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Goodbye Chinaglia, eroe dei due mondi
Scritto il 2012-04-02 da Franco Spicciariello su History
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Se n'è andato così, senza preavviso, lasciando in lacrime almeno tre generazioni di tifosi tra Italia e Stati Uniti. Lo ha ucciso un attacco di cuore a soli 66 anni in quel di Neaples (Florida), dove viveva da alcuni anni insieme al figlio Anthony.

Se n'è andato l'uomo, ma se n'è andata anche una leggenda dei due mondi. Giorgio Chinaglia infatti è stato a detto di tuti gli osservatori il più grande calciatore ad aver varcato gli stadi d'America, in un periodo in cui con lui nella NASL c'erano i vari Pelé, Johan Cruyff, Franz Beckenbauer, Carlos Alberto, George Best, Johann Neeskens e Gerd Muller. Ma nessuno di loro fu capace di dominare in campo e sulle pagine dei giornali come Chinaglia.

Nato a Massa in Toscana, cresciuto da emigrante con la famiglia in Galles, sposatosi con un americana - Connie Eruzione, cugina di quel Mike eroe della Nazionale USA di hockey alle Olimpiadi invernali del 198'0 - Chinaglia si trasferì ai New York Cosmos nel 1976, e da allora il soccer USA non fu più lo stesso.

L'arrivo di Pelé e Beckenbauer aveva sicuramente alzato il livello calcistico della North American Soccer League, ma Chinaglia era quello che faceva i gol, a centinaia, trascinando i Cosmos alla vittoria di quattro campionati. E se all'epoca ci fosse stato il Supporter's Shield (titolo che va alla squadra con più punti nella regular season MLS), allora sarebbero stati sei di seguito.

Al suo arrivo in America, il top scorer di sempre della North American Soccer League era il serbo Ilija Mitic (ex Partizan Bbelgrado e Olympique Marsilglia), con 79 reti in oltre 120 partite tra il 1967 e il 1976, che poi lasciò gli USA nel 1978 con 101 gol. A Chinaglia bastarono quattro stagioni per superarlo, raggiungendo quota 102 nel 1980. Ma non si fermò lì. Al suo ritiro dal calcio giocato nel 1983 infatti i gol segnati in regular season, più altri 49 nei playoff: un totale di 242 gol in 254 partite, per una media mostruosa di 0,95 reti a partita. A inseguirlo con la maglia dei Cosmos il solo Roberto Cabanas, giovane asso della nazionale paraguayana, a quota 73. Tanto per usare una pietra di paragone il capocannoniere della MLS, Jeff Cunningham, ha messo insieme 134 gol in 365 apparizioni. “I am a finisher," diceva ai tempi. "Che significa che quando ho finito con la palla vuol dire che è in fondo alla rete".

Ma Chinaglia era molto più che solo i suoi gol. Anche perché la sua stella brillava a New York in anni incredibili, quelli dello Studio 54 e della "Febbre del Sabato sera", in cui per gli spogliatoi del Giants Staium si aggiravano tipi quali Mick Jagger e Robert Redford, che facevano la fila per farsi fotografare con le nuove stelle d'America, a cominciare proprio da Chinaglia.

Ciò era possibile anche perché alle spalle dei Cosmos c'era quel gigante della comunicazione che già allora era la Warner guidata da Steve Ross, di cui Chinaglia era diventato un grande amico e su cui aveva un'influenza ben al di la del normale rapporto tra presidente e calciatore. Non per niente "Long John" aveva il suo ufficio nel grattacielo della Warner, ed aveva il potere di vita e di morte sugli allenatori. Come quando si stufò del coach inglese Gordon Bradley e volle l'ex doriano Eddie Firmani in panchina. E il fatto che Firmani fose sotto contratto con i Tampa Bay Rowdies non era assolutamente un problema. Specie perché la squadra vinse il Soccer Bowl, riempiendo regolarmente il Giants Stadium con punte di oltre 70mila spettatori.  Ma anche Firmani durò poco. Infatti, dopo averlo sostituito una volta, finì in disgrazia, sostituito dal preparatore di Pelé, il professor Julio Mazzei. Per volontà di Chinaglia. Una volontà capace di contrapporsi persino all'immenso Pelé, con cui Chinaglia non era certo tenero e che più volte definì un ex giocatore.

