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Week #8, dramma Morales. Pari LA-NY
Scritto il 2011-05-08 da Franco Spicciariello su MLS
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Nel weekend del big match dell'Home Depot Center fra New York Red Bulls e Los Angeles Galaxy, terminato 1-1, brutte notizie arrivano da Sandy (UT), dove nel match tra Real Salt Lake e Chivas USA un tackle assassino dell'attaccante argentino cresciuto nel Boca Marcos Mondaini ha spezzato la caviglia del connazionale Javier Morales. Mondaini che poco prima aveva dato una gomitata in faccia un avversario senza subire sanzioni.

A quanto pare purtroppo le recenti fratture subite, sempre a causa di bruttissime entrate, dal MVP 2010 David Ferreira (FC Dallas) e dall'ala di Seattle Steve Zakuani, non sono state d'insegnamento per nessuno, come nemmeno le 10 giornate inflitte a Brian Mullan. E così ora la MLS si ritrova con tre dei giocatori migliori del campionato fuori sino a fine stagione.

Per la cronaca, il match del Rio Tinto Stadium si è chiuso con la vittoria (la 28° consecutiva in casa) del RSL per 1-0 grazie al gol del centrocampista canadese Will Johnson all'87, col Chivas USA ridotto in 9 uomini dal 38' per le espulsioni di Andrew Boyens al 25' e successivamente di Mondaini.

Il Real Salt Lake è ora secondo nella Western ad un solo punto da LA, ma con ben 4 partite in meno giocate a causa degli impegni in CONCACAF Champions League. Sarà però difficile per la compagine di Jason Kreis mantenere questo ritmo di vittorie senza il suo asso Morales.

Guarda gli highlights del match.

A Carson (CA) un barbuto Thierry Henry e Landon Donovan sono gli autori dei gol nel primo tempo del match tra due delle favorite per la MLS Cup di quest'anno, tanto più alla luce dei problemi venturi del RSL.

L'ex Gunner Henry porta in vantaggio i Red Bulls al 4' dopo un grande controllo con dribbling sul portiere giamaicano Donovan Ricketts. Il pari di LA arriva su un'azione combinata al 41' tra David Beckham e Donovan, con quest'ultimo bravo ad ingilare un raro gol di testa su solito tagliatissimo corner dell'inglese. Gol che permette ai Galaxy di mantenersi in testa alla Western.

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A Toronto forse una scelta si dimostra finalmente azzeccata. Si tratta del 19enne talentino ecuadoregno Joao Plata, che dopo l'ottima prova nel Canadian Championship ieri ha piazzato un gol e un assist nel match vinto dal TFC (2v-3s-4p, 10 punti) per 2-1 sulla Houston Dynamo (3v-4s-3p, 12 punti) al BMO Field.

Plata porta in vantaggio Toronto al 50' su rigore rimediato da Nick Soolsma, su fallo di Andre Hainault. All'81' ancora Plata è bravo a trovare Maicon Santos in area per il 2-0. Gol della bandiera di Houston all'87' del centrocampista giamaicano Lovel Palmer.

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Deludente pari senza reti per le mediocri DC United e FC Dallas al RFK Stadium, con le Hoops salvati più volti dal portiere Kevin Hartman, anche quest'anno decisivo seppur in un gruppo che sta rendendo sotto le attese.

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Al Columbus Crew Stadium quarto gol in tre partite per l'attaccante venezuelano Emilio Renteria, che al 67' ha regalato il pari al Crew su rigore dopo che l'attaccante colombiano dei Seattle Sounders Fredy Montero aveva infilato dopo soli 7' un colpo di testa su cross di Erik Friberg.

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Brutto pari ma finalmente un punto in trasferta per i Vancouver Whitecaps, che con una buona difesa strappano uno 0-0 in casa del Chicago Fire, incapace di mettere a segno le numerose occasioni, dimostrando ancora una volta notevoli limiti in fase offensiva. 'Caps addirittura vicini alla vittoria prima con l'attaccante francese Eric Hassli, bloccato da solo dal portiere Jon Conway,  e poi con Nizar Khalfan, che colpiito un palo in pieno recupero. Entrambe le squadre sono entrambe a quota 7 punti e penultime nelle rispettive Conference.

Guarda gli highlights del match.

Si chiude così la Week #8, che era stata aperta dal doppio anticipo di mercoledì che aveva visto la vittoria del DC United sui Seattle Sounders, e i Colorado Rapids corsari sul terreno degli Houston Dynamo. Di venerdì invece la quinta vittoria dei Portland Timbers, 1-0 su Philadelphia.

Risultati e classifiche dopo la Week #8.

