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Semifinali Champions, Toronto impatta 1-1
Scritto il 2012-03-29 da Americo Costi su MLS
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Si chiude con un pareggio per 1-1 ieri notte l'andata delle semifinali di CONCACAF Champions League tra Toronto FC e i messicani del Santos Laguna davanti ai 18.950 del BMO Field.

Ritorno il porssimo 4 aprile a  Torreón, Messico, con i TFC in cerca della sua prima finale, e la seconda per un team di Major League Soccer dopo il Real Salt Lake nel 2011.

Il tabellino

Il TFC parte male, con i messicani in vantaggio al 30' grazie ad un gol dell'ex nazionale USA Herculez Gomez su assist dalla destra di Carlos Quintero, superando il portiere serbo Milos Kocic, in campo al posto dell'infortunato Stefan Frei rottosi una gamba la scorsa settimana.

Pareggio dei Reds con il difensore Aceval su punizione da 25 metri che rimbalza oltre  Oswaldo Sánchez.

WATCH: Il pareggio di Aceval

Col Santos in 10 per l'espulsione di Osmar Mares al 77', il team di caoch Aron Winter non riesce però a chiudere il match, a causa degli errori di Ryan Johnson - gran parata di Sánchez - e del centrocampista Terry Dunfield.

Brutta notizia, il cartellino giallo per l'attaccante olandese Danny Koevermans al 36', che vuol dire che sarà squalificato per il ritorno. E mancherà probabilmente anche Aceval, infortunatesi e sostituito da Aaron Maund.

Negli ultimi tempi, complici anche alcuni trasferimenti eccellenti, non si fa altro che parlare dei nuovi “mercati emergenti” del mondo del calcio. Il trasferimento di Luiz Adriano in Cina è solo l’ultimo di una lunga serie: nel campionato cinese, infatti, si sono trasferiti pezzi pregiati del campionato brasiliano, attratti da ingaggi faraonici che nessuno può garantire loro in Europa. Anche la Serie A, però, potrebbe essere terreno fertile di conquista per i cinesi, fortemente interessati anche a Gervinho e Guarin, per i quali sarebbero pronti stipendi da capogiro. Anche negli Usa si sono trasferiti diversi nomi noti del calcio europeo, anche se nella maggior parte dei casi – Giovinco docet – si tratta di calciatori che superano abbondantemente la trentina. Sta di fatto, però, che questi due campionati sono uniti da un dato incontrovertibile, che testimonia la continua ascesa del calcio in queste due grandi nazioni, oggi leader’s mondiali a livello economico e domani, chissà, meta attrattiva per i calciatori più importanti: il costante aumento degli spettatori. A questi due nazioni va aggiunta anche l’India: la seconda edizione dell’India Super League si è rivelata un grande successo di pubblico. Secondo una ricerca condotta da KMPG Sport, la MLS (Usa), l’ISL (India) e la CSL (Cina) hanno superato  l’invidiabile media di 20.000 spettatori a partita, dato che si avvicina, o in alcuni casi supera, quella di campionati più prestigiosi come Liga, Serie A e Ligue 1. Il dato più sorprendente riguarda proprio il campionato indiano che, a livello mondiale, è il terzo – dietro soltanto a Bundesliga (prima per distacco) e Premier League – con una media spettatori pari a 26376, leggermente superiore a quella fatta registrare dalla Liga (quarta in questa speciale classifica) nella stagione 2014/2015. Se la lega indiana è quella che, per numero assoluto di presenze, si è fatta maggiormente notare, quella cinese  ha fatto registrare l’incremento più significativo rispetto alla passata stagione: +16,7%. La CSL ha fatto registrare una media spettatori leggermente inferiore a Ligue 1 e Serie A e addirittura superiore alla MLS, anche se la differenza, in quest’ultimo caso, è decisamente minima (CLS 21800 spettatori, MLS 21500). Ma gli statunitensi non possono certo lamentarsi. Rispetto al 2014, infatti, la MLS è cresciuta dal 12,7%, trascinata anche dall’inserimento di nuove franchigie che hanno portato un folto pubblico sugli spalti: Orlando City e New York City; tuttavia, anche escludendo quest’ultime due compagini, l’aumento del numero medio di spettatori della MLS rispetto alla passata stagione sarebbe comunque significativo, a testimonianza del crescente interesse degli statunitensi nei confronti del soccer. Per quanto riguardi i cosiddetti “top five“, a guidare la classifica c’è la Bundesliga (42000 spettatori di media a partita, con presenze che sfiorano il 90% dell’effettiva capienza degli stadi), mentre la Premier League è al secondo posto con 36000 spettatori (96% di presenze rispetto all’effettiva capienza degli stadi). Il campionato che ha fatto registrare il maggior incremento negli ultimi quattro anni, invece, è la Ligue 1 (+17,9%), mentre nello stesso periodo Serie A e Liga hanno registrato una diminuzione di presenze sugli spalti. Fonte: Tuttocalcioestero.it

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La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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