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MLS First Kick 2011 – LA vince a Seattle
Scritto il 2011-03-16 da Franco Spicciariello su MLS
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Dopo due vittorie nei primi due esordi in MLS, i Seattle Sounders escono invece sconfitti nel "First Kick", nella prima di regular season 2011.

Di fronte ai 36.433 fans muniti di sciarpe e bandiere del Qwest Field, diretta TV nazionale, i Sounders si sono visti superare per 1-0 dai Los Angeles Galaxy con gol vittoria del centrocampista brasiliano Juninho, accompagnato da una grande performance del portiere Josh Saunders, autore di alcuni interventi decisivi.

Il gol di Los Angeles arriva al 58' , quando Juninho - non pressato da nessuno - su un passaggio del difensore Todd Dunivant spara dai 20 metri un gran tiro che infila Kasey Keller, replicando peraltro un gol del genere segnato proprio ai Sounders nel 2010.

Per i Sounders è la quinta sconfitta consecutiva contro i Galaxy, include le due semifinali Western Conference 2010.

Seattle ha mostrato grossi limiti in fase offensiva, presentandosi in campo a sorpresa senza lo svizzero Blaise Nkufo, che ha rescisso il contratto poco prima del fischio d'inizio (preservando così $335.000 di spazio nel salary cap) per ragioni non note. I report di precampionato lo davano comunque fuori forma e spesso poco impegnato in allenamento. Probabile che le reali ragioni della rescissione escano fuori nei prossimi giorni.
Galaxy vittoriosi invece nonostante una squadra rimaneggiata dalle assenze del centravanti Juan Pablo Angel, del difensore  Omar Gonzalez e del portiere Donovan Ricketts, ma con Landon Donovan e David Beckham (ammonito al 90') sempre pericolosi e con un accoppiata di centrocampo formata da Chris Birchall e Juninho spesso oggetto di critche ma ieri notte assai efficace.
Per i Sounders prossimo impegno sabato con i New York Red Bulls, mentre Galaxy saranno all'Home Depot Center, dove ospiteranno il New England Revolution domenica.

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Martedì 15 marzo, 2011 - Qwest Field, Seattle (WA)
Seattle Sounders FC vs. Los Angeles Galaxy 0-1

Marcatori:
LAG - Juninho 58'
Seattle Sounders FC — Kasey Keller, Jeff Parke, James Riley, Jhon Kennedy Hurtado, Leo Gonzalez, Alvaro Fernandez (Roger Levesque, 63rd), Erik Friberg, Osvaldo Alonso, Steve Zakuani (Miguel Montano, 84th), O'Brian White (Lamar Neagle, 79th), Fredy Montero.
Coach: Sigi Schmid
Los Angeles — Josh Saunders, A.J. DeLaGarza, Leonardo, Todd Dunivant, Sean Franklin, David Beckham, Mike Magee (Michael Stephens, 76th), Chris Birchall, Juninho, Landon Donovan, Chad Barrett (Jovan Kirovski, 79th).
Coach: Bruce Arena
Ammoniti: Birchall, Los Angeles, 25'; Friberg, Seattle FC, 44'; Gonzalez, Seattle FC, 45'+; Beckham, Los Angeles, 90'+.

