila può contare sul laterale sinistro del Bayern Monaco David Alaba e sul difensore del Norimberga Emmanuel Pogatetz. Quest'ultimo si troverà probabilmente di fronte il compagno dell'americano Timothy Chandler, mentre proprio a Vienna col Rapid milita l'attaccante USA Terrence Boyd.

L'ultimo match tra le due Nazionali risale al 22 aprile 1998, quando gli americani espugnarono Vienna con un 3-0 firmato da Frankie Hejduk, Brian McBride e Claudio Reyna.

La lista dei convocati:

Portieri (3): Brad Guzan (Aston Villa), Sean Johnson (Chicago Fire), Nick Rimando (Real Salt Lake)
Difensori (6): DaMarcus Beasley (Puebla), Geoff Cameron (Stoke City), Edgar Castillo (Club Tijuana), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Clarence Goodson (San Jose Earthquakes), Michael Orozco (Puebla)
Centrocampisti (6): Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Alejandro Bedoya (Nantes), Brad Davis (Houston Dynamo), Mix Diskerud (Rosenborg), Sacha Kljestan (Anderlecht), Graham Zusi (Sporting Kansas City)
Attaccanti (4): Jozy Altidore (Sunderland), Terrence Boyd (Rapid Vienna), Aron Johannsson (AZ Alkmaar), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes)

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

Calcio - Socceritalia

Il portiere Brad Guzan inizia vedere il proprio futuro alquanto incerto al Villa Park, specie dopo che l'allenatore Remi Garde ha messo l'acquisto di un nuovo portiere tra le priorità del mercato di gennaio. Per sostituire Guzan, vice di Tim Howard (Everton) nella Nazionale USA, Garde avrebbe individuato il portiere dell'Olympique Marsiglia e già nazionale francese Steve Mandanda (in foto). Mandanda, 30 anni, ha in contratto in scadenza a giugno, e l'OM sarebbe disposto a lasciarlo andare per una fee minima. Quali alternative sulla lista di Garde ci sarebbe anche l'italiano Salvatore Sirigu, finito in panchina al PSG. In ogni caso sembra che il tempo di Guzan quale portiere titolare sia ormai segnato, visto anche che l'ex Chivas USA quest'anno è riuscito a non prendere gol solo due volte. Guzan era stato promosso titolare sotto la guida di Paul Lambert, per poi finire in panchina con l'arrivo di Tim Sherwood, che gli ha preferito l'irlandese Shay Given. LEGGI: Brad Guzan, la porta della Nazionale USA è sua Dopo che l'estate scorsa i Villans sembravano aver scelto Asmir Begovic, finito al Chelsea, Guzan era stato bravo a riconquistarsi fiducia e posto col nuovo allenatore, ma da allora le critiche dei tifosi non si sono mai fermate, e ora l'Aston Villa cerca il suo sostituto. Il contratto di Guzan col Villa andrà in scadenza il 30 giugno 2017.

Calciomercato - Socceritalia

Neanche il tempo di segnare un gol con le Riserve dell'Arsenal ed ecco che i Gunners spediscono Gedion Zelalem in prestito ai Rangers Glasgow sino a gennaio, con opzione per gli scozzesi di tenerlo sino a fine stagione. Il manager dell'Arsenal, il francese Arsène Wenger, manda spesso a farsi le ossa i giovani su cui intende puntare per consentire loro di fare esperienza, e per Zelalem - 18 anni compiuti a gennaio - è giunto quel momento, e cercherà di seguire in Scozia le orme dei connazionali l'ex capitano USA Claudio Reyna, Maurice Edu e DaMarcus Beasley, che ben hanno figurato in blu. Il giovane centrocampista con passaporto americano ha debuttato da pro con i Gunners nel gennaio 2014 in FA Cup, quando aveva solo 16 anni, per poi scendere in campo una volta in Champions League contro il Galatasaray nella scorsa stagione, ben figurando poi nel Mondiale U20 di questa estate con gli USA. Centrocampista creativo di grande talento, ma dal fisico ancora da costruire, Zelalem finisce in una grande decaduta come i Rangers, che attualmente militano in seconda divisione dopo il fallimento di qualche anno fa, e che punta a risalire nella Scottish Football League con l'aiuto del pubblico di Ibrox e del ragazzo di origini etiopi.

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