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Ballack, Del Piero, Drogba: obiettivo USA
Scritto il 2011-12-03 da Franco Spicciariello su MLS
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Contatto tra Alessandro Del Piero e la MLS. Lo ha confermato il Direttore Sportivo del Montreal Impact Nick De Santis a margine della presentazione delle nuove maglie del team. "Abbiamo parlato con Del Piero, ma al momento l'interesse del giocatore è focalizzato si New York o Los Angeles".

Proprio di un prossimo sbarco in MLS aveva parlato pubblicamente l'agente FIFA Ernesto Bronzetti a Controcampo. Le parole di De Santis confermano sempre più questa possibilità.

Dalla Germania Michael Becker, l'agente del centrocampista del Bayer Leverkusen Michael Ballack, ha definito a Goal.com la MLS come "Il suo contratto scade nel giugno 2012  e la MLS è una possibilità" al termine del suo contratto nel giugno 2012. Becker ha comparato il suo cliente ad un "quarterback americano... qualcosa che la MLS non ha ancora avuto". Per Ballack negli USA starebbe inoltre spingendo il suo sponsor, l'adidas, che è anche lo sposnor tecnico di tutti i team della MLS. Il giocatore è da poco diventato l'immagine dell'azienda tedesca in America, che lo vorrebbe a Los Angeles per sostituire David Beckham.

E sempre a Los Angeles potrebbe - o vorrebbe - volare il centravanti ivoriano del Chelsea Didier Drogba. Il suo agente:  "I Los Angeles Galaxy sono una possibilità", ha dichiarato. E ciò dopo aver rifiutato di andare in prestito al Milan e il rinnovo solo annuale con Chelsea. Per lui comunque è pronta un'offerta da £5miioni l'anno dei Galaxy.

Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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Buona notizia per Andrea Pirlo e Sebastian Giovinco, ma anche per la Major League Soccer: Antonio Conte ha deciso di dare al centrocampista del New York City e al giocatore di Toronto una chance in Nazionale nonostante la lontananza dalla Serie A e la scelta di giocare in un campionato considerato inferiore dai più. "Sono molto felice ma viste le mie prestazioni un po' me lo aspettavo", ha detto Giovinco, che è uscito al 51' del match contro Montréal per un piccolo problema all'adduttore. Giovinco ha comunque preso l'aereo poco dopo la fine del match e dovrebbe già essere arrivato in Italia. L'Italia affronterà - nelle qualificazioni per gli Europei 2016 - Malta il 3 settembre a Firenze e la Bulgaria il 6 a Palermo. Nel Gruppo H gli azzurri contano 12 punti in 6 partite, 1 in meno della Croazia che guida il girone con 13. Non solo Pirlo e Giovinco; Fabian Castillo, 23enne ala di Dallas, è stato chiamato dalla Colombia in un ruolo dove la concorrenza non manca. Foto: Toronto FC

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