Viaggio nella squadra con il tifo più "europeo" della MLS, espressione di una città con una grande cultura sportiva: il futuro del calcio degli States, visto oggi. «Posso solo dire che sono contento di esser stato parte di tutto questo, di aver visto questa cosa, come dire, nella mia vita», dice un signore attempato, sulla sessantina, con in testa un cappellino dei Seattle Sounders, la squadra di calcio della capitale dello Stato di Washington. «Perché io ho visto i momenti brutti. Ho visto… il niente. E ora vedo questo, e dico Grazie, Grazie, ogni volta che entro nello stadio, perché non avevo mai sperato di poter vedere una cosa del genere nella mia vita». A parlare è Frank MacDonald, ex-direttore Pr dei Seattle Sounders, dei primi Sounders, quelli fondati nel 1974 e disciolti nel 1983, nell’allora NASL, la prima grande Lega americana di calcio, che era, per dirla con un eufemismo, “in anticipo sui tempi”. Lo fa ai microfoni di Copa90, un’interessante web-series di documentari calcistici. MacDonald esprime un pensiero abbastanza tipico nella sua generazione di persone del calcio in America, quelli che hanno visto il calcio fallire per tanti anni (prima con la NASL, poi con la prima versione della MLS, quella, per dirla in parole povere, “pre-Beckham”). Ma se la gioia, o per giunta l’incredulità, per l’ora-assodato successo del calcio in America è sentimento abbastanza tipico per un appassionato di calcio americano di sessant’anni, non c’è niente di tipico quando si parla di calcio, e di sport, nella città di Seattle. Seattle non è una città immensa. Non conta più 650.000 persone. Eppure, ha sempre avuto una cultura sportiva, e soprattutto di tifo, straordinaria. Il sentimento cittadino per i tristemente defunti Sonics, ex-squadra della NBA, era calorosissimo, era parte del tessuto sociale urbano, e la loro morte ha creato un vero e proprio trauma collettivo, da cui è poi nato un movimento per riportare il basket a Seattle, che si corona con la produzione di un documentario, SonicsGate: Requiem for a Team, che illustra in maniera lampante le irregolarità del team di investitori capitanato da Clay Bennet che finirono per sancire l’addio definitivo da Seattle e l’approdo nell’Oklahoma, dove diventarono i preferiti di tutti gli hipster del basket, gli Oklahoma City Thunder. Una cosa del genere, in altre città orfane di squadre di basket, non è mai successa: non a St. Louis, non a Cincinnati. Ma Seattle è speciale: ama il suo sport. Tutto il suo sport. Prendiamo il football americano: i Seattle Seahawks, vincitori del Superbowl del 2014, godono di una delle fan-base più rumorose e calorose di tutta l’NFL: talmente rumorosi che sono noti come The 12th Man, Il Dodicesimo Uomo, e talmente fondamentali per i successi della squadra che la maglia numero 12 è stata ritirata dalla proprietà, manco fosse quella di Baresi, proprio in segno di rispetto verso i tifosi. E tutto questo alla faccia del fatto che stiamo parlando di football americano a Seattle; un luogo talmente poco storicamente legato allo Sport Nazionale del Mid-West che nella fantastica serie Friday Night Lights (la miglior serie tv a sfondo sportivo mai creata) i riferimenti al football a Seattle sono un running joke in più puntate della serie. Do they even have football in Seattle? chiede la moglie del coach, ridendo, in una scena memorabile. La risposta è chiara: eccome se c’è, e, a giudicare da come vanno i Cowboys, meglio rendersene conto, amici texani. Il discorso vale anche per il calcio. I tifosi dei Sounders sono diversi da tutti gli altri tifosi di calcio in America. C’è un articolo, sul sito di approfondimento sportivo americano Bleacher Report, dal titolo Seattle Sounders have the Best Fans in Pro-Sports. Non