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Holden, crociato rotto e Mondiali a rischio
Scritto il 2013-07-31 da Arnaldo Selmosson su Yanks Abroad
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I tifosi della Nazionale USA avevano temuto il peggio quando hanno visto Stuart Holden lasciare il campo al 23' della finale di Gold Cup. E il peggio è stato confermato sia dalla U.S. Soccer Federation che dal club di Holden, i Bolton Wanderers, che hanno reso pubblica la diagnosi dell'infortunio del 27enne centrocampista: rottura del crociato anteriore del ginocchio destro.

Secondo il Bolton si avrà un quadro dei tempi di rientro nei prossimi 10 giorni, una volta che il ginocchio si sarà sgonfiato. Sino ad allora una prognosi non sarà possibile.

Holden aveva lasciato il campo domenica a seguito di una collisione col centrocampista panamense Alberto Quintero che lo aveva visto appoggiare male il ginocchio, con Holden immediatamente in preda al dolore e immediatamente sostituito da Mikkel Diskerud.

Inofrtunio in se a parte, il colpo per Holden è molto duro, essendo reduce da due operazioni al ginocchio sinistro che lo hanno tenuto fuori per due anni fino allo scorso gennaio. Per lui la Gold Cup era stata la grande occasione di acquisire minuti in campo importanti, riprendersi il posto in Nazionale e anche col suo club.

Molto triste il CT Jurgen Klinsmann:

“Siamo devastati per Stuart. E' un membro importante della squadra, sul campo come nello spogliatoio. Ha lavorato tremendamente per tornare in forma. Era preparatissimo per tornare al Bolton e riprendersi il posto da titolare. Adesso gli staremo accanto e lo accompagneremo in tutti i passi che dovrà compiere”.

Positivo almeno l'approccio dell'ex Houston Dynamo:

Il problema per Holden (e per Klinsmann) è che si assottigliano al minimo le possibilità di vederlo in campo ai Mondiali brasiliani l'anno prossimo. Il tempo di recupero dalla rottura del crociato anteriore va in genere dai sei (il tempo che è stato necessario al connazionale Omar Gonzalez l'anno scorso) a nove mesi. Ma per Holden, vista la sua storia di infortuni, sarà difficile un rientro veloce, e nove mesi vorrebbe dire vederlo in campo ad aprile 2014, con soli due mesi davanti prima dei Mondiali. Troppo poco, viste anche le possibili conseguenze psichiche dell'ennesimo infortunio.

Una storia, quella di Holden, che rischia di somigliare sempre più a quella di un altro grande talento del calcio USA: John O’Brien.

O'Brien, centrocampista gioiellino americano cresciuto nell'Ajax, esploso ai Mondiali 2002, fu infatti costretto a ritirarsi a soli 29 a causa dei continui infortuni che negli ultimi tre anni della carriera lo hanno costretto praticamente sempre alla tribuna.

Speriamo la storia non si ripeta per Holden.

La 19enne ala inglese Jack Harrison è stata la prima scelta del MLS SuperDraft 2016. Jack Harrison non è un nome noto in Inghilterra, o almeno non lo era affatto fino a qualche giorno fa, visto che tra poche settimane l'ex allievo dell'Academy del Manchester United inizierà ad allenarsi e giocare al New York City FC con gente del calibro di Frank Lampard, David Villa e Andrea Pirlo, sotto la guida di coach Patrick Vieira, essendo stato chiamato quale prima scelta nel MLS Super Draft 2016. In realtà la prima scelta è stata del Chicago Fire, ma il 19enne Harrison - nato a Bolton e da tempo cercato dal NYCFC che aveva anche provato a ingaggiarlo come homegrown ricevendo il no della lega - è stato immediatamente ceduto al NYCFC in cambio della quarta scelta assoluta più soldi. After a "massive whirlwind" of a #SuperDraft. #1 pick Harrison "excited" to join @NYCFC. https://t.co/0fHqQ1BhZx pic.twitter.com/KhlnbWhv83 — Major League Soccer (@MLS) January 15, 2016 Lo sbarco di Harrison in MLS arriva a seguito di un percorso ben studiato, iniziato all'età di 14 anni col trasferimento alla Berkshire School di Sheffield, in Massachusetts, voluto dalla madre e concordata col Man Utd. Alla high school Harrison si è messo subito in mostra vincendo il premio Gatorade National Player of the Year, conquistando un posto prima nel Manhattan Soccer Club - dove il NYCFC lo ha notato per la prima volta - e poi alla Wake Forest University, uno dei migliori programmi calcistici universitari degli USA, da cui sono ad esempio usciti Sam Cronin (scelta n.2 di Toronto FC nel 2009) e Ike Opara (scelta n.3 di San Jose nel 2010). Ma l'università ha deciso di lasciarla alla fine del primo semestre per un contratto Generation Adidas con la MLS garantito per 4 anni, e un'eventuale borsa di studio qualora decidesse di tornare al college, cosa che che ha già deciso di fare in futuro. “Voglio continuare a studiare, e laurearmi. E' molto importante per me e lo devo a mia madre”, ha dichiarato prima del Draft. Di lì prima scelta, che ha fatto notizia anche nella sua città natale, Bolton, dove già quando il ragazzo aveva 8 anni la mamma single stava lavorando per trovargli spazio e una borsa di studio in una scuola americana. Prima l'istruzione, e non deve certo essere stato facile mollare il Manchester Utd all'età di 13 anni, né per una madre lasciare andare un figlio a quell'età. Parlando al sito del club, Vieira si è mostrato molto contento della scelta. “E' un'ala moderna, bravo ad inserirsi o ad andare sulla fascia, può far gol ed è molto bravo nell'uno contro uno. E' il tipo di ala moderna che vuoi nella tua squadra. E' giovane, ma sono sicuro che avrà un ruolo importante nella squadra. Ha entusiasmo ed energia, ed è questo ciò che vogliamo” Reduce da un piccolo infortunio, che lo ha molto limitato nella MLS Players Combine, Harrison potrà presto mettere in mostra velocità, assist (11 nel 2015, più 8 gol) e tiro potente (di sinistro) nel ritiro del NYCFC che prenderà il via il prossimo 22 gennaio in Florida, dove troverà anche la concorrenza della sopresa del 2015, il velocissimo ghanese Kwadwo Poku.  Bobby Muuss, coach da appena un anno del Wake Forest, ha avuto a disposizione Harrison per tutta la stagione NCAA 2015, potento osservare l'impatto del ragazzo sulla squadra. “Sono convinto che Jake avrà un'incredibile carriera professionistica". E lo sono anche i dirigenti del NYCFC, con Claudio Reyna in prima fila.

