SPORT
MLS, Portland vince e stacca i Galaxy, Seattle e New York si annullano
Scritto il 2013-09-30 da Giacomo Costa su MLS
Tweet

Il "big match" della Western Conference è stato conquistato dai Timbers, grazie alla rete di Maxi Urruti, ora la squadra di Caleb Porter stacca di 4 lunghezze quella di Bruce Arena. L'altro big match di giornata vedeva contro una squadra della Western, Seattle Sounders, e una della Eastern, New York Red Bulls, le due compagini si sono annullate pareggiando 1-1, nessuno si è fatto male per un punto che, in ottica Play off, può fare comodo ad entrambe. La classifica della Eastern Conference vede in testa i Red Bulls, seguiti da Sporting Kansas city e Montréal Impact. Nella Western vanno a braccetto Real Salt Lake e Seattle Sounders (con due gare in meno), seguono Portland Timbers, Galaxy e Colorado Rapids.

Andiamo ad analizzare, partita per partita, la giornata appena conclusa.

Guarda tutti i goal del weekend.

Sporting Kansas City vs. Philadelphia Union 0-1
Goal: 36' Conor Casey (PHI).
Brutta caduta casalinga per lo Sporting Kansas City, punti fondamentali per gli Union. L'azione del goal si è sviluppata nella fascia destra con Danny Cruz che ha saltato Opara, messo dentro e, dopo un batti e ribatti, la palla è finita sui piedi di Casey che ha insaccato da pochi passi. Decimo goal stagionale per lui.

Toronto FC vs. DC United 4-1
Goal: 15' Jeffrey (DC), 25' Russell (TOR), 67' Dike (TOR), 71' Shanosky (AG), 87' Rey (TOR).
Un match di poco conto per la classifica quello andato in scena al BMO Field. Il DC United è sceso in campo con una formazione giovane e con le seconde linee in vista della finale della U.S. Open Cup. DCU che passa in vantaggio grazie ad un bellissimo goal di Jeffrey su un sinistro a giro da fuori area. A questo punto si scatena Toronto con 4 reti.

Vancouver Whitecaps vs. Real Salt Lake
Goal: 9' Sandoval (RSL).
Il Real Salt Lake ha espugnato il BC Place di Vancouver, agli uomini di Kreis bastano 9' per passare in vantaggio, forte e preciso cross dalla destra di Palmer, stacco di Sandoval e palla in rete. Ousted, estremo difensore degli Whitecaps, non perfetto, accenna l'uscita e poi si tira indietro causando scompiglio nella sua difesa. Martin Rennie le prova tutte inserendo Mattocks, Manneh e Kobayashi ma non basta.

New England Revoultion vs. Houston Dynamo
Goal: 64' Sene (NE), 76' Bruin (HOU).
Un punto per parte che forse fa più comodo ai texani che restano in quarta posizione, I Revs sono costretti ad inseguire ma sono tutte lì e tutto è ancora da scrivere, sopratutto quando puoi contare su giocatori come Agudelo, Fagundez, Sene e Nguyen la davanti. Sono proprio Nguyen e Sene a portare in vantaggio New England, con il primo che serve il secondo nella parte destra dell'area e buca la porta con un sinistro preciso e forte. Houston pareggia con Will Bruin che pare abbia ripreso il vizio del goal, o almeno è quello che sperano i tifosi degli Orange.

Chicago Fire vs. Montréal Impact 2-2
Goal: 25' Di Vaio (MTL), 57' Magee (CHI), 73' Magee (CHI), 87' Tissot (MTL).
Un pareggio tutto sommato divertente al Toyota Park di Chicago. Canadesi in vantaggio al 25' con Marco Di Vaio, molto bravo a ricevere un bell'assist di Arnaud e a battere con freddezza il portiere avversario. Magee pareggia al 57', un tiro deviato di Alex arriva sui suoi piedi e lui insacca senza problemi. Al 72' Perkins compie la più classica delle papere, il portiere degli Impact, con la palla fra i piedi, tenta il dribbling ma se la fa soffiare da Magee che segna ancora. Sei minuti dopo lo stesso Magee ha la possibilità di chiuderla su calcio di rigore ma, l'americano, calcia sulla traversa. Pochi minuti dopo è Anangonò a prendere un palo davanti a Perkins. Due legni pesanti, sopratutto per quello che succederà poco prima della fine del match, all'87', Larentowicz rilancia addosso ad Anibaba, la palla finisce su Tissot che insacca portando gli Impact in parità.

