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MLS 2011, Midseason Awards. Shea MVP
Scritto il 2011-07-06 da Drew Epperley su MLS
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Essendo giunti a metà della stagione MLS, con quasi tutti i team scesi in campo per metà delle partite di regular season (il solo Real Salt Lake è un po' indietro dovendo recuperare il tempo perso con la Champions) è tempo di Mid-Season Awards. Ecco i miei.

2011 MidSeason MVP: Brek Shea (FC Dallas)

Shea e Dallas sono usciti fuori nelle 13 partite senza David Ferreira. Impressionante notare come nel momento in cui Shea è tornato a giocare sulle ali le sue statistiche offensive siano esplose e Dallas è diventata sempre più pericolosa in avanti. Nonostante sia convinto che sia un difensore naturale, è uno capace di dare molto anche in avanti. Attualmente infatti è addirittura capocannoniere, e senza di lui l'FCD sarebbe a livelli nettamente più bassi, anche se comunque è il gioco di squadra la forza dei biancorossi, con Shea come punta di diamante, ma anche con gli ottimi Daniel Hernandez e George John in difesa.

Altri nell'ordine: Landon Donovan (LA Galaxy), Jack Jewsbury (Portland Timbers), Brad Davis (Houston Dynamo), Andres Mendoza (Columbus) and Thierry Henry (New York).

2011 MLS MidSeason Rookie of the Year: CJ Sapong (Sporting KC)

Forse una scelta sorprendente per alcuni, ma C.J. Sapong sta dando un gran contributo alla ripresa dello Sporting KC. La sensazione è che la gara per il premio rookie of the year sarà la più aperta degli ultimi anni. Sapong non ha certo messo insieme numeri da fenomeno, ma nemmeno gli altri rookies.

Altri nell'ordine: Jalil Anibaba (Chicago Fire), Darlington Nagbe (Portland Timbers), Will Bruin (Houston Dynamo), Rich Balchan (Columbus Crew), and Omar Salgado (Vancouver Whitecaps).

2011 MLS MidSeason Coach of the Year: Schellas Hyndman (FC Dallas)

Difficile ricordarsi che solo un paio di mesi fa ha perso il suo migliore giocatore per un terribile infortunio, e che a quel punto si pensava che la stagione fosse andata. Invece Schellas Hyndman ha trovato il modo di iniettare nuova linfa nella sua squadra attraverso alcune scelte chiave. Passare al 4-4-2 è stato d'aiuto, almeno fino a quando Fabian Castillo non è dovuto andare sino in Colombia per impegni con la Nazionale. Il ritorno al 4-1-4-1 è sembrato migliroare ancora le cose. FC Dallas ha infatti perso solo una delle ultime 13 partite, ed è a soli 2 punti dai Galaxy nella corsa al Supporters Shield. Impressionante, considerati gli infortuni con i quali ha dovuto combattere ad inizio stagione. Da vedere come Hyndman gestirà il prossimo mese, con i numerosissimi impegni tra campionato , US Open Cup  e Concacaf Champions League. Se non ci saranno crolli, sarà il favorito assoluto.

Altri nell'ordine: Peter Vermes (Sporting KC), Bruce Arena (LA Galaxy), Peter Nowak (Philadelphia Union), e Sigi Schmid (Seattle Sounders).

2011 MLS MidSeason Best Newcomer: Eric Hassli (Vancouver Whitecaps)

Nonostante gol ed espulsioni si equivalgano nel suo caso, bisogna dire che Eric Hassli ha portato un po' di eccitazione in MLS. Esattamente il tipo di valore aggiunto che ci si aspetta da un nuovo arrivo del suo livello. Non sarà certo il più forte nel suo ruolo, ma se si aggiunge il fattore intrattenimento dato dai suoi gol (bellissimo quello "alla Van Basten" contro i Seattle Sounders) e dai cartellini rossi che gli sventolano sotto al anso gli arbitri, è inevitabile considerarlo il nuovo arrivo top della lega.

Altri nell'ordine: Omar Bravo (Sporting KC), Faryd Mondragon (Philadelphia Union), Fabian Castillo (FC Dallas), Mauro Rosales (Seattle Sounders FC), and Charlie Davies (DC United).

La sorpresa del 2011: i pareggi

Con 18 team è inevitabile un livellamento del campionato, ma il numero di pareggi sta aumentando di settimana in settimana. Ma non è solo un problema di livellamento. Arbitraggi pessimi, un calendario assurdo, le convocazioni in nazionale mentre si gioca in MLS e gli infortuni più numerosi del solito, sono stati tutti fattori che hanno portato a questo risultato.