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Leggere il suo nome tra i convocati della Nazionale USA era normale qualche anno fa, mentre oggi la sorpresa è sapere che si aggregherà al ritiro di Carson (CA) - che durerà fino all'11 febbraio - nel quadro del programma di recupero da uno dei tanti infortuni che hanno limitato la carriera di un ottimo giocatore come Stuart Holden. A volere Holden in ritiro come "ospite" è stato il CT Jurgen Klinsmann, precisando però che il giocatore non fa parte pienamente del gruppo che affronterà l'Islanda il 31 gennaio e il Canada il 5 febbraio. La sfortuna del centrocampista americano Stuart Holden sembra senza fine. Al rientro lnel marzo 2014 da un lungo infortunio, in campo con la squadra U21 del Bolton Wanderers, dopo soli 30 minuti è finito in terra tenendosi il ginocchio con una nuova lesione dei legamenti, che lo ha di fatto portato a rimanere fuori sino ad oggi, essendo senza contratto dallo scorso giugno. Questo è l'ultimo (si spera) di una serie di infortuni iniziata nel marzo 2010, quando l'olandese Nigel De Jong procurò a Holden una frattura ad una gamba in occasione di un'amichevole pre mondiale ad Amsterdam, finendo poi col giocare solo pochi minuti ai Mondiaali 2010. Quasi un anno dopo, proprio mentre si stava affermando come uno dei migliori giocatori della Premier League, è stata un'entrata assassina del difensore del Manchester United Johnny Evans a procurargli una nuova frattura che lo ha tenuto fuori per sei mesi. Ma i sei mesi sono poi diventati 16 a causa di un danno alla cartilagine scoperto solo dopo, e per lui il rientro è arrivato nel gennaio 2013.  Qualche buona prestazione aveva convinto il CT USA Jurgen Klinsmann a convocarlo per la CONCACAF Gold Cup, terminata con la vittoria degli USA. Ma proprio nella finale contro Panama ecco la lesione ai legamenti che ha rimandato ai blocchi Holden, fino alla ricaduta. Nato in Scozia, cresciuto negli USA, dopo un'esperienza al Sunderland, Holden si è affermato con la Houston Dynamo (vincendo anche due MLS Cup), trasferendosi poi al Bolton nel gennaio 2010, dove fino all'infortunio si era messo in mostra come uno dei migliori giocatori della Premier League. Per anni è stato un punto fermo della Nazionale USA, con cui ha messo insieme 25 partite e 3 gol, partecipando anche anche alle Olimpiadi 2008. Ma il giocatore a soli 31 anni non intende mollare, e durante l'inverno ha continuato ad allenarsi in California con altri colleghi della MLS quali Benny Feilhaber e Dom Dwyer dello Sporting Kansas City, Sacha Kljestan (New York Red Bulls), Servando Carrasco (Orlando City), A.J. DeLaGarza (LA Galaxy), Hector Jimenez (Columbus Crew) e Steve Birnbaum (D.C. United).    

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