Duro, diretto, incapace di tenesi quella parola in più - esattamente com'era quando giocava in Italia - nonostante i gol Chinaglia non era certo un idolo dei tifosi, che anzi spesso lo fischiavano al momento dell'ingresso in campo. Ma ad uno fischiato su tutti i campi d'Italia dopo il "vaffa" a Ferruccio Valcareggi ai Mondiali del 1974 poco interessava. E quando arrivavano i gol, tanti, i suoi festeggiamenti erano incredibili per quanto erano capaci di tasmettere una gioia incontenibile, frutto di una fame e di una voglia di riscatto profondi e comuni a quelle di tanti emigranti italiani.

A cavallo del 1980 però alla Warner Communications arrivarono i tempi brutti a causa dei problemi della società di videogames Atari, che costrinse la società a liberarsi di tutte le attività non strategiche. E così nel 1983 Chinaglia divenne proprietario dei Cosmos, quasi in contemporanea all'acquisto della Lazio, accolto d migliaia di tifosi adoranti all'aeroporto di Fiumicino. E da allora iniziò la parabola discendente, inizialmente conclusasi con il fallimento dei Cosmos (che si "dimenticarono" di chiamarlo alla reunion del 1992) e dell'intera NASL, e poi con la retrocessione della Lazio nel 1985, con l'ex centravanti biancoceleste finito a dilapidare quasi tutto il suo patrimonio nel tentativo di rilanciare la squadra.

E ora sono in molti a piangerlo, a cominciare dai suoi ex compagni.

Giorgione mi è rimasto vicino anche dopo cheabbiamo smesso di giocare, lo sentivo spesso: per me era unamico vero”. Fabio Capello è rimasto di stucco nel ricevere la notizia della morte dell’ex centravanti della Lazio e dellaNazionale. “Il gol di Wembley che ci diede la prima vittoria inInghilterra? E’ vero, nacque da una sua fuga sulla destra, iomisi la palla dentro ma a pensarci adesso non me ne freganiente. Il mio ricordo va alle telefonate che mi faceva negliultimi tempi”.

"E' stato tristissimo sentire della sua morte", ha dichiarato Erhardt Kapp. "Giorgio era un grandissimo cannoniere, ma ciò che era incredibile era la sua voglia di vincere. Era durissimo con sé stesso, come con la squadra e lo staff, ma lo era perché odiava perdere. Era unico, e mancherà molto a tutti".

"Che storia triste. E' una grandissima perdita per il calcio", ha detto un altro ex compagno, Fred Grgurev, che aveva parlato con Chinaglia ancora giovedì scorso. "Possiamo dire di tutto di lui. Ma qui ha fatto la storia. Ma lui voleva sempre di più. Se aveva due voleva tre. Se aveva cinque voleva ancora di più. Era affamato. Sempre".

"Avevamo grandi personalità in squadra, ma Giorgio era il numero uno", racconta l'ex Cosmo Boris Bandov. "Era il leader della squadra. Era uno che chiedeva molto. Inevitabile che fosse un po' egoista essendo un centravanti, ma era il miglior capitano che si potesse avere. Era uno che voleva sempre il massimo. Se eravamo in un hotel voleva sempre il vino migliore, il cibo migliore".

Ieri col Tottenham impegnato in casa dello Swansea City - dove Chinaglia iniziò la sua carriera nel 1964 con l'allora Swansea Town – anche il manager degli Spurs Harry Redknapp ha voluto ricordarlo, avendolo conosciuto negli anni passati nella NASL con la maglia dei Seattle Sounders. "Era un personaggio incredibile. Ricordo di una sotria di quando era con i Cosmos. Dovevano giocare in Florida, e l'allenatore Eddie Firmani disse prime del match: Stasera non esce nessuno, siamo qui per una partita importante, e chiunque proverà ad uscire avrà una multa da mille dollari". E Giorgio allora disse: "OK, chi esce stasera?' Cinque mani si alzarono, e tirò fuori dalla tasca $5.000" – ha raccontato Redknapp al Guardian mimando l'atto di tirar fuori dalla tasca una mazzetta di banconote - "e le diede a Firmani".

