Ci siamo, ancora poche ore di attesa e la Gold Cup tornerà nuovamente in scena.
Infatti dal 5 al 25 giugno sotto negli stadi degli Stati Uniti s terà l'undicesima edizione della Copa de Oro.
Sicuramente i meno esperti di calcio d’oltre oceano si chiederanno cosa sia tale manifestazione, decisamente poco conosciuta dalle nostre parti, la spiegazione è presto data.
La Gold Cup altro non è che l’equivalente dei nostri europei, Coppa d’Asia o Copa America, erroneamente chiamata in tal modo, essendo una competizione rivolta ed organizzata al continente sud-americano. Dunque la Gold Cup non è la manifestazione parallela della sorella Coppa America, ma essa è rivolta agli stati che vanno dal Nord al centro del continente americano, comprendendo anche le isole caraibiche.
Fino al 1963 vi erano due competizioni separate, il Campionato CCCF e il Campionato NAFC, dato che il Nordamerica aveva due confederazioni distinte, la CCCF (la cui giurisdizione comprendeva il Centro America e la maggior parte dei Caraibi) e la NAFC (Stati Uniti, Messico, Canada e Cuba). Nel 1961, con la fusione della CCCF e della NAFC, sorse la CONCACAF. Nel 1963 si disputò per la prima volta un torneo continentale denominato Campionato CONCACAF, e la manifestazione continuò sino al 1971. Dal 1973 al 1989 il torneo era valido come qualificazione ai mondiali di calcio, dal1990 il torneo tra Nazionali della CONCACAF cambiò denominazione in CONCACAF Gold Cup, e l'anno seguente ripartì.
Tra tutte i paesi partecipanti, il Messico è la Nazionale con il maggior numero di vittorie, con un totale di ben 13, di cui 8 prima della riforma e ben 5 dopo la riforma, a ruota seguono gli USA con un totale di 8 vittorie, 4 prima della riforma e 4 dopo. Alle spalle delle due corazzate del nord e centro America, spicca il Costa Rica con 3 vittorie nel periodo pre-riforma, il Canada con ben 3 vittorie, di cui due prima della riforma ed una nella nuova formula. Ci sono anche Honduras, Guatemala ed Haiti con un successo a testa negli anni pre-riforma.
Dunque a dispetto di quanto si possa pensare, la Gold Cup, pur se snobbata nel vecchio continente, è una manifestazione decisamente spettacolare ed imprevedibile, che offre un calcio decisamente meno schematizzato, e molto più agonistico , qualità ereditate dai cugini britannici e spagnoli, ciò fa si che ogni gara non sia mai chiusa. Ci sono formazioni più tecniche come Messico, Costarica e Honduras, che negli anni hanno assorbito l’influenza dei paesi del sud, nazionali più tattiche come gli USA, che giocano sempre più in modo europeo anche a causa dei numerosi giocatori americani presenti in Europa. Infine, ci sono formazioni come il Canada o dei paesi caraibici, che fanno soprattutto della forza fisica e della corsa le loro armi migliori. Ciò fa si che ogni gara assuma quindi un tono agonistico abbastanza acceso.
Come in ogni manifestazione che si rispetti ai nastri di partenza c’è sempre una favorita, cosa che anche quest’anno non manca, infatti la candidata alla conquista del titolo è il Messico campione in carica, che nel 2009 liquidò in finale con un pesante 5-0 gli USA. Ma a vantaggio dei messicani ci fu la stanchezza che avevano i ragazzi di Bob Bradley, reduci dalla Confederations Cup, che vide gli USA giungere in finale contro il Brasile, e con molte seconde linee in campo.
Ovviamente questa ormai è storia vecchia, e tra qualche giorno sotto il cielo americano verrà scritta una nuova pagina della storia della Gold Cup. Il Messico come altre formazioni avrà in campo avrà il maggior numero di giocatori militanti in Europa, infatti ben 5 dei suoi nazionali giocano in Inghilterra, 2 in Olanda, 1 in Spagna ed 1 in Scozia,e 9 in Messico. Su tutti ovviamente spicca il nome di Javier "Chicharito" Hernandez, attaccante del Manchester United, fresco vincitore della Premier League. Nella sua prima stagione inglese, Hernandez non solo ha mostrato le sue grandi qualità, ma è diventato uno degli uomini fondamentali nello scacchiere di Sir Alex Ferguson, che ha schierato in 25 occasioni il talento messicano da titolare, venendo ripagato con un bottino di 13 reti. Ovviamente il Messico non è solo Hernandez, perché al suo pari spicca anche il nome di Giovani Dos Santos, ex gioiellino del Barcellona e che fino ad oggi ha già girovagato per il vecchio continente, tra : Barcellona A e B, Tottenham, Ipswich, Galatasary ed in fine Racing Santander. Da molti esperti era considerato con un futuro “fenomeno” cosa che fino ad oggi non ha ancora dimostrato, ma senza dubbio Dos Santos resta un grandissimo alento,ed è nell’edizione del 2009 fu anche eletto MVP. Ovviamente non vanno dimenticati i vari Carlos Vela,Carlos Salcido, ed il capitano Rafa Marquez (NY Red Bulls) con un grande passato tra Monaco e Barcellona e tanti trofei messi in bacheca su cui spiccano la conquista di ben due Champions League,una Supercoppa europea, ed un campionato del mondo per club. Tutto ciò dunque fa del Messico la candidata numero no alla vittoria del titolo
Ovviamente però il calcio insegna che non sempre le favorite vincono, perché non vanno sottovalutate formazioni come USA (cui verrà dedicato un spazio apposito successivamente, Ndr), Canada, Giamaica, Costarica e Honduras, tutte Nazionali in grado di poter vincere. Infatti anche la Nazionale costaricana può vantare una nutrita rappresentanza di giocatori militanti in Europa, infatti ben 9 sono gli “europei” fra i quali spicca la coppia d'attacco formata dal centravanti del RSL Alvaro Saborio e dalla punta del Twente Bryan Ruiz.
