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All-Star Game, MLS con Backe in panchina
Scritto il 2011-06-03 da Franco Spicciariello su MLS
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che si giocherà alla Red Bull Arena il prossimo 27 luglio.

Hans Backe è stato nominato all-star coach giovedì dalla MLS, ed è la prima volta che il coach con più punti in campionato non allenerà il team All Stars. I Red Bulls (4-2-6, 18 punti) sono infatti secondi nella Eastern Conference dietro la Philadelphia Union (4-2-6, 20), e quinti assoluti alla pari coi Colorado Rapids (4-2-6).

I Red Bulls oltre tutto non vincono da oltre un mese, con 5 partite senza i tre punti, con davanti un mese di giugno in cui perderanno ben 5 giocatori impegnati con le rispettive nazionali nella CONCACAF Gold Cup. Un sesto, il portiere Bouna Coundoul, salterà il match di sabato con Columbus perché in Senegal con la sua Naizonale.

La MLS ha deciso di selezionare Backe più che altro per motivi di convenienza. Innanzitutto non dovrà viaggaire per l'occasione, essendo di casa, conoscendo lo stadio e giocando il 23 luglio proprio alla Red Bull Arena.

Un vantaggio per i selezionati MLS, che avranno quindi più tempo per allenarsi insieme al coach prescelto in preparazione al confronto coi vincitori della Premier League. Si eviterà inoltre ad un altro coach di dover lasciare il prorpio team facendogli saltare importanti sedute d'allenamento.

Backe - già secondo di Sven Goran Eriksson sulla panchina dell'Inghilterra - l'anno scorso è stato finalista per il premio Coach of the year, dopo l'ottimo campionato dei Red Bulls, passati dall'ultimo posto del 2009 al titolo della Eastern Conference. 59 anni, Hans Backe ha alle spalle quasi 30 anni di panchine.

Curiosità: lo scorso anno il Manchester United a superato le MLS All-Stars 5-2 al Reliant Stadium di Houston. Backe invece ha un ottimo record con i Red Devils, battuti due volte 2007/08 quando era secondo di Sven Goran Eriksson al Manchester City. Eriksson che poi ha seguito da secondo anche sulla panchina della Nazionale messicana.