Portland Timbers vs. LA Galaxy 1-0
Goal: 52' Urruti (POR).
Vittoria tutto sommato meritata per i Timbers che ora staccano i Galaxy di 4 punti. Dopo una prima frazione di gara con le squadre occupate a non scoprirsi Urruti tira fuori il coniglio dal cilindro con un delizioso tacco su corner battuto da capitan Will Johnson. I Galaxy provano a reagire ma, la manovra, porta pochi frutti, se non un goal (giustamente) annullato a Robbie Keane.

Dallas vs. Columbus Crew 2-4
Goal: 9' Higuain (CLB), 17' Arrieta (CLB), 21' Perez (DAL), 44' Oduro (CLB), 54' Diaz (DAL), 86' Anor (CLB).
I Crew sembravano spacciati nella lotta Play off della Eastern Conference ma, con 4 vittorie nelle ultime 5, sono tornati  a sperare. Higuain inventa (e segna anche), Oduro segna ancora (dopo la famosa esultanza con la pizza della scorsa settimana), Trapp e Tchani nella mediana tengono bene il campo e così i giallo neri hanno espugnato il campo della ex capolista della Western Conference.

Chivas USA vs. San Jose Earthquakes 0-1
Goal: 87' Wondolowski (SJ)
Wondolowski ha regalato ai Quakes una vittoria molto più che importante. Per Magic Wondo è facile, troppo facile, segnare una rete praticamente regalata dall'estremo difensore del Chivas Kennedy che non ha trattenuto la sfera, poi messa in porta dal nazionale americano. Wondolowski sale a 9 reti in campionato, ben lontano dalle 27 della passata stagione, da tenere presente che anche la sua squadra è una posizione ben diversa. Se dovesse raggiungere le 10 reti sarebbe il quarto anno di fila in doppia cifra.

Seattle Sounders vs. New York Red Bulls 1-1
Goal: 45' Evans (SEA), 76' Cahill (NY).
Big match della giornata (trasmesso su ESPN) assieme a Portland-Galaxy. Entrambe le squadre si sono presentate al CenturyLink Field con qualche assenza, nei Sounders fuori Clint Dempsey, nei Red Bulls Henry e Olave. Proprio come Portland e Galaxy le squadre faticano a creare occasioni nella prima mezz'ora. Al 37' una bella azione dei Sounders smarca Eddie Johnson al tiro, bravo Robles nella risposta. Tre minuti dopo sono ancora i Sounders a rendersi pericolosi, Robles esce dalla sua area su Johnson, il quale arriva prima, l'americano crossa al centro per Martins che, di testa, non trova la porta di poco. Al 43' l'episodio che porta Seattle in vantaggio, Yedlin pesca Evans in area, l'americano tenta il cross che viene deviato di mano da Carney, l'arbitro assegna rigore che viene poi trasformato in rete proprio da Brad Evans. I Red Bulls reagiscono al 60', sugli sviluppi di un calcio di punizione Holgersson, di testa, prende la parte alta della traversa. Nel caso in cui la palla fosse stata nello specchio Gspurning forse ci sarebbe arrivato. Esattamente 2' dopo è ancora il palo a salvare Seattle su un colpo di testa di Espindola. Il pareggio giunge al 76' con Tim Cahill che segna con un bel destro a giro. Un punto che può far comodo ad entrambe.

