SPORT
Ufficiale: Nesta all'Impact de Montreal
Scritto il 2012-07-06 da Americo Costi su MLS
Tweet

Dopo aver salutato l'AC Milan a fine campionato, Alessandro Nesta firma con il Montreal Impact, squadra canadese che milita nella Major League Soccer.

A maggio, il 36enne difensore centrale aveva annunciato la sua partenza dopo 10 stagioni rossonere in cui ha vinto due scudetti e due UEFA Champions League tra gli altri trofei. Uno scudetto e una Coppa delle Coppe UEFA erano invece arrivati con la S.S. Lazio. In totale, Nesta ha collezionato 417 presenze in Serie A e 101 in Champions League, mentre con la nazionale ha totalizzato 79 presenze e ha vinto la Coppa del Mondo FIFA 2006.

Nella squadra canadese, il difensore troverà i connazionali Bernardo Corradi (recentemente infortunatosi), Matteo Ferrari e Marco Di Vaio. "Sono molto contento di essere qui - ha dichiarato -. Nonostante le offerte di alcune squadre europee, cercavo una nuova sfida e volevo giocare nel campionato americano".

Nesta è il terzo giocatore del Milan campione d’Europa nel 2003 e 2007 a partire questa estate per l'estero dopo Clarence Seedorf, ingaggiato dai brasiliani del Botafogo FR, e Gennaro Gattuso, che giocherà in Svizzera all’FC Sion.

Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

Calcio - Socceritalia

La pausa per il Montreal Impact è arrivata al momento giusto, dando così ai quebeçois la possibilità di tirare un po' il fiato in vista di un calendario durissimo che li vedrà scendere in campo per 18 volte nelle prossime 10 settimane, un accumulo dovuto agli impegni di Champions di inizio stagione. L'Impact occupa attualmente il sesto posto nella Eastern Conference, l'ultimo buono per la qualificazione ai playoff, e con qualche partita da recuperare appunto, che dà loro un po' di vantaggio su Orlando e New York City FC. Ci vorrebbe un crollo sul modello di quello del 2013, quando in panchina c'era lo svizzero Marco Schällibaum e in campo Marco Di Vaio, per non farcela. Ma con Frank Klopas alla guida, Montreal appare meglio organizzata di due anni fa, sia dal punto di vista del gioco che della forma fisica, grazie anche a qualche ricambio in più. Ma l'obiettivo per il team di Saputo va oltre la semplice qualificazione, puntando almeno al terzo o quarto posto, che consentirebbe di giocare in casa il playoff game per la prima volta. Inoltre Klopas ha il contratto in scadenza a fine stagione, e certo farà di tutto per conquistarsi il rinnovo. Dopo un difficile 2014, dovesse riuscire a vincere il Canadian Championship - 2-2 l'andata contro Vancouver -, con tanto di posto Champions, qualificandosi per i playoff, e aggiungendo al tutto la semifinale di Champions di marzo scorso, ecco che il posto sarebbe suo anche nel 2016. Ma su come l'Impact chiuderà la stagione peserà moltissimo l'impatto che avrà l'ingresso in squadra di Didier Drogba. In passato spesso i giocatori in arrivo dall'Europa a metà stagione hanno avuto qualche problema di adattamento, compreso ad esempio Marco Di Vaio quando sbarcò in Canada nel giugno 2012. Ma se Drogba dovesse inserirsi senza troppi problemi, ecco che diverrebbe un vero "game changer" capace di fare sfracelli, specie nella poco spettacolare Eastern Conference (a parte forse per i New York Red Bulls in grande ascesa). L'attaccante ivoriano porta l'attacco dell'Impact ad un altro livello, sia per presenza fisica che per i gol, tutte cose che ai quebeçois mancano sin dal loro sbarco in MLS nel 2012. Non aver mai avuto un attaccante della forza di Drogba ha sempre comportato dover puntare su giocate veloci per infilare le difese avversarie. Ma di fronte a squadre molto chiuse, ecco i problemi. Mentre con Drogba ora il problema sarà per gli altri, visto che mettersi ad aspettare costringerebbe i difensori a gestire l'ex Chelsea troppo vicino alla porta. E sarà difficile vedere avversari chiudersi come ha fatto il DC United qualche giorno fa, vincendo poi con un solo tiro in porta. Chi poi dovrebbe trarre vantaggio (e viceversa) dall'arrivo di Drogba sarà certamente il centrocampista creativo ex Lecce Ignacio Piatti, spesso sottoposto a trattamenti speciali dagli avversari. Con Drogba certamente ci saranno per lui più spazi, e forse inizierà anche a passare di più il pallone. Per Didier Drogba il debutto è previsto per sabato contro la Philadelphia Union, in un match che vedrà il primo tutto esaurito dal 2013 per lo Stade Saputo, quando Montreal giunse ai playoff per la prima volta. Si spera che sia il segnale di un nuovo corso, grazie all'arrivo della superstar francofona. Fonte: Nick Sabetti - Sportsnet.ca

Calcio - Socceritalia

5-5-5. No, non è il famosissimo modulo di Oronzo Canà ne L'allenatore nel pallone, ma il bilancio, dopo 15 partite, di Orlando. La franchigia della Florida, alla sua prima stagione nella Major League Soccer, occupa il terzo posto nella Eastern Conference alle spalle dei New England Revolution, secondi, e del DC United. Questa notte la squadra di Ricardo Kakà ha battuto proprio la capolista, un 1-0 che porta la firma dell'ex fuoriclasse del Milan, che regala un dispiacere a Thohir, presidente dell'Inter e del DC United. LEGGI: MLS Week #17, Kakà trascina l'Orlando City al terzo posto BRAZILIAN PRIDE - Settimo gol stagionale per Kakà, leader maximo della Beautiful City. Il Purple Pride, che ad inizio stagione aveva invaso la Florida, sta aumentando sempre più, come le prestazioni del numero 10 brasiliano e le ambizioni della squadra. 4 reti nelle ultime 5 partite e un dato che mostra ulteriormente la sua importanza: quando va in gol, la squadra non perde mai. Sempre in campo dall'inizio, mai una panchina, con la fascia da capitano al braccio, idolo incontrastato di un pubblico adorante, è stato ad un passo dalla convocazione con la Nazionale per la Coppa America: ad Orlando City, ora come ora, comanda lui. VECCHI COMPAGNI - Nel 4-2-3-1 di mister Heath, Kakà gioca alle spalle dell'unica punta. Un vero numero 9 manca a questa squadra, in quanto il giovane Larin è pur sempre al primo anno tra i professionisti. Un centravanti boa che possa dare una mano in fase realizzativa. In Italia ci sono 3 vecchi compagni di Kakà ai tempi del Milan, pronti a dire ancora la loro. Il primo è Marco Borriello, in scadenza di contratto con il Genoa, che ha già provato un'esperienza all'estero, poco fortunata, al West Ham; il secondo è Alberto Gilardino, sotto contratto con il Guangzhou sino al 2016, protagonista di una stagione positiva a Firenze; il terzo è Giampaolo Pazzini, alla ricerca di un ruolo da protagonista dopo un anno passato in naftalina al Milan. Walt Disney, che in Florida ha costruito il Wat Disney Resort, diceva: "Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà". A Kakà, per costruire un sogno, basta un numero 9.   Fonte: Calciomercato.com

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2015-2016

 


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018