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Week #4, Montreal a punteggio pieno
Scritto il 2013-03-24 da Drew Epperley su MLS
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La Week #4 della MLS 2013 ha messo in mostra tutto ciò che ci eravamo persi nella Week #3: gol, belle partite, intensità, ecc. E dopo sole quattro settimane si ouò iniziare a delineare il bello e il brutto della stagione.

In contrasto con tutte le previsioni, continua a stupire il Montreal Impact, primo assoluto a punteggio pieno. e lo steso vale per le due capolista della Western Conference, FC Dallas e Chivas USA. Dall'altra parte la sorpresa negativa è sicuramente il Chicago Fire, ancora senza vittorie e con coach Frank Klopas già a rischio, accompagnato dai Seattle Sounders, che appaiono in piena crisi di gioco e risultati, nonostante il recente arrivo di Oba Oba Martins.

Impact a punteggio pieno

Che ci si creda o no, il Montreal Impact è la lepre di questa stagione, con 12 punti in quattro partite, due in casa nel vecchio Olympic Stadium e due in trasferta.

Squadra molto "italiana", nei protagonisti e nel gioco molto basato sul contropiede, fatto di difesa solida (peccato Nesta infortunato), e lanci veloci di un Patrice Bernier in gran forma per un certo Marco Di Vaio, autore del gol vittoria sui NY Red Bulls su.

Chivas USA e super Agudelo

Forse è il caso di tenere sott'occhio il Chivas USA. Ok, il Chicago Fire di questo periodo è pessimo, ma una vittoria per 4-1 in trasferta è pesante, oltre che inaspettata per il grppo del Chelis Sóla.

Il Chivas non gioca bene, né in difesa, dove però sbagliapoco, né in attacco, dove però c'è Juan Agudelo. Il ragazzo di origini colombiane sta inalmente mettendo in mostra tutto il suo potenziale, e dopo essere stato lasciato a casa da Klinsmann questa settimana sta facendo di tutto per far cambiare idea al CT tedesco, oltre a cercare di attirae l'attenzione di qualche club europeo.

Galaxy imbattuti

Vada per Dallas e Chivas USA in testa alla Western, ma i LA Galaxy sono sempre lí. E fra poco tornerà Landon Donovan. Assente anche Robbie Keane per infortunio,con i Colorado Rapids (in 10 per l'espulsione del terzino Drew Moor) è bastato ancora una volta un gol di Mike Magee per risolvere la serata.

Le altre

Columbus Crew 2, DC United 1 – Altra brutta giornata per ilnteam di Ben Olsen. L'attacco non va e la difesa va male. Columbus invece dovrà decidere cosa fare quando rientrerà il costarcano Jairo Arreita, vista l'ottima prova di Dominic Oduro in attacco accanto all'argentino Federico Higuain.

NE 0, SKC 0 – Match noioso influenzato dal vento. Poche occasioni e niente gioco.

Houston 2, Vancouver 1 – Vancouver in vantaggio conl'attaccante Darren Mattocks nel primo tempo, ma Giles Barnes e Warren Creavalle regalano il match agli Orange di coach Dominic Kinnear. La Dynamo semplicemente non perde in casa. Punto.

FC Dallas 2, RSL 0 – Partita nel pieno controllo di Dalla, grazie principalmente alla pessima difesa del RSL e al calendario FIFA che ha tolto al team di coach Jason Kreis alcuni dei migliori. Per FCD gol diel colombiano Fabian Castillo al 70' e del brasiliano Jackson Gonçalves all'81'.

San Jose 1, Seattle 0 – Ancora un'altra brutta partita per i Sounders. Per gli Earthquakes ancora un gran gol di Chris Wondolowski.

