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Champions, San Jose Earthquakes ancora battuti
Scritto il 2013-08-29 da Franco Spicciariello su Concacaf

Fonte: MLS

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Continua male l'avventura dei San Jose Earthquakes in CONCACAF Champions League 2013/14.

I Quakes sono infatti usciti sconfitti per 1-0 in casa dei guatemaltechi dell'Heredia, cui basta una bellissima rete di Enrique Miranda al 68′ per prendersi i 3 punti ed andare a quota 6 davanti al Montreal Impact di Marco Di Vaio e Alessandro Nesta (assenti però nella sconfitta in Guatemala).

San Jose rimane così a quota zero, e inizia a vedere lontana la possibilità di qualificarsi al turno successivo.

Vai alle classifiche dei gironi di CONCACAF Champions League 2013/14.

Meglio nel gruppo 7 il Tijuana - squadra messicana imbottita di giocatori americani - che con l'1-0 (gol al 10' di Martinez) ottenuto contro il Firpo va a quota 7 punti in classifica, con uno di vantaggi proprio sul team di Gamarra e con il Victoria bloccato a zero. La qualificazione è ormai quasi fatta.

Ottimo match nel ruolo di laterale sinistro di Greg Garza, in campo per tutti i 90', andato anche vicino al gol al 63' con un gran tiro sopra la traversa su cross dell'altro americano Paul Arriola, - in campo col 10 sulle spalle - bravo a bruciare tre difensori avversari. In campo, ma con una prestazione sottotono, anche il centrocampista Joe Corona, sostituito al 59'.

Vince anche il Cruz Azul, nel gruppo 3, che in trasferta allo stadio "Sylvio Cator" di Port au Prince (Haiti) ha battuto il Valencia per 2-1 con gol di Amione e Lara, intervallati dal momentaneo pari di Amy. Il Cruz Azul è stabilmente in testa al girone con 6 punti, seguito dall’Herediano a 3 e col Valencia fermo a quota zero.