Grande rispetto. Quello che gli tributavano anche gli avversari per il suo comportamento leale in campo. In un match contro i Rochester Lancers, nel 1979, con i Cosmos in ampio vantaggio il difensore peruviano Santiago Formoso si sedette irrispettosamente su pallone, causando la reazione dei tifosi sugli spalti, inferociti. E Bandov ricorda di come Chinaglia si fece tutto il campo di corsa "per dargli un calcio nel sedere per la mancanza di rispetto verso i tifosi avversari".

All'avvento della Major League Soccer Chinaglia era alquanto scettico, anche perché impegnato ad organizzare amichevoli internazionali su suolo americano insieme al suo partner Charlie Stillitano, uno dei fondatori dei NY MetroStars. Nel 2006 aveva però cambiato idea, e chiese al suo amico Franz Beckenbauer di aiutarlo per andare a collaborare con il proprietario della Red Bull'austriaco Dietrich Mateschitz, che aveva appena comprato il team di NY rinominandolo Red Bulls. Ma non se ne fece nulla. E giù di nuovo addosso alla MLS.

A guidare la lega ci sono degli incapaci che non hanno la più pallida idea di cosa stiano facendo" disse BigAppleSoccer.com nel 2006. “C'è gente che pensa che il front office sia più importante del prodotto sul campo. ma com'è possibile? Non si è mai sentito. Gli attori sono i giocatori. E non ce n'è uno tra i 50 che lavorano negli uffici della MLS ad essere mai sceso su un campo di calcio. Nemmeno uno! Devono cambiare modello".

Innamorato com'era di New York poi sul team della Grande Mela era ancora più duro. “La gente di New York City non ha certo voglia di vedere giocare ragazzi da college. ma lo capiscono questo? Questa è New York, non parlo di altre città. A New York devi dare il meglio. Se tu dai il meglio allora la gente viene allo stadio" Poco dopo arrivarono prima Juan Pablo Angel e poi gli ex Barça Thierry Henry e Rafa Marquez, e la gente iniziò a riempire la Red Bull Arena. Forse qualcuno aveva ascoltato Giorgio Chinaglia.

Il dopo preferiamo dimenticarlo, quello che è stato Giorgio Chinaglia lo si è visto sui campi di calcio, dove - come è stato scritto in America - "He was the show and the showman".