Nella testa di Jurgen Klinsmann c'è da sempre la giusta idea che gli USA debbano confrontarsi con continuità con le potenze calcistiche mondiali per consentire a i propri giocatori di crescere e fare esperienza internazionale. Un esempio perfetto di ciò è rappresentanto dalla doppia amichevole con Olanda il 5 giugno ad Amsterdam e la Germania campione del Mondo a Colonia il 10. Peccato che JK non potesse prevedere di trovarsi a giocare contro due dei top team mondiali senza alcuni dei suoi migliori uomini, e a poche settimane dal via della Gold Cup, previsto per il 7 luglio contro l'Honduras. Non ci sarà infatti la stella del team, Clint Dempsey, che resterà a Seattle in vista della nascita del suo quarto figlio. E mancheranno anche gli infortunati l'attaccante del Toronto FC Jozy Altidore (stirato) e il centrocampista del Nantes Alejandro Bedoya, che ha problemi ad un ginocchio. Il gruppo chiamato dal CT tedesco è molto giovane, con ben 8 giocatori con 10 o meno presenze in Nazionale. "E' una grande opportunità giocare contro Nazionali come queste per vedere le cose che vuoi dai tuoi giocatori", ha detto Klinsmann. "In un certo senso voglio vedere un paio di ragazzi come si comportano una volta gettati in acqua fredda, vedere se nuotano e a che punto sono. Questo è quello che voglio vedere da Ventura Alvarado o John Brooks in partite come questa. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey i ragazzi che giocheranno avranno qualcosa da provare, e per loro sono opportunità che a volte non capitano nella vita e non vanno sprecate" Dempsey, Altidore, Alejandro Bedoya, Geoff Cameron - che dopo il disastro contro l'Irlanda B a dicembre sembra fuori dai giochi - , Omar Gonzalez, Matt Besler e Graham Zusi erano tutti titolari ai Mondiali e sono tutti in lizza per la Gold Cup, ma salteranno questa importante settimana di match. Alla lista degli assenti vanno aggiunti il terzino sinistro Greg Garza, infortunato, e Jermaine Jones, malconcio dopo il match di domenica tra New England e LA. In pratica gra parte dei titolari sarà fuori. Al loro posto JK ha chiamato molti ragazzi con un'età adeguata nell'ottica Mondiali 2018 in Russia, sì da iniziare a formare un gruppo nuovo pronto a subentrare ai veterani, con il più vecchi o ed esperto in campo ad Amsterdam che sarà il 27enne ex romanista Michael Bradley. Certo Klinsmann potrebbe anche mettere in campo il veterano Kyle Beckerman, ma probabilmente vorrà provare prima i ragazzi. Un ruolo di importante a fianco di Bradley lo avrà il centrocampista difensivo Danny Williams, che a 26 anni ha giocato la milgiore stagione della carriera col Borussia Moenchenglandbach qualificatosi per la Champions. Potrebbe poi essere giunto finalmente il momento di Alfredo Morales, che dopo il poco spazio all'Hertha berlino e qualche prova deludente in Nazionale, è stato uno dei protagonisti della promozione in Bundesliga dell'Ingolstadt. E con Jones e Beckermann ormai 33enne JK ha davvero bisogno di nuovo sangue in mezzo. Ancora più importante del centrocampo sarà il problema difesa per le prossime amichevoli. In pprta si rivede Brad Guzan per la prima volta nel 2015 dopo aver lasciato spazio a Nick Rimando a marzo causa paternità. Per Guzan sarà anche l'occasione per mettersi in mostra dopo che all'Aston Villa il manager Tim Sherwood gli ha preferito Shay Given nelle ultime giornate di Premier League. LEGGI: Brad Guzan, la porta della Nazionale USA è sua. Almeno per un anno Lasciati a casa Gonzalez e Besler, impegnati in MLS (ma da più parti si dice che il CT vorrebbe gente nuova), con l'esperimento Jones centrale finalmente finito, ecco la necessità di sperimentare la linea. "Jones tornerà a centrocampo perché abbiamo molti difensori di qualità. Con la scoperta di Ventura Alvarado, che ha vinto la CONCACAF Champions League col Club America, penso che abbiamo messo insieme una linea forte e stabile, e non c'è bisogno di Jermaine dietro". John Brooks è un caso interessante. Mentre in Bundesliga fa vedere buone cose con l'Hertha Berlino, in Nazionale le cose non sono andate altrettanto bene