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Hexagonal, gli USA chiudono al primo posto
Scritto il 2013-10-12 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Con ancora un match da giocare, gli Stati Uniti si assicurano il primo posto nell'Hexagonal di qualificazione ai Mondiali 2014 grazie alla vittoria per 2-0 sulla Giamaica nel match vinto per 2-0 - gol di Graham Zusi e Jozy Altidore - giocato ieri notte allo Sporting Park di Kansas City.

Il fattore campo colpisce ancora una volta per gli USA, che nei cinque match casalinghi hanno ottenuto 15 punti senza subire nemmeno un gol, un record già ottenuto nel 2005. Ma va detto che i primi 60' della partita con la Giamaica sono stati probabilmente i peggiori dell'intera campagna di qualificazione.

A cambiare le sorti del match sono stati l'eroe di casa l'ala Graham Zusi - cui il CT Jurgen Klinsmann inizialmente ha preferito il centrocampista del Nantes Alejandro Bedoya - e il laterale sinistro del Tijuana Edgar Castillo, che una volta entrati dalla panchina al posto dei veterani Landon Donovan (notevolmente sottotono anche a causa di un fastidio alla caviglia) DaMarcus Beasley (infortunato, salterà Panama) hanno fatto cambiare marcia alla squadra.

Zusi è stato subito devastante sulla fascia e autore del gol del vantaggio - su assist di Bedoya, tra i migliori - che ha fatto impazzire il pubblico dello Sporting Park, e aspettiamoci di vederlo titolare nel match contro Panama di martedì prossimo che chiuderà l'Hexagonal. Bravo poi Castillo ad intercettare una palla a centrocampo e a lanciare il centravanti del Sunderland Jozy Altidore per il raddoppio, guadagnandosi probabilmente un posto nella rosa dei 23 dei Mondiali.

Difesa tranquilla con l'accoppiata centrale formata da Matt Besler (Sporting KC) e Geoff Cameron (Stoke City), Brad Evans (Seattle Sounders) a destra,  autore di un salvataggio alla disperata su Demar Phillips, e con Beasley (Puebla) a sinistra.

Sempre entrando dalla panchina si è messo in mostra anche il centrocampista dell'Anderlecht (dove l'anno scorso faceva coppia col laziale Lucas Biglia, che considera suo maestro) Sacha Kljestan, bravo sia in costruzione che in copertura, riuscendo anche ad andare al tiro una volta. La sua pressione è stata fondamentale nel recupero che ha dato il via al secondo gol.

Nonostante sia l'unico americano ad essere sceso in campo nei primi due turni di Champions League, Kljestan era stato ignorato da Klinsmann per i match di settembre, ma dal punto di vista tattico il suo ingresso al posto dell'attaccante dell'AZ Alkmaar Aron Johannsson (che ha fallito quache occasione di troppo), con Mix Diskerud spostato dietro ad un Altidore abbastanza assente, passando da un 4-4-2 al 4-5-1, ha dato equilibrio a tutta la squadra. Kljestan è un giocatore esploso in vista dei passati Mondiali 2010, ma si era poi perso poco prima anche a seguito di un mancato passaggio al Celtic Glasgow (stoppato dalla MLS) che lo portò ad un notevole calo di rendimento. Ma stavolta di certo non si lascerà sfuggire l'occasione di esserci.

Non certo soddisfatto del gioco il CT Klinsmann, specie del primo tempo, che lo ha costretto ad effttuare dei cambiamenti:

Ci aspettavamo una partita tirata. La Giamaica non è venuta sin qui per regalarci dei punti.. Sono molto ben organizzati e fisicamente forti, bravi nel contropiede. Nel primo tempo ci hanno chiuso gli spazi. 