Classifica Eastern Conference: New York Red Bulls 52 (31), Sporting KC 48 (30), Montreal Impact 46 (29), Houston Dynamo 44 (30), Philadelphia Union 42 (30), Columbus Crew 41 (31), New England 41 (30), Chicago Fire 40 (30), Toronto 26 (31), DC United 15 (30).

Classifica Western Conference: Real Salt Lake 51 (31), Seattle Sounders 51 (29), Portland Timbers 49 (30), LA Galaxy 45 (30), Colorado Rapids 45 (30), San Jose 44 (31), Vancouver Whitecaps 41 (30), FC Dallas 40 (30), Chivas USA 26 (31).

Mai la Major League Soccer (MLS) aveva visto un'estate di fuochi d'artificio come quella del 2015 nemmeno nel 1996, al punto di attrarre l'attenzione di media e fans di tutto il mondo. Del resto se tutto insieme si vede scendere in campo gente quale i campioni del mondo Andrea Pirlo e David Villa (sbarcato già a febbraio), o quale gli ex capitani di Liverpool e Chelsea Steven Gerrard e Frank Lampard, il suo compagno di sempre nei Blues Didier Drogba (che esordirà a giorni), l'ex Pallone d'Oro rossonero Kakà (anche lui presente da inizio campionato), fino ad un giovanotto di 26 anni adorato dalle folle messicane quale Giovani dos Santos, allora qualcosa deve essere successo oltre oceano. LEGGI: Riuscirà Giovani dos Santos a far amare la MLS ai messicani? Mai si erano viste infatti per una città come New York tante magliette con sulle spalle nomi quali "Villa", "Lampard" e ora "Pirlo", tutti del New York City FC, laddove in precedenza né i NY MetroStars poi NY Red Bulls erano riusciti a sfondare (dura se ti chiami col nome di un energy drink) nonostante grandi quali Yuri Djorkaeff o Thierry Henry. A qualcuno questa lunga serie di sbarchi di nomi altisonanti farà certamente venire in mente la NASL degli anni '70, quando nel giro di due anni a NY si palesarono prima Pelé e poi Giorgio Chinaglia e i capitani campioni del mondo di Germania e Brasile, Franz Beckenbauer e Carlos Alberto, tutti in maglia Cosmos. A fianco a loro in quegli anni il pubblico americano poté ammirare quel che restava dei vari Johann Cruyff, George Best, Gerd Muller, Kazimierz Deyna, fino ai fantasisti inglesi negletti da Don Revie, quali ad esempio Rodney Marsh, Peter Osgood e Charlie George. Il primo della nouvelle vague dei grandi nomi MLS fu David Beckham nel 2007, che accese i riflettori sulla lega USA. Oggi Gerrard, Pirlo e Lampard non hanno certo il suo appeal, ma la strada è quella indicata dall'ex United e Real Madrid, il cui trasferimento a LA mentre era ancora in piena carriera rese "legittima" la MLS agli occhi dei suoi colleghi in giro per il mondo. E al primo giro Becks fu seguito dai vari Juan Pablo Angel (ex Aston Villa), il messicano Cuauhtemoc Blanco (capace di riempire solo lui lo stadio del Chicago Fire), il deludente brasiliano Denilson a Dallas, Guillermo Barros Schelotto protagonista nella MLS Cup vinta da Columbus, e altri, fino a Thierry Henry. LEGGI: Garber: Al top grazie a Beckham e ai fans Le cifre di oggi corrispondono a quelle guadagnate da Beckham, se non di più a livello base: Pirlo guadagnerà sugli 8,5 milioni più 2 di bonus; Lampard e Gerrad intorno ai 6. Tutte cifre extra salary cap, dato che ognuno di loro peserà massimo $436,250 sui $3.49 milioni assegnati ad ogni squadra per gli ingaggi. Il resto è paato dai titolari delle singole franchigie. Il timore di alcuni oggi è che la MLS possa essere avviata sullo stesso percorso che portò la NASL al fallimento a inizio anni '80, diventando una "retirement league". LEGGI: Stipendi MLS, Gerrard e Lampard giù dal podio. Kakà il più pagato Ma sarebbe un errore pensarlo, in quanto le condizioni e i tempi sono estremamente diversi rispetto ad allora. Innanzitutto in America è completamente cambiata la demografia, con una crescita esponenziale della popolazione di origine latinos. Inoltre, da oltre una decade il pubblico americano è sottoposto ad un bombardamento calcistico quotidiano, con centinaia di migliaia di persone che ogni sabato e domenica mattina si riversano nei pub per guardare i campionati europei o interrompono il lavoro per guardarsi un match di Champions