nel post Mondiali. Di certo nessuno dimentica il suo ottimo Mondiale e il gol vittoria col Ghana, e inoltre a 22 anni ha certamente più potenziale di Besler, che ne ha 28 e gioca in MLS. LEGGI: Brooks e l'America "tedesca" voluta da Klinsmann Anche Alvarado - sangue misto americano e messicano - ha 22 anni, e si sta facendo le ossa in Liga MX, e ha già ben figurato lo scorso aprile contro El Tri, mostrando di essere un'ottima alternativa centrale in termini di tecnica. orse per lui è un po' presto per affrontare a viso aperto gente com Robin Van Persie o Mario Goetze, ma come dice Klinsmann è bene vedere questi ragazzi a che punto siano. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey, la scelta è inevitabile con l'"islandese" Aron Johannsson, il miglior giocatore dell'AZ Alkmaar quest'anno subito dopo il neolaziale Hoedt, e il cavallo di ritorno Juan Agudelo, che coi Revs sembra aver trovato la sua dimensione e la continuità che invece in Europa aveva perso. LEGGI: New England: torna Agudelo, dopo aver rifiutato diversi contratti in Europa Klinsmann is going to need several of his U.S. national team novices to step up to the upcoming challenges, and if they don't, things could get ugly for the Americans. If they do, we just might see this shorthanded U.S. team accomplish what few thought possible by beating Netherlands and/or Germany, which would be good practice for a team Klinsmann is hoping can reach the World Cup semifinals in 2018. Per quanto i riguarda i match in arrivo, le statistiche dicono che gli USA hanno perso quattro volte su quattro con l'Olanda, segnando un solo gol. Con la Germania invece l'ultimo confronto rilsale proprio al Mondiali, ed è le prima volta che le due Nazionali si affrontano in Germania dalla vittoria per 4-1 dei tedeschi a Dortmund nel 2006 in preparazione ai Mondiali poi vinti dagli Azzurri. I convocati USA: Portieri: Brad Guzan (Aston Villa), Nick Rimando (Real Salt Lake), William Yarbrough (Club Leon) Difensori: Ventura Alvarado (Club America), John Brooks (Hertha Berlin), Timmy Chandler (Eintracht Frankfurt), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Michael Orozco (Puebla), Brek Shea (Orlando City SC), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti: Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Fabian Johnson (Borussia Mönchengladbach), Alfredo Morales (Ingolstadt), Jordan Morris (Stanford University), Danny Williams (Reading) Attaccante: Juan Agudelo (New England Revolution), Aron Johannsson (AZ Alkmaar), Bobby Wood (1860 Munich), Gyasi Zardes (LA Galaxy) Olanda Portieri: Jasper Cillessen (Ajax), Tim Krul (Newcastle United), Kenneth Vermeer (Feyenoord). Difensori: Jeffrey Bruma (PSV), Daryl Janmaat (Newcastle United) , Bruno Martins Indi (FC Porto), Karim Rekik (PSV), Joel Veltman (Ajax), Ron Vlaar (Aston Villa), Stefan de Vrij (SS Lazio), Gregory van der Wiel (Paris Saint Germain), Jetro Willems (PSV). Centrocampisti: Daley Blind (Manchester United), Tjaronn Chery (FC Groningen), Jordy Clasie (Feyenoord), Davy Propper (Vitesse), Wesley Sneijder (Galatasaray), Georginio Wijnaldum (PSV). Attaccanti: Steven Berghuis (AZ), Memphis Depay (PSV), Klaas Jan Huntelaar (Schalke 04), Luuk de Jong (PSV), Jeremain Lens (Dynamo Kiev), Luciano Narsingh (PSV), Robin van Persie (Manchester United) , Quincy Promes (Spartak Moscow). Germania Portieri: Roman Weidenfeller (Borussia Dortmund), Ron-Robert Zieler (Hannover). Difensori: Jerome Boateng (Bayern Monaco), Erik Durm (Borussia Dortmund), Jonas Hector (Colonia), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Shkodran Mustafi (Valencia), Sebastian Rudy (Hoffenheim), Antonio Rudiger (Stoccarda). Centrocampisti: Karim Bellarabi (Bayer Leverkusen), Ilkay Gündogan (Borussia Dortmund), Patrick Herrmann (Borussia Moenchengladbach), Sami Khedira (Real Madrid), Christoph Kramer (Borussia Moenchengladbach), Mesut Ozil (Arsenal), Andre Schürrle (Wolfsburg), Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco). Attaccanti: Mario Goetze (Bayern Monaco), Max Kruse (Borussia Moenchengladbach), Lukas Podolski (Inter).