La 19enne ala inglese Jack Harrison è stata la prima scelta del MLS SuperDraft 2016. Jack Harrison non è un nome noto in Inghilterra, o almeno non lo era affatto fino a qualche giorno fa, visto che tra poche settimane l'ex allievo dell'Academy del Manchester United inizierà ad allenarsi e giocare al New York City FC con gente del calibro di Frank Lampard, David Villa e Andrea Pirlo, sotto la guida di coach Patrick Vieira, essendo stato chiamato quale prima scelta nel MLS Super Draft 2016. In realtà la prima scelta è stata del Chicago Fire, ma il 19enne Harrison - nato a Bolton e da tempo cercato dal NYCFC che aveva anche provato a ingaggiarlo come homegrown ricevendo il no della lega - è stato immediatamente ceduto al NYCFC in cambio della quarta scelta assoluta più soldi. After a "massive whirlwind" of a #SuperDraft. #1 pick Harrison "excited" to join @NYCFC. https://t.co/0fHqQ1BhZx pic.twitter.com/KhlnbWhv83 — Major League Soccer (@MLS) January 15, 2016 Lo sbarco di Harrison in MLS arriva a seguito di un percorso ben studiato, iniziato all'età di 14 anni col trasferimento alla Berkshire School di Sheffield, in Massachusetts, voluto dalla madre e concordata col Man Utd. Alla high school Harrison si è messo subito in mostra vincendo il premio Gatorade National Player of the Year, conquistando un posto prima nel Manhattan Soccer Club - dove il NYCFC lo ha notato per la prima volta - e poi alla Wake Forest University, uno dei migliori programmi calcistici universitari degli USA, da cui sono ad esempio usciti Sam Cronin (scelta n.2 di Toronto FC nel 2009) e Ike Opara (scelta n.3 di San Jose nel 2010). Ma l'università ha deciso di lasciarla alla fine del primo semestre per un contratto Generation Adidas con la MLS garantito per 4 anni, e un'eventuale borsa di studio qualora decidesse di tornare al college, cosa che che ha già deciso di fare in futuro. “Voglio continuare a studiare, e laurearmi. E' molto importante per me e lo devo a mia madre”, ha dichiarato prima del Draft. Di lì prima scelta, che ha fatto notizia anche nella sua città natale, Bolton, dove già quando il ragazzo aveva 8 anni la mamma single stava lavorando per trovargli spazio e una borsa di studio in una scuola americana. Prima l'istruzione, e non deve certo essere stato facile mollare il Manchester Utd all'età di 13 anni, né per una madre lasciare andare un figlio a quell'età. Parlando al sito del club, Vieira si è mostrato molto contento della scelta. “E' un'ala moderna, bravo ad inserirsi o ad andare sulla fascia, può far gol ed è molto bravo nell'uno contro uno. E' il tipo di ala moderna che vuoi nella tua squadra. E' giovane, ma sono sicuro che avrà un ruolo importante nella squadra. Ha entusiasmo ed energia, ed è questo ciò che vogliamo” Reduce da un piccolo infortunio, che lo ha molto limitato nella MLS Players Combine, Harrison potrà presto mettere in mostra velocità, assist (11 nel 2015, più 8 gol) e tiro potente (di sinistro) nel ritiro del NYCFC che prenderà il via il prossimo 22 gennaio in Florida, dove troverà anche la concorrenza della sopresa del 2015, il velocissimo ghanese Kwadwo Poku.  Bobby Muuss, coach da appena un anno del Wake Forest, ha avuto a disposizione Harrison per tutta la stagione NCAA 2015, potento osservare l'impatto del ragazzo sulla squadra. “Sono convinto che Jake avrà un'incredibile carriera professionistica". E lo sono anche i dirigenti del NYCFC, con Claudio Reyna in prima fila.

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Alla vigilia pareva scontato, avevano provato a far saltare il banco e sul più bello non ci sono riusciti: il Messico saluta la Copa America, ce l’ha messa tutta e porterà con sé la cartolina di un fiero pari col Cile, ma se scegli di portare tutti i big alla Gold Cup e affrontare questo torneo con una sperimentale non puoi non pagare dazio. L’Ecuador invece entra nella lotteria delle terze da ripescare vincendo la prima gara, e vederlo uscire senza punti non avrebbe reso giustizia a quanto mostrato finora. Ieri non ha nemmeno sudato, ha solo aspettato che la mancanza di qualità e freddezza degli avversari portasse i suoi frutti. E infatti El Tri passa a cavallo dei due tempi a causa di un paio di palle perse incredibili dei messi- cani. La prima di Ayala, che in fase di disimpegno regala palla a Lastra mentre ha ancora due attaccanti dietro di sé: è un attimo, Valencia riceve, scatta, serve Bolanos ed è 1-0. L’altra invece di Medina a inizio ripresa: il mediano se la fa soffiare da Bolanos che ricambia il favore al compagno con un ottimo filtrante. I verdi sono difficili da scardinare con il 5-3-2, ma poi hanno difficoltà a riproporsi. Così i messicani ci provano appoggiando spesso palla a Tecatito Corona (ma Paredes è bravo a chiudere), poi Herrera si gioca nel giro di 18 minuti tutti e tre i cambi, di cui l’ultimo già sul 2-0. Ser- virebbe a poco se la gara l’Ecuador non la riaprisse da solo: su un corner Achilier salta su Ayala in stile wrestling, il rigore è solare e lo realizza Jimenez. Quinteros manco si scompone e osserva i suoi che sciamano in area avversaria con sufficienza e avanzano un rigore per un mani in area di Flores, dall’altra parte Herrera si infuria con l’arbitro e si fa buttare fuori. Grinta che servirà, tra qual-che settimana a Chicago. MESSICO-ECUADOR 1-2 MARCATORI Bolanos (E) al 26’ p.t.; Valencia (E) al 12’, Jimenez (M) su rigore al 18’ s.t. MESSICO (5-3-2) JJ Corona 6,5; Flores 6, Valenzuela 5,5, Ayala 5, J. Dominguez 5, Velarde 5,5 (1’ s.t. Aqui- no 6); Medina 4,5, Guemez 5 (7’ s.t. Fabian 5), JM Corona 6 (18’ s.t. E. Herrera 5); Jimenez 6,5, Vuoso 6. All. Herrera 5,5. ECUADOR (4-4-1-1) A. Dominguez 6; Paredes 6,5, Achilier 5, Mina 5,5, W. Ayovi 6; Ibarra 6 (30’ s.t. Cazares s.v.), Noboa 6,5, Lastra 6,5, Montero 6 (47’ s.t. Martinez s.v.); Bolanos 7,5, Valencia 7,5. All. Quinteros 6. ESPULSI Herrera (all. M) al 25’ s.t. per proteste. AMMONITI Ayala (M), Bolanos (E), Ibarra (E), Fabian (M), E. Herrera (M). ARBITRO Argote (Ven) 5,5. Fonte: Gazzetta dello Sport