La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

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Una Champions League americana, che potrebbe sostituire la Copa Libertadores, è l'idea di Riccardo Silva per rendere commercialmente attraente il pallone oltreoceano e unire definitivamente il nord con il sud America. Una Champions League americana, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, della durata di circa otto mesi, ben inserita nei calendari della Concacaf (Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi) e della Conmebol (Confederazione Sudamericana di calcio), alla quale dovrebbero partecipare sessantaquattro squadre, 16 da Brasile e Stati Uniti, 10 argentine, 8 messicane, 3 colombiane, 2 cilene e uruguaiane, una paraguaiana; ai preliminari due ecuadoregne, peruviane, boliviane, costaricensi, caraibiche e una guatemalteca. Al momento si tratta solamente di un sogno, un’idea, un business che potrebbe partire nel 2019 e che secondo il suo ideatore, Riccardo Silva (presidente e principale azionista della MP & Silva, mpsilva.com), “sarà come la Uefa Champions League”. Ma c’è di più, forse uno dei motivi scatenanti: “Nel football americano, nel basket e nel baseball gli Stati Uniti sono i migliori del mondo, nel calcio no. Con questa competizione i club statunitensi avranno l’opportunità di misurarsi con alcune delle squadre più forti del pianeta e migliorarsi”, ha detto a Victor Garcia, giornalista del sito spagnolo El Confidencial. Idea, che promette bene dal punto di vista economico – 5 milioni di dollari a ogni partecipante, 30 alla vincitrice, per un montepremi di 440 –, non è però piaciuta a tutti, soprattutto in Sudamerica, dove ci sono le squadre più importanti, quelle che darebbero lustro alla competizione e che dal 1960 hanno reso famosa e ambita la Copa Libertadores, di fatto la Champions sudamericana, la cui vincitrice, a parte due volte, contende all’Europa il Mondiale Fifa per Club. Eduardo Ache, presidente del Nacional di Montevideo, si è detto d’accordo a patto che non soppianti la Libertadores; un “desiderio” l’ha definita Luis Segura, attuale numero uno ad interim dell’Afa (Asociacion del Futbol Argentino), che al momento ha problemi più grossi che pensare a una Champions americana: “Tuttavia non c’è niente di concreto”, ha chiosato. Pare, infatti, che sia stato Marcelo Tinelli, vice presidente del San Lorenzo e da poco anche della stessa Afa, il referente del progetto in Argentina. Presentatore televisivo e uomo di calcio, Tinelli correrà per il trono della federazione contro Segura, forte pure dell’appoggio di Daniel Osvaldo Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires e candidato alla presidenza della Repubblica, per molti il futuro presidente. Il paraguaiano Juan Angel Napout, numero uno della Conmebol, ha sottolineato di non avere in mano nulla di concreto ma che se i club presenteranno un progetto lo prenderà in considerazione. “Non solo lo conosco, ma abbiamo firmato una lettera d’intenti a favore della nuova coppa”, ha dichiarato al Clarin il presidente del River Plate Rodolfo D’Onofrio, facendo capire quanto ne abbiano parlato in ambienti diversi dalle federazioni nazionali e continentali. Daniel Lagares, commentatore del Clarin, ha definito l’idea un “meganegocio” (un mega affare) più per i grandi network televisivi che per il calcio: “È legittimo credere che il denaro possa frenare la vendita di calciatori sul mercato europeo, creando una nuova consapevolezza e valorizzando i settori giovanili, ma a niente servirà un futbol ricco senza trasparenza e senza una profonda pulizia dell’amministrazione delle federazioni e del management degli stessi club”. Gli scandali che dall’Afa alla Conmebol e alla Concacaf arrivano sino alla Fifa non fanno sperare niente di buono, ma sempre secondo Lagares, con le migliori intenzioni, il momento per un cambiamento radicale del football sudamericano e mondiale è propizio. Anche se passa da uomini d’affari che hanno eretto i diritti televisivi a massima espressione del calcio? Riccardo Silva è nato a Milano il 4 giugno del 1970, bocconiano, la sua famiglia paterna è proprietaria di uno dei principali gruppi chimici italiani. Ha fondato la MP & Silva a Singapore nel 2004 (società considerata uno dei tanti bracci della multinazionale Infront Sports & Media, che in Italia, tra le altre cose, è Advisor della Lega Calcio per la commercializzazione dei diritti televisivi e media dei campionati di serie A e B, Coppa Italia e Supercoppa), facendola diventare leader mondiale nella distribuzione dei diritti televisivi; dalla Premier League alla Nba, dalla Nfl alla F1, dalla Cbf al Comitato olimpico asiatico, per un fatturato di 750 milioni di dollari l’anno. Silva è socio del Flamengo e, insieme a Paolo Maldini, proprietario del Miami FC, che giocherà la Nasl (North American Soccer League, “la quale permette più flessibilità e indipendenza della Mls”). Sul sito personale (riccardosilva.com) ha scritto di far parte di diverse organizzazioni, tra cui il Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti, l’Arts Club di Londra e il Pd. Da come si descrive e da come ne scrivono Riccardo Silva pare il deus ex machina del calcio mondiale (i club italiani, a dire la verità, ancora non hanno capito se sui diritti televisivi è troppo bravo lui a rivenderli o troppo generosa la Lega a cederli, visti i ricavi della sua società), l’uomo che potrebbe dare vita all’America Champions League e che potrebbe cancellare con una firma una delle manifestazioni che hanno fatto e fanno la storia del football, la Copa Libertadores. Fonte: Francesco Caremani - Il Foglio

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Clamoroso 0-5 dei San Jose Earthquakes in trasferta contro lo Sporting Kansas City. I californiani hanno praticamente chiuso il match dopo 30' grazie alle reti di Cato (7'), Wondolowski (17', rigore) e Godoy (27'). Nel secondo tempo la reazione di Kansas City non c'è stata e i Quakes hanno fissato il punteggio sullo 0-5 ancora con Cato e Wondolowski. Clicca per gli highlights. Match decisamente più combattuto, invece, tra Columbus Crew e New York City FC. Un buon punto, sulla carta, per i newyorkesi ma vista la situazione di classifica non possono essere contenti, questo è il momento di fare punti. A passare in vantaggio è stata Columbus con il solito Kei Kamara su assist del solito Ethan Finlay. Nella seconda frazione di gioco Poku pareggia su assist di Villa; sempre Poku porta in vantaggio i newyorkesi al 66' sugli sviluppi di un corner. Nulla da fare perché Cedrick pareggia al 71' dopo un bel scambio con Kamara. Clicca per gli highlights.

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