La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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DARIO TORRENTE Dopo un leggero sbandamento dovuto forse alla brutta sconfitta di Us Open Cup contro i cugini Red Bulls i Cosmos sembrano essere tornati il rullo schiacciasassi che tutti si aspettano. Certamente oramai le altre squadre conoscono il potenziale di New York e quando giocano contro la squadra allenata da Savarese danno il meglio di loro sia per avere speranze di poter disputare i play-off sia per avere notorietà visto che una sconfitta dei Cosmos fa sempre notizia. Dopo aver pareggiato due volte sia in casa che in trasferta contro gli Indy Eleven e perso in Florida sebbene immeritatamente contro la matricola Jacksonville, i ragazzi in casacca verde hanno ottenuto due vittorie casalinghe contro Fort Lauderdale e Minnesota si ritrovano ancora in Florida al Lockhart Stadium, casa degli Strikers battuti 2-0 tra le mura amiche dell'Hofstra Stadium ed assetati di rivincita sia per l'onore che per la classifica. Sotto una pioggia fastidiosa gli Strikers partono a razzo e già nei primi minuti Jimmy Maurer deve faticare non poco contro i tiri pericolosi di PC, Thomas, Freitas e Gabriel. Al 23' gli Strikers passano in vantaggio grazie ad un calcio di rigore trasformato da Gabriel. Fino alla fine del primo tempo i Cosmos sembrano non esistere e il portiere dei newyorkesi fa miracoli contro gli attaccanti di Fort Lauderdale. Tre minuti dopo l'inizio del secondo tempo la squadra di casa raddoppia grazie a Walter Ramirez. Pochi minuti dopo i Cosmos fanno entrare Mkosana e Moffat per Sztela e Wright ma la solfa sembra non cambiare, dopo dieci minuti gli Strikers segnano la terza rete sempre grazie a Walter Ramirez. La partita sembra decisa ma quando si parla dei Cosmos bisogna aspettarsi di tutto e gli avversari dovrebbero saperlo, così al 62' appena tre minuti dopo il terzo goal di Fort Lauderdale i Cosmos segnano accorciando le distanze grazie al brasiliano cresciuto a Long Island Leo Fernandes, il quale sfrutta un assist di Hunter Freeman. Quattro minuti dopo lo scozzese Moffat grazie a un potente tiro riduce ulteriormente lo svantaggio dei Cosmos. Da quel momento vi è un vero e proprio capovolgimento di fronte col portiere degli Strikers costretto a fare buona guardia sui tiri di Moffat e Raul, che riesce persino a farsi ammonire. Nel frattempo l'italo-uruguaiano Sebastian Guenzatti ha sostituito a centrocampo Walter Restrepo e il giocatore ringrazia l'allenatore Giovanni Savarese che lo ha fatto entrare in campo con una rete segnata all'ultimo minuti che gela i 5667 spettatori oramai sicuri di assistere a una vittoria della squadra di casa. Ancora una volta i “Cardiac Cosmos” si dimostrano all'altezza della propria fama, a dimostrazione che contrariamente al parere di giornalisti come Jim Rome e la sua pletora di epigoni frustrati come Ann Coulter e Dan Shaughnessy il soccer è uno sport pieno di suspence e adrenalina proprio come gli sport più genuinamente americani a dispetto del basso numero di punti segnati rispetto ai “Big Four”. Questo preziosissimo punto fa si che i Cosmos restino in carreggiata per il trofeo estivo e per la Woosnam Cup, equivalente del Supporters Shield della MLS. Il giorno di ferragosto invece i Cosmos hanno affrontato e battuto quello che lo scorso anno è stata la loro nemesi ovvero i San Antonio Scorpions, quest'anno l'ombra del team vincente e temibile dello scorso anno anche se in ripresa. L'unica nota negativa della giornata è stata ancora una volta la scarsa affluenza di pubblico, appena 4000 spettatori assiepati sugli spalti dell'Hofstra Stadium, ma dello scarso attaccamento degli sportivi di Long Island al soccer e di tutto ciò che ne consegue se ne è già abbondantemente parlato. Tornando a parlare di calcio giocato fino al 45' la partita è molto combattuta con un botta e risposta tra le due squadre con Jimmy Maurer che deve rendersi operoso per parare i tiri dell'ex Joseph Nane e di Khari Stephenson mentre Daniel Fernandes fa altrettanto contro lo spagnolo Raul e Lucky Mkosana. Il risultato a reti bianche viene schiodato negli ultimissimi minuti del primo tempo quando il solito Leo Fernandes sblocca il risultato, ma non c'è nemmeno il tempo di battere a centrocampo che San Antonio pareggia grazie ad una rete di Milton Palacios scaturito da un assist di Billy Forbes. Il tempo per Raul di tirare ancora una volta in porta e l'arbitro manda le squadre negli spogliatoi, ma pochissimi minuti dopo l'inizio del secondo tempo Brad Rusin con un maldestro