è cosa da poco: fermatevi un attimo a ragionare su cosa voglia dire per un sito di sport americano, un sito che quindi parla di football, hockey, baseball e basket, uscire con un articolo con un titolo del genere. E la cosa bella è che non si tratta del tipico esempio di “giornalismo” sensazionalistico dell’era di internet e del click-baiting – es. Questo pipistrello che mangia una banana è la cosa più dolce del mondo – no: è proprio la verità. Non esiste niente di simile, in America, e forse al mondo. Prima di tutto, i tifosi marciano allo stadio tutti assieme, ogni partita, dietro enormi striscioni, suonando tamburi, e cantando. Dal centro allo stadio. E quando ci arrivano, non smettono mai di cantare, dall’inizio alla fine. In tanti. Presente quando si urla Tutto lo stadio? Bene, a Seattle è letteralmente così. Cantano tutti, e stanno tutti in piedi, anche in tribuna. In una partita importante, vedere meno di sessantamila tifosi paganti al Century Link Field sarebbe una delusione. Anche il numero di tifosi paganti medi è pazzesco: quarantottomila, un dato sensazionale, se si pensa che l’attendance media nelle partite di MLS è meno della metà, e che è più di quanto non faccia l’AC Milan, che invece ha a sua disposizione uno stadio da quasi novantamila posti e una città con una cultura calcistica secolare. I tifosi dei Sounders, poi, sono diversi da quelli delle altre squadre della MLS: perché sembrano dei tifosi veri. Dei tifosi europei. Anche meglio dei tifosi europei medi: sono proprietari di parte della società, e hanno diritto di voto per l’elezione del General Manager ogni quattro anni, e quattro occasioni d’incontro con la dirigenza all’anno. Sono organizzati, sono strutturati, sono inclusivi, anti-fascisti, anti-omofobici e anti-razzisti. Lo dicono loro stessi, e con l’accento americano suona strano: We are antifa supporters. Hanno dei veri gruppi (non userei la parola ultras, perché sono civili) con dei veri nomi. Il gruppo più grande sono gli Emerald City Supporters, ma ci sono anche i Gorilla FC, e i La Barra Furza Verde (il gruppo ispanico).  Il quoziente ispanico è particolarmente rilevante, come in tutto il calcio americano, ma i Sounders hanno un’altra cosa che le altre squadre non hanno: il loro capo-curva è una donna. Una donna ispanica. Poi, ovviamente, i ragazzi che suonano i tamburi dall’inizio alla fine sono filippini. L’esperienza del tifo a Seattle è collettiva, e trasversale, taglia la città dall’alto al basso, dai quartieri ispanici a quelli filippini, dai bianchi agli afro-americani. E tutti quanti cantano e ballano e, a un certo punto,pogano. L’unica altra squadra nella MLS che può contare su un tifo anche vagamente paragonabile sono i Portland Timbers. Ma non è un caso: i Timbers sono i rivali dei Sounders. E rivalità, in America, vuol dire qualcosa di diverso che qui da noi. Gli elementi base sono gli stessi, chiaro, ma la rivalità è vista diversamente che da noi, o forse non è corretto dire “vista”, piuttosto, è “raccontata” in modo diverso.  Un esempio: la storica rivalità tra i Brooklyn Dodgers e i New York Giants. È nota come la miglior rivalità negli sport americani. Ed è una cosa importante. Talmente importante che, quando i Giants si spostarono a San Francisco, l’allora presidente dei Dodgers decisedi spostare a sua volta la squadra a Los Angeles per permettere alla rivalità di continuare. Non c’è molto altro da dire, oltre a questo, se non che in America si possono fare discorsi qualitativi sulle rivalità (fate una ricerca su Google scrivendo Which sports rivalry is the best rivalry e vedete cosa viene fuori), che sono una parte fondamentale dell’esperienza sportiva americana, parte della narrazione, a tal punto che i palinsesti