I giorni dell'entusiasmo, quelli dell'ingresso in MLS, dell'arrivo di Kakà, del Citrus Bowl pieno e della trattativa (saltata a luglio) per Ganso, sembrano ormai lontani. Tutto è evaporato con il mancato ingresso nei playoff, al termine di un campionato passato in gran parte sul lato giusto della classifica. Da allora a Orlando è iniziato un caos societario che al momento non sembra vedere soluzione immediata. Coi mancati playoff il primo a finire sulla graticola è stato inevitabilmente l'allenatore, l'inglese Adrian Heath, il costruttore della squadra capace prima di vincere per due volte il titolo di USL PRO e poi di ben presentarsi all'esordio in MLS, lanciando giovani come Cyle Larin. Confermato Heath, suona però strano che siano stati mandati via il suo vice di fiducia, Ian Fuller (già capitano dell'OCSC, da calciatore esordì con il New England Revolution nel 2002), e il direttore generale Paul McDonough, molto legato all'ex centrocampista dell'Everton. Scelte che ci possono anche stare, visto che - afferma il presidente Phil Rawlins - "Avevamo detto molto chiaramente che il nostro obiettivo era quello di fare i playoff. Siamo abituati a fare i playoff e vincere campionati. L'abbiamo fatto nelle serie minori e volevamo mantenere lo stesso livello e lasciare un segno a il nostro primo anno in MLS. Abbiamo avuto una buona prima stagione, ma non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Vogliamo assicurarci di costruire per avere successo nel 2016". Parole che debbono aver convinto poco i tifosi dell'OCSC, che infatti lo scorso 18 dicembre hanno organizzato una protesta fuori dalla sede del club, con tanto di striscioni. Un segno (negativo?) che comunque il calcio in America sta diventando sempre più un qualcosa di estremamente serio. Strano è invece quanto successo dopo. A sostituire McDonough, GM molto rispettato nell'ambiente calcistico USA e subito assunto da Atlanta, è stato chiamato, con tanto di annuncio in pompa magna, Armando Carneiro, direttore del settore giovanile del Benfica (che lo ha sostituito con l'ex delle Fiorentina Nuno Gomes), di cui si diceva potesse passare al Manchester City. Uomo di grande esperienza e qualità, le uniche perplessità su Carneiro erano relative alla sua scarsa conoscenza dei complessi meandri della MajorLeague Soccer. Sulla scelta pare abbia influito molto la volontà di Flàvio Augusto da Silva, proprietario della squadra e amico di Carneiro, sempre più dentro le scelte tecniche, e che starebbe spingendo per una sempre maggiore "brasilianizzazione/portoghesizzazione" dell'Orlando City SC. Mai presentato alla stampa né mai avvistato a Orlando, ecco che pochi giorni il club viola annuncia le dimissioni di Carneiro per "motivi personali". Di più non è dato sapere. L'unica buona notizia è che il suo ruolo viene preso per il momento dallo stesso Phil Rawlins, che torna quindi ad occuparsi della squadra insieme a Heath come ai tempi della USL PRO. Nel frattempo, a meno di due mesi da via (il 6 marzo contro il Real Salt Lake), a Orlando il mercato langue. Sono arrivati i soli il portiere Joe Bendik da Toronto (in sostituzione del costoso e spesso infortunato Tally Hall) e il terzino ex Revs Kevin Alston. Per Ganso invece non ci sono novità: saltata la trattativa a luglio, il giocatore ha un contratto sino al settembre 2017 e il San Paolo non appare interessato a lasciarlo andare. Nulla è ancora successo per l'attacco, dove i soli Larin, Bryan Rochez e Pedro Ribeiro hanno mostrato di non poter reggere una stagione con continuità, e mancano ancora quattro posti in rosa da riempire. Non certo ciò che ci si aspettava da un club ambizioso ma rimasto fuori dai playoff, seppur anche a causa dei numerosi infortuni (a cominciare da quello del trinidegno Kevin Molino, che sarà pronto al via). Mancano due mesi però,e Rawlins e Heath hanno già mostrato di saper fare il proprio lavoro, ma il rischio di una contestazione di inizio stagione è più che reale.

