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Gold Cup 2011 Preview
Scritto il 2011-06-05 da Davide Piteo su Nazionale USA
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Ci siamo, ancora poche ore di attesa e  la Gold Cup tornerà nuovamente in scena.

Infatti dal 5 al 25 giugno sotto negli stadi degli Stati Uniti s terà l'undicesima edizione della Copa de Oro.

Sicuramente i meno esperti di calcio d’oltre oceano si chiederanno cosa sia tale manifestazione, decisamente poco conosciuta dalle nostre parti, la spiegazione è presto data.

La Gold Cup altro non è che l’equivalente dei nostri europei, Coppa d’Asia o Copa America, erroneamente chiamata in tal modo, essendo una competizione rivolta ed organizzata al continente sud-americano. Dunque la Gold Cup non è la manifestazione parallela della sorella Coppa America, ma essa è rivolta agli stati che vanno dal Nord al centro del continente americano, comprendendo anche le isole caraibiche.

Fino al 1963 vi erano due competizioni separate, il Campionato CCCF e il Campionato NAFC, dato che il Nordamerica aveva due confederazioni distinte, la CCCF (la cui giurisdizione comprendeva il Centro America e la maggior parte dei Caraibi) e la NAFC (Stati Uniti, Messico, Canada e Cuba). Nel 1961, con la fusione della CCCF e della NAFC, sorse la CONCACAF. Nel 1963 si disputò per la prima volta un torneo continentale denominato Campionato CONCACAF, e la manifestazione continuò sino al 1971. Dal 1973 al 1989 il torneo era valido come qualificazione ai mondiali di calcio, dal1990 il torneo tra Nazionali della CONCACAF cambiò denominazione in CONCACAF Gold Cup,  e l'anno seguente ripartì.

Tra tutte i paesi partecipanti,  il Messico è la Nazionale con il maggior numero di vittorie, con un totale di ben 13, di cui 8 prima della riforma e ben 5 dopo la riforma, a ruota seguono gli USA con un totale di 8 vittorie, 4 prima della riforma e 4 dopo. Alle spalle delle due corazzate del nord e centro America, spicca il Costa Rica  con 3 vittorie nel periodo pre-riforma, il Canada con ben 3 vittorie, di cui due prima della riforma ed una nella nuova formula. Ci sono anche Honduras, Guatemala ed Haiti con un successo a testa negli anni pre-riforma.

Dunque a dispetto di quanto si possa pensare, la Gold Cup, pur se snobbata nel vecchio continente, è una manifestazione decisamente spettacolare ed imprevedibile, che offre un calcio decisamente meno schematizzato, e molto più agonistico , qualità ereditate dai cugini britannici e spagnoli, ciò fa si che ogni gara non sia mai chiusa. Ci sono formazioni più tecniche come Messico, Costarica e Honduras, che negli anni hanno assorbito l’influenza dei paesi del sud, nazionali più tattiche come gli USA, che giocano sempre più in modo europeo anche a causa dei numerosi giocatori americani presenti in Europa. Infine, ci sono formazioni come il Canada o dei paesi caraibici, che fanno soprattutto della forza fisica e della corsa le loro armi migliori. Ciò fa si che ogni gara assuma quindi un tono agonistico abbastanza acceso.

Come in ogni manifestazione che si rispetti ai nastri di partenza c’è sempre una favorita, cosa che anche quest’anno non manca, infatti la candidata alla conquista del titolo è il Messico campione in carica, che nel 2009 liquidò in finale con un pesante 5-0 gli USA. Ma a vantaggio dei messicani ci fu la stanchezza che avevano i ragazzi di Bob Bradley, reduci  dalla Confederations Cup, che vide gli USA giungere in finale contro il Brasile, e con molte seconde linee in campo.

Ovviamente questa ormai è storia vecchia, e tra qualche giorno sotto il cielo americano verrà scritta  una nuova pagina della storia della Gold Cup. Il Messico come altre formazioni  avrà in campo avrà il maggior numero di giocatori militanti in Europa, infatti ben 5 dei suoi nazionali giocano in Inghilterra, 2 in Olanda, 1 in Spagna ed 1 in Scozia,e 9 in Messico. Su tutti ovviamente spicca il nome di Javier "Chicharito" Hernandez, attaccante del Manchester United, fresco vincitore della Premier League. Nella sua prima stagione inglese, Hernandez non solo ha mostrato le sue grandi qualità, ma è diventato uno degli uomini fondamentali nello scacchiere di Sir Alex Ferguson, che ha schierato in 25 occasioni il talento messicano da titolare, venendo ripagato con un bottino di 13 reti. Ovviamente il Messico non è solo Hernandez, perché al suo pari spicca anche il nome di Giovani Dos Santos, ex gioiellino del Barcellona e che fino ad oggi ha già girovagato per  il vecchio continente, tra : Barcellona A e B, Tottenham, Ipswich, Galatasary  ed in fine Racing  Santander. Da molti esperti era considerato con un futuro “fenomeno” cosa che fino ad oggi non ha ancora dimostrato, ma senza dubbio Dos Santos resta un grandissimo alento,ed è nell’edizione del 2009 fu anche eletto MVP. Ovviamente non vanno dimenticati i vari Carlos Vela,Carlos Salcido, ed il capitano Rafa Marquez (NY Red Bulls) con un grande passato tra Monaco e Barcellona e tanti trofei messi in bacheca su cui spiccano la conquista di ben due Champions League,una Supercoppa europea, ed un campionato del mondo  per club. Tutto ciò dunque fa del Messico la candidata numero no alla vittoria del titolo

