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USA U23 e U20, le liste per i ritiri
Scritto il 2012-02-18 da Americo Costi su MLS
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Doppio giro di convocazioni per le Nazionali USA U23 - in preparazione al torneo pre-olimpico (dal 22 al 26 marzo girone con Canada, Cuba ed El Salvador) -  e per l'Under 20.

Il CT dell'Under 23, l'ex coach di Akron Caleb Porter, ha chiamato per il ritiro di Frisco (TX) - durante il quale l'U23 affronterà il 22 FC Dallas, il 24 i San Antonio Scorpions (NASL), e il 29 l'U23 del Messico - qualche novità come i difensori Ike Opara e Alfredo Morales (Hertha Berlino). Ci saranno, un po' a sorpresa, anche il centrocampista offensivo Brek Shea e il giovane attaccante dei NY Red Bulls Juan Agudelo, che salteranno quindi la sfida con l'Italia del 29, per la quale il CT Jurgen Klinsmann chiamerà un gruppo in gran parte di base in Europa.

Il c.t. della nazionale Under 20 statunitense Tab Ramos (ex Nazionale ai Mondiali '90 e primo giocatore ingaggiato dal MLS e NY MetroStars nel 1996) ha invece chiamato 26 ragazzi per un ritiro che si terrà a Clermont, in Florida, in preparazione al torneo Concacaf di qualificazione ai Mondiali di categoria nel 2013.

Da seguire alcuni arrivi dall'estero, come il portiere del Legia Varsavia Kamil Kaminski e l'attaccante del Fortuna Düsseldorf Villyan Bijev.

Due le amichevoli durante il ritiro: il 26 febbraio contro FC Dallas e il 29 contro il Montreal Impact.

I convocati della Nazionale USA Under 23

Portieri (2): Bill Hamid (D.C. United), Sean Johnson (Chicago Fire);

Difensori (7): Greg Garza (Club Tijuana - Messico), Perry Kitchen (D.C. United), Alfredo Morales (Hertha Berlino - Germania), Ike Opara (San Jose Earthquakes), Kofi Sarkodie (Houston Dynamo), Zarek Valentin (Montreal Impact), Jorge Villafaña (Chivas USA);

Centrocampisti (7): Joe Corona (Club Tijuana - Messico), Mix Diskerud (Gent - Belgio), Dilly Duka (Columbus Crew), Jared Jeffrey (Mainz - Germania), Amobi Okugo (Philadelphia Union), Brek Shea (FC Dallas), Michael Stephens (LA Galaxy);

Attaccanti (7): Freddy Adu (Philadelphia Union), Juan Agudelo (New York Red Bulls), Terrence Boyd (Borussia Dortmund - Germania), Teal Bunbury (Sporting Kansas City), Joe Gyau (Hoffenheim - Germania), Jack McInerney (Philadelphia Union), Tony Taylor (Estoril Praia - Portogallo);

I convocati della Nazionale USA U20

Portieri (3): Tomas Gomez (Georgetown Univ.; Webster Groves, Mo.), Jesus Guzman (Santos Laguna - Messico; San Jose, Calif.), Kamil Kaminski (Legia Varsavia - Polonia; Berlin, Conn.);

Difensori (8): A.J. Cochran (Univ. of Wisconsin; St. Louis), Sean Cunningham (Molde FK - Norvegia; Troy, Mich.), Christian Dean (Univ. of California; East Palo Alto, Calif.), Mobi Fehr (Unattached; Tokyo), Eric Miller (Creighton Univ.; Woodbury, Minn.), Juan Pablo Ocegueda (Tigres UANL - Messico; Riverside, Calif.), Boyd Okwuonu (Univ. of North Carolina; Edmund, Okla.), Walker Zimmerman (Furman Univ.; Lawrenceville, Ga.);

Centrocampisti (10): Seth Casiple (Univ. of California; Rocklin, Calif.), Daniel Cuevas (Santos Laguna -Messico; Sacramento, Calif.), Matt Dunn (OFK Beograd - Serbia; Dallas), Daniel Garcia (FC Dallas Academy; Dallas), Alejandro Guido (Unattached; Chula Vista, Calif.), Benji Joya (Santos Laguna - Messico; San Jose, Calif.), Mikey Lopez (Univ. of North Carolina; Mission, Texas), Collin Martin (D.C. United Academy; Chevy Chase, Md.), Daniel Metzger (Univ. of Maryland; Staten Island, N.Y.), Victor Pineda (Chicago Fire; Bollingbrook, Ill.);

Attaccanti (5): Villyan Bijev (Fortuna Düsseldorf - Germania; Fresno, Calif.), Alfred Koroma (Solar Chelsea SC; Southlake, Texas), Sean Okoli (Wake Forest Univ.; Federal Way, Wash.), Andrew Oliver (Chicago Fire Academy; Indianapolis.), Omar Salgado (Vancouver Whitecaps; El Paso, Texas).

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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Si interrompe la serie negativa dei San Jose Earthquakes, che durava ormai da sei partite. Ieri notte all?Avaya Stadium i Quakes hanno battuto per 1-0 i Colorado Rapids, in un match nel fondo della Western Conference. Dopo un primo tempo assolutamente dimenticabile, nel secondo ecco qualche fiammata dei Rapids con tanto di palo colpito dal centrocampista con passaporto italiano Dillon Powers al 52'. Ma passa un minuto e il gol vittoria di San Jose arriva al 53' grazie ad un colpo di testa del difensore centrale ex nazionale USA Clarence Goodson (che ha giocato in Norvegia all'IK Start e poi al Broendby in Danimarca), bravo ad anticipare Bobby Burling su assist di Quincy Amarikwa. HIGHLIGHTS: San Jose Earthquakes vs Colorado Rapids 1-0 Colorado va vicino al pareggio al 71', ancora con Powers che costringe David Bingham a salvare in tuffo su un colpo di testa dalla breve distanza. Ma niente più per la deludente squadra guidata da Pablo Mastroeni. Con la vittoria San Jose (8-10-5, 29 punti) aggancia il Real Salt Lake all'ottavo posto della MLS West con Seattle a soli tre punti sopra ma con una partita in più, mentre Colorado rimane ultima (5-9-9, 24 punti).  

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