televisivi sono strutturati apposta per ricreare il più possibile questo modello di racconto sportivo. E si ripresenta a tutti i livelli. La rivalità tra i Lakers e i Celtics è nota a tutti, ma per fare audience ESPN trasmette ogni anno la partita tra Ole Miss e Alabama nel college football, oppure quella tra Missouri contro Nebraska, o North Carolina contro Virginia. Queste rivalità hanno un nome proprio: ad esempio, quella (meravigliosa) tra Auburn e Georgia si chiama “Deep South’s Oldest Rivalry”. La cosa arriva fino alle High-school texane e alle loro assurde rivalità decennali con la squadra di football del paese affianco. Nel calcio ce n’è una sola: quella tra i Seattle Sounders e i Portland Timbers. È una cosa seria: ha pure una sua pagina dedicata su Wikipedia (conta ben sei capitoli e quindici sottosezioni). Nel primo paragrafo si legge che «la rivalità tra Timbers e Sounders è una delle più intense dell’intero panorama sportivo americano». È l’unica paragonabile a un derby europeo. Ed è nata, in parte, dalle ceneri dell’acerrima rivalità tra i Seattle SuperSonics e i Portland TrailBlazers nella NBA – rivalità che è stata sfortunatamente interrotta, appunto, quando i Sonics sono diventati i Thunder di Oklahoma City. Una rivalità che sta rinascendo, oggi, sul campo da calcio. Quindi, sì, è chiaro, l’abbiamo detto noi e lo stanno dicendo in tanti, da tanti anni: il calcio negli Stati Uniti sta cambiando, l’attenzione sta aumentando, il livello tecnico sta migliorando, i soldi stanno girando, la gente lo segue sempre di più, ovunque. Ma se vogliamo vedere, oggi, uno spaccato di cosa potrebbe essere il calcio in America nei prossimi anni, non serve una macchina del tempo. Se vogliamo vedere dei veri tifosi, una squadra veramente amata, uno stadio pieno, un vero derby, be’, non ci sono altre scelte. Basta andare a Seattle, oggi, per vedere una città che vive per il calcio. Non è più un sogno di pochi calciofili di vecchia data come il signor MacDonald. È una realtà. Una città Americana che ama il calcio. Chi l’avrebbe mai detto? Fonte: Timothy Small - Rivista Undici

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Decisamente intensa la Week #17 della MLS, che si concluderà stanotte col derby fra New York City FC e New York Red Bulls, per la prima volta allo Yankee Stadium. Tante le partite della settimana, con movimenti importanti in particolare nella Western Conference, dove i Vancouver Whitecaps sono ora in testa (con una partita in più rispetto a Seattle) grazie ai tre punti conquistati a Boston, e lo Sporting KC e proprio lì dietro a 5 punti, ma con due match da recuperare. Si rivede inoltre in zona playoff San Jose, che ha battuto a sorpresa per 3-1 i Los Angeles Galaxy nel California Clásico. Sporting Kansas City 2 -- Colorado Rapids 0 | Highlights Fare sette tiri in porta e trasformarli in sette gol non è da tutti. Motivo per il quale sono molti ormai ad aver notato Krisztian Nemeth, l'attaccante nazionale ungherese dello Sporting KC, ancora in gol ieri al 32' grazie ad un assist di Chance Myers al rientro da un lungo infortunio al tendine d'Achille  subito il 23 marzo 2014. Il raddoppio dello Sporting arriva al 64' su autogol del centrocampista dei Rapids Sam Cronin. Per KC ora pausa sino al 12 luglio, data in cui previsto lo scontro con la capolista Vancouver, Per i derelitti Colorado Rapids, ultimi nella Western, sempre i Whitecaps, ma il 4 luglio in casa. Toronto FC 0 -- D.C. United 0 | Highlights Nulla da fare per il Toronto FC di Sebastian Giovinco, che impatta 0-0 col DC United, capolista della Eastern Conference. Unica vera occasione della serata proprio della formica atomica al 67', ma Bill Hamid è bravo a salvare il risultato in una serata