League. L'opposto di quanto accadeva 30 anni fa, quando al massimo negli USA si riusciva a vedere qualche finale o un programma sulla Bundesliga sulla PBS, il servizio pubblico. E poi, altro punto fondamentale per un paese come gli Stati Uniti, c'è una Nazionale - guidata da un nome top come Jurgen Klinsmann, CT anche della Germania nel 2006 - sempre presente ai Mondiali dall'edizione 1990, giunta sino ai quarti nel 2002 e capace di creare ormai problemi a chiunque, con alcuni dei propri giocatori cresciuti nella MLS (ad es. Tim Howard, Clint Dempsey, Michael Bradley, ecc.) e poi protagonisti anche in Europa. In sintesi, è un altro mondo.   Altro mondo testimoniato anche dalla televisione. La MLS ha chiuso accordi per trasmettere i match di campionato in 86 paesi: dal Regno Unito all'Italia (Eurosport) e i nel resto d'Europa, arrivando sino ad Australia, Cina, Medio Oriente, Nordafrica e Brasile! Ma per riuscirci la MLS ha dovuto cambiare strategia negli ultimi anni. Dopo la crisi che portò nel 2002 alla chiusura delle franchigie di Miami e Tampa, la lega - sotto la guida saggia di Don Garber, ex capo di NFL Europe - ha avviato un processo di crescita lento ma costante, che dalle 10 squadre rimaste nel 2002 vedrà la MLS arrivare a 24 entro il 2020, e probabilmente ognuna col proprio stadio, dopo i primi anni in cui tutte erano costrette a giocare nei cavernosi stadi da football, con atmosfere totalmente diverse da quelle spettacolari (e televisive) di stadi come lo StubHub Center dei LA Galaxy, lo Sporting KC Park (considerato lo stadio più tecnologicamente avanzato al mondo) o la Red Bull Arena. LEGGI: Ultimissimo stadio: lo Sporting KC Park   Ma dopo aver portato la gente allo stadio negli USA e avviato due generazioni di calciatori, investendo poi pesantemente in centri di allenamento e academy, era arrivato il momento di costruirsi un profilo internazionale. Per questo, dopo aver riportato a casa alcuni dei migliori nazionali - Dempsey, Bradley, Jozy Altidore - strapagandoli anche per dare l'idea di una MLS quale "destination league" per i talenti nazionali, la lega ha deciso di puntare al top possibile. Un top che inevitabilmente non può che passare per giocatori con alle spalle il meglio della propria carriera, ma ancora in grado di dare qualcosa sul campo. Del resto Pirlo ha giocato la finale di Champions solo due mesi fa ed è (per ora) titolare nell'Italia, mentre Lampard e Gerrard sono stati comunque tra i protagonisti dell'ultima Premier League. E con loro la MLS si è lanciata definitivamente, come si può vedere anche dall'enorme interesse mediatico, con stampa e siti di tutti i paesi a coprire risultati e giocatori d'oltre oceano, quando - ad esempio in Italia - il solo www.SoccerItalia.it (in precedenza c'era solo una rubrica MLS su www.playitusa.com) se ne occupava fino a pochi anni fa. Del resto nel 2007 il Commissioner della MLS Don Garber disse allo scrivente: "Se un giorno acquistare Kakà o uno come lui dovesse per noi avere un senso dal punto di vista del business, non avremmo certo problemi a farlo. Basti dare un'occhiata agli azionisti della MLS titolari delle franchigie". E quel giorno è evidentemente arrivato. LEGGI: Garber e la MLS: i 15 anni del Don (SI.com) L'unico rischio per la MLS è che la mossa di investire sui grandi nomi possa identificarla troppo con una "retirement league", sul modello di quelle mediorientali tipo Qatar o Emirati, e ciò anche a causa di molti giornalisti che non conoscono o non capiscono regole e meccanismi. Per questo comunque la lega ha deciso di puntare anche su giovani ottimi giocatori quali Giovani dos Santos o Sebastian Giovinco, ad oggi vera stella del campionato, che sta illuminando con tutto il suo talento troppo spesso soffocato dai tattici allenatori italiani. E il mix sembra funzionare. Si prendano i LA Galaxy, dove accanto a due campioni un po' in la con gli anni quali Steven Gerrard e Robbie Keane (l'anno scorso miglior giocatore della lega), ecco una stellina come dos Santos e giovani promesse americane come Gyasi Zardes e Jose