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Qualificazioni, Costarica vs. USA al terribile Estadio Saprissa
Scritto il 2013-04-17 da Americo Costi su
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Le conseguenze della battaglia sotto la neve al Dick's Sporting Good Stadium  di Commerce City ancora si fanno sentire. Quella di giocare al freddo e al gelo del Colorado non è certo stata una scelta apprezzata da parte della Nazionale costaricana, sicuramente meno abituata degli americani a certe temperature. A seguito del match il Costarica ha addirittura presentato un reclamo ufficiale, che come nella gran parte di questi casi è finito nel nulla.

Inevitabile la vendetta. E così, mentre sarebbe stato normale aspettarsi il match di ritorno nel nuovo stadio nazionale regalato dal governo cinese, la federazione costaricana ha invece deciso di "ospitare" gli USA per il prossimo match di qualificazione previsto per il 6 settembre, nell'intimidatorio Estadio Ricardo Saprissa, meglio noto come "The Monster’s Cave" per la gabbia costruita intorno al campo per contenere il caldo pubblico locale, dove gli americani non hanno mai vinto (7 sconfitte e un pari il totale).

Ventiquattromila posti attaccati al campo, battuto spesso da un fastidioso vento, il Saprissa presenta anche una superfice artificiale che potrebbe creare non pochi problemi.

Ma proprio quest'ultimo punto solleverà qualche polemica, visto che anche i giocatori del Costarica paiono apprezzare poco l'idea di giocare sul sintetico. Quello che è sicuro però è che il clima nella "gabbia" sarà rovente per gli USA.

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Jurgen Klinsmann ha selezionato un gruppo in gran maggioranza proveniente dalla MLS in vista del match amichevole contro il Cile, che gli USA giocheranno mercoledì 29 gennaio (a mezzanotte) a Rancagua (a 80 km da Santiago del Cile). Sono 8 i reduci dai Mondiali chiamati, quali Jermaine Jones (New England Revolution), Michael Bradley (Toronto FC), Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders) e Mix Diskerud (New York City FC), già volati oggi in Cile, mentre DeAndre Yedlin, appena trasferitosi al Tottenham Hotspur, arriverà domani. Klinsmann ha lasciato a casa sette dei 29 giocatori convocati per il ritiro di Carson, California, tutti in lista per la Nazionale olimpica: l'attaccante Tesho Akindele (FC Dallas), il portiere Alex Bono (appena scleto al Draft dal Toronto FC), Christian Dean (Vancouver Whitecaps), Oscar Sorto (LA Galaxy), Dennis Flores (Club Leon / Messico) e Julio Morales (Tepic / Messico), tornati ognuno al rispettivo club, mentre il centrocampista del Liverpool Marc Pelosi si ricongiungerà col gruppo al ritorno dal Cile. "E' stata un'esperienza importanta per questi Under 23", ha dichiarato Klinsmann. "Sono stati introdotti al programma della Nazionale maggiore