Tira una brutta aria all'interno della Nazionale degli Stati Uniti. Dopo la sconfitta dello scorso 6 febbraio in casa dell'Honduras, qualcosa sembrerebbe essersi rotto all'interno dello spogliatoio.
Alcuni giocatori, secondo quanto riportato dal portale 'AOL Sporting News' che però cita fonti anonime, sarebbero a dir poco perplessi dei metodi del CT tedesco Jurgen Klinsmann e del suo vice Martin Vasquez: "Troppo yoga e poca tattica. Passiamo più tempo a preoccuparci di ginnastica e alimentazione che a lavorare sul campo. Pelè e Maradona non hanno mai fatto niente del genere".
La Nazionale a stelle e strisce è attesa a breve da un doppio impegno delicato in vista della qualificazioni al prossimo Mondiale in Brasile. Il 22 marzo ci sarà la sfida contro il Costarica, per la quale è stato scelto il freddo del Dick's Sporting Stadium di Commerce City (Colorado), e quattro giorni dopo il test ancora più impegnativo contro il Messico nel mitico Estadio Azteca.
Un giocatore americano, che per ovvi motivi ha deciso di restare anonimo, è andato giù pesante sull'ex attaccante di Inter e Samp: "Jurgen si è svegliato e ha deciso di provare qualcosa di diverso. A volte l'errore più grave di un allenatore è quello di inserire ad ogni costo i calciatori che ritiene migliori. Bisognerebbe, invece, schierare una squadra compatta, in cui tutti lavorano e si danno una mano".
Klinsmann, ingaggiato nel 2011 con un contratto triennale, ha puntato molto su giocatori di formazione tedesca - come ad esempio i terzini Fabian Johnson (Hoffenheim) e Timothy Chandler (Norimberga), gettati nella mischia dopo un rodaggio limitato. In Honduras poi, il tecnico ha escluso a sorpresa il veterano Carlos Bocanegra, che vanta 110 presenza in Nazionale ed è uno dei leader dello spogliatoio, che però secondo Klinsi sconta lo scarso minutaggio in campionato con il suo club, lo spagnolo Racing de Santander.
Ci sarebbero - secondo la "gola profonda" della Nazionale USA - tutti i motivi, insomma, per rimpiangere l'ex ct Bob Bradley: "Con lui c'era più identità. Adesso, vorrebbero che giocassimo alla grande, ma noi non abbiamo la tecnica dei tedesci, non siamo la Spagna o il Brasile. Siamo capaci di lavorare sodo e in campo lottiamo - ha aggiunto l'insider -. Abbiamo ottimi atleti, siamo una squadra che gioca in contropiede. Dovremmo tornare a fare ciò che ci riesce bene".
Dunque probabilmente non è un caso se, dopo la trasferta in Honduras, nove giocatori non hanno risposto all'ultima convocazione per infortuni e problemi fisici assortiti. A ciò si aggiunge l'assenza prolungata dell'attaccante dei Los Angeles Galaxy Landon Donovan, vero simbolo del soccer USA, che solo fra breve rientrerà da una lunga pausa, e che difficilmente si rivedrà in Nazionale prima degli impegni di giugno.
Saranno quindi settimane difficii per gli USA, che se non dovessero ottenere almeno tre punti nelle prossime due partite, metterebbero seriamente a rischio la qualificazione ai Mondiali del 2014.










































