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Orlando City vs Roma, ecco gli americani
Scritto il 2013-01-01 da Franco Spicciariello su NASL USL PRO
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Andiamo a scoprire l’Orlando City SC, avversario della Roma nell’amichevole che si giocherà mercoledì 2 gennaio al Barker Family Stadium di Winter Park, struttura capace di contenere fino a 3.000 spettatori di proprietà del Rollins College.

L’Orlando City SC è un team della USL Pro (formalmente terzo livello del soccer USA dopo MLS e NASL), fondato nel 2010 dopo lo spostamento della squadra da Austin per scelta dei proprietari inglesi, John Bonner, Phil Rawlins, ex coproprietario e manager dello Stoke City e Brendan Flood, membro del CdA del Burnley (Championship). Motivo dello spostamento la possibilità di costruire un nuovo stadio al centro di Orlando e un ingresso in MLS già nel 2015.

Con l’ossatura della squadra formata sulla base dei predecessori Austin Aztex, l’Orlando City da due anni è la migliore compagine della USL Pro. Nel campionato 2011, dopo aver chiuso in testa la regular season, ha vinto ai rigori con gli Harrisburg City Islanders lo USL Pro Championship nella finale giocata al Citrus Bowl di Orlando davanti ad oltre 15.000 spettatori, record assoluto per la categoria.

Nel 2012 Orlando rivince il Supporters Shield piazzandosi in testa alla classifica al termine della regular season con ben 16 punti di vantaggio sulla seconda classificata, i Rochester Rhinos, e con il centravanti Denis Chin capocannoniere con 11 gol. Notevole quindi la delusione derivante dalla sconfitta casalinga per 4-3 coi Wilmington Hammerheads nella semifinale dei playoff, di fronte a quasi 8.000 fans.

In vista del match con la Roma abbiamo parlato con il coach Adrian Heath, ex stella dell’Everton anni '80 con cui vinse due titoli, una FA Cup e la Coppa delle Coppe nel 1985, e il capitano e assistant coach, Ian Fuller.

Mr. Heath, come arriva la squadra a questa amichevole considerando che siete in off season?

Effettivamente siamo fermi dallo scorso ottobre, dalla fine dei playoff di USL Pro, e ci siamo allenati solo per due settimane appositamente per questa amichevole. Alcuni dei nostri giocatori non sono disponibili a causa di impegni pregressi, due sono addirittura in viaggio di nozze. Per noi però sarà l’occasione di provare alcuni ragazzi di college, un paio dei quali dovrebbero essere chiamati al Draft che la MLS terrà a gennaio. Inoltre il match sarà un’ottima vetrina per alcuni dei nostri ragazzi, a cominciare dal centravanti Denis Chin e dal giovane laterale sinistro senegalese Adama Mbengue, un ragazzo dall’ottima tecnica, capace di cambiare le partite, e per il quale abbiamo già avuto della MLS e da un paio di club europei. In campo inoltre ci sarà anche Jamie O’Conner, irlandese, il nostro giocatore più esperto con alle spalle 500 partite in Inghilterra tra Stoke, WBA, Burnley e Sheffield Wednesday.

Si è fatto un’idea di cosa attende la sua squadra per l’incontro di mercoledì?

L’ultima partita che ho visto della Roma è quella vinta sul Milan, e sono rimasto davvero impressionato dalla forza dei giallorossi. Mi piace molto il gioco di Zeman, allenatore che ammiravo già quando allenava il Foggia, che seguivo via televisione dall’Inghilterra. In questi giorni ho assistito alle sessioni di allenamento della Roma, e ho potuto notare l’intensità con cui i giocatori si impegnano. Per noi sarà dura, ma ce la metteremo tutta per fare una buona figura.

Il centrocampista Ian Fuller è il capitano e allenatore in seconda – o meglio, assistant coach - di Heath. Ex di New England Revolution (con cui perse la finale di MLS Cup nel 2002), Vancouver Whitecaps, Rochester Rhinos e Charleston Battery. Heath ci dice che Fuller è infortunato e che non giocherà, mentre lui spera ancora di esserci.  "Sono reduce da un infortunio e mi sono allenato poco, ma spero davvero di poter scendere in campo”.

In campo o no, come schiererete la squadra contro la Roma?