Villareal cresciute nell'Academy, o professionisti usciti dal Draft quali Omar Gonzalez (a suo tempo vicino anche alla AS Roma) e AJ De La Garza, o ottimi "lavoratori" del campo scovati in giro come Juninho (cresciuto nel Sao paulo) e Marcelo Sarvas. Non lo stesso si può dire ancora per il NYCFC, dove effettivamente a parte i gol di Villa, Pirlo è appena arrivato e Lampard è stato sempre infortunato, ma coach Kreis ha puntato anche sul giovane nazionale USA Mix Diskerud, su un veterano come Ned Grabavoy, e sta assistendo all'esplosione di Poku. Ma certo non è facile assemblare una squadra dal nulla. LEGGI: MLS MVP 2014: Robbie Keane (LA Galaxy) Nel mezzo di questa strategia qualche errore certo è stato fatto. Si pensi al Toronto, dove il management non è stato sempre il top. Prima il fallimento Danny Koevermans, poi l'arrivo stellare del cannoniere della nazionale inglese Jermain Defoe, immalinconitosi però dopo il cambio allenatore e ceduto al Sunderland. Mentre meglio è andata con Michael Bradley e, principalmente, Sebastian Giovinco, mentre Jozy Altidore si sta ancora riadattando dopo gli anni europei. Tutti nomi importanti, ma per Toronto e il calcio canadese e la MLS è forse ancor più importante l'investimento fatto da Toronto per la costruzione di un centro tecnico all'avanguardia affiancato da un'Academy considerata il futuro della squadra e della Nazionale della foglia d'acero (a fiabco dell'Academy dei Vancouver Whitecaps). Dal punto di vista del business le cose stanno andando sempre meglio per la MLS, anche se alcuni club,quelli senza stadio come il DC United, continuano a perdere soldi, ma la direzione imboccata è certamente quella giusta. Una direzione secondo alcuni simile - fatte le dovute distinzioni - a quella presa dalla Premier League. Fondata nel 1992, il calcio inglese era reduce dagli anni delle violenze degli hooligans, con anche l'addio al calcio europeo per i propri club. Per lanciare la Premier alcuni club puntarono proprio su grand giocatori, alcuni anche un po' in la con gli anni, in arrivo da quello che allora era il campionato top nel mondo la Serie A: ed ecco che per la prima volta sui giornali nostrani si iniziò a leggere delle vicende dei vari Paolo Di Canio, capace di appassionare i tifosi di Sheffield Wednesday, Celtic Glasgow, West Ham e Charlton (che lasciò insieme au milione e mezzo di contratto per tornare alla Lazio nel 2004), e grande rimpianto di Alex Ferguson allo United; Gianluca Vialli, Gianfranco Zola e l'ex laziale Roberto Di Matteo al Chelsea; Fabrizio Ravanelli al Boro; Attilio Lombardo; l'ex parmense Tino Asprilla; o anche gli olandesi Ruud Gullit, reduce dai successi col Milan di Sacchi, e Dennis Bergkamp, che invece all'Inter aveva fallito e che all'Arsenal cambiò la storia e l'immagine noiosa dei Gunners insieme a Thierry Henry, altro ad aver fatto male in Italia alla Juve, con Arséne Wenger in panchina. Grandi nomi accompagnati tutti da una rivoluzione iniziata da stadi nuovi (o rinnovati) e bellissimi, capaci di attrarre un pubblico grande ma diverso dal passato, senza più violenza. E così la Premier divenne un campionato di sapore internazionale dopo un secolo di quasi autarchia. Che la MLS possa essere destinata allo stesso futuro è forse improbabile, sia per ragioni storiche che finanziarie (lega chiusa, salary cap), oltre al fatto che per guadagnarsi davvero la rispettabilità nel mondo i suoi club dovrebbero iniziare a vincere la CONCACAF Champions League (e magari un giorno la Copa Libertadores, dove le messicane partecipano ma non vincono) e ben figurare nel Mondiale per Club. Realista peraltro Garber, che parla sempre di una lega nella top 10 mondiale nel 2020, ma non certo di più. Ma la differenza col resto del mondo è che la MLS può solo crescere, e che gli USA rimangono un'attrazione enorme per i giocatori di tutto il mondo come luogo per vivere e per pagare (meno) tasse sugli ingaggi. E già si parla dello sbarco di Zlatan Ibrahimovic nel 2016 e di Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney nel 2018. Sotto a chi tocca.