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Se i Mondiali 2018 e 2022 dovessero essere tolti alla Russia e al Qatar, la FIFA riceverà la richiesta di portare un'edizione in Canada. “Non vorrei altro che ottenere i Mondiale o un pezzo dei Mondiali maschili nel prossimo futuro", ha dichiarato il presidente della Canadian Soccer Association Victor Montagliani. Le scene impressionanti di domenica dello stadio di Edmonton tutto esaurito o per quello di Ottawa, e per Winnipeg ieri (con gli USA in campo) in occasione dell'apertura dei Mondiali femminili, hanno improvvisamente spinto il Canada in una posizione tale da rendere possibile ogni ipotesi. Le scene di entusiasmo per il calcio in Canada stridono con quanto visto nelle scorse settimane nel quartier generale della FIFA a Zurigo, con i dirigenti arrestati e le successive dimissioni (non immediate) del presidente Sepp Blatter. “Penso che molte cose siano cambiate nel nostro mondo nelle ultime due settimane", ha spiegato Montagliani, 49enne originario di Vancouver. “Se le indagini sull'assegnazione delle edizioni 2018 e 2022 dovessero individuare comportamenti impropri, è possibile per i membri rivisitare le scelte fatte", ha aggiunto. “Se ciò dovesse accadere, vorrebbe dire che tutto cambierà nel calcio per i prose tre e sette anni, e il Canada sarebbe nella posizione di potersi proporre per ospitare una di quelle edizioni. Francamente penso che lo meritiamo". “Tutto quello che stiamo facendo accresce la nostra credibilità. Abbiamo iniziato proprio ad Edmonton nel 2002 col Mondiale U19. E' stato il primo colpo per noi. Poi è toccato al Mondiale maschile U20 nel 2007 e a quello femminile U20 l'anno scorso, fino a quello in corso oggi. E' credibilità per nostri desideri e sogni". Sabato a Edmonton la Nazionale canadese femminile ha battuto il record assoluto di spettatori per un match calcistico di una Nazionale in Canada, con 53.058 persone sugli spalti. Uno spettacolo capace di attirare l'interesse di molti in giro per il mondo. “Sapevamo che per noi è una grande occasione, non solo per il calcio femminile ma per il calcio in generale. Penso che quanto stiamo facendo ci posizioni ora diversamente nell'arena internazionale", spiega Montagliani. “Il modo in cui gestiamo il business, gli eventi, particolarmente dopo quanto accaduto negli ultimi 10 giorni, penso che rappresenti una luce in questo gioco. Questo torneo è un raggio di sole"  

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