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Stadi e polemiche: intrigo a San Antonio
Scritto il 2012-01-12 da Franco Spicciariello su MLS
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, che da quest'anno scenderanno in campo nella NASL (North American Soccer League) e che hanno già ingaggiato alcuni giocatori, e i cui eventuali profitti saranno destinati a sussidiare il Morgan's Wonderland, un parco divertimenti per disabili di proprietà del presidente.

Gli Scorpions nel 2012 giocheranno al Heroes Stadium (11.000 posti), stadio da football con tanto di pista d'atletica aperto nel 2009 e di proprietà del distretto scolatico del North East della città. Non certo l'deale per una squadra di calcio, che ha peraltro già venduto 7.500 abbonamenti per il 2012 e il 2013. Motivo per il quale lunedì 9 gennaio il presidente degli Scorpions, Gordon Hartman, ha convocato una conferenza stampa per presentare il progetto - di cui si parlava da mesi - di Soccer Specific Stadium da 6.100 posti, che sarà pronto nel 2013, espandibile fino a 18.000 in quattro step. Il progetto prevede uno stadio con un campo in erba e con dimensioni che rispettano le regole FIFA e NCAA , con sulle tribune luxury suites, una VIP lounge, lo store del team, un patio/beer garden, e un megaschermo.

Il presidente Hartman ha inoltre confermato la propria disponibilità al San Antonio Independent School District di ospitare fino a 76 partite presso lo STAR Soccer Complex, il centro sportivo di sua proprietà finanziato con soldi pubblici.

C'è tutto, tranne - al momento - i costi del nuovo stadio e i finanziatori, visto che Hartman ha dichiarato che lo stadio sarà interamente costruito con fondi privati.

Nel frattempo a livello di pubbblica amministrazione accadono cose strane però. Hartman infatti aveva in precedenza provato a farsi dare dal SAISD (San Antonio Independent School District) l'Alamo Stadium, un impianto di oltre 70 anni di vita bisognoso di tanti rinnovamenti, in cambio proprio del centro sportivo Star Complex. Proposta rifiutata.

Ma l'intrigo arriva da lontano, ed ha come protagonisti proprio il presidente del SAISD, l'ex sindaco di San Antonio Ed Garza, e i San Antonio Spurs della NBA, o meglio il gruppo proprietario SS&E. Garza era il sindaco che nel 2005 fece di tutto per portare la MLS a San Antonio, fallendo però proprio nel tentativo di ristrutturare e ingrandire l'Alamo Stadium per enderlo adatto alla prima divisione. Tentativo però fallito, con Garza privato anche della poltrona dagli elettori, ma poi finito sulla poltrona meno imprtante dello School District.

Nel frattempo la Spurs Sports & Entertainment - che ha intenzione di mettere in campo a partire dal 2013 o 2014 un team a San Antonio nella USL PRO (Division 3), con sede all’Alamo Stadium, –ha presentato una proposta al SAISD un restyling dell’Alamo Stadium  con rimozione della pista d’atletica e un campo in erba. In realtà il distretto stava già ragionando su una ristrutturazione del vecchio stadio, ma generica, senza la creazione di un campo adeguato alle norme FIFA comporterebbe appunto lo spostamento e il rifacimento della pista d'atletica, con extra costi per $3  milioni.

E mentre i cittadini si sono espressi chiaramente con la soluzione voluta dal gruppo Spurs Sports & Entertainment, anche per il recente rifacimento di alcuni campi nei dintroni e della messa disposizione di altri impianti da parte di Hartman, per non parlare dello stadio di prossima costruzione con fondi privati.

Un'opposizione che non ha invece suscitato interesse nella commissione a capo del distretto, che su richiesta di Garza ha votato - nonostante la scarsità di fondi e la persistente crisi economica - a favore della ristrutturazione più costosa. Cui si aggiungono i rischi derivanti da possibili azioni legali legate al divieto - risalente ai tempi della costruzione (1939) per l'Alamo di ospitare attività a fini di lucro, come sarebbe un team pro.