Normalmente giochiamo con un 4-2-3-1 basato molto sul possesso palla e con una mentalità offensiva che ci porta a riversarci in attacco con molti uomini. In porta gioca il messicano Miguel Gallardo, non tanto grosso fisicamente ma ottimo coi piedi – simile in questo al romanista Goigoechea o a Valdez del Barça – aspetto fondamentale per il nostro tipo di gioco.

La difesa sarà un po’ rimaneggiata, data l’assenza dei difensori centrali [tra cui Rob Valentino [ex di New England e Colorado in MLS, Ndr], che saranno sostituiti da due ragazzi in prova. Ci saranno invece i due terzini titolari: a destra l’haitiano Jerome Mechack uno che spinge molto, e a sinistra il giamaicano Kieron Bernard, fisicamente notevole.

In mezzo a mantenere l’equilibrio della squadra e a coprire siamo io James O’Connor, con il alternativa il gallese Anthony Pulis, che ha giocato alcuni anni in Inghilterra [Stoke City e Southampton tra le altre]. I tre davanti a noi sono Embengue a sinistra, Jean Alexandre, che era stato con noi già la scorsa estate in prestito dai San Jose Earthquakes, e Jamie Watson, che tende più ad inserirsi in supporto alla punta Denis Chin, è uno molto veloce e che si muove molto per creare spazi.

Che ne pensi della Roma, e come vi regolerete con un avversario così superiore?

Abbiamo visto la partita col Milan, spaventoso come hanno battuto i rossoneri. Personalmente apprezzo molto Michael Bradley, che sta facendo vedere ottime cose, e Daniele De Rossi, che è un grande giocatore. Ma sarà fondamentale non dare spazio a Francesco Totti, uno che può fare qualsiasi cosa. Proveremo comunque a giocare la partita. Sarebbe stupido metterci a difendere in undici, non è nella nostra mentalità.

Vi aspettate una crescita di interesse nei confronti della squadra dopo questa amichevole?

In realtà abbiamo dei tifosi incredibili, e l’ambiente migliora di anno in anno, anche perché la demografia della città sta cambiando con sempre più persone che vengono a vivere ad Orlando cui piace il calcio, e noi facciamo di tutto per farle sentire coinvolte. Purtroppo con la stampa è una battaglia continua, con gran parte dello spazio che va agli Orlando Magic [NBA, ndr] e agli altri sport. Quello che dobbiamo fare per prenderci questo spazio è vincere.