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Nonostante le speranze dei 61.004 dell'Olympic Stadium di Montreal dopo l'1-1 dell'andata allo stadio Azteca di Città del Messico, alla fine la CONCACAF Champions League è finita al Club América, che perteciperà quindi al Mondiale per Club 2015 in programma in Giappone. Per la decima volta consecutiva una squadra messicana vince la Champions League della Concacaf. LEGGI: Finale CONCACAF: 1-1 per il Montréal in Messico La squadra di Gustavo Matosas si è imposta per 4-2 sui canadesi Montreal Impact, con in campo l'ex viola Marco Donadel a centrocampo, vincendo il titolo grazie alla tripletta di Dario Benedetto e al gol di Oribe Peralta. Per i canadesi sono andati a segno Di Andrés Fabricio Romero al 7' e della punta Jack McInemey all'88'. All’andata, al gol di Ignacio Piatti al quarto d’ora aveva risposto l’oro olimpico Oribe Peralta nel finale. I ragazzi di Frank Klopas - greco naturalizzato statunitense con un passato non rilevante da attaccante nell'AEK Atene e convocato ai tre mondiali degli anni '90 - pur partecipando alla Major League Soccer dal 2012 si sono qualificati alla Champions grazie alla vittoria della Canadian Championship 2014, torneo che assegna l'unico posto della CONCACAF CL riservato a compagini canadesi, eliminando il Toronto nella doppia finale di un anno fa e ottenendo così la terza qualificazione della storia. Secondo club della Major League Soccer (primo canadese) a giocarsi la finale - il primo fu il Real Salt Lake nel 2011 contro il Monterey - Montreal si era guadagnata l’accesso alla sfida decisiva grazie a una campagna continentale di alto livello, dal girone chiuso davanti a New York Red Bulls e FAS (El Salvador), fino alle imprese contro Pachuca (Messico) e Alajuelense (Costarica). Impeccabile anche il percorso dei messicani, troppo forti per Comunicaciones (Guatemala) e Puerto Rico Bayamón prima, Saprissa ed Herediano poi. Il Montreal, di proprietà del chairman del Bologna Joey Saputo, è stato comunque la sorpresa del torneo, superando anche i rivali del Toronto FC, che nel 2012 era arrivato in semifinale, venendo però eliminato dal Santos Laguna in cui giocava proprio Peralta, attaccante messicano risultato decisivo per la conquista della coppa da parte del Club América. MONTREAL-AMÉRICA 2-4 (and. 1-1) Arbitro: Henry Bejarano (Costa Rica) Marcatori: 8′ Romero (M), 50′, 66′, 81′ Benedetto, 64′ Peralta (A), 89′ McInerney Note – Ammoniti: Soumaré, Ciman, Romero, Oduro (M), Aguilar, Guerrero, Martínez, Benedetto (A).