ventosa e piovosa al punto da creare problemi nei passaggi. Se di per sé il risultato per il TFC è comunque valido, di certo è stata un'occasione mancata, visto che con la Gold Cup i Reds perderanno aper settimane Michael Bradley, Jozy Altidore e Jonathan Osorio. E ciò a cominciare da sabato prossimo, col difficile impegno in casa dei Los Angeles Galaxy. Nel mezzo, martedì, il D.C. United se la vedrà con la Philadelphia Union al PPL Park. Il TFC è ora terzo a 12 punti da DC, ma con 5 partite in meno. San Jose Earthquakes 3 -- LA Galaxy 1 |  Highlights Nono gol stagionale (tre dietro Kei Kamara, top scorer MLS al momento) per l'attaccante dei Quakes Chris Wondolowski - MVP 2012 e capocannoniere 2010 e 2012 - protagonista del California Clàsico contro LA, vinto dai ragazzi di Dominic Kinnear per 3-1. In 50.000 allo Stanford Stadium hanno applaudito i gol di Wondo, del difensore Clarence Goodson e di Cordell Cato - oltre ai due assist di Matias Perez Garcia - che hanno rovesciato un match apertosi col vantaggio dei Galaxy da parte del brasiliano Juninho dopo pochi minuti. La vittoria porta i Quakes al sesto posto nella Western, in zona playoff, mentre LA - terza ma con già 20 match giocati - inizia a guardarsi alle spalle dal ritorno di KC, Dallas (vincente giovedì) e proprio San Jose. I Galaxy saranno impegnati di nuovo a San Jose - stavolta all'Avaya Stadium - mecoledì per i sedicesimi di US Open Cup. Per i Quakes poi domenica trasferta a Portland, mentre sabato LA ospiterà Toronto. New England Revolution 1 -- Vancouver Whitecaps 2 | Highlights Serataccia per i Revs, che perdono l'occasione di accorciare su DC, venendo sconfitti per 2-1 in casa dai Vancouver Whitecaps, interrompendo così una serie positiva che al Gillette Stadium durava da 17 partite. 'Caps avanti al 18' con Cristian Techera. Al 31', errore di Andy Farrell in area, che atterra un avversario e si becca anche il rosso. Rigore di Octavio Rivero e 2-0. All'84' arriva l'inutile gol di  Teal Bunbury. Per entrambe prossimo impegno sabato: i Revolution volano a Dallas, mentre la capolista Vancouver ospita Colorado. Philadelphia Union 2 -- Montréal Impact 2 |  Highlights A salvare Philadelphia, in una serata rovinata da una tempesta, ci pensa l'ex Rangers Maurice Edu al 76', bravo ad infilare sulla respinta di Evan Bush. La Union era andata in vantaggio con Eric Ayuk Mbu (poi espulso dopo il pari di Edu) dopo otto minuti, ma prima l'ex Lecce Ignacio Piatti e poi il centravanti Jack McInerney avevano permesso al Montreal Impact - in dieci per l'espulsione di Patrice Bernier - di andare in vantaggio. Impact di nuovo in campo il 4 luglio contro il New York City FC, mentre la Union se la vedrà con DC martedì in US Open Cup prima di andare in pausa per l'Independence Day. Real Salt Lake 2 -- Columbus Crew SC 2 |  Highlights Per due volte il Columbus Crew recupera i gol del Real Salt Lake e strappa un punto al Rio Tinto Stadium. RSL avanti con Olmes Garcia su uno schema di punizione battuta dall'inglese Luke Mulholland al 36'. Pareggia sei minuti dopo Tony Tchani. Nel secondo tempo è l'ex attaccante dell'Argentinos Jr. Sebastian Jaime a piazzare il 2- dopo soli 25 secondi, ma al 62' arriva di nuovo il pareggio dei gialloneri di coach Gregg Berhalter grazie a Ethan Finlay sul solito bel cross di Federico Higuain. Al 77' il Real Salt Lake si ritrova anche in 10 per l'espulsione diretta a seguita di un'entrata durissima su Tchani, e dopo soli 10 minuti essere entrato, ma il gruppo di Cassa - pur non apparso al massimo - reggere comunque sino alla fine. Prossimi match per le due squadre in US Open Cup: Columbus scenderà in campo al Citrus Bowl martedì contro l'Orlando City, mentre il Real Salt Lake accoglierà Portland.    

