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L'olandese Silooy assistant al DC United
Scritto il 2011-07-02 da Franco Spicciariello su MLS
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Il D.C. United ha annunciato venerdì l'ingaggio dell'olandese Sonny Silooy nel ruolo di assistant coach.

Sonny ha un'enorme esperienza nel calcio professionistico a tutti i livelli, sia come calciatore che come allenatore", ha dichiarato il General Manager del DC Dave Kasper. “Siamo veramente contenti di averlo nella nostra organizzazione"

Nel suo nuovo ruolo Silooy supporterà il coach Ben Olsen in particolare sullo scouting e nell'analisi dei video, oltre ad interessarsi della squadra Under-23 e del settore giovanile.

Nato a Rotterdam il 31 agosto 1963, Silooy è un prodotto della scuola dell'Ajax, sia come giocatore che come allenatore. Nella scorsa stagione era già in America, dove allenava i Dayton Dutch Lions della USL Premier Development League (quarta divisione), vincendo il premio Progress of the Year Award su un totale di 70 team in lizza.

Da calciatore Silooy si è formato nell'Ajax, con cui ha giocato in due periodi diversi (1980-1987 e 1989-1996) per un totale di 250 partite di campionato coi lancieri di Amsterdam, con cui ha vinto 6 volte la Eredivisie, una Coppa delle Coppe nel 1987, la Coppa UEFA nel 1992 e Supercoppa europea e Coppa Intercontinentale nel 1995. Nel 1996 era in campo nella finale di Coppa dei Campioni persa dall'Ajax ai rigori contro la Juventus, e proprio il suo errore dal dischetto fu decisivo per la sconfitta finale.

In mezzo ha militato per due anni coi francesi del Matra Racing Club de Paris (1987-1989), e successivamente coi tedeschi dell'Arminia Bielefeld (1996-1998), per poi chiudere in Olanda col De Graafschap (1998-2000).

Terzino sinistro dal grande agonismo e grintoso, in Nazionale oranje ha giocato solo 25 partite, senza mai partecipare a competizioni internazionali, bloccato prima dal più tecnico Adri Van Tiggelen e poi dall'esplosione di Frank De Boer (prima che diventasse un centrale).

Nel 2000 Silooy ha iniziato la sua carriera da allenatore con varie squadre giovani, per poi tornare nel 2003 alla De Toekomst Academy dell'Ajax e rimanendoci fino al 2008, allenando dall'U12 all'Under 19, oltre a lavorare come osservatore.

Silooy a raccontato alcuni dettagli del suo incarico al sito olandese Voetbal International:

"L'intenzione è quella di strutturare al meglio il settore giovanile del D.C. United. Vogliono vedere sempre più giocatori cresciuti nell'Academy arrivare in prima squadra. Ho un contratto per due anni, ma a fin dicembre valuteremo insieme se continuare".

Silooy arriva dai Dayton Dutch Lions, che ha lasciato proprio l'assenza di volontà da parte del club di investire sul settore giovanile.