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Intervista a tutto campo con la Gazzetta dello Sport per il nuovo patron del Bologna, il magnate italocanadese Joey Saputo, proprietario anche del Montreal Impact della MLS. «Sono nato a Montreal, stato di Quebec, in Canada da genitori emigrati dall’Italia - esordisce il chairman rossoblù - papà Emanuele (per tutti Lino) è originario di Montelepre, un paesino di 6mila abitanti in provincia di Palermo, dove l’anno passato gli hanno dedicato una festa; mamma Mirella è di Treviso. Ho due fratelli, Lino jr e Nadia. Mia moglie Carmie è di origine calabrese. Abbiamo 4 figli maschi, tutti tifosi di calcio: Luca, Simone, Joey e Jesse». Le attività di famiglia «Mio padre ha costruito la Saputo Incorporated fondata sul commercio dei latticini conquistando il terzo polo del mercato nordamericano. Nel tempo gli affari si sono allargati ad altri settori, ora sono quattro: alimentare, immobiliare, trasporti/logistica e legname. Negli immobili abbiamo molte proprietà (oltre 2 milioni di metri quadrati, ndr)nei trasporti con l’acquisto della Transforce mobilizziamo oltre 21mila camion. Nel 1997 le attività di famiglia sono state quotate alla Borsa di Montreal per 400 milioni di dollari e generano un fatturato di 10 miliardi. Negli ultimi anni, la famiglia ha diviso le attività in diverse holding: io gestisco quella immobiliare oltre ad essere titolare di una holding tutta mia, la Free2B, nella quale confluisce il Montreal Impact, il club del campionato MLS di cui sono presidente. Nel business la mia filosofia è non guardare alla top line (i ricavi nell’immediato) ma alla bottom line (la rendita nel tempo)». Come è arrivato al calcio? «È cominciato tutto nel 1993 quando mi sono avvicinato alla a squadra di una lega secondaria [era l'American Professional Soccer League (APSL)] di cui mio padre era sponsor. Quella squadra è diventata il Montreal Impact [quell'anno fu allenato da Eddie Firmani, Ndr]. Volevamo restituire alla comunità italiana in Canada quello che avevamo ricevuto in termini di successo e fortuna. All’epoca era un hobby, adesso è una passione. Il calcio mi è sempre piaciuto ma non l’ho mai praticato e non ho mai fatto il tifo per questo o quel club, da ragazzo giocavo ad hockey ghiaccio come tutti i canadesi». Perché l'Italia? «Non pensavo di comprare un club italiano. Se non fossi italocanadese non lo avrei mai fatto, le radici contano. In passato ho avuto contatti col Parma, ai tempi della vicenda Parmalat, e ci ho fatto un pensierino ma tutto è finito lì. Poi ho avuto rapporti con la Fiorentina per sviluppare la nostra academy giovanile al Montreal. È stato in quel periodo che ho conosciuto Pantaleo Corvino. Il Bologna si è presentato come un’opportunità che andava afferrata al volo. Non l’ho cercato, è arrivato da solo. È stato Andrew Nestor, patron dei Tampa Bay Rowdies, lega minore americana, amico comune mio e di Tacopina, a parlarmene. Nell’agosto scorso ho conosciuto Joe e abbiamo sviluppato la trattativa. [...]». Il suo giudizio sul calcio italiano? «È bello ma anche molto complicato. Per esempio la questione dei biglietti e degli ingressi allo stadio è un passaggio faticoso in confronto alle abitudini in Canada. Il problema è strutturale, occorre migliorare i servizi e le condizioni degli impianti. Sono stato allo Juventus Stadium su invito di Andrea Agnelli che conoscevo da tempo. È un modello rispetto allo standard italiano con 4mila posti per l’hospitality. Inoltre, bisogna ragionare sulle barriere tra i tifosi perché se vengono trattati come animali in gabbia è normale che si comportino da animali». Al Bologna volevate Giovinco che ha scelto proprio il Canada. Commenti? «Ho letto che va a Toronto, la nostra rivale, per tanti soldi. Noi abbiamo una strategia diversa sui contratti e sulle persone. Puntiamo su quei giocatori che hanno buone ragioni, non solo economiche, per venire da noi. L’esempio è Di Vaio. Auguro a Giovinco il meglio, per nostra fortuna verrà in Canada a luglio mentre il derby Montreal-Toronto è in programma a maggio». [...] Col suo socio Tacopina come va? «Joe con la sua energia ha portato entusiasmo facendo un grande lavoro in città ma adesso è il momento di rallentare, non dobbiamo sovraesporci troppo. La nostra partnership ha completato la prima fase, quella più facile. Non abbiamo fatto ancora niente. Adesso viene il difficile con tanti obiettivi da raggiungere». [...]   Quando la Fiorentina si divertì a casa sua «Andremo a giocare a Montreal, al Saputo Stadium, contro gli Impact di Joey Saputo! ». «E chi è?». «Vedrai... Un personaggio incredibile. La sua famiglia di origine italiana è leader, tra le altre cose, nella produzione di mozzarelle in Canada. Joey ha un impero, se vuole può comprarsi mezza Serie A...». Era il marzo 2010 quando Mencucci, ad della Fiorentina, annunciò per fine maggio la tournee canadese che avrebbe chiuso il ciclo viola di Prandelli. La notizia di Cesare futuro c.t. azzurro arrivò mentre la squadra era in volo per il Canada con tre giornalisti al seguito: io [Andrea Di Caro], Matteo Dalla Vite e Giovanni Sardelli. Sarebbe stata, quella tournee, l'occasione per salutare il tecnico che aveva fatto innamorare Firenze, e per scoprire che Mencucci aveva ragione. Saputo, oltre che ricchissimo, era davvero un tipo straordinario. ILLUMINATO. All'inizio la sua quasi fanciullesca gioia nell'ospitare una squadra di A, ricordò quella di Amedeo Nazzari, l'emigrante italiano nel film Il Gaucho. Ma poi sentendolo parlare del futuro del soccer nord americano,di progetti, dello stadio da ristrutturare, fu evidente che lo Zio d'America era un manager illuminato. Come si illuminarono gli occhi dei giocatori un pomeriggio ospiti nella tenuta di Saputo. Parchi, fontane, una villa enorme. Frey saliva e scendeva dalle tante auto d'epoca della collezione di Saputo. Quella dei vini ricercatissimi stupì invece i compagni abituati alla non irresistibile produzione di rosso «Fenomeno 10» di Adrian Mutu. Donadel si limitò a dire: «Sembra Disneyland...». Joey come Walt? Al concreto ed equilibrato Saputo forse il paragone non piacerà, ma ai tifosi del Bologna è consentito sognare.

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