Ovviamente però il calcio insegna che non sempre le favorite vincono, perché non vanno sottovalutate formazioni come USA (cui verrà dedicato un spazio apposito successivamente, Ndr), Canada, Giamaica, Costarica e Honduras, tutte Nazionali in grado di poter vincere. Infatti anche la Nazionale costaricana può vantare una nutrita rappresentanza di giocatori militanti in Europa, infatti ben 9 sono gli “europei”  fra i quali spicca la coppia d'attacco formata dal centravanti del RSL Alvaro Saborio e dalla punta del Twente Bryan Ruiz.

Anche il Canada potrebbe dire la sua a sorpresa. Infatti il team nordamericano può vantare ben 3 vittorie, due prima della riforma ed una dopo la riforma, e un roster con ben 17 sono i giocatori militanti in Europa, i cui 3 in Inghilterra, 6 in Germania, due in Turchia, ed altri 6 sparsi tra Portogallo, Croazia, Danimarca, Romania, Norvegia ed Olanda, più  Hainault, Johnson e Dwayne DeRosario in MLS (con Huston Dynamo, Real Salt Lake e NY).

Competitiva anche la Nazionale dell’Honduras, che la scorsa estate prese parte ai mondiali sud-africani, conquistando anche il titolo di campione del Nord e centro America nell’ormai lontano 198. Anche l’Honduras al pari di Canada, Messico, Costarica e USA, può vantare su di una discreta affluenza di giocatori militanti in Europa, infatti ben 8 sono i giocatori “europei”, di cui 5 provenienti dalla Gran Bretagna, 3 dall’Inghilterra (il duo del Wigan formato dai difensori Maynor Figueroa e Hendry Thomas, e Wilson Palacios del Tottenham) e uno dalla Scozia. A tale lista vanno aggiunti altri 3 giocatori provenienti dalla Cina, 1 dal Messico, il portiere del Wisla Cracovia Izaguirre e  Roger Espinoza dal Kansas militante in MLS, e ben 12 dal campionato honduregno.

Da seguire la Giamaica, che nel 93 riuscì ad arrivare terza, che non va sottovalutata perché in possesso di un discreto  roster. Infatti ben 13 giocatori provengo dall’Europa, di cui 7 dall’Inghilterra , 4 dalla Norvegia, e due dall’Ungheria. A tale lista vanno aggiunti il portiere dei Galaxy Donovan Ricketts e  Dane Richards (New York Red Bulls), oltre al'attaccante Nicholas Addlery dei Puerto Rico Islanders. Squadra abbastanza esperta che farà leva anche sulle noteoli qualità fisiche dei suoi giocatori. Non abbastanza, ma in ogni caso sarà un gran brutto cliente da dover affrontare.

Grosso modo lo stesso discorso va fatto anche per la Nazionale di Panama, che potrà contare su ben 3 giocatori provenienti dall’Europa, di cui ben due dal Portogallo ed 1 dalla Polonia, ben 3 dal centro-America  di cui due dal Messico, ed 1 dall’Honduras , ben 5 dal Sudamerica, di cui 3 dalla Colombia, ed altri due provenienti rispettivamente dal Brasile e Venezuela, a cui si aggiunge Piggott proveniente dal campionato costaricano.

Decisamente meno competitiva è la Nazionale di El Salvador, che farà affidamento su tutti giocatori del locale campionato, tranne per Umazor proveniente dai Chicago Fire. Stesso discorso per le Nazionali di Grenada, che nel suo palmares può vantare due secondi posti nella  Caribbean Cup ( Manifestazione rivolta alle sole nazionali caraibiche), oltre tutto priva di Shalrie Joseph, rimasto col New England Revolution, e con punti di forza i soli Jason Roberts (Blackburn Rovers) e Lyndon Antoine, centrocampista del Slough Town  militante nel campionato di quarta divisione. Stesso discorso anche per Guadalupe, e Cuba - presente con una nazionale autarchica che rinuncia al centrocampista  Osvaldo Alonso (Seattle Sounders) e all'attaccante Mykel Galindo (Dallas) perché fuoriusciti.

