Dopo le anticipazioni sui suoi rapporti con Pep Guardiola e Jose Mourinho, si continua a parlare di "Io Ibra, l'autobiografia di Zlatan Ibrahimovic, scritta insieme a David Lagercrantz (Rizzoli, pp. 396, 18,50 euro), che in Italia sarà nelle librerie dal 16 novembre..
Nel libro l'attaccante del Milan critica l'ex CT svedese Lars Lagerback e l'ex compagno di Nazionale (passato anche per Seattle Sounders e Chicago Fire) Fredrik Ljungberg, definito "una primadonna". Ma non solo. Ibra racconta anche l'aneddoto relativo alla rissa con l'allora compagno di squadra l'americano Oguchi Onyewu.
"Siamo stati vicini ad ammazzarci", confessa Ibra, che nello scontro si sarebbe rotto una costola, infortunio su cui il club rossonero è riuscito a stendere un velo di silenzio (e chissà se Sky, che all'epoca censurò l'accaduto, ora tirerà fuori le immagini?). Ibra si riferisce all'incidente durante una partitella a Milanello il 5 novembre 2010, interrotta per un furioso litigio fra lo svedese e il difensore della Nazionale USA dopo uno scontro di gioco piuttosto duro. Per dividere i due mastodontici giocatori dovettero intervenire una decina fra giocatori e membri dello staff tecnico del Milan.
Peraltro Onyewu era stato uno dei primi rossoneri con cui Ibrahimovic era entrato in confidenza in casa Milan, complice anche la lingua inglese. Che però quella volta è tornata utile però solo per gli insulti. Parole grosse, qualche cazzotto. Quando si scontrano due colossi così, sopra il metro e novantacinque e i 90 chili, e un caratterino affatto tenero, sono scintille. A gennaio 2011 comunque, Onyewu andò in prestito agli olandesi del Twente.
Ma il rapporto di Ibra con gli USA rimane stretto. Ricordiamo la sua dichiarazione dello scorso dicembre quando disse Ibrahimovic ha dichiarato a Dutch Voetbal International che appena concluso il contratto col Milan, nel 2014, vorrebbe chiudere la carriera in America, in "una bella città". LA e NY lo aspettano.










