Calcio - Socceritalia

Dopo gli anticipi di venerdì, col NYCFC vittorioso sul DC United, e sabato, Quakes 1-0 ai Colorado Rapids, è stato un sabato di grandi scontri per la MLS Week #24, con vari cambi in classifica. Nella Western infatti, i LA Galaxy volano in testa dopo aver battuto l'FC Dallas in trasferta, superando di un punto i Caps (che però hanno una partita in meno) sconfitti a KC in rimonta. E proprio lo Sporting KC, che ha 4 match da recuperare, diventa ora il vero favorito della Western Conference. Tre punti anche per Portland, che sorpassa Dallas e rafforza ancora la propria posizione in ottica playoff. Nella Eastern invece, seconda sconfitta consecutiva per i Toronto FC di Sebastian Giovinco, sepolto sotto tre gol alla Red Bull Arena, dove i NY Red Bulls si dimostrano ancora una volta una macchina da guerra e sono ora - con anche tre partite in meno - a soli a cinque punti dalla capolista DC United. Vince anche il New England Revolution, che stacca il TFC ma ha due partite in più. La Week 24 si chiude stanotte con Orlando in visita in casa dei Seattle Sounders reduci da cinque sconfitte consecutive ed alla disperata ricerca di punti playoff, e con Philadelphia che ospita il Chicago Fire ultimo nelal Eastern. HIGHLIGHTS: New York Red Bulls vs Toronto FC 3-0 Quinto gol in sei partite per l'attaccante inglese Bradley Wright-Phillips, in gol su assist dell'ex Leeds Mike Grella, nel pesante 3-0 dei NY Red Bulls contro il Toronto FC alla Red Bull Arena. Raddoppio del terzino sinistro Anthony Wallace con un gran tiro dalla distanza, e ci pensa poi un super Luis Robles - che con 26 shutouts (match senza prendere gol) supera il record di Tony Meola - a bloccare le iniziative del TFC. Chiude i giochi nel recupero l'argentino Gonzalo Veron, da poco arrivato a NY. Brutta prestazione per il Toronto, con Sebastain Giovinco troppo spesso isolato e non supportato dai suoi. Uniche occasioni per i Reds un gol sfiorato da Marky Delgado all'inizio e un tiro proprio di Giovinco nel recuper odel primo tempo. Buon match di Michael Bradley, dai cui piedi non però conseguito nulla di concreto. HIGHLIGHTS: New England Revolution vs. Houston Dynamo 2-0 Dopo un'attesa di 170 minuti causa tempesta sopra il Gillette Stadium di Foxboro, in un match brutto e con molti errori (inevitabili con il pessimo sintetico in quello stato), i Revs superano per 2-0 la Houston Dynamo, e consolidano la propria posizione nella Eastern Conference mantenendo sei punti (pur con una partita in più) sull'Orlando City in ottica playoff. Erano in 21.723 a Foxboro, ma dopo l'interruzione durata quasi tre ore, meno della metà hanno assistito al vantaggio di Jose Gonçalves, che batte dalla distanza il portiere della Dynamo Tyler Deric, fino ad allora essenziale nel salvare la porta quattro volte. Il raddoppio è dell'attaccante Juan Agudelo, entrato dalla panchina, su assist del solito Lee Nguyen. Per Agudelo, giovane attaccante nel giro della Nazionale, è il quinto gol stagionale, ma solo il primo dal 20 maggio scorso, a dimostrazione di un calo notevole che ha portato coach Jay Heaps ad escluderlo spesso.   