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I giorni dell'entusiasmo, quelli dell'ingresso in MLS, dell'arrivo di Kakà, del Citrus Bowl pieno e della trattativa (saltata a luglio) per Ganso, sembrano ormai lontani. Tutto è evaporato con il mancato ingresso nei playoff, al termine di un campionato passato in gran parte sul lato giusto della classifica. Da allora a Orlando è iniziato un caos societario che al momento non sembra vedere soluzione immediata. Coi mancati playoff il primo a finire sulla graticola è stato inevitabilmente l'allenatore, l'inglese Adrian Heath, il costruttore della squadra capace prima di vincere per due volte il titolo di USL PRO e poi di ben presentarsi all'esordio in MLS, lanciando giovani come Cyle Larin. Confermato Heath, suona però strano che siano stati mandati via il suo vice di fiducia, Ian Fuller (già capitano dell'OCSC, da calciatore esordì con il New England Revolution nel 2002), e il direttore generale Paul McDonough, molto legato all'ex centrocampista dell'Everton. Scelte che ci possono anche stare, visto che - afferma il presidente Phil Rawlins - "Avevamo detto molto chiaramente che il nostro obiettivo era quello di fare i playoff. Siamo abituati a fare i playoff e vincere campionati. L'abbiamo fatto nelle serie minori e volevamo mantenere lo stesso livello e lasciare un segno a il nostro primo anno in MLS. Abbiamo avuto una buona prima stagione, ma non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Vogliamo assicurarci di costruire per avere successo nel 2016". Parole che debbono aver convinto poco i tifosi dell'OCSC, che infatti lo scorso 18 dicembre hanno organizzato una protesta fuori dalla sede del club, con tanto di striscioni. Un segno (negativo?) che comunque il calcio in America sta diventando sempre più un qualcosa di estremamente serio. Strano è invece quanto successo dopo. A sostituire McDonough, GM molto rispettato nell'ambiente calcistico USA e subito assunto da Atlanta, è stato chiamato, con tanto di annuncio in pompa magna, Armando Carneiro, direttore del settore giovanile del Benfica (che lo ha sostituito con l'ex delle Fiorentina Nuno Gomes), di cui si diceva potesse passare al Manchester City. Uomo di grande esperienza e qualità, le uniche perplessità su Carneiro erano relative alla sua scarsa conoscenza dei complessi meandri della MajorLeague Soccer. Sulla scelta pare abbia influito molto la volontà di Flàvio Augusto da Silva, proprietario della squadra e amico di Carneiro, sempre più dentro le scelte tecniche, e che starebbe spingendo per una sempre maggiore "brasilianizzazione/portoghesizzazione" dell'Orlando City SC. Mai presentato alla stampa né mai avvistato a Orlando, ecco che pochi giorni il club viola annuncia le dimissioni di Carneiro per "motivi personali". Di più non è dato sapere. L'unica buona notizia è che il suo ruolo viene preso per il momento dallo stesso Phil Rawlins, che torna quindi ad occuparsi della squadra insieme a Heath come ai tempi della USL PRO. Nel frattempo, a meno di due mesi da via (il 6 marzo contro il Real Salt Lake), a Orlando il mercato langue. Sono arrivati i soli il portiere Joe Bendik da Toronto (in sostituzione del costoso e spesso infortunato Tally Hall) e il terzino ex Revs Kevin Alston. Per Ganso invece non ci sono novità: saltata la trattativa a luglio, il giocatore ha un contratto sino al settembre 2017 e il San Paolo non appare interessato a lasciarlo andare. Nulla è ancora successo per l'attacco, dove i soli Larin, Bryan Rochez e Pedro Ribeiro hanno mostrato di non poter reggere una stagione con continuità, e mancano ancora quattro posti in rosa da riempire. Non certo ciò che ci si aspettava da un club ambizioso ma rimasto fuori dai playoff, seppur anche a causa dei numerosi infortuni (a cominciare da quello del trinidegno Kevin Molino, che sarà pronto al via). Mancano due mesi però,e Rawlins e Heath hanno già mostrato di saper fare il proprio lavoro, ma il rischio di una contestazione di inizio stagione è più che reale.

