È passato poco più di un mese da quando Robbie Rogers ha fatto coming out, raccontando alle persone a lui vicine e poi al mondo intero il suo essere gay e la decisione di abbandonare i campi da gioco a soli 26 anni.
Passata l'ondata mediatica dei primi giorni, lex ala della Nazionale USA e di Columbus Crew e Leeds, attualmente residente a Londra, è tornato a parlare della sua storia in una doppia intervista con i prestigiosi New York Times e l'inglese The Guardian, raccontando molto del suo passato e dei suoi piani futuri.
“Ho realizzato di essere gay quando avevo 14 o 15 anni", ha raccontato Rogers. "Ma io volevo giocare a calcio, e di calciatori gay non ce ne sono, e i chiedevo: che farò?”.
La sua paura è però diventata frustrazione circa 18 mesi fa, quando ha realizzato di come non abbia mai davvero goduto dei successi perché pensava fosse un qualcosa di ipocrita. Ad esempio nel 2008, dopo la vittoria in MLS Cup col Columbus Crew. “Invece di festeggiare me ne andai a casa e me ne stetti lí. Tutto era cosí. Non puoi apprezzare le cose che hai se non riesci ad essere te stesso”.
Il futuro di Rogers è aperto. Nel weekend sarà a New York per verificare delle opportunità nel mondo della moda, ed è stato ammesso alla London Fashion School, che gli consentirà di focalizzarsi sulla linea di abbigliamento che sta lanciando a LA. Ma i fans americani potrebbero un giorno rivederlo sul campo. Una speranza condivisa dal suo ex compagno di Nazionale e amico Sacha Kljestan (ex Chivas USA, oggi gioca nell'Anderlecht), tra i primi a sapere della scelta di Rogers. “Spero continui a giocare, perché credo sarebbe un esempio per molti. Ma voglio anche che sia felice e che lo faccia per sé stesso, non per gli altri".
Dovesse tornare al calcio giocato, Rogers lo farebbe solo in MLS. Infatti, mentre molti paesi europei presentano ottime leggi sui diritti per i gay, la cultura sportiva non è altrettanto pronta, e in questo gli USA sono anni avanti, specialmente nel calcio. “Non so se giocherò ancora. Potrei chiedere a Bruce Arena se posso allenarmi coi LA Galaxy. Vedremo, mi manca il campo e ci penso spesso”.










