Fatto peggiore fino ad oggi del 2011: Gli infortuni dei giocatori top della MLS

Fortunatamente sembra che la serie di infortuni che ha colpito alcuni dei giocatori più tecnici della MLS si sia finalmente fermata. Le tre settimane in cui abbiamo visto le bruttissime scene con a terra nell'ordine Steve Zakuani, David Ferreira, Javier Morales e altri, sono state il leit motiv di discussione nella prima parte della stagione. Purtroppo le conseguenze si faranno sentire ancora per il resto dell'anno. Si spera che almeno gli arbitri faranno in modo di limitare ulteriori incidenti.

Miglior gol sino ad ora del 2011: Eric Hassli

Bellissimo anche quello "alla Maicon" di Darlington Nagbe contro Kansas City questo weekend, ma quello di Eric Hassli contro Seattle è stato forse il più bello di tempi della rovesciata di Carlos Ruiz contro il D.C. United.

Best XI sino ad ora del 2011 (schema  3-5-2)

Portieri: Kasey Keller (Seattle Sounders)

Difensori: George John (FC Dallas), Omar Gonzalez (LA Galaxy), Carlos Valdes (Philadelphia Union)

Centrocampisti: Brek Shea (FC Dallas), Daniel Hernandez (FC Dallas), Brad Davis (Houston Dynamo), Landon Donovan (LA Galaxy), and Jack Jewsbury (Portland Timbers)

Attaccanti: Thierry Henry (New York), Charlie Davies (DC United)

La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

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Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Grazie alla vittoria sugli USA per 3-2 ai tempi supplementari ieri notte al Rose Bowl di Pasadena, sarà il Messico a rappresentare la CONCACAF alla prossima Confederations Cup. Denominato CONCACAF Cup, il match di ieri era infatti lo spareggio tra le vincitrici delle ultime due Gold Cup per inviare la numero uno del continente a Russia 2017, per la gioia del pubblico messicano che occupava gran parte dello stadio teatro della finale mondiale 1994 persa dall'Italia ai rigori (errori di Franco Baresi e Roberto Baggio) contro il Brasile. Messico in vantaggio con l'attaccante del Wolfsburg Javier "Chicharito" Hernandez già al 10'. Passano solo cinque minuti e gli Stati Uniti pareggiano con il difensore dello Stoke City Geoff Cameron, di testa su un perfetto cross di Michael Bradley. Il Messico domina nel secondo tempo, riuscendo però a trovare il gol con Oribe Peralta nel primo tempo supplementare. A sorpresa arriva però il pari dell'attaccante USA Bobby Wood - subentrato ad un Jozy Altidore inesistente - su cross del terzino degli Spurs DeAndre Yedlin. Ma ad esultare per ultima è El Tri, che col terzino destro Paul Aguilar con un gran tiro al volo al 118' prenota il viaggio per la Russia, dopo che nelle ultime due edizioni era toccato agli USA rappresentare la CONCACAF. Olimpiadi 2016 a rischio La giornata di Klinsmann era iniziata male, con l'Under 23 guidata dal suo vice, l'austriaco Andreas Herzog, battuta per 2-0 dall'Honduras, una sconfitta che pone a serio rischio la qualificazione alle Olimpiadi 2016. Per volare a Rio infatti gli USA dovranno ora battere il Canada e poi nel caso vincere lo spareggio contro la Colombia a marzo. Una giornata nera quindi per il soccer USA e per l'ex attaccante di Inter e Samp, che è sia CT che direttore tecnico delle Nazionali statunitensi, su cui ormai da più parti piovono richieste di esonero immediato, al momento escluse dal presidente della US Soccer Federation, Sunil Gulati. _________________________________________________________ Rose Bowl, Pasadena (CA) - 10 ottobre, 2015 USA vs Messico 2-3 d.t.s. (1-1 rt) Marcatori: MES - Hernandez 10' USA - Cameron 15' MES - Peralta 96' USA - Wood 108 MES - Aguilar 118 USA -- Guzan; Johnson (Evans 111), Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bradley, Zardes (Yedlin 78); Dempsey, Altidore (Wood, 98). MESSICO -- Munoz, Reyes, Layun, Aguilar, Moreno; Marquez (Rivas, 76), Herrera, Guardado (Guemez, 80); Peralta, Jimenez, Hernandez (Corona, 97). Arbitro: Joel Aguilar (El Salvador). Spettatori: 93,723.

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