Tirando le somme possiamo dire, che ad eccezione di alcune nazionali caraibiche - come Guadalupe, Cuba ed EL Salvador - il resto delle formazioni è decisamente competitivo e sicuramente renderanno avvincente e combattuta anche l’undicesima edizione della Gold Cup.

Per chi vuol vedere la Gold Cup dall'Italia purtroppo niente TV, ma basterà registrarsi sul sito della CONCACAF per poter assistere a tutte le partite in buona qualità gratuitamente. Certo si perderà un po' di sonno visto che nessuna mpartita inizierà prima di mezzanotte.

La US Soccer Federation ha nominato l'ex portiere della Nazionale USA Brad Friedel della squadra nazionale U-19, mentre Omid Namazi, già assistente di Tab Ramos all'U-20 è stato alla guida dell'U-18 in sostituzione di Javier Perez, che ha lasciato i ranghi federali per diventare vice di Patrick Vieira al New York City FC. La squadra nazionale U-19 è per i giocatori nati dal 1998 in poi che saliti dall'U17 che ha partecipato ai Mondiali di categoria in Cile nel mese di ottobre. L'esordio arriverà sarà a Las Palmas nelle Isole Canarie nel torneo a quattro Copa del Atlantico con partite contro la Spagna, la Francia e le Isole Canarie, tra il 27 gennaio e il 6 febbraio. "Brad Friedel giocato ai livelli più alti per quasi due decenni, e la sua esperienza sarà un enorme vantaggio per i nostri giovani giocatori. Omid Namazi non è stato solo un giocatore professionista a tutti i livelli negli Stati Uniti, ha lavorato come allenatore sia qui e all'estero, il che aggiunge importante prospettiva. Il loro ingaggio è importante nel collegare le varie squadre nazionali", ha dichiarato il CT della Nazionale maggiore Jurgen Klinsmann. LEGGI: Tutti gli articoli di SoccerItalia su Brad Friedel Namazi è stato a lungo allenatore nella Major Indoor Soccer League e nella National Professional Soccer League (IV Div.) e CT in seconda dell'Iran nel 2011-2014, aiutando la squadra qualificarsi per i Mondiali 2014 in Brasile. Nato nello Utah, Namazi ha giocato al college per la West Virginia University e professionalmente in campionati  ASL, AISA, APSL, NPSL e CISL, tutte leghe semi-pro precedenti alla MLS. Per lui anche una partita per i NY MetroStars della MLS nel 1996, in prestito dai Delaware Wizards della USISL. Friedel è stato il portiere della Nazionale USA ai Mondiali USA 1994, 1998 e 2002, in cui è stato fondamentale nel raggiungere i quarti di finale, e ha giocato a livello di club per 20 anni tra MLS (Columbus Crew), Turchia, Danimarca e con le inglesi Liverpool, Blackburn, Aston Villa e Tottenham Hotspur, curando nel frattempo la sua acadaemy in Ohio, per poi entrare nello staff tecnico della Nazionale già nel dicembre 2014, prima dell'addio al calcio dello scorso maggio. "Non vedo l'ora l'opportunità di contribuire a sviluppare i nostri giovani giocatori in professionisti completi", ha detto Friedel in un comunicato stampa. "Negli ultimi quattro anni ho focalizzato la mia attività di allenatore a livello settore giovanile, e sono entusiasta di lavorare con un gruppo di giovani così per far crescere il nostro calcio".  