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Sconfitto il Columbus Crew del fratello di Higuain per 2-1 in trasferta. Il trionfo arriva dopo soli 4 anni in MLS, ma la storia dei Timbers risale al 1975 Brutta giornata per entrambi i fratelli Higuain. Prima la sconfitta di Gonzalo a Bologna, mentre poi è toccato al fratello maggiore, Federico, perdere la finale di MLS Cup in una brutta e grigia serata al Columbus Crew Stadium. Il torneo va quindi ai Portland Timbers dell'altro argentino, Diego Valeri, anni fa cercato dal Genoa e nominato MVP della gara, che hanno battuto il Columbus Crew per 2-1. Per i Timbers è il primo trofeo della loro breve esistenza in MLS (dove sono entrati nel 2011), e anche della loro storia in assoluto che risale al 1975, anno di fondazione in cui forno sconfitti nella finale del NASL Soccer Bowl dai Tampa Bay Rowdies. That feeling when you win #MLSCup. #RCTID pic.twitter.com/mxL7uBg9wL— Portland Timbers (@TimbersFC) 7 Dicembre 2015 Serata horribilis per il Crew (e anche per il bel gioco) con i tre gol del match nel primo tempo, tutti e tre causati da clamorosi errori. Ad aprire le danze è Diego Valeri, ex Lanus, Armeria e Porto, dopo soli 27", il gol più veloce delle venti edizioni, che in scivolata infila in rete un tardivo rinvio del portiere di Columbus, Steve Clark. Passano altri sei minuti e il Portland raddoppia; Powell si ferma convinto di un fallo laterale ma l’arbitro non fischia (o, meglio, il guardalinee non vede), Tony Tchani ruba palla e si invola sulla fascia destra servendo Melano che crossa in maniera bassa e precisa per la testa di Rodney Wallace che di testa in tuffo batte Clark. Accorcia le distanze il co-capocannoniere (con Sebastian Giovinco) Kei Kamara, attaccante della Sierra Leone passato anche per il Norwich, che su un brutto controllo del portiere avversario Larsen Kwarasei segna quello che rimarrà l'unico gol del Crew. Nella ripresa infatti, il risultato non cambia, e anzi sono i Timbers a mettere in mostra un gioco arioso orchestrato da coach Caleb Porter. Al 60′ il Portland sfiora anche il terzo gol con un’azione con Wallace che ribatte in rete ma la palla rimbalza prima sulla pancia di Parkhurst e poi Kamara nel tentativo di spazzare colpisce prima la parte bassa della traversa e poi il braccio sempre di Parkhurst prima che la palla venga allontanata. Il trionfo di Portland è un classico da playoff. Solo fino ad ottobre i Timbers erano praticamente fuori dalla qualificazione, per poi superare al primo turno lo Sporting Kansas City all'11° rigore. Columbus, che la MLS Cup l'ha vinta nel 2008 grazie alle gesta dell'argentino Guillermo Barros Schelotto, è diventata - col New England Revolution del 2002 - la seconda franchigia a perdere la finale giocando in casa. Per il soccer Usa iniziano ora le vacanze, che però per in nazionali termineranno i primi giorni di gennaio, quando raggiungeranno il CT Jurgen Klinsmann per il classico ritiro di gennaio, mentre pochi giorni dopo toccherà alle squadre, con primi appuntamenti a fine febbraio per i quarti di CONCACAF Champion League 2015/16, seguiti subito dopo dall'avvio del campionato 2016. ______________________________________________________________ MLS Cup Final - Columbus Crew Stadium, Columbus (OH) Columbus Crew vs Portland Timbers 1-2 Marcatori: POR - Valeri 1' POR - Wallace 7' CLB - Kamara 17' Columbus Crew SC (4-2-3-1): Kamara, Clark, Afful, Parkhurst, Gastón Sauro, Francis, Tchani (72′ McInerney), Trapp, Finlay (63′ Cedrick), Higuain, Meram (78′ Saeid). A disp.: Stuver, Wahl, Klute, Jiménes. Allenatore: Gregg Berhalter. Portland Timbers (4-3-3): Melano (59′ Asprilla), Adi (90+1′ Urruti), Wallace (90+4′ Jewsbury), Kwarasey, Powell, Borchers, Ridgewell, Villafaña, Nagbe, Chara, Valeri. A disp.: Gleeson, Paparatto, Peay, Johnson. Allenatore: Caleb Porter. Arbitro: Jair Marrufo. Note: ammoniti al 34′ Afful (CC), al 65′ Powell (PT), 90+3- Valeri (PT), 90+3′ Asprilla (PT).

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La stagione MLS 2015 volge al termine. Nella notte tra il 6 e il 7 dicembre, al Mapfre Stadium di Columbus, si disputerà l’ultimo atto dei playoff per l’assegnazione della MLS Cup. Columbus Crew contro Portland Timbers, una finale difficilmente pronosticabile, dato che entrambe le squadre hanno eliminato dalle finali di Conference le due teste di serie numero uno, ovvero i New York Red Bulls e l’FC Dallas, entrambe detentrici del miglior record stagionale con diciotto vittorie, dieci sconfitte e sei pareggi in trentaquattro gare di regular season. Uno scontro tra famiglie, se si dà un’occhiata alla proprietà delle due franchigie arrivate a giocarsi il titolo in gara secca. I Precourt e i Merritt Paulson, una attiva sul campo dell’investment management e dell’industria energetica; l’altra che porta addirittura alla Segreteria al Tesoro degli Stati Uniti, presieduta da Henry Merritt Paulson (padre di Henry Merritt Paulson II, proprietario dei Timbers) sotto la presidenza di George W. Bush, nonché amministratore delegato di Goldman Sachs per sette anni fino al 2006. A Columbus, in Ohio, è previsto il tutto esaurito per la finale, che si disputerà in gara unica al Mapfre Stadium. 22.719 dunque i probabili presenti alla finale della MLS Cup, a conferma di un dato in continua ascesa per ciò che riguarda il pubblico sugli spalti della principale lega calcistica statunitense. Anche per le due contendenti al titolo, le cifre legate alla partecipazione degli spettatori sono in continuo aumento: a Columbus si è passati dai 16.881 spettatori di media del 2014 agli attuali 16.985 in regular season. Tutto esaurito, invece, il Providence Park di Portland, dove i Timbers hanno sempre giocato davanti ad una platea di 21.144 spettatori, ovvero la capienza massima consentita. Fonte: Marco Bellinazzo - Il Sole 24 Ore

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