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Cambio di proprietà per il Toronto FC
Scritto il 2011-12-10 da Americo Costi su Soccer Business
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I Maple Leafs (NHL), i Raptors (NBA) e il Toronto FC (MLS) da ieri hanno un nuovo proprietario. L’Ontario Teachers’ Pension Plan infatti - riporta il Corriere Canadese - ha deciso di vendere la Maple Leaf Sport Entertainment (Mlse) a una joint venture formata dai due giganti delle telecomunicazioni canadesi Rogers e Bell, da sempre rivali ma da ieri alleati in questo nuovo progetto.

Le due compagnie acquisiranno il 75 per cento delle azioni dell’Mlse (37,5 per cento a testa), mettendo sul piatto ognuna qualcosa come 533 milioni di dollari. In tutto il fondo pensionistico degli insegnanti dell’Ontario riceverà 1,32 miliardi di dollari, vendendo il resto delle azioni rimanenti all’attuale presidente dell’Mlse Larry Tanenbaum, che vedrà così le sue quote azionarie lievitare dal 20,5 al 25 per cento.

L’accordo raggiunto ieri e annunciato in mattinata durante una conferenza stampa all’Air Canada Centre pone fine a una serie voci e smentite andate avanti per almeno sei mesi sulla possibile vendita dell’Mlse, la compagnia proprietaria dei Maple Leafs e Toronto Marlies (hockey), dei Toronto Raptors (basket) e del Toronto FC (calcio).

Rogers e Bell, da anni rivali nel settore delle telecomunicazioni, hanno quindi deciso di sotterrare le asce di guerra, voltare pagina e iniziare insieme questa nuova avventura che nella sostanza porta quasi tutto lo sport torontino sotto lo stesso tetto, se si tiene conto che la Rogers è proprietaria anche dei Toronto Blu Jays (Major League Baseball).

I presidenti delle due compagnie, durante la conferenza stampa di ieri, hanno ribadito che in questo progetto i due giganti canadesi collaboreranno pienamente, mentre per quanto riguarda il resto Bell e Rogers rimarranno due compagnie totalmente autonome e in competizione tra loro. Sia Rogers che Bell sono già in possesso di una parte dei diritti televisivi dei vari team uniti sotto l’ombrello della Mlse e il loro obiettivo è ovviamente quello di sviluppare strategie utilizzando i nuovi canali attraverso i quali i fan potranno consumare sport, partendo ovviamente dai tablet e dagli smartphone.
«Porteremo i fan più vicini all’azione - ha dichiarato George Cope, CEO della consociata di Bell, Bce Inc. - da un punto di vista strategico questo accordo ci garantisce importanti prospettive per il futuro».

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Rogers. «L’Mlse - ha confermato Nadir Mohamed - offre i contenuti tra i più ricchi e seguiti del Nordamerica, senza considerare che con questa acquisizione abbiamo assicurato una continuità col passato: l’Mlse rimarrà in mani canadesi».
Andando a guardare le cifre dell’accordo, il vero affare in ogni caso lo ha fatto l’Ontario Teachers’ Pension Plan: il fondo pensione, infatti, acquistò l’Msle diciassette anni fa per la “misera” cifra di 180 milioni di dollari. Con la vendita annunciata ieri, il guadagno netto supera il miliardo di dollari.