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La maglia numero 10 a Orlando è magari meno pesante che in realtà europee, ma la competitività non manca così come l'entusiasmo. Dopo sedici gare al primo anno di MLS i Lions hanno raccolto 5 vittorie, altrettanti pareggi e 6 sconfitte con Kakà miglior marcatore con i suoi sette centri. Come si trova nel campionato americano e quali sono le differenze col calcio europeo? Mi sono ambientato molto bene e il campionato è molto avvincente. Non si sa mai cosa può accadere in campo perché tutti possono vincere o perdere con tutti. Certo a livello tecnico c'è ancora differenza con il calcio europeo, però qui si corre tantissimo. La preparazione fisica è una parte fondamentale qui in America e con quella sopperiscono alle carenze tecniche. Il torneo è molto equilibrato e divertente. Per Lions è il primo anno nel calcio che conta: com'è l'ambiente allo stadio? Aiuta la forte comunità latina lì a Orlando? I nostri tifosi sono fantastici e impressionanti. Allo stadio ci sono sempre 30mila persone ed è fantastico. Nessuno qui a Orlando si aspettava un impatto così forte, è una grande novità per tutti. Anche per noi in campo avere uno stadio intero che ti appoggia e canta è uno stimolo in più. Nel campionato vi capita di volare da una parte all'altra degli Usa per giocare, è pesante? In realtà no, non ci pesa, anche perché non sono così tante le trasferte. In pratica sono solo sette partite contro le squadre dell'altra Conference e a turno si giocano 3 partite in casa e 4 in trasferta o viceversa, dipende dall'anno. Partiamo due giorni prima e torniamo il giorno dopo, c'è il tempo per recuperare. A giocare ogni tre giorni, in ogni caso, saresti stato abituato... Sì, l'ho sempre fatto e non mi sarebbe pesato. Ecco un'altra differenza tra qui e il calcio in Europa è che si gioca una volta a settimana quindi c'è tutto il tempo per recuperare le energie e prepararsi al meglio. Di contro trovi sempre avversari al top della forma, ecco perché c'è tanto equilibrio. Ma a proposito di trasferte lunghe per il campionato, pensi che il futuro del calcio europeo sia simile alla struttura di Mls e Nba? Un campionato europeo a iscrizione e per pochi, ricchi, club? Sinceramente non saprei dirlo, sono decisioni che vengono prese a livello più generali ed è un discorso più complicato. In Europa c'è la Champions League che è la competizione più bella al mondo con partite stupende. A parer mio non vedo un campionato europeo di club ogni anno, ma di sicuro per tanti aspetti la MLS è il futuro e tanti spunti verranno presi da questa struttura. La MLS è il futuro anche perché giocatori come Kakà hanno portato tanti riflettori: Pirlo è nel mirino di New York City, l'ha sentito? No, non l'ho sentito, ma il suo arrivo a New York sarebbe una cosa molto bella per il nostro campionato. Ha sfiorato una Champions da protagonista ed è ancora un giocatore al massimo livello. Se scegliesse la Mls darebbe ragione a chi come me pensa che la MLS è davvero il futuro, anche in campo. Se il futuro sono gli Usa, il passato dice Milan. E' ancora in contatto coi rossoneri? Io ho tantissima nostalgia del Milan e dell'Italia e sarò sempre grato per quello che mi è stato dato alla società rossonera e al calcio italiano. Seguo sempre il Milan quando posso, mi informo e cerco notizie. Poi spesso sento qualche mio ex compagno, il Milan rappresenta tanto per me e sarà sempre una fetta importante della mia vita. Dopo l'ottavo con lei in campo, è arrivato un decimo posto: tornerà grande il Milan? Sono sicuro di sì. Il Milan è destinato a tornare ai vertici in Italia e in Europa semplicemente perché è una grande società. Nel calcio ci sono momenti belli e altri brutti, la società dovrà essere brava a uscire da questi momenti difficili creando belle situazioni per il futuro. Nel giro di poco tempo ritroveremo il Milan al top, si potrebbe prendere la Juventus come esempio. E cosa ne pensa di Inzaghi come allenatore? Sinceramente ho visto poco le partite, quindi non posso giudicare il gioco della squadra. Conosco Inzaghi come persona e come amico e so che vive di questo e ha grandi qualità. Non si può giudicare come allenatore dopo l'unica esperienza, ma avrò modo di dimostrare quanto vale con altre squadre. Invece lei come si vede da qui a dieci anni? Allenatore, dirigente o niente di tutto ciò? Difficile, non ci sto ancora pensando. Vivo molto al momento e per adesso sono concentrato sui tre anni di contratto che ho qui a Orlando. Passiamo al Brasile: può vincere la Copa America in Cile anche senza Neymar? Certo che può vincere. L'assenza di Neymar è importante, ma in squadra ci sono tanti giocatori che possono decidere la partita da soli. A proposito di Neymar, non sono troppe le 6 espulsioni già raccolte in carriera? E' un fuoriclasse, ma deve imparare a gestire meglio le emozioni in campo. Visto il suo talento è normale che gli avversari lo cerchino e lo vogliano cancellare, ma deve superare questa fase della sua crescita e imparare ad incassare e farsi notare solo per le giocate. Parlando di brasiliani, il Barcellona vorrebbe "usare" Gerson del Fluminense per arrivare a Pogba. Cosa ci dice a riguardo? Sinceramente non lo conosco molto bene. Vorrei evitare di dare un mio giudizio. Tra i suoi compagni a Orlando c'è qualche giocatore da consigliare per il Milan o per il calcio europeo? Uno dei più talentuosi per me è Kevin Molino, centrocampista offensivo di Trinidad che però adesso è infortunato. Lo vedrei bene in Europa, così come Cristian Higuita e Pedro Ribeiro. Lavorando bene su di loro come sanno fare in Europa sono convinto che potrebbe ritagliarsi lo spazio. La storia di Pedro poi è bellissima. E' cresciuto nelle giovanili del Cruzeiro, poi ha smesso ed è venuto in Usa per studiare. All'università in South Carolina è stato notato da Philadelphia e portato in MLS, ora gioca con me ed è forte. Ma non era venuto qui a cercare fortuna nel calcio... Chiudiamo ritornando a parlare di Orlando: qual è l'obiettivo al vostro primo campionato? Arrivare sicuramente ai playoff, poi si vedrà. Siamo a buon punto e abbiamo buone possibilità di qualificarci. Dovessimo riuscirci poi è un'altra storia e proveremo sicuramente a vincere il titolo anche se sappiamo che è difficile. Certo faremo una grande esperienza già per la prossima stagione. Fonte: SportMediaset

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