Cosa succederà a questo punto non è possibile prevederlo. Il progetto originale della SS&E era quello di lanciare un team nella USL con sede all'Alamo per poi stabilizzarlo e puntare alla MLS, che certo non disdegnerebbe un gruppo forte come quello proprietario degli Spurs. Anche se forse apprezzerebbe meno un campo in sintetico con tanto di pista d'atletica intorno. Dall'altra parte c'è invece un gruppo che un teamlo ha già lanciato e che è pronto a farsi lo stadio (anche se qualche dubbio ancora c'è, in mancanza d'informazioni). L'assurdità è quindi il rischio di trovarsi con due team e due stadi, in una città non certo in grado di reggerli in termini di pubblico.

Che succederà non è facile prevederlo. Intanto tra 12 settimane gli Scorpions scenderanno in campo per la prima volta, e vderemo come risponderà il pubblico. Mentre per l'SS&E la soluzione migliore forse sarebbe quella proposta da qualche tifoso sui forum, e cioè puntare su Austin, città che ha già dimostrato di poter essere un successo per il calcio, ma l'anno scorso espropriata della propria squadra, trasferita dalla prorietà a Orlando.

Si aspettano quindi le prossime mosse dei protagonisti, e magari una parola da parte delle due leghe coinvolte. Non dalla MLS però, visto che mentre San Antonio poteva essere un obiettivo interessante nel 2005 (all'epoca i team erano 12), oggi non potrebbe puntare realisticamente ad un expansion team prima del 2016/17 e ad un prezzo non inferiore ai $40 milioni pagati da Vancouver, portland e Montreal negli ultimi ingressi.

Intanto da aprile i cittadini texani potranno assistere alle prodezze di un gruppo che vede veterani come i difensori l'ex TFC Kevin Harmse, l'ex DC United Greg Janicki, Walter Ramirez (ala sinistra ex C. D. Vida nella Liga Nacional de Honduras) , Karsten Smith (23 anni, difensore dell?American university), Dominic Papa (terzino destro in arrivo dal FC Tucson, passato anche per un provino con i NY Red Bulls) e Jeff Jennings (Fort Lewis College Skyhawks). Si sono poi aggiunti recentemente due portieri: Daryl Sattler (32enne, ex Tampa Bay) e Patrick Hannigan (30enne, con un passato anche in Irlanda e col Miami FC); il centrocampista brasiliano Luiz Tiago (24enne, ex Coritiba, Atletico-PR, Londrina e Cascavel); e due attaccanti come l'olandese Hans Denissen (28enne, passato da Willem II, RBC Roosendaal, MVV, Ayia Napa, Haka and Emmen) e l'inglese Euan Purcell (cresciuto con i Fort Lewis College Skyhawks). E almeno si parlerà di calcio giocato.

Per seguire al meglio le vicende di NASL & USL PRO, www.insidemnsoccer.com, sito con base in Minnesota curato dal bravissimo Brian Quarstad.

Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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Si chiude coi botti la MLS Week #24, con un super Oba Oba Martins che al rientro dopo due mesi trascina con una doppietta i Seattle Sounders nel 4-0 sull'Orlando City. 4-0 il risultato finale con l'ex interista autore di una doppietta. HIGHLIGHTS: Seattle Sounders FC vs. Orlando City 4-0 In gol anche il centrocampista Thomas e il neoacquisto l'attaccante paraguayano Nelson Valdez, che regalano ai Sounders i primi tre punti dopo 5 sconfitte consecutive. Fondamentale perSeattle, oltre al ritorno di Martins, l'esordio del difensore panamense Roman Torres, con spostamento di Brad Evans a centrocampo, dando equilibrio a tutta la squadra, che attende ancora Clint Dempsey e l'esordio del centrocampista austriaco Ivanschitz. Per Orlando match impalpabile di Kakà, che essendo un po' l'hub della squadra, quando non gira lui tutto si ferma. Esordio in viola per il centrocampista spagnolo Mateos, arrivato dal Levante ed ex Real Madrid “B”. La vittoria tranquillizza la posizione di Seattle (11-12-2) nella Western Conference, ma ora i Sounders avranno l'impegno infrasettimanale di CONCACAF Champions League contro gli honduregni dell'Olimpia, per poi volare in Utah per affrontare un Real Salt Lake che si gioca le ultime speranze di playoff. L'Orlando City (7-11-7), che inizia a vedere allontanarsi l'ultimo posto playoff (ha 28 punti come Montreal, ma i quebeçois hanno 4 partite da recuperare) sarà invece sabato 22 agosto ospite a Toronto, dove l'attende un match difficilissimo. HIGHLIGHTS: Philadelphia Union vs. Chicago Fire 3-3 Chi i playoff li vedrà più difficilmente sono Chicago Fire e Philadelphia Union, rispettivamente ultima e penultima nella Western, ma che ieri al PPL Park di Chester (PA) hanno dato vita ad un match pirotecnico terminato 3-3, con parate spettacolari e due reti in pieno recupero. Per i due club è stata la replica della semifinale di US Open Cup giocata nello stesso stadio mercoledì scorso, ma molto più divertente, con entrambe le squadre alla disperata ricerca dei tre punti per mantenere un lumicino di speranza nella qualificazione ai playoff. La Union pensava di avercela fatta quando al 90' l'attaccante francese Sebastien Le Toux riesce ad infilare Sean Johnson - autore di 8 parate decisive nel finale - per un 3-2 che fa scoppiare i "Sons of Ben" (i tifosi di Philly). Ma passa pochissimo e il nigeriano Kennedy Igboananike segna il secondo gol della sua serata su assist del rientrante Mike Magee, tra le proteste dei giocatori della Union per alcuni errori arbitrali. Da segnalare la serata super di Cristian Maidana autore di tre assist per i tre gol della Union, e ora primo in classifica nella classifica apposita a quota 14 dopo aver superato il centrocampista dello Sporting KC Benny Feilhaber. Per la Union ritorno in campo sabato a Montreal, mentre il Chicago Fire ospiterà gli altrettanto derelitti Colorado Rapids. I risultati della MLS Week #24 e la classifica: New York City-DC United 3-1 SJ Earthquakes-Colorado Rapids 1-0 New York Red Bulls-Toronto 3-0 New England-Houston Dynamo 2-0 Sporting Kansas City-Whitecaps 4-3 Dallas-LA Galaxy 1-2 Real Salt Lake-Portland 0-1 Seattle Sounders-Orlando City 4-0 Philadelphia-Chicago Fire 3-3

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5-5-5. No, non è il famosissimo modulo di Oronzo Canà ne L'allenatore nel pallone, ma il bilancio, dopo 15 partite, di Orlando. La franchigia della Florida, alla sua prima stagione nella Major League Soccer, occupa il terzo posto nella Eastern Conference alle spalle dei New England Revolution, secondi, e del DC United. Questa notte la squadra di Ricardo Kakà ha battuto proprio la capolista, un 1-0 che porta la firma dell'ex fuoriclasse del Milan, che regala un dispiacere a Thohir, presidente dell'Inter e del DC United. LEGGI: MLS Week #17, Kakà trascina l'Orlando City al terzo posto BRAZILIAN PRIDE - Settimo gol stagionale per Kakà, leader maximo della Beautiful City. Il Purple Pride, che ad inizio stagione aveva invaso la Florida, sta aumentando sempre più, come le prestazioni del numero 10 brasiliano e le ambizioni della squadra. 4 reti nelle ultime 5 partite e un dato che mostra ulteriormente la sua importanza: quando va in gol, la squadra non perde mai. Sempre in campo dall'inizio, mai una panchina, con la fascia da capitano al braccio, idolo incontrastato di un pubblico adorante, è stato ad un passo dalla convocazione con la Nazionale per la Coppa America: ad Orlando City, ora come ora, comanda lui. VECCHI COMPAGNI - Nel 4-2-3-1 di mister Heath, Kakà gioca alle spalle dell'unica punta. Un vero numero 9 manca a questa squadra, in quanto il giovane Larin è pur sempre al primo anno tra i professionisti. Un centravanti boa che possa dare una mano in fase realizzativa. In Italia ci sono 3 vecchi compagni di Kakà ai tempi del Milan, pronti a dire ancora la loro. Il primo è Marco Borriello, in scadenza di contratto con il Genoa, che ha già provato un'esperienza all'estero, poco fortunata, al West Ham; il secondo è Alberto Gilardino, sotto contratto con il Guangzhou sino al 2016, protagonista di una stagione positiva a Firenze; il terzo è Giampaolo Pazzini, alla ricerca di un ruolo da protagonista dopo un anno passato in naftalina al Milan. Walt Disney, che in Florida ha costruito il Wat Disney Resort, diceva: "Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà". A Kakà, per costruire un sogno, basta un numero 9.   Fonte: Calciomercato.com

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