Intervista con Stefano Benzi, Direttore di Eurosport, il canale che dal 2015 trasmette i match della MLS in esclusiva in Italia È stato l’anno del boom per la MLS, un boom estesosi anche all’Italia grazie al ruolo giocato da Eurosport, che per la prima ha trasmesso (e continuerà per altri 3 anni) i match della lega USA valorizzando il prodotto dal punto di vista giornalistico con telecronache di livello, approfondimenti e promozione. Un approccio molto diverso da quello di Sky del passato, che mandava in onda i match alle 3 del mattino nel totale disinteresse della struttura giornalistica (spesso non c'era nemmeno la telecronaca). Il merito di questo va dato a Eurosport Italia e al suo direttore Stefano Benzi, che insieme alla sua squadra di telecronisti ha fatto diventare famosi in Italia calciatori fino a ieri noti solo a pochi. Due nomi per tutti: Mix Diskerud del New York City FC e Nat Borchers, difensore rude con barbona hipster dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, come ci conferma lo stesso Benzi, grande esperto di calcio internazionale, ma diventato noto al grande pubblico negli anni di Sportitalia, dove conduceva con enorme passione il programma ‘WWE News’. “Ricordo di aver raccontato in diretta la storia di Diskerud, partito dalla Norvegia - dove è nato da madre americana e cresciuto - sino ad arrivare a New York, e da lì è partita una lunga discussione su twitter, al punto che prima l’ufficio stampa del New York City FC e poi lo stesso giocatore mi hanno contatto ringraziandomi. Con Borchers invece siamo diventati persino amici. Lui è un personaggio incredibile, per me un mito. Per lui è stata una stagione da sogno: giocatore “scarso”, la sua è una incredibile storia di successo fatta di umiltà, coraggio e determinazione”. Per te il soccer USA è stato un qualcosa di nuovo da affrontare? Assolutamente. Sono andato in America da giornalista per la prima volta nel 1994 [la MLS ha preso poi il via nel 1996, NdR], e mi ritrovai dalle parti di New York in un enorme stadio da football con tanto di liee sul campo con sole 600 persone sugli spalti. Uno spettacolo imbarazzante, un match che definire improvvisato – dai giocatori all’arbitro – è poco. Tornai nel 1999 a Los Angeles e vidi giocare i Galaxy, mentre nel 2003, sempre a LA, assistetti ad un match di CONCACAF Champions Cup, con i Chivas Guadalajara in campo. Cosa ti ha impressionato di questa prima stagione MLS? Innanzitutto un livello di organizzazione mostruoso. La capcità della lega e dei club di genera informazione intorno ad ogni singola partita è incredibile. Sono capaci di far diventare ogni match un vero e proprio fenomeno di marketing. E anche i rapporti con i media, visti giustamente come il mezzo per raggiungere il pubblico: statistiche, contenuti (pure troppi, una volta ho ricevuto 112 cartelle per un match!), dvd con foto e video. Bellissimo poi lo stile americano di telecronaca, uno storytelling - molto diverso da quella sguaiata all’italiana – che abbiamo cercato di replicare e che pensiamo sia piaciuto anche alla MLS. Sappiamo infatti che la MLS ha degli auditors che seguono le telecronache italiane per valutarne il livello, e con l’ufficio stampa della lega c’è stato uno scambio continuo. Eurosport è un canale divulgativo, la MLS è nel nostro DNA: abbiamo divulgato un prodotto, raccontandolo in modo narrativo e forse anche bizzarro, spiegando tutto: squadre, regole, città, tifosi. Ad esempio Montreal, in cui tifosi hanno una storia più lunga e divertente della stessa squadra, o Portland, dove segano il tronco dopo ogni gol, in omaggio al Timber Sport, che Eurosport trasmette da 15 anni. Che tipo di ritorno avete avuto in termini di audience? La MLS ha avuto ascolti molto superiori alle aspettative fin dall’inizio, ed è stato un crescendo già prima dello sbarco di Pirlo a NY. A dispetto di quanto ci si sarebbe potuti attendere però, le squadre più seguite non sono state i LA Galaxy e i NY Red Bulls, andati peggio del NYCFC televisivamente, ma Portland e Orlando, oltre a Seattle. E continueremo a trasmettere la MLS sino almeno al 2018. Da più parti si leggono però commenti sarcastici sul livello dei match? Ma l’errore è guardare le partite della MLS usando lo stesso metro di quando si guarda la Serie A. Personalmente la MLS non la guardo dal punto di vista tattico e tecnico, non mi interessa. Agli americani delle tattiche e delle strategie altrui non interessa, ciocano come sanno, e lo si vede. Pochissima attenzione alle marcature ma molta all’impostazione. Possesso palla sempre proiettato in avanti, tipo rugby. Fisicamente poi sono ad un altro livello rispetto ai nostri, sono mostruosi, forse perché si formano prima come atleti che come calciatori, grazie anche a strutture sportive che già alle scuole medie superano quelle di molti club professionistici nostrani. Ciò che mi piace di più è che li vedi giocare liberi, in una sorta di ritorno alle radici del calcio. Capisco chi dice che è brutto calcio, ma lo spirito è e deve essere un altro. Non sopporto il tiki taka, il possesso fine a se stesso o l’aggressività mirata a soffocare l’avversario. Oggi i miei punti di riferimento sono l’Olanda e il Brasile infatti, e anche l’Inghilterra che però ora si sta europeizzando a causa dei tanti allenatori stranieri. Purtroppo il calcio inglese “libero” anni 80/90 non c’è quasi più. A proposito di allenatori. In MLS gli stranieri hanno sempre fallito, e quasi tutti quelli attuali arrivano dai ranghi della lega.   