HIGHLIGHTS: FC Dallas vs LA Galaxy 1-2 Una doppietta del solito, letale, Robbie Keane, e i Los Angeles Galaxy espugnano Dallas e si portano (momentaneamente) in testa alla Western Conference. L'FC Dallas va in vantaggio con Michael Barros nel primo tempo, con gli uomini di Oscar Pareja apparsi in pieno possesso del match e con LA incapace anche solo di tirare in porta. Ma nel secondo tutto cambia, e Keane pareggia al 51' di testa su cross di Robbie Rogers. Il gol vittoria di LA arriva al 55', in cui si vede tutto i talento dei Galaxy. Il neo acquisto la stella messicana Giovani dos Santos, riceve palla da Keane in area, ma il suo tentativo è respinto da Dan Kennedy. Ma dos Santos riprende e appoggia per Keane che di testa regala tre punti pesantissimi ai Galaxy. La doppietta, porta Keane a quota 13 in classifica marcatori, e lo ribadisce quale contender anche quest'anno per il premio MVP già vinto nel 2014. Per lui ieri centesima partita in MLS, con un totale di 100 gol: meglio di lui i soli Roy Lassiter, 71 reti, e Carlos Ruiz, 67.   HIGHLIGHTS: Sporting Kansas City vs. Vancouver Whitecaps 4-3 Spettacolo per i 20mila dello Sporting Park (65° tutto esaurito consecutivo!), dove gli uomini di Peter Vermes sotto 3-1 non mollano e chiudono con una vittoria per 4-3, puntando ora diritti alla testa della Western Conference. Eroe della serata il centrocampista brasiliano Paulo Nagamura, autore di una doppietta nel finale: prima il pareggio all'87' su cross perfetto di Chance Myers, e poi il gol vittoria di testa nel quarto minuto di recupero su cross stavolta di Soni Mustivar. Una doppietta del giovanissimo Kekuta Manneh e una punizione di Pedro Morales avevano portato avanti Vancouver 3-1 (Kevin Ellis aveva accorciato per KC). A suonare la riscossa - provocata anche dal calo dei caps, reduci da una trasferta infrasettimanale a Montreal - ci pensa il centravanti inglese Dom Dwyer all'81', seguito poi da super Nagamura, per l'estasi dei tifosi dello Sporting. HIGHLIGHTS: Real Salt Lake vs. Portland Timbers 0-1 Non è proprio l'anno del Real Salt Lake, che quando non perde per demerito lo fa per sfortuna, oltre tutto punito da un ex come ieri sera. E' infatti del difensore Nat Borchers (per lui 7 stagioni in Utah alle spalle) di testa, su solito bel corner dell'argentino Diego Valeri, la rete che batte Nick Rimando - che aveva salvato su gran tiro di Max Urruti - al 95', consegnando ai Timbers tre punti che saranno probabilmente fondamentali in ottica playoff.  

