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Dallas, Fabian Castillo ai Mondiali Under 20
Scritto il 2011-06-25 da Franco Spicciariello su MLS
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Il CT della Nazionale Under 20 colombiana Eduardo Lara ha convocato l'attaccante del FC Dallas Fabiàn Castillo per il ritiro di preparazione ai Mondiali Under-20.

Sbarcato a Dallas nel marzo 2011, Castillo sino ad oggi ha messo insieme 2 gol e 3 assist nei 1.107 minuti in campo.

Nell'undici titolare Castillo sarà sostituito da Milton Rodriguez, con il cubano Mykel GalindoRuben Luna come possibili alternative.

170cm per 65kg, Castillo è considerato a 19 anni uno dei prospect più interessanti del sudamerica. Di Castillo si era parlatolo scorso gennaio di un interessamento del Brescia, e dei portoghesi del Benfica, mentre a dicembre aveva provato a portarlo in Messico il Cruz Azul.

Nuova linfa offensiva per il coach dei 'Caps Carl Robinson. Il centrocampista costaricano Christian Bolanos Navarro ha esercitato la clausola rescissoria e ha informato il suo club, il Deportivo Saprissa, di aver accettato la proposta dei Vancouver Whitecaps, dove va a raggiungere i connazionali Kendall Waston e Jordan Smith. Ala di 31 anni, Bolanos è diventato noto al grande pubblico grazie alle ottime prestazioni ai Mondiali 2014 col suo Costarica (con cui aveva giocato i Mondiali anche in Germania nel 2006), tra cui la vittoria contro l'Italia, che ha visto proprio Bolanos tra i protagonisti con incursioni e tiri che hanno spesso creato problemi alla difesa azzurra. La sua carriera ha preso il via nel 2001 al Saprissa, dove è rimasto sino al 2007, vedendo nel 2005 (dopo il terzo posto al Mondiale per Club) saltare il suo passaggio al Charlton per non aver ottenuto il permesso di lavoro. Nel 2007/09 passa all'Odense BK in Danimarca, poi in Norvegia all'IK Start (2009/10) e poi FC Copenaghen (2010/14) dove vince due volte la Danish Superliga. Vola infine all'Al-Gharafa SC in Qatar, prima di rientrare nel 2015 al Deportivo Saprissa. Bolanos è stato con i Ticos in Coppa del Mondo 2006 e Brasile 2004, ha giocato per Saprissa Club World Cup 2005 in Giappone, dove ha preso il viola un terzo posto onorevole.

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Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Buona notizia per Andrea Pirlo e Sebastian Giovinco, ma anche per la Major League Soccer: Antonio Conte ha deciso di dare al centrocampista del New York City e al giocatore di Toronto una chance in Nazionale nonostante la lontananza dalla Serie A e la scelta di giocare in un campionato considerato inferiore dai più. "Sono molto felice ma viste le mie prestazioni un po' me lo aspettavo", ha detto Giovinco, che è uscito al 51' del match contro Montréal per un piccolo problema all'adduttore. Giovinco ha comunque preso l'aereo poco dopo la fine del match e dovrebbe già essere arrivato in Italia. L'Italia affronterà - nelle qualificazioni per gli Europei 2016 - Malta il 3 settembre a Firenze e la Bulgaria il 6 a Palermo. Nel Gruppo H gli azzurri contano 12 punti in 6 partite, 1 in meno della Croazia che guida il girone con 13. Non solo Pirlo e Giovinco; Fabian Castillo, 23enne ala di Dallas, è stato chiamato dalla Colombia in un ruolo dove la concorrenza non manca. Foto: Toronto FC

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