Non li prendono da fuori perché oltre a regole complesse e salary cap, quelli che hanno vanno comunque bene. Inoltre sono di alto livello, sottovalutati. È gente che ha un quadro globale ampio. Ho parlato con alcuni di loro e sono manager a 360°, seguono tutto. Ad esempio, hanno gli osservatori ma poi vanno loro a visionare i calciatori. Inoltre, sovrintendono direttamente le academy, obbligatorie in MLS, che hanno standard altissimi. Chi sono i tuoi preferiti? Mi piace molto Caleb Porter, che aveva già fatto vedere ottime cose a livello di college [con Akron, NdR] e che è stato capace di dare un bel gioco a Portland. Bruce Arena poi è un grande: leadership, mentalità e intelligenza, è uno che sa di vita, parla 4 lingue, ha viaggiato, è autorevole. È l’ideale per far crescere i nuovi talenti, farli maturare. Mi ricorda Osvaldo Bagnoli. Bravissimo il colombiano Oscar Pareja. Con dei ragazzini semisconosciuti a Dallas ha portato un bellissimo calcio e ottimi risultati. È riuscito a valorizzare al massimo uno come Castillo, che ricordavo con la Colombia quale vice Muriel, tirandogli fuori il meglio. Bene anche l’ex nazionale USA Pablo Mastroeni a Colorado, e ancor di più Mauro Biello a Montreal. Quest’ultimo, privo di esperienza da allenatore, è stato bravissimo a mettere in campo i suoi e a saper poi sfruttare al meglio l’arrivo di Didier Drogba. Sorpreso dell’impatto dell’ivoriano, apparso devastante? Onestamente sì. Pensavo che Drogba andasse a “rubare” gli ultimi soldi. Ma invece ha trasformato una squadra stanca, che aveva ormai mollato, portandola ai playoff e mostrando di essere ancora competitivo ai massimi livelli, un vero uomo squadra. I campioni possono fare la differenza, ma spesso non bastano. Vedi il New York City FC. Il NYCFC ha mostrato molti problemi: la concorrenza dei New York Red Bulls e i troppi soldi spesi dagli Emirati che hanno creato troppe aspettative. Il rendimento di Andrea Pirlo, e anche quello di David Villa. Entrambi sono andati lì alla fine della propria stagione. Troppe aspettative nei loro confronti e alle spalle una squadra raccogliticcia. La brutta stagione non è stata tutta colpa di coach Jason Kreis, ma certo se hai Villa e Diskerud e poi Lampard e Pirlo devi fare qualcosa. Spero mi facciano cambiare idea nel 2016. Lo stesso vale per Steve Gerrard. Purtroppo tutti i giocatori che arrivano in MLS in estate sono spremuti dalla lunga stagione europea. Ora a NY arriva in panchina Patrick Vieira, ma mi ho l’idea che la proprietà pensi più ai media che al campo. Oltre tutto Vieira avrà come supporto solo uno come Javier Perez, che in carriera al massimo ha allenato la Nazionale USA U18. Occhio invece al nuovo allenatore del Chicago Fire, il serbo però a Veljko Paunović, che da CT della Serbia U20 ha fatto vedere bellissime cose, seppur con tanto talento in campo. Ancora giovane, 38 anni, in passato ha giocato in MLS con Philadelphia, e proverà a rivoluzionare una squadra reduce dall’ennesima stagione fallimentare con molti suoi uomini di origini slave. Proverà a tenere gli attaccanti il brasiliano Gilberto e il ghanese David Accam [che però sembra prossimo allo Stoke, NdR], e sono curioso delle sue scelte draft, dove il Fire parlerà per primo. Che ne pensi del lavoro di Klinsmann con la Nazionale USA, molto criticato negli ultimi mesi? Jurgen Klinsmann ha una personalità e una storia molto diverse da quelle di Bruce Arena. Il suo lavoro è ancora in pieno sviluppo, e non ha ancora fatto ciò per cui è stato scelto. Di certo è stato un po’ una delusione, ha fatto il minimo. Grande personaggio dal punto di vista tecnico, come allenatore però non ha mai completamente convinto: un triennio da CT della Germania non indimenticabile e una stagione al Bayern Monaco che è sembrata più l’omaggio al personaggio che altro. Come vedi il futuro della MLS? La crescita sarà continua, e vista la media pubblico e le entrate in aumento, presto farà concorrenza anche a molte società europee. I calciatori adorano gli Stati Uniti, la vita lì. Guarda Pirlo: lì vive bene, si allena bene, è considerato un mito, una leggenda, ma può anche uscire per strada tranquillamente. E presto toccherà anche a giocatori più giovani. Peccato che a suo tempo non sia andato in America Alessandro Del Piero. Se avesse scelto gli USA avremmo forse preso i diritti prima e lui si sarebbe divertito di più e per più tempo. E anche la MLS sarebbe cresciuta prima. The best is yet to come Fino al 2019 compreso https://t.co/XhXXHEQOsl — Stefano Benzi (@stefano_benzi) November 29, 2015