Anche il Canada potrebbe dire la sua a sorpresa. Infatti il team nordamericano può vantare ben 3 vittorie, due prima della riforma ed una dopo la riforma, e un roster con ben 17 sono i giocatori militanti in Europa, i cui 3 in Inghilterra, 6 in Germania, due in Turchia, ed altri 6 sparsi tra Portogallo, Croazia, Danimarca, Romania, Norvegia ed Olanda, più Hainault, Johnson e Dwayne DeRosario in MLS (con Huston Dynamo, Real Salt Lake e NY).
Competitiva anche la Nazionale dell’Honduras, che la scorsa estate prese parte ai mondiali sud-africani, conquistando anche il titolo di campione del Nord e centro America nell’ormai lontano 198. Anche l’Honduras al pari di Canada, Messico, Costarica e USA, può vantare su di una discreta affluenza di giocatori militanti in Europa, infatti ben 8 sono i giocatori “europei”, di cui 5 provenienti dalla Gran Bretagna, 3 dall’Inghilterra (il duo del Wigan formato dai difensori Maynor Figueroa e Hendry Thomas, e Wilson Palacios del Tottenham) e uno dalla Scozia. A tale lista vanno aggiunti altri 3 giocatori provenienti dalla Cina, 1 dal Messico, il portiere del Wisla Cracovia Izaguirre e Roger Espinoza dal Kansas militante in MLS, e ben 12 dal campionato honduregno.
Da seguire la Giamaica, che nel 93 riuscì ad arrivare terza, che non va sottovalutata perché in possesso di un discreto roster. Infatti ben 13 giocatori provengo dall’Europa, di cui 7 dall’Inghilterra , 4 dalla Norvegia, e due dall’Ungheria. A tale lista vanno aggiunti il portiere dei Galaxy Donovan Ricketts e Dane Richards (New York Red Bulls), oltre al'attaccante Nicholas Addlery dei Puerto Rico Islanders. Squadra abbastanza esperta che farà leva anche sulle noteoli qualità fisiche dei suoi giocatori. Non abbastanza, ma in ogni caso sarà un gran brutto cliente da dover affrontare.
Grosso modo lo stesso discorso va fatto anche per la Nazionale di Panama, che potrà contare su ben 3 giocatori provenienti dall’Europa, di cui ben due dal Portogallo ed 1 dalla Polonia, ben 3 dal centro-America di cui due dal Messico, ed 1 dall’Honduras , ben 5 dal Sudamerica, di cui 3 dalla Colombia, ed altri due provenienti rispettivamente dal Brasile e Venezuela, a cui si aggiunge Piggott proveniente dal campionato costaricano.
Decisamente meno competitiva è la Nazionale di El Salvador, che farà affidamento su tutti giocatori del locale campionato, tranne per Umazor proveniente dai Chicago Fire. Stesso discorso per le Nazionali di Grenada, che nel suo palmares può vantare due secondi posti nella Caribbean Cup ( Manifestazione rivolta alle sole nazionali caraibiche), oltre tutto priva di Shalrie Joseph, rimasto col New England Revolution, e con punti di forza i soli Jason Roberts (Blackburn Rovers) e Lyndon Antoine, centrocampista del Slough Town militante nel campionato di quarta divisione. Stesso discorso anche per Guadalupe, e Cuba - presente con una nazionale autarchica che rinuncia al centrocampista Osvaldo Alonso (Seattle Sounders) e all'attaccante Mykel Galindo (Dallas) perché fuoriusciti.
Tirando le somme possiamo dire, che ad eccezione di alcune nazionali caraibiche - come Guadalupe, Cuba ed EL Salvador - il resto delle formazioni è decisamente competitivo e sicuramente renderanno avvincente e combattuta anche l’undicesima edizione della Gold Cup.
Per chi vuol vedere la Gold Cup dall'Italia purtroppo niente TV, ma basterà registrarsi sul sito della CONCACAF per poter assistere a tutte le partite in buona qualità gratuitamente. Certo si perderà un po' di sonno visto che nessuna mpartita inizierà prima di mezzanotte.










