“Alla fine del primo tempo ci siamo detti, ' Ragazzi, dobbiamo alzare l'asticella e il ritmo'. E' quello che abbiamo fatto. Dopo 55/60 minuti ci siamo velocizzati creando delle occasioni. In panchina sentivo che era solo questione di tempo per il primo gol”

Klinsmann ha anche parlato della pessima prova di Donovan

"Abbiamo parlato subito dopo la partita. Gli ho detto che volevamo cambiare qualcosa, e che lui non era in partita come sperava. Può capitare una brutta partita, e ieri sera è capitato anche ad altri. Non è successo niente”.

Vincono Messico e Honduras

Nella federazione del Centro e Nord America, vittoria 1-0 dell'Honduras a San Pedro Sula contro il già qualificato Costarica (gol di Bengtson). La squadra catracha è vicinissima al ticket diretto per il Brasile, conservando i tre punti vantaggio sul Messico, che ha vissuto una serata di forti emozioni. ElTri doveva vincere per sperare nel quarto posto del girone, e la conseguente qualificazione alla partita di spareggio contro la Nuova Zelanda: c'è riuscito, davanti ai soliti centomila dello stadio Azteca, battendo 2-1 Panama. Javier "Chicharito" Hernandez sbaglia un rigore e Panama trova il pareggio a 10' dalla fine con Tejada, dopo il gol iniziale di Peralta. Decide in favore del Messico, a 5' dal termine, una spettacolare rovesciata di Raul Jimenez: ora è sufficiente un punto contro Costarica mercoledì e sarà spareggio.

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11 ottobre, 2013 - Qualificazioni Mondiali 2014
Sporting Park; Kansas City, Kan.

USA vs. Giamaica 2-0
Marcatori:
USA - Graham Zusi (Alejandro Bedoya) 77'
USA - Jozy Altidore (Edgar Castillo) 81'

USA: 1-Tim Howard (cap.); 6-Brad Evans, 20-Geoff Cameron, 5-Matt Besler, 7-DaMarcus Beasley (2-Edgar Castillo, 66); 11-Alejandro Bedoya, 8-Mix Diskerud, 13-Jermaine Jones, 10-Landon Donovan (19-Graham Zusi, 46); 9-Aron Johannsson (16-Sacha Kljestan, 72), 17-Jozy Altidore
Non entrati: 12-Brad Guzan, 3-Michael Orozco, 23-Kyle Beckerman, 14-Terrence Boyd
CT: Jurgen Klinsmann

GIAMAICA: 1-DuWayne Kerr; 12-Demar Phillips, 19-Adrian Mariappa, 7-Westley Morgan, 3-Lloyd Doyley; 11-Darren Mattocks , 17-Rodolph Austin (cap.), 15-Je-Vaughn Watson (14-Theo Robinson, 73), 22-Deshorn Brown; 10-Joel McAnuff, 9-Ryan Johnson (21-Jermain Anderson, 85)
Non entrati: 2- Daniel Gordon, 4-Marvin Ellitott, 5-Alvas Powell, 6-Romario Campbell, 8-Jermaine Johnson, 13-Richard McCallum, 16-Jermaine Taylor, 18-Shaun Cummings, 20-Kemar Lawrence, 23-Gariece McPherson
CT: Winfried Schaefer

Ammoniti:
USA - Sacha Kljestan (caution)       91'
JAM- Jermain Anderson (caution)  92'