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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Tutta l'attenzione era inevitabilmente per l'esordio di Andrea Pirlo a New York, ma la Week #21 della MLS è stata piena di gol e risultati importanti, a cominciare dalle vittorie di DC United e FC Dallas, che hanno rafforzato il loro primati rispettivamente nella Eastern e nella Western Conference. Continua il crollo verticale dei Seattle Sounders, alla sesta sconfitta (senza un tiro in porta) in sette partite da quando i suoi assi Clint Dempsey (in Nazionale) e Oba Martins (infortunato) sono assenti. A batterli il Montreal Impact, in piena risalita e per la prima volta dall'inizio della stagione in zona playoff. E ora in Quebec arriva anche Didier Drogba. HIGHLIGHTS: D.C. United vs. Philadelphia Union 3-2 Gol vittoria di Fabian Espindola, dopo che il D.C. United è stato bravo a recuperare il doppio svantaggio con Philadelphia. Union in vantaggio con C.J. Sapong dopo pochi secondi, seguito dal raddoppio di Sebastien Le Toux al 4'. Da quel momento in poi però la partita la fanno gli uomini di Ben Olsen. Ad accorciare le distanze è il centravanti costaricano, neoacquisto arrivato dal Real Salt Lake, Alvaro Saborio. Al 66' pareggia il regista Nick DeLeon, e al 79' dopo una traversa della Union con Sapong, arriva il gol vittoria di Espindola su cross di Chris Korb. HIGHLIGHTS: Vancouver Whitecaps vs San Jose Earthquakes 3-1  Ci pensano i gol di Mauro Rosales al 5' e Kendall Waston al 32' (su corner dell'argentino), seguiti al 56' dal terzo di Octavio Rivero, a regalare a Vancouver i tre punti e il secondo posto nella Western Conference. Accorcia per San Jose Quincy Amarikwa, al suo terzo gol in tre partite da quando è sbarcato al Fire. HIGHLIGHTS: Montreal Impact vs Seattle Sounders 1-0 Sesta vittoria casalinga in sette partite per il Montreal Impact, che con 24 punti in 18 match aggancia la zona playoff potrebbe tecnicamente persino superare DC in testa alla Eastern se le vincesse tutte! Il gol della vittoria che fa esplodere il Saputo Stadium è del difensore belga Laurent Ciman all'88', che di testa infila Troy Perkins (che ha salvato Seattle dalla debacle) su una punizione dell'ex napoletano Marco Donadel HIGHLIGHTS: Houston Dynamo vs. LA Galaxy 3-0 Un gol e un assist di Brad Davis e la Houston abbatte i LA Galaxy con un pesantissimo 3-0. Dynamo (7-8-6) subito avanti al 9' con Will Bruin, cui al 27' fa seguito Davis dalla distanza. Chiude i giochi Leonel Miranda all88' uccellando due difensori dei Galaxy. I Galaxy (9-7-7) erano reduci da 4 vittorie nelle ultime 5, ma sono stati surclassati dall'energia della Dynamo, in cui ha esordito il centravanti messicano ex Chivas USA Erick Torres, Designated Player su cui Houston punta per raggiungere i playoff, ora distanti solo 5 punti (con un match da recuperare). HIGHLIGHTS: Columbus Crew SC vs. Toronto FC 3-3 Partita spettacolare a Columbus, con il TFC che recupera il risultato all'89' con un rigore di Jozy Altidore. Toronto, sotto di tre al 48' per i gol di Kei Kamara (sempre più capocannoniere), Tony Tchani ed Ethan Finlay, va alla riscossa con Sebastian Giovinco e Collen Warner al 5'ì e 55', fino al pari di Altidore. HIGHLIGHTS: FC Dallas vs Portland Timbers 4-1 Doppietta decisiva del 21enne attaccante Michael Barrios e per FC Dallas arriva la quinta vittoria consecutiva, che avvicina sempre più il Supporters Shield per i texani. Di Kellyn Acosta al 69' e Mauro Diaz su rigore all'87' gli altri gol delle Hoops. Inutile il rigore di Fanendo Adi in pieno recupero, procurato dal neo acquisto argentino Lucas Melano. HIGHLIGHTS: Chicago Fire vs. New England Revolution 2-2 Ci pensano Lee Nguyen e  Kelyn Rowe a salvare la serata del New England, che rimonta i gol di Chicago di Razvan Cocis e un rigore di Shaun Maloney. Il pari lascia Chicago in fondo alla classifica della Eastern ma tecnicamente ancora in grado di raggiungere i playoff.    

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