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Nell'attesa dell'arrivo di grandi nomi come Frank Lampard, Steven Gerrard e da ultimo Andrea Pirlo, che esordiranno in MLS nel mese di luglio, il campionato va avanti mettendo in rilievo alcuni dei suoi protagonisti nella Rivalry Week. Prossimo match di campionato venerdì 26 giugno con l'anticipo tra Dallas e Houston, e poi giornata completa tra sabato e domenica. Toronto FC 3 -- Montréal Impact 1 | Highlights Ci pensano i tre Designated Players a regalare vittoria e tre punti ai Reds nel derby canadese col Montreal Impact. Quebecois in vantaggio con Ambroise Oyongo nel primo tempo, ma prima della pausa ci pensa Michael Bradley a pareggiare meritatamente. Sempre l'ex romanista Bradley regala una bella pala per Jozy Altidore, che con un bra tiro porta avanti Toronto. Tocca infine a Sebastian Giovinco, che si procura un rigore e chiude i conti al BMO Field. LA Galaxy 5 -- Portland Timbers 0 | Highlights Cinque gol da parte di cinque giocatori diversi da parte dei LA Galaxy, che mettono in campo la miglior prestazione della stagione contro i Portland Timbers allo StubHub Center. Ancora in evidenza l'ex West Ham Sebastian Lletget, che apre le marcature. Tocca poi a Robbie Rogers e Robbie Keane portare a tre le marcature a fine primo tempo. Segna poi Juninho, prima che il difensore inglese dei Timbers Liam Ridgewell si faccia espellere per un calcione Alan Gordon. Tocca infine a Jose Villarreal coronare la serata con il quinto ed ultimo gol per un vittoria che vale il terzo posto nella Western proprio davanti a Portland. Columbus Crew SC 2 -- New England Revolution 1 | Highlights Colpo d'arresto per il New England Revolution a Columbus, che torna alla vittoria dopo sei match senza i tre punti che ora è a quattro punti dal secondo posto dei Revs ma con due partite in meno. Protagonista della serata l'attaccante Kei Kamara - che dopo le difficoltà tra Norwich e Middlesborough si è ritrovato negli USA - autore di una doppietta (ed ora è capocannoniere a quota 12) dopo il vantaggio di New England del centrocampista Lee Nguyen. Chicago Fire 0 -- D.C. United 1 | Highlights La capolista della Eastern torna alla vittoria in trasferta e aggrava la situazione del Chicago Fire, ora ultimo in classifica e con seri problemi anche a causa di uno stadio che perde spettatori e soldi. E dell'attaccante irlandese Conor Doyle (ex Derby County) a regalare al DCU la vittoria in una brutta partita in cui entrambe le squadre non hanno certo dato il meglio di se. New York Red Bulls 1 -- Real Salt Lake 0 | Highlights Finisce la serie negativa dei NY Red Bulls (che non vincevano dal 10 maggio scorso), che superano 1-0 il Real Salt lake con una rete dell'ex centravanti del Leeds l'italoamericano Mike Grella al termine di una bella azione orchestrata da Sean Davis e Kemar Lawrence. Aggressivo per tutta la serata, il team di Jesse Marsch ha costretto il Real Salt Lake a difendersi in maniera dura, subendo anche le espulsioni di Javier Morales e Demar Phillips. La squadra dello Utah sta vivendo un momento non facile, nel mezzo di un ricambio generazionale dopo gli anni con Jason Kreis, ma i playoff sono ancora vicini. Orlando City 2 -- Colorado Rapids 0 | Highlights Cyle Larin e ancora il brasiliano Kakà consegnano a Orlando i tre punti in una serata condizionata da un diluvio per il quale è stato necessario un rinvio di 25 minuti per l'inizio del match al Citrus Bowl. Lions in controllo pieno per gran parte del tempo, ma i gol arrivano solo nella seconda parte. Prima Larin continua il suo buon momento quando infila Clint Irwin su cross di Rafael Ramos. poi ci pensa Kakà, che prima prende il palo e poi la mette sul secondo. La vittoria preserva il terzo posto dell'Orlando City a uno dai Revs ma con una partita in meno, mentre Colorado langue in fondo alla Western. Philadelphia Union 1 -- Seattle Sounders 0 | Highlights Con Clint Dempsey qualificato in campionato e poi per due anni in US Open Cup, e con Oba Martins infortunato, Seattle appare spenta al PPL Park, dove alla Philadelphia Union basta un gol di C.J. Sapong (quarto in cinque partite). Ma ai Sounders poteva andare anche peggio se il portiere svizzero Stefan Frei non avesse parato un rigore all'ex Rangers Maurice Edu.

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