Il commissioner della MLS, Don Garber, ha affermato di sperare ancora che Didier Drogba possa tornare al Montreal Impact e rinviare il suo ritiro, ma il futuro dell'ivoriano rimane ancora oscuro. Da settimane si parla ormai della voglia di Drogba di ritirarsi per entrare nello staff tecnico del Chelsea. La notizia del suo ritiro era stata resa pubblica dal francese L'Equipe, ma l'attaccante ha quindi smentito via Twitter. "E' una situazione in corso d'opera, e semplicemente non ho aggiornamenti", ha dichiarato ieri Garber durante l'MLS SuperDraft. "Chiunque può decidere di ritirarsi quando sente che è venuto il momento, ma lui ha un contratto, e speriamo possa tornare ad indossare la maglia, pronto per giocare" Le regole della FIFA stabiliscono comunque che, anche in caso di ritiro, nel caso Drogba accettasse un ruolo da tecnico, all'Impact sarebbe comunque dovuta una qualche forma di compensazione- Ma in ogni caso Garber ha tenuto a sottolineare che, nonostante sia stato poco in MLS, Drogba è stato "un grande ingaggio" da parte della lega. Visti i numeri in campionato dell'ivoriano, un punto difficilmente discutibile. Appena arrivato in MLS Drogba ha messo a ferro e fuoco le difese avversarie, trascinando il Montreal - che appariva ormai cotto - sino ai playoff (prima volta dal 2013) con 12 gol in 14 match. "Didier è stato incredibile, e ha fatto grandi cose per l'Impact. ma ha 38 anni, e se dovesse decidere di ritirarsi gestiremo la cosa di conseguenza. In ogni caso ha portato eccitazione nella lega, e sono sicuro che i tifosi del Montreal non lo dimenticheranno. Dovesse decidere, insieme all'Impact e a Joey Saputo [il presidente, Ndt] di andarsene, sono sicuro [i quebeçois] che si concentreranno sul portare comunque un grande giocatore".