autogoal ridà il vantaggio alla squadra di casa. Entrambe le squadre effettuano alcune sostituzioni, Giuseppe Gentile sostituisce Khari Stephenson per San Antonio e Marcos Senna entra in campo sostituendo Andre Flores. L'italo-americano Gentile si rende pericoloso e i Cosmos effettuano un'altra sostituzione facendo entrare Restrepo per Guenzatti. Sul finire della partita il francese Eric Hassli, già dei canadesi Vancouver Whitecaps, entra per sostiuire lo sfrortunato Brad Rusin mentre Josue Soto prende il posto di Cèsar Elisondo. Adam Moffat e Milton Palacio fanno ancora una volta botta e risposta, Joseph Nane riesce a farsi espellere, Raul tira ancora una volta in porta ma senza fortuna e viene sostituito proprio allo scadere da Dennis Sztela. Il tempo per Leo Ferandes di un ultimo tiro e l'arbitro decreta la fine della partita. Sabato 22 Agosto i Cosmos hanno affrontato in trasferta i Carolina Railhawks, squadra che per New York è stata spesso ostica, e sono riusciti a vincere per 3-1 dopo il vantaggio iniziale della squadra di casa scaturito al 16' del primo tempo dai piedi di Daniel Scott su assist del pericoloso Ty Shipalane. Nel secondo tempo però subito al 46' i Cosmos grazie al brasiliano Leo Fernandes hanno riportato il risultato in parità, ma non pago di questo ha confezionato al 54' l'assist per il goal di Luckymore Mkosana che torna a segnare dopo un periodo di magra. Tre minuti dopo New York segna il 3-1 grazie allo scozzese Adam Moffat su assist del salvadoregno Flores, e a nulla servono gli assalti all'Ok Corral di Nacho Novo, Daniel Scott e Jaime Dell, entrato nella metà del secondo tempo. Grazie a questa vittoria ottenuta peraltro su un campo difficile salgono al secondo posto a due punti dalla volpe Ottawa Fury . A classifiche congiunte invece i Cosmos balzano al primo posto, valevole per la Woosnam Cup, con ben sette lunghezze dai capitolini canadese, quest'anno sembra che le squadre del paese della foglia d'acero vogliano dire la loro, e lo scorso mercoledì New York ha pareggiato sul difficile campo dei Fury con un risultato ad occhiali mantenendo la situazione immutata, però domenica pomeriggio la squadra della grande mela ha vinto contro i Carolina Railhawks in maniera rocambolesca nel classico stile cardiac Cosmos. La squadra di casa era passata in vantaggio già al secondo minuto grazie a un goal del salvadoregno Flores su assist di Raul, vero deus ex machina della squadra, ma al 23' e al 42' su assist di Ty Shipalane Nazmi Albadawi porta in vantaggio gli ospiti, ma nel secondo tempo i Cosmos attaccano senza sosta e al 62' Raul riporta il risultato in parità. Ma la squadra di Savarese non è appagata e riesce all'85' a portarsi in vantaggio grazie a un goal di Lucky Mkosana grazie ad un assist del giovanissimo Haji Wright entrato solo quattro minuti prima. Grande prova di carattere della squadra salutata da 5257 spettatori. Intanto nello spogliatoio qualcosa si muove. I Cosmos hanno ufficialmente promosso in prima squadra la veloce ala spagnola Ruben Bover, che già si era messo in mostra nella squadra B ed ha contribuito non poco alla vittoria del titolo NPSL ed è stato anche nominato MVP della lega. In passato il ragazzo aveva militato in squadre minori inglesi e spagnole ed aveva fatto parte anche della seconda squadra dei New York Red Bulls. Vedremo se Bover diventerà col tempo un titolare inamovibile e se i Red Bulls si pentiranno della loro scelta di lasciarlo libero per giunta ad un'altra squadra della stessa città per giunta. Lascia invece New York il norvegese Mads Stokkelien, l'anno scorso capocannoniere sociale con 8 centri più la doppietta in Us Open Cup contro i New York Red Bulls, una delle poche note intonate durante lo scorso anno di stecche. Quest'anno però l'ex under 21 anche per via dell'arrivo di Mkosana ma soprattutto per via di Raul aveva perso il posto da titolare e veniva utilizzato per brevi scampoli di partita, da qui la decisione del giocatore accettata e compresa dalla società di migrare verso più verdi pascoli. Già alcune voci lo danno vicino a due squadre norvegesi, l'Ik Start ed il Viking FK, speriamo per lui che il ritorno in patria vero o presunto faccia si che Stokkelien riesca a guadagnarsi la maglia della nazionale maggiore e recuperare il terreno perso a causa di un brutto infortunio. Sicuramente i Cosmos resteranno una tappa fondamentale della sua carriera. La squadra di Seamus O' Brien però non è rimasta con le mani in mano, ed in tempi rapidissimi ha colmato la lacuna formatasi con la dipartita del norvegese ed ha portato alla