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MLS Recap 2009: il Real Salt Lake campione
Scritto il 2009-12-31 da Franco Spicciariello su MLS
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Mancano poche ore al 2010, e allora usiamole per dare un ultimo sguardo a quello che è stato il 14° anno di vita della Major League Soccer, segnata dalla passione di Seattle per i suoi Sounders e terminata con l'imprevedibile vittoria in MLS Cup da parte del Real Salt Lake sui Los Angeles Galaxy di Landon Donovan e David Beckham, a dimostrazione che i Designated Players portano pubblico e soldi, ma non sempre vittorie (e infatti non ne hanno portate ancora).

Ecco quindi i ciò che – secondo noi – è da ricordare di questo 2009, con un piccolo sguardo a domattina.

Partiamo dai giocatori emergenti di quest'anno il più interessante è sembrato nel modo più assoluto Stuart Holden, motore offensivo della Houston Dynamo (ma rivelatosi in Nazionale anche più bravo all'ala). Con lui, sempre a Houston, si è messo in mostra anche un centrale, Geoff Cameron, che - magari dopo un po' di esperienza europea - potrebbe diventare il ricambio adeguato in mezzo alla difesa della Nazionale quando i vary Onyewu, DeMerit e Bocanegra segneranno il passo. Intanto starà  a lui reggere la difesa della Dynamo nel 2010.

A Chicago si è messa in mostra la 23enne ala guatemalteca Marco Pappa. Buon per Chicago, che l'anno prossimo, senza Chris Rolfe (in Danimarca da gennaio 2010) e probabilmente Cuahutémoc Blanco, il cui contratto con la MLS è terminato, avrà  gran bisogno del suo talento.

Jeff Cunningham è stato praticamente inesistente nella prima parte della stagione, per poi esplodere nella seconda e conquistare Golden Boot. Ma Cunningham deve ringraziare l'ottimo lavoro svolto in mezzo e sulle fasce dai vari David Ferreira, Dax McCarty e Dave van den Bergh, gruppo che dà  serie speranze per il futuro del FC Dallas (anche se l'olandese van den Bergh sembra sulla strada del ritorno a NY causa stipendio troppo alto e Ferreira deve ancora essere riscattato, e costa non poco).

A Boston altra stagione super - ma per lui è la normalità  - per il centrocampista del New England Revolution Shalrie Joseph. Peccato che difficilmente uno nel suo ruolo, – una vita da mediano - difficilmente riuscirà  mai a vincere l'MVP, che meriterebbe davvero.

Non dimentichiamo poi la spina dorsale dei super Sounders, capaci all'esordio di arrivare in tranquillità  ai playoff e di vincere la US Open Cup: solo Chicago nel 1998 fece meglio. E speriamo che Kasey Keller, Freddie Ljungberg, Fredy Montero e Osvaldo Alonso siano ancora agli ordini di Sigi Schmid l'anno prossimo, per il divertimento dei quasi 40.000 che l'anno prossimo affolleranno il Qwest Stadium.

New York reduce da uno dei suoi peggiori anni - evitato solo dal sapiente lavoro in panchina del subentrato Richie Williams - ha visto brillare, ma assai meno degli anni passati, solo la stella di Juan Pablo Angel, martoriato purtroppo da continui infortuni. Speriamo che il nuovo stadio con campo in erba gli crei meno problemi (ma è sicuro).

 Guarda gli highlights della MLS Cup 2009.

Gli addii

Il 2009 ha visto dare l'addio ad alcuni calciatori molto amati dal pubblico. Addii purtroppo dovuti tutti ad infortuni in serie. Lasciano quindi la MLS e il calcio l'ex Norwich Darren Huckerby (San Jose), il centravanti del Toronto (oltre che di Lecce e Sampdoria anni fa) Danny Dichio, e infine il povero Ben Olsen, inevitabilmente arresosi ai seri problem alle caviglie degli ultimo anni. L'assenza del vecchio leone sarà  molto sentita dai tifosi e da tutto il D.C. United. Ma siamo sicuri che tra qualche anno lo rivedremo, in panchina o dietro la scrivania, magari nel nuovo stadio dello United (quando arriverà !).
Chi invece ha deciso di non ritirarsi quando invece tutti se lo aspettavano è stato il portiere del Chivas USA, Zach Thornton, autore quest'anno di preformance incredibili che gli sono valse il premio di Goalkeeper of the Year alla verde età  di 36 anni, davanti al 39enne Kasey Keller. The Old Guard Never Dies"

Tra i giovani il migliore, e vincitore del premio Rookie year, è stato sicuramente il central di difesa dei Galaxy, Omar Gonzalez, assolutamente a suo agio nel suo primo anno da pro anche grazie alla saggia guida di Bruce Arena in panchina. Ma la MLS Rookie Class del 2009 è stata ottima: da A.J. DeLaGarza (Los Angeles) a George John e Kyle Davies (Dallas, dove Schellas Hyndman sta mettendo in piedi un team dal grande futuro). Ma non dimentichiamo il promettente portiere svizzero Stefan Frei (Toronto), il difensore dei Revs Kevin Alston appena convocato per il camp di gennaio della Nazionale USA, il centrocampista metronomo del TFC Sam Cronin, il centravanti inglese del Seattle Steve Zakuani e infine il promettentissimo Chris Pontius (DC United), uno bravo a svariare tra centrocampo e attacco e con buoni colpi nei piedi, che lo hanno spinto fino alla Nazionale.

Tornando alla MLS Cup, sicuramente i Galaxy avevano in campo i due giocatori top della lega – David Beckham e Landon Donovan - ma alla fine ha vinto la maggior qualità  media del Real Salt Lake, privo di grandi stelle ma senza i pesi morti dovuto al poco salary cap derivante dagli stipendi del Dynamic Duo. Il successo del Real Salt Lake - seppur sorprendente arrivando da un team con uno score sotto 0,500 - è stato comunque il successo del calcio semplice e ben giocato. Il team dello Utah ha fatto vedere durante tutta la stagione un gioco basato su possesso palla - basato sui tocchi dell'argentino Javier Morales - e movimento continuo - col motore Kyle Beckermann - anche bello da vedere (second i canoni MLS ovviamente) , qualcosa di assai diverso dall'impostazione di gioco della