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Ufficiale: Edgar Castillo al Tijuana
Scritto il 2011-11-25 da Franco Spicciariello su Yanks Abroad
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Il laterale sinistro messicano-americano Edgar Eduardo Castillo è diventato il primo acquisto degli Xoloitzcuintles di Tijuana, squadra che partecipa al Torneo Clausura 2012 della Prima Divisione di calcio messicano.Castillo lascia quindi il Club America, a seguito della decisione del club di Città del Messicodi mandare via buona parte della rosa dopo il pessimo Apertura 2011.Castillo, 25 anni, ha iniziato la sua carriera di calciatore professionista con il Club Santos Laguna. Dopo 3 anni di passa al America (2008-2009), per poi arruolarsi con il Tigres dell'Università Autonoma di Nuevo Leon (2009), San Luis FC (2010) e Puebla FC (2011).

Un avvio di carriera da ala, col tempo Castillo ha imparato ad arretrare, fungendo anche da terzino di spinta sulla fascia sinistra. Nonostante la giovane età  in prima divisione messicana ha già messo insieme 142 partite e 7 gol.

Il doppio passaporto lo ha visto anche essere convocato per entrambe le nazionali. Prima dal Messico con tre CT, Hugo Sanchez, lo svedese Sven-Goran Eriksson e Javier Aguirre, ma solo per amichevoli. Ciò gli ha consentito di effetuare il cambio - che la FIFA permette una sola volta in carriera se non si è giocato partite di qualificazione o tornei continentali - alla Nazionale degli Stati Uniti. Dagli USA è stato convocato sia da Bob Bradley che più recentemente da Jürgen Klinsmann proprio per il suo esordio da CT contro il Messico nello scorso agosto.
Come il resto del Xoloitzcuintles, Edgar Castillo raggiungerà presto la squadra in preparazione al Torneo Clausura 2012.
Il calcio gli manca, ma forse non quello giocato. Infatti Landon Donovan, leggenda dei LA Galaxy e della Nazionale USA, ha deciso di rientrare nel calcio, ma attraverso un suo club in quel di San Diego. Lo scoop è del giornale canadese Ottawa Sun, secondo il quale Donovan, insieme all'analista di FOX Warren Barton, vuole lanciare un team nella USL (Div. III del soccer americano) a San Diego. Già lo scorso dicembre era emersa la notizia dell'acquisto da parte di Donovan e Barton dei San Diego Flash della NPSL (Div. IV), mentre ad aprile Donovan aveva annunciato il suo fidanzamento e il trasferimento a San Diego, dove sta costruendo una villa a La Jolla. Ma l'obiettivo finale sarebbe una franchigia in MLS, laddove a San Diego il calcio di prima divisione manca dal 1984, quando chiusero i San Diego Sockers - club in cui militarono grandi come un giovane Hugo Sanchez (in seguito capocannoniere al Real Madrid), il capitano della grande Polonia del 1974 Kazimierz Deyna e il messicano Leonardo Cuellar - e la stessa NASL. Il progetto di Donovan e Barton potrebbe infatti essere l'embrione del più ampio tentativo guidato dal proprietario dei San Diego Padres (Major League Baseball) di costruire un nuovo stadio per il calcio, per il quale lo spazio arriverebbe nel momento dell'addio dei Chargers della NFL, destinati ad essere trasferiti. Recentemente, in un'intervista a Sports Illustrated, l'MLS commissioner Don Garber ha affermato di aver avviato delle conversazioni con alcuni gruppi a San Diego, ma che il tutto sarebbe davvero preliminare, anche se l'annunciata espansione a 28 apre molti spazi.

Calcio - Socceritalia

A distanza di oltre cinque anni dalla sua ultima apparizione, Herculez Gómez torna finalmente nella lega nordamericana. Il Toronto FC ha infatti annunciato ieri che di aver ingaggiato l'attaccante, sul quale aveva dei diritti ancora lo Sporting KC (a causa delle astruse regole della MLS, che non consentono lo svincolo completo) con cui i canadesi hanno trovato un accordo economico a poche ore dalla chiusura del mercato. In un'intervista rilasciata a Empire of Soccer Gomez ha spiegato di aver scelto Toronto per tornare in MLS, nonostante l'offerta superiore dei NY Cosmos e la corte serrata del coach Giovanni Savarese. Ha però prevalso il rapporto con Greg Vanney, allenatore del TFC e compagno di Gomez ai tempi dei Colorado Rapids. Gomez sbarca quindi a Toronto dopo cinque anni e mezzo passati a far gol in Messico, e al BMO Field ritroverà i compagni di Nazionale Jozy Altidore e Michael Bradley, andando a giocare accanto al candidato MLS MVP Sebastian Giovinco. “Aggiungere un giocatore come Herculez Gómez, con la sua esperienza e abilità, è stato davvero importante", ha dichiarato il GM del TFC Tim Bezbatchenko. “E' un vincitore, avendo portato a casa una MLS Cup e una US Open Cup coi LA Galaxy, cui si sono aggiunti i trofei in Messico e le ottime prestazioni in CONCACAF Champions League. E' poi è un cannoniere, e ne trarremo beneficio". Gomez mancava dalla MLS dal 2009, che lascio dopo aver indossato la maglia degli allora Kansas City Wizards. Nel gennaio 2010 il trasferimento in Messico, al Puebla diventando anche capocannoniere nel Clausura della Liga MX, dove ha indossato anche le maglie di Pachuca, Estudiantes Tecos, Santos Laguna, Club Tijuana e Tigres UANL, per poi tornare per un breve periodo al Puebla. Per lui con la Nazionale USA - da cui manca dal 2013 - 24 match e 6 gol, oltre alla partecipazione al Mondiale 2010.