corte di Savarese l'argentino Gaston Cellerino, cannoniere precedentemente in forza ai cileni del Santiago Wanderers e con esperienze passate, purtroppo non tutte andate a buon fine con Racing, Celta Vigo, Livorno e U. La Calera. Al momento il giocatore non è ancora disponibile per via di lungaggini burocratiche inerenti al visto et similia ma presto Savarese potrà contare su un nuovo attaccante. Onestamente viene da pensare che la montagna ha partorito il topolino dopo i nomi che erano stati fatti quali Hercules Gomez, che purtroppo ha scelto la via di Toronto, Enzo Maresca, l'ex laziale Ledesma ed il greco, peraltro free agent George Samaras. L'acquisto di Gaston Cellerino suona di ripiego, come un acquisto fatto per urgenza ma la notizia ha un che di delusione ed amarezza. Non è detto che l'argentino non porti un vistoso contributo all'attacco dei Cosmos ed al livello della lega in generale, ma visto il blasone della squadra e la recente difficoltà di portare gente allo stadio persino con Senna e Raul in campo, forse un nome più altisonante avrebbe fatto in modo ai aumentare le presenze all'Hofstra Stadium, in più c'è da dire che il campionato cileno non è tra quelli più titolati in America Latina, e le sue esperienze in Europa sono state deludenti, per cui ancora una volta i Cosmos hanno deciso di fare una scommessa, decisione che a volte ha portato a buoni frutti quali il ritorno ad alti livelli in campo per l'ex nazionale ed ex Brescia Dennis Sztela ma che altre volte ha portato ad amare delusioni come l'attaccante olandese prelevato dai San Antonio Scorpions Hans Denissen, acquistato ancora infortunato e che una volta tornato in campo non ha fornito il contributo che ci si aspettava. Vedremo se una volta disponibile l'argentino ex Livorno sarà in grado di fugare i dubbi di cui sopra e diventare un idolo dei tifosi nonché quel cannoniere che i Cosmos aspettano da troppo tempo. Speriamo di vedere presto Gaston Cellerino diventare un incubo per le difese avversarie ed un idolo dei tifosi, specie per gli ultras del gruppo denominato “La banda del Cosmos” composto per la quasi totalità da tifosi di origine latino-americana. Comunque con la dipartita di Stokkelien si è liberato un altro slot utilizzabile per tesserare un giocatore straniero e fonti autorevoli dicono che i Cosmos siano ancora sulla pista del greco Samaras, conteso anche dalla Sampdoria, vedremo chi la spunterà stavolta tra le due squadre. Un'ultima notizia molto dal sapore di vecchia NASL è quella che giovedì 22 Settembre, prima dello scontro cruciale contro i canadesi dell'Ottawa Fury, scenderanno in campo le vecchie glorie di Messico e Colombia per celebrare il legame sportivo e storico dei Cosmos con l'America Latina. Per la Colombia molto probabilmente scenderanno in campo Faustino Asprilla, già del Parma nei suoi anni d'oro, Adolfo Valencia soprannominato “El Tren” e il Gullit biondo Carlos Valderrama, che militò in MLS nei primissimi anni della lega. Per i messicani è quasi sicura la presenza di Luis Herandez, Jared Borghetti e il portiere Jorge Campos, anche lui non nuovo negli Usa. Per la modica somma di venticinque presidenti morti si potrà assistere a questa partita amichevole tra vecchie glorie e successivamente ad uno scontro di cartello per la testa della classifica Nasl. Ci si domanda però se queste mosse di marketing si rivelino poi veramente efficaci per attirare l'interesse dei latinos presenti a Long Island e poter aumentare così le presenze allo stadio, ai posteri l'ardua sentenza, intanto trapela la notizia che lo sconcertante silenzio sull'approvazione del nuovo stadio in quel di Belmont ha allarmato persino la confederazione sindacale dello stato di New York, tanto che Mario Cilento, presidente dell'AFL-CIO si è rivolto all'ESDC l'ente preposto, in questo tono: “Con rispetto vi chiedo che vi adoperiate in modo che questo progetto venga approvato, assicurando così alla comunità locale, ma anche alla squadra che New York tiene ai Cosmos”. L'interesse dei sindacati, che sebbene non siano così influenti come in Europa hanno comunque il loro peso, specie negli stati tradizionalmente democratici, è per via dei posti di lavoro che la costruzione del nuovo stadio porterebbe e dell'indotto che si verrebbe a creare una volta ultimato in una zona dello stato di New York povera di opportunità. Vedremo se questo aiuto inaspettato smuoverà l'ESDC dal torpore o se i Cosmos dovranno abbandonare i loro piani e ripiegare su un piano B, per ora da New York è tutto.

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