I tifosi della Nazionale USA avevano temuto il peggio quando hanno visto Stuart Holden lasciare il campo al 23' della finale di Gold Cup. E il peggio è stato confermato sia dalla U.S. Soccer Federation che dal club di Holden, i Bolton Wanderers, che hanno reso pubblica la diagnosi dell'infortunio del 27enne centrocampista: rottura del crociato anteriore del ginocchio destro.
Secondo il Bolton si avrà un quadro dei tempi di rientro nei prossimi 10 giorni, una volta che il ginocchio si sarà sgonfiato. Sino ad allora una prognosi non sarà possibile.
Holden aveva lasciato il campo domenica a seguito di una collisione col centrocampista panamense Alberto Quintero che lo aveva visto appoggiare male il ginocchio, con Holden immediatamente in preda al dolore e immediatamente sostituito da Mikkel Diskerud.
Inofrtunio in se a parte, il colpo per Holden è molto duro, essendo reduce da due operazioni al ginocchio sinistro che lo hanno tenuto fuori per due anni fino allo scorso gennaio. Per lui la Gold Cup era stata la grande occasione di acquisire minuti in campo importanti, riprendersi il posto in Nazionale e anche col suo club.
Molto triste il CT Jurgen Klinsmann:
“Siamo devastati per Stuart. E' un membro importante della squadra, sul campo come nello spogliatoio. Ha lavorato tremendamente per tornare in forma. Era preparatissimo per tornare al Bolton e riprendersi il posto da titolare. Adesso gli staremo accanto e lo accompagneremo in tutti i passi che dovrà compiere”.
Positivo almeno l'approccio dell'ex Houston Dynamo:
I will rise again! Big love and thanks to all the @officialbwfc and @ussoccer supporters, we will… http://t.co/gEjn09Yt5e
— Stuart Holden (@stuholden) July 29, 2013
Il problema per Holden (e per Klinsmann) è che si assottigliano al minimo le possibilità di vederlo in campo ai Mondiali brasiliani l'anno prossimo. Il tempo di recupero dalla rottura del crociato anteriore va in genere dai sei (il tempo che è stato necessario al connazionale Omar Gonzalez l'anno scorso) a nove mesi. Ma per Holden, vista la sua storia di infortuni, sarà difficile un rientro veloce, e nove mesi vorrebbe dire vederlo in campo ad aprile 2014, con soli due mesi davanti prima dei Mondiali. Troppo poco, viste anche le possibili conseguenze psichiche dell'ennesimo infortunio.
Una storia, quella di Holden, che rischia di somigliare sempre più a quella di un altro grande talento del calcio USA: John O’Brien.
O'Brien, centrocampista gioiellino americano cresciuto nell'Ajax, esploso ai Mondiali 2002, fu infatti costretto a ritirarsi a soli 29 a causa dei continui infortuni che negli ultimi tre anni della carriera lo hanno costretto praticamente sempre alla tribuna.
Speriamo la storia non si ripeta per Holden.










