Arbitro: Elmer Bonilla (SLV)
Spettatori: 18,467
Man of the Match: Graham Zusi

Nuova linfa offensiva per il coach dei 'Caps Carl Robinson. Il centrocampista costaricano Christian Bolanos Navarro ha esercitato la clausola rescissoria e ha informato il suo club, il Deportivo Saprissa, di aver accettato la proposta dei Vancouver Whitecaps, dove va a raggiungere i connazionali Kendall Waston e Jordan Smith. Ala di 31 anni, Bolanos è diventato noto al grande pubblico grazie alle ottime prestazioni ai Mondiali 2014 col suo Costarica (con cui aveva giocato i Mondiali anche in Germania nel 2006), tra cui la vittoria contro l'Italia, che ha visto proprio Bolanos tra i protagonisti con incursioni e tiri che hanno spesso creato problemi alla difesa azzurra. La sua carriera ha preso il via nel 2001 al Saprissa, dove è rimasto sino al 2007, vedendo nel 2005 (dopo il terzo posto al Mondiale per Club) saltare il suo passaggio al Charlton per non aver ottenuto il permesso di lavoro. Nel 2007/09 passa all'Odense BK in Danimarca, poi in Norvegia all'IK Start (2009/10) e poi FC Copenaghen (2010/14) dove vince due volte la Danish Superliga. Vola infine all'Al-Gharafa SC in Qatar, prima di rientrare nel 2015 al Deportivo Saprissa. Bolanos è stato con i Ticos in Coppa del Mondo 2006 e Brasile 2004, ha giocato per Saprissa Club World Cup 2005 in Giappone, dove ha preso il viola un terzo posto onorevole.

Calciomercato - Socceritalia

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

Calcio - Socceritalia

Grazie alla vittoria sugli USA per 3-2 ai tempi supplementari ieri notte al Rose Bowl di Pasadena, sarà il Messico a rappresentare la CONCACAF alla prossima Confederations Cup. Denominato CONCACAF Cup, il match di ieri era infatti lo spareggio tra le vincitrici delle ultime due Gold Cup per inviare la numero uno del continente a Russia 2017, per la gioia del pubblico messicano che occupava gran parte dello stadio teatro della finale mondiale 1994 persa dall'Italia ai rigori (errori di Franco Baresi e Roberto Baggio) contro il Brasile. Messico in vantaggio con l'attaccante del Wolfsburg Javier "Chicharito" Hernandez già al 10'. Passano solo cinque minuti e gli Stati Uniti pareggiano con il difensore dello Stoke City Geoff Cameron, di testa su un perfetto cross di Michael Bradley. Il Messico domina nel secondo tempo, riuscendo però a trovare il gol con Oribe Peralta nel primo tempo supplementare. A sorpresa arriva però il pari dell'attaccante USA Bobby Wood - subentrato ad un Jozy Altidore inesistente - su cross del terzino degli Spurs DeAndre Yedlin. Ma ad esultare per ultima è El Tri, che col terzino destro Paul Aguilar con un gran tiro al volo al 118' prenota il viaggio per la Russia, dopo che nelle ultime due edizioni era toccato agli USA rappresentare la CONCACAF. Olimpiadi 2016 a rischio La giornata di Klinsmann era iniziata male, con l'Under 23 guidata dal suo vice, l'austriaco Andreas Herzog, battuta per 2-0 dall'Honduras, una sconfitta che pone a serio rischio la qualificazione alle Olimpiadi 2016. Per volare a Rio infatti gli USA dovranno ora battere il Canada e poi nel caso vincere lo spareggio contro la Colombia a marzo. Una giornata nera quindi per il soccer USA e per l'ex attaccante di Inter e Samp, che è sia CT che direttore tecnico delle Nazionali statunitensi, su cui ormai da più parti piovono richieste di esonero immediato, al momento escluse dal presidente della US Soccer Federation, Sunil Gulati. _________________________________________________________ Rose Bowl, Pasadena (CA) - 10 ottobre, 2015 USA vs Messico 2-3 d.t.s. (1-1 rt) Marcatori: MES - Hernandez 10' USA - Cameron 15' MES - Peralta 96' USA - Wood 108 MES - Aguilar 118 USA -- Guzan; Johnson (Evans 111), Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bradley, Zardes (Yedlin 78); Dempsey, Altidore (Wood, 98). MESSICO -- Munoz, Reyes, Layun, Aguilar, Moreno; Marquez (Rivas, 76), Herrera, Guardado (Guemez, 80); Peralta, Jimenez, Hernandez (Corona, 97). Arbitro: Joel Aguilar (El Salvador). Spettatori: 93,723.

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