Calcio - Socceritalia

Alla faccia di chi ancora pensa che il soccer sia tanto diverso dal calcio nostrano, ieri sera alla Red Bull Arena di harrison (NJ) è andato in onda un derby caldissimo tra New York Red Bulls e il neonato New York City FC (o ManCity Light per i detrattori), il terzo consecutivo vinto quest'anno dai Red Bulls, con tanto di atmosfera tipica dei derby di casa nostra: nel bene e nel male. Nel male perché gli ultras dei due club se le sono date di santa ragione nei pressi di un pub vicino allo stadio, nel bene invece quando dalla curva sud della Red Bull è salito un divertentissimo mega-striscione di sfottò contro gli "anziani" campioni del City Frank Lampard e Andrea Pirlo. HIGHLIGHTS: New York Red Bulls vs. New York City FC 2-0 Sul campo partita senza storia, con i Red Bulls a confermare la loro superiorità cittadina, sia dal punto di vista tecnico che fisico, con Pirlo in particolare aggredito spesso in mezzo dall'ex Andrlecht Sasha Kljestan. "Pirlo ha la stessa espressione tutte le volte, ma posso dire che mi sembrava frustrato", ha spiegato il centrocampista esploso nel Chivas USA. "Siamo stati un po' fisici con lui, e a lui non piace. E' un giocatore incredibile, con gran classe e talento, ma credo che gli abbiamo reso la vita difficile". Pirlo non è infatti riuscito ad illuminare il gioco come suo solito, e poi servirà tempo per trovare le misure con a fianco Lampard, che si è anche mangiato un'occasione da gol. E' stato un errore difensivo sul cross di Kemar Lawrence a consentire a Bradley Wright-Phillips (gol numero 10 per il capocannoniere 2014, e il quarto al NYCFC) di segnare l'1-0 e cambiare volto alla partita. Il raddoppio è dell'ex Padova e Montreal Impact Felipe Martins su passaggio di Mike Grella. Nell'altro big match della serata, esordio in MLS (dopo quello in Champions) per la stellina messicana Giovani dos Santos, con il LA Galaxy che dominano i Seattle Sounders superandoli per 3-1 nel tutto esaurito dello Stub-Hub Center (27.000). HIGHLIGHTS: LA Galaxy vs. Seattle Sounders 3-1 Di Gyasi Zardes, dell'irlandese ex Inter Robbie Keane, e infine - il più atteso - di Giovani i tre gol che hanno seppellito i Sounders, che sembrano incapaci di uscire da una crisi che va avanti dall'inizio dell'estate, e che li ha portati dalla testa della Western giù sino all'ultimo posto disponibile per i playoff, ma con Houston a due punti con una partita da recuperare. Eppure le cose sembravano essersi messe subito bene per Seattle, in vantaggio dopo un minuto col gol (accompagnato da infortunio causa esultanza!) dell'ex di Chad Barrett, titolare da tempo in assenza dell'altro ex interista Oba Oba Martins. Ieri mancava anche Clint Dempsey, stirato. Vantaggio durato poco però, con pari arrivato al 13' con Zardes, seguito dal 2-1 di Keane su assist proprio del messicano. A quel punto il match è praticamente finito, viste anche le condizioni ambientali, con oltre 35° sul campo, vista anche la balzana idea di giocare all'ora di pranzo. Una scelta molto criticata dal coach dei Galaxy, Bruce Arena. “Non dovremmo giocare ale 13 d'estate. E' un problema per i calciatori, e ne risente anche il gioco". Per i Sounders è la quinta sconfitta consecutiva. Proveranno a riprendersi domenica 16 agosto ospitando un'altra franchigia fuori forma come Orlando. Il 15 invece i Galaxy voleranno a Dallas per uno scontro di vertice nella Western.  

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2015-2016

 


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018