e hanno avuto l'opportunità di lavora con Andi Herzog e con lo staff in vista delle qualificazioni per le Olimpiadi 2016 che partiranno in autunno. Hanno lavorato bene e abbiamo imparato molto su di loro. Continueremo a seguirli con i loro club". La Nazionale USA U23 all'austriaco Herzog La US Soccer Federation ha quindi anche ufficializzato la nomina dell'austriaco Andreas “Andi” Herzog nel ruolo di CT della Nazionale USA Under-23 che punterà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, dopo che gli USA hanno mancato la presenza a Londra 2012. Un percorso che Herzog ha iniziato a costruire con vari ritiri di U21 e U23 nel 2014. “Andi apporta una ricca esperienza internazionale da giocatore e da allenatore", ha spiegato il presidente della USSF Sunil Gulati. “Nei suoi anni con la Nazionale ha sviluppato un'amoia conoscenza del nostro sistema, e siamo fiduciosi che sia l'allenatore giusto per farci raggiungere le Olimpiadi". Leggi: LA Galaxy, Andreas Herzog si ritira (10 novembre 2004) Herzog ha giocato da professionista per 18 anni, scendendo in campo 103 volte con la Nazionale austriaca, giocando anche i Mondiali 1990 e 1998, segnando 27 gol. A livello di club, Herzog ha indossato le maglie di Rapid Vienna (1986-1992 e 2001-2003), Werder Brema (1992-1996 vincendo una Bundesliga, una Coppa di Germania e due Supercoppa di Germania e poi dal 1996 al 2002 vincendo una Coppa Intertoto e una Coppa di Germania), Bayern Monaco (1995-1996, vittoria della Coppa UEFA insieme a Klinsmann), chiudendo poi la carriera con un'ultima stagione con i Los Angeles Galaxy (27 presenze e 4 gol nel 2004, con LA sconfitta nella Conference Final da KC) su consiglio proprio dell'amico Klinsmann che si era trasferito in California con la moglie dopo il ritiro. Nel 2005 inizia la carriera di allenatore nei ranghi della federazione austriaca, prendendo poi in carico l'Under 21 dal 2009 al 2011 e diventando secondo della Nazionale maggiore. Nel 2011 Klinsmann lo chiama negli USA. La rosa degli USA per il Cile (agg. al 28/1/2015) Portieri (3): Sean Johnson (Chicago Fire), Jon Kempin (Sporting Kansas City), Nick Rimando (Real Salt Lake) Difensori (7): Matt Besler (Sporting Kansas City), Steve Birnbaum (D.C. United), Matt Hedges (FC Dallas), Jermaine Jones (New England Revolution), Perry Kitchen (D.C. United), Shane O'Neill (Colorado Rapids), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti (8): Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Luis Gil (Real Salt Lake), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Lee Nguyen (New England Revolution), Dillon Serna (Colorado Rapids), Brek Shea (Orlando City), Wil Trapp (Columbus Crew SC) Attaccanti (5): Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders FC), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes), Bobby Wood (Monaco 1860), Gyasi Zardes (LA Galaxy)