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Ha preso il via oggi la stagione 2015/16 della Premier League, e anche quest'anno sono tanti i giocatori americani in cerca di spazio nei vari club inglesi. Reduce da un'ottima (solo per lui però) CONCACAF Gold Cup, il portiere dell'Aston Villa Brad Guzan si riprenderà il posto, mentre Tim Howard e Geoff Cameron cercheranno di aiutare Everton e Stoke City rispettivamente a ottenere qualche buon risultato. Oltre ai veterani, ci sono però anche ragazzi molto interessanti come Gedion Zelalem, DeAndre Yedlin, e Cameron Carter-Vickers, che proveranno ad imporsi nei grandi club di cui indossano la maglia. Mancherà invece in Premier League dopo 18 stagioni consecutive l'ex portiere della Nazionale USA (84 presenze) Brad Friedel, che alla verde età di 44 anni ha deciso di ritrarsi dal calcio giocato per diventare commentatore televisivo e ambasciatore del Tottenham negli USA. Tra i suoi lasciti, il record di partite consecutive per un giocatore in Premier, ben 310, giocate con le maglie di Blackburn, Villa e Spurs. Gedion Zelalem (Arsenal). A soli 18 anni, lo spazio di crescita di questo giovane talento è enorme. Ma forse quest'anno, dopo che Arséne Wenger lo ha provato col contagocce, Zelalem dovrà dimostrare di essere definitivamente pronto per il grande palcoscenico della Premier League. Per il talentino di origini etiopi sarà anche un anno di necessaria crescita fisica, se vorrà affrontare al meglio gli avversari in Inghilterra e in Nazionale, avendo mostrato qualche limite nella recente esperienza Mondiale con l'U20 americana. Probabile per lui ancora spazio con le riserve dei Gunners. Brad Guzan (Aston Villa). Dopo aver perso il posto per un brutto errore contro il City, Guzan ha visto partire l'irlandese Shay Given e in estate ha mostrato ottime cose, al punto che il manager Tim Sherwood ha detto chiaramente che sarà lui il titolare. E per l'ex Chivas USA di lavoro ce ne sarà eccome, con un Villa che ha smantellato cedendo i migliori, a cominciare dall'attaccante Christian Benteke, e che si troverà probabilmente in lotta per non retrocedere. Tim Howard (Everton). Alla decima stagione con i Toffees, con un totale di 389 partite in blue, per Howard potrebbe essere una stagione decisiva, specie dopo aver giocato una stagione non splendida, nonostante l'anno sabbatico preso dalla Nazionale. A 36 anni e mezzo, dovrà trovare la piena forma per convincere Roberto Martinez a tenerlo sino a fine contratto (2018) e il CT USA Jurgen Klinsmann a riconsegnarli le chiavi della Nazionale. Geoff Cameron (Stoke City). Ha saltato la Gold Cup su richiesta del club (anche se Klinsmann ormai lo vede poco dopo il disastro con l'Irlanda in inverno), che voleva il suo pieno recupero dopo il lungo infortunio. Con l'arrivo del terzino destro, ex Liverpool, Glen Johnson, per Cameron probabile ruolo da centrle di difesa, specialmente con Ryan Shawcross fuori per almeno due mesi. Ma Cameron può essere utile anche in mezzo a dare copertura ad un attacco targato Barcellona e composto da Ibrahim Affelay e Bojan Krkic. Cameron Carter-Vickers (Tottenham Hotspur). Pochettino ci crede, come ha dimostrato portandolo in tour negli USA dopo averlo visto ben figurare al Mondiale U20. A soli 17 anni il difensore ha già un curriculum di rispetto, con nelle gambe già molti minuti con la prima squadra, anche se molto probabilmente quest'anno sarà ancora in gran parte con le riserve. DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur). Alla sua prima stagione piena con gli Spurs, la sua situazione lo vede un po' in sospeso. Probabile per lui un prestito in Premier o nel Championship per mettere minuti nelle gambe, dopo 8 mesi in cui lo si è visto solo in Nazionale. Dovesse restare, dovrà affrontare la concorrenza del titolare Kyle Walker e del vice Kieran Trippier, che ha ben impressionato in precampionato, e lo spazio sarebbe davvero poco.    

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Nonostante sia impegnato a difendere la porta del Tottenham Hotspur, alla verde età di 43 anni l'americano Brad Friedel ha deciso di iniziare a pensare al futuro e di avviare la sua carriera di allenatore. La notizia arriva dagli USA: Spurs has cleared Brad Friedel (UEFA A license) to be a coach with the US U20 team for the first two games of WCQ in Jamaica from Jan 4-12.— Grant Wahl (@GrantWahl) December 27, 2014 Friedel quindi si siederà in panchina affiancando lo staff del CT dell'Under 20, e suo ex compagno di Nazionale, Tab Ramos in occasione dei match del 9 e 11 gennaio prossimo contro Guatemala e Panama di qualificazione ai Mondiali di categoria che prenderanno poi il via in Nuova Zelanda il 30 maggio prossimo. Con l'U20 Friedel potrebbe anche trovarsi a dover allenare il suo compagno di squadra Cameron Carter-Vickers, appena ingaggiato dal Tottenham dopo aver rifiutato l'Arsenal. Di conseguenza Friedel - terzo portiere degli Spurs, quest'anno mai impegnato dal manager Mauricio Pochettino - salterà i match di FA Cup in casa del Burnley e di campionato contro il Crystal Palace. Il giocatore è stato ovviamente autorizzato dal club, il cui direttore generale è l'ex romanista Franco Baldini, ma in caso di infortunio di Hugo Lloris o Michel Vorm, tornerà immediatamente a Londra. Friedel chiuderà col calcio giocato a fine stagione, e ha già firmato per il ruolo di opinionista con Fox Sports a partire dalla seconda parte del 2015.

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