Calciomercato - Socceritalia

Dopo lo 0-0 dell'andata la squadra argentina s'impone per 3-0 sui messicani: i gol di Alario, Sanchez su rigore e Mori mandano in delirio i 62mila dello stadio 'Monumental' e valgono il terzo trionfo nel trofeo continentale, dopo quelli del 1986 e 1996. Rimane ancora a zero il Messico, che sperava di portare la prima Copa in CONCACAF. Una festa durata tutta la notte, nonostante il diluvio abbattutosi sulla capitale argentina, per un trionfo che sa di resurrezione. Il River Plate ha infatti vinto la Coppa Libertadores d’America per la terza volta nella sua storia. Dopo gli exploit datati 1986 e 1996, i Millionarios calano il tris travolgendo per 3-0 al ‘Monumental’ di Buenos Aires i messicani del Tigres, dopo lo 0-0 dell’andata giocata a Monterrey. La squadra guidata da Marcelo Gallardo succede nel palmares a un’altra formazione argentina, il San Lorenzo, mentre il Tigres ha perso l’opportunità di diventare la prima compagine del suo Paese a conquistare il prestigioso torneo. All’esterno dello stadio si sono registrati alcuni incidenti: la polizia, intervenuta per impedire l’ingresso a centinaia di tifosi senza biglietti, ha fermato 25 persone. ALARIO, SANCHEZ E MORI: RIVER PLATE IN TRIONFO – Il River Plate è partito male, bloccato un po’ dalla tensione per l’importanza della posta in palio, e ha avuto difficoltà nei primi trenta minuti del primo tempo, ma ha saputo trovare il gol con freddezza e al momento giusto: al 44′ colpo di testa del giovane Lucas Alario al 44, che ha raccolto un millimetrico passaggio di Lionel Vangioni, anche grazie ad una distrazione della difesa avversaria, indovinando l’angolino giusto. Nel secondo tempo, i ruoli si sono invertiti. Con il Tigres realmente incapace di reagire, gli uomini di Gallardo hanno di fatto dominato l’incontro, chiudendo i giochi grazie ad un rigore dell’uruguaiano Carlos Sanchez (74′) e ad un altro colpo di testa, questa volta del difensore Ramiro Funes Mori (79′) per il 3-0 che manda in delirio i 62mila spettatori del Monumental. NOTTE DI FESTA A BAIRES SOTTO LA PIOGGIA – Il River torna così protagonista anche a livello internazionale a circa quattro anni dall’incubo della retrocessione nella seconda divisione argentina (giugno 2011). I festeggiamenti sono subito iniziati allo stadio e poi proseguiti nella zona dell’Obelisco, il ‘cuore’ del centro di Buenos Aires in una nottata nella quale di fatto non ha mai smesso di piovere, durante e dopo la partita. I tifosi argentini hanno così fatto ‘fiesta’ per la seconda volta nel giro di quindici mesi: nel maggio dell’anno scorso, la squadra vinse lo scudetto dopo essere riuscita a tornare nel 2012 nella serie A, archiviando così lo scivolone della retrocessione l’anno precedente. Libertadores, trionfo River: spettacolare coreografia al Monumental GALLARDO: “ABBIAMO VINTO LA BATTAGLIA PIU’ IMPORTANTE” – “La storia del club è fatta di battaglie in questa competizione – ha detto il tecnico del River (ed ex centrocampista del DC United in MLS), Marcelo Gallardo, che in un anno di gestione ha centrato il terzo titolo dopo la Copa Sudamericana e la Recopa Sudamericana -. Noi dovevamo vincere la più importante, che era questa, e lo abbiamo fatto. Adesso guardiamo oltre”. Il riferimento, più o meno velato, è al Mondiale per club di dicembre, dove la formazione della capitale argentina sarà la principale rivale del Barcellona di Luis Enrique. Fonte: Repubblica.it

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