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Periodicamente il CT della Nazionale USA Jurgen Klinsmann fa una chiacchierata con USSoccer.com, affrontando ogni tipo di argomento riguardo il calcio negli Stati Uniti. L'intervista di gennaio è particolarmente interessante, con Klinsmann che parla anche di Brek Shea all'Orlando City, dei progressi di John Anthony Brooks all'Hertha Berlino,degli obiettivi della Nazionale Olimpica e il difficile ciclo di amichevoli della Nazionale maggiore in vista della Gold Cup che vale la Confederations Cup 2017 in Russia in caso di conquista del torneo (altrimenti gli USA, vitttoriosi nella scorsa edizione, dovranno giocare uno spareggio a settembre). Con in vista le convocazioni per il ritiro di gennaio, Klinsmann ha già annunciato che saranno 8/10 i prospect che chiamerà con un occhio alle Olimpiadi 2016 in Brasile, obiettivo molto importante dopo che il gruppo all'epoca guidato da Caleb Porter (oggi coach dei Portland Timbers) fallì la qualificazione per Londra 2012. Da USSoccer.com: “Compito principale dell'Under 23 nel 2015 è continuare ad identificare giocatori, organizzare ritiri, giocare partite e costruire un gruppo solido per le qualificazioni. Vogliamo essere sicuri che quanto accaduto per Londra 2012 non succeda di nuovo. Avremo in ritiro con la Nazionale maggiore 8/10 giocatori in età da Nazionale Olimpica, che però si alleneranno diveramente per consentire loro una partenza più veloce”. Tra questi sembrano certi i nomi di due emergenti come l'attaccante dell'Utrecht Rubio Rubin e il centrocampista del Fulham Emerson Hyndman, oltre ad altri ragazzi di belle speranze. Klinsmann ha anche spiegato la logica dietro l'organizzazione di una difficile serie di amichevoli in vista della Gold Cup. “Certo che mi preoccupo dei risultati, il rischio c'è quando giochi contro le migliori Nazionali del mondo. I risultati contano perché ti danno fiducia, specie con davanti la Gold Cup, e non dobbiamo avere la fiducia per uscirne come i numeri uno della CONCACAF e da vincitori del torneo. “Penso che nella prima parte del 2015 sia importante che continuiamo a crescere come gruppo e a migliorare i singoli, facendo in modo che capiscano quali sono i benchmark internazionali, il perché non sono nello stesso posto dei giocatori di Cile, Svizzera, Danimarca, Olanda o Germania, che risiede principalmente nella continuità di quei giocatori. I calciatori di quelle nazionali sanno come focalizzarsi quando giochi ogni quattro giorni. Giocano 50, 60, 70 partite l'anno. E' importante per i nostri capire che serve molto più lavoro per recuperare rispetto a loro e batterli. I risultati contano, ma in questo caso preferisco un risultato negativo se accompagnato da un trend di crescita”. Inevitabile leggere tra le righe, ancora una volta, una non tanto velata critica alla mancanza di pressione nella MLS (col 50% di squadre ai playoff e niente retrocessioni, è quasi inevitabile) e ad una stagione con ben tre mesi di pausa. Klinsmann ha ovviamente parlato anche di alcuni dei suoi ragazzi tra USA ed Europa. Brek Shea (Orlando City SC) "Le ha provate tutte da quando non è riuscito a trovare spazio allo Stoke City. Ora la soluzione sembra possa essere ricominciare da Orlando. Continuerà a crescere. Se prenderà un buon ritmo nel ritiro di gennaio partirà bene, giocando poi una buona stagione. L'importante è che giochi con continuità". DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) "E' un ragazzo di talento cresciuto nelle giovanili, e ha bisogno di tempo. E' ancora grezzo, e il Tottenham lo sa. Certo, speriamo giochi da subito, ma non dovresse farlo non sarebbe la fine del mondo perché ha da imparare e trovare la sua strada. E' in un ottimo ambiente che gli insegnerà a focalizzarsi giornalmente ed esprimere le sue qualità. Poi si spera che nel tempo possa trovare il suo spazio in Premier League. Ha il talento per farlo, ma dovrà lavorare molto”. John Brooks (Hertha Berlino)  "John Brooks è un buon esempio di come i giocatori crescano in maniera diversa. Ecco cos'è un programma nazionale, è guidare giocatori U-17, U-18, U-20 sino alla Nazionale maggiore, e anche se ne fanno già parte, ad aiutarli a diventare continui nei rispettivi club. John Brooks è stato un po' sulle montagne russe, ma è giovane ed è bello vederlo giocare con continuità ora. Capisce ogni giorno di più che cos'è questo lavoro, che sta nell'essere focalizzato ogni giorno, combattere ogni giorno. Spero possa riuscire a dimostrarlo sino all'estate. Lo aiuterà a diventare sempre più centrale in Nazionale". Last but not least, JK ha parlato di Gedion Zelalem, il 17enne centrocampista dell'Arsenal che ha recentemente ottenuto il passaporto USA . "Ovviamente siamo molto contenti che Zelalem possa giocare con gli SUA ora. HA 17 anni e gioca nell'Arsenal. Ha grande talento, lo sappiamo tutti, e quando vedi un giovane talento così vuoi solo aiutarlo a crescere. Lo voleva la Germania, e poteva giocare anche per l'Etiopia, da dove proviene la sua famiglia, ma è cresciuto in America. Come per altri giovani e ancora molto grezzo e inesperto, e per farlo crescere un passo allo volta vogliamo lavorare fianco a fianco con Arséne Wenger, che è stato anche il mio allenatore [al Monaco dal 1992 al 1994, NdR] quando giocavo, tanto tempo fa".

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