Sarà quindi tra Monterrey e Santos Laguna la finale di CONCACAF Champions League edizione 2012/13, dopo che le due messicane hanno eliminato le rivali USA Los Angeles Galaxy e Seattle Sounders rispettivamente.
Semifinali giocate nelle stesse serate in cui in Europa la UEFA Champions League vedeva scendere in campo Juventus e Bayern Monaco o Paris Saint-Germain e Barcellona, con in mente per i tifosi di calcio d'Europa la finale di Wembley del prossimo 25 maggio, mentre quella della Champions centroamericana sarà un andata e ritorno (sul modello della vecchia Coppa UEFA).
Una differenza ancora notevole, sia dal punto di vista tecnico che economico, separa le due competizioni. Una differenza probabilmente incolmabile, e che solo l'avvio di investimenti veri da parte dei club USA e canadesi (con tutta la potenza economica del mercato nordamericano) potrebbe cambiare. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico invece, una possibilità potrebbe essere data solo dalla fusione tra CONCACAF e CONMEBOL, o quanto meno dall'ingresso stabile dei team americani e messicani in Copa Libertadores e Copa Sudamericana (cui al momento partecipano due team messicani, che però anche in caso di vittoria in Libertadores non andrebbero al Mondiale per Club).
Una partnership questa di cui si parla dal 2010, e che vedrebbe molti punti a favore.
Innnazitutto dal punto di vista del marketing. I team MLS avrebbero così la possibilità di attirare molte stelle sudamericane, con la possibilità di investire molti più soldi grazie ai diritti televisivi di queste competizioni e alle sponsorizzazioni che farebero boom. E lo stesso varrebbe per le squadre sudamericane, per le quali si aprirebbe un mercato enorme come quello USA, al momento dominato dalla Champions League europea.
Enorme poi sarebbe l'impatto sulla crescita tecnica delle squadre e dei giocatori americani, di cui si avvantaggerebbe anche la Nazionale USA. E nel giro di un decennio si potrebbe capire se Simon Kuper aveva ragione.
L'unico problema serio è rappresentato dalle distanze (anche se il fuso orario sarebbe limitato a salti di massimo tre ore) e dai calendari, visto che il COMEBOL tende a comprimere queste competizioni in 4/5 mesi, quando invece in Europa il tutto dura circa 9 mesi, con adeguati periodi di riposo, che in America sarebbero anche legati al clima (ma qui ci sarebbe il problema stadi, solo aperti).
Al momento la proposta è solo un sogno, ma qualcuno ci sta pensando seriamente sia in USA e Messico che in Sudamerica. Se ne riparlerà dopo i Mondiali brasiliani del 2014.
Sponsored by Heineken










