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Dopo aver onorato per anni unicamente le stelle di Redskins, Senators, Nationals, Capitals, Wizards, la Washington D.C. Sports Hall of Fame vedrà finalmente un giocatore del D.C. United essere nominato nei suoi ranghi, con tanto di cerimonia il 17 luglio prima del match Nats-Pirates e con un banner commemorativo al Nationals Park (stadio di baseball). E il DCU non poteva che entrare nella HoF se non con la stella più lucente della sua storia: "El Diablo", Marco Etcheverry, vincitore coi rossoneri di 3 MLS Cup (1996, ’97 e ’99), una US Open Cup (’96), una CONCACAF Champions’ Cup e una Copa Interamericana (1998), oltre ad essere nominato MLS MVP nel 1998. Sarà il terzo personaggio nella HoF legato al calcio, dopo il coach della Howard University James ‘Ted’ Chambers e l'ex allenatore dei NY Cosmos e della Nazionale USA Gordon Bradley. “Ha fatto così tanto per me, per la squadra e per il calcio di questo paese", disse nel 2004 - in occasione dell'addio al calcio del giocatore - Bruce Arena, ex coach del DC United e oggi ai LA Galaxy. “Non credo che le persone riusciranno a capire... Non vedremo un giocatore così in MLS per molti anni a venire". E Arena fu profeta. LA STORIA Ottimo dribbling e tecnica sopraffina, Etcheverry è cresciuto nell'Academia Tahuichi, forse il più grande serbatoio di calcio giovanile del Sudamerica. Ha fallito il tentativo di sfondare in Europa (è stato solo per pochi mesi nell'Albacete, in Spagna), ha però trascinato la Bolivia alla - fino ad oggi almeno - sua ultima partecipazione ai Mondiali, a USA 1994, in cui però giocò solo 5 minuti per un'espulsione per fallaccio di reazione su Lothar Matthaeus all'esordio. Ma sempre con la Nazionale boliviana (13 gol in 71 partite) nel 1997 sfiora la vittoria nella Copa America casalinga, perdendo in finale col Brasile. Due anni dopo i Mondiali ecco lo sbarco in America, dove Marco Antonio Etcheverry scrive la storia degli albori della Major League Soccer, rendendo il D.C. United una potenza della nuova lega. In 191 match a Washington D.C. “El Diablo” segna 32 gol, piazzando 101 assist, la gran parte dei quali per il suo connazionale, il centravanti Jaime Moreno, a lungo top scorer assoluto della MLS. Oltre ai due boliviani, lo United dell'epoca presenta molti giocatori di buon livello: John Harkes (che giocò anche con lo Sheffield Wednesday), Eddie Pope, Jeff Agoos, Roy Lassiter (recordman di gol in una stagione MLS con 27, meteora al Genoa) e Raúl Díaz Arce, per nominarne alcuni, ma è Etcheverry la vera spinta di un motore inarrestabile. Un'avventura di successo quella col DCU, iniziata però molto male. “Iniziammo col piede sbagliato", ha [in realtà 7 delle prime 9, NdR]. Eravamo una buona squadra, con un buon allenatore, ma non stava funzionando nulla. Fossimo stati in un altro paese sarebbe crollato tutto. Fu dura, ma alla fine vincemmo la MLS Cup 1996, mostrando di essere i migliori”. Molti non ricordano quella che ad oggi rimane la più incredibile vittoria di una squadra americana, e cioè la oggi defunta Copa Interamericana nel 1998, che metteva di fronte i vincitori della Copa Libertadores contro quelli della CONCACAF Champions’ Cup. E il D.C. fu capace di superare per 2-1 tra andata e ritorno il Vasco de Gama, che presentava gente quale Mauro Galvão, Donizete, Guilherme, Luizão e un giovane Juninho Pernambucano (finito in seguito ai NY Red Bulls nel 2013). LEGGI: Interamericana, quando DC battè il Vasco de Gama “Eravamo in qualche modo diventati il miglior team delle Americhe battendo il Vasco de Gama che aveva appena perso la finale di Coppa Intercontinentale con il Real Madrid. Mostrammo di essere ad un livello più alto", ricorda Etcheverry, che insieme ad un gruppo di grandi giocatori, americani e stranieri, ha seminato la rinascita del calcio in America dopo il crollo della NASL all'inizio degli anni '80. "Quando arrivai in America non c'erano campi né stadi per il calcio. Oggi vedi campi ovunque e sempre pieni. C'è grande passione per il calcio negli USA. Facemmo il lavoro sporco insieme a ‘El Pibe’ [Carlos Valderrama], [Jorge] Campos, [Roberto] Donadoni – giocatori straordinari. Ma alla fine nessuno di noi lavora in MLS oggi sì da continuare ad ispirare talenti", spiegò a FIFA.com. Oggi Etcheverry vive in West Virginia, ed è rimasto rossonero: "Questo è il mio club. Il mio cuore e la mia anima saranno sempre col DC United”. LA SCHEDA Bolivia. Santa Cruz de la Sierra, 26 settembre 1970 • Ruolo: attaccante • Squadre di appartenenza: 1985-87: Academia Tahuichi; 1987-89: Destroyers; 1990-91: Bolívar; 1991-92: Albacete; 1992: Bolívar; 1993-94: Colo Colo; 1995: América Calí; 1996-97: DC United Washington; 1997-98: Barcelona (Ecuador); 1999: DC United Washington; 2000: Oriente Petrolero; 2001: DC United Washington • In nazionale: 70 presenze e 13 reti (esordio: 22 giugno 1989, Bolivia-Cile, 0-1) • Vittorie: 2 Campionati boliviani (1991, 1992), 1 Campionato cileno (1993), 1 Campionato ecuadoregno (1997), 3 Campionati statunitensi (1996, 1997, 1999)

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Un match attesissimo quello tra Los Angeles Galaxy e New York City, nonostante la posizione di classifica dei newyorkesi e un risultato quasi scontato. Tutto merito del marketing e dei grandi nomi: Keane, dos Santos, Gerrard, Lampard (il quale non ha poi giocato), Pirlo e Villa. Tra le due squadre, però, non c'è stata partita. I Galaxy sono passati in vantaggio con Zardes al 35' sugli sviluppi di una punizione battuta in fretta dai californiani, dormita generale per i newyorkesi. Dormita generale anche sul 2-0 di Keane al 53' servito da dos Santos. Stesso discorso al 66' sul goal di dos Santos, dove qualche colpa ce l'ha anche Pirlo il quale guarda praticamente il messicano andare in porta. Altre due reti facili, facili di Lletget e Keane chiudono il match sul 5-1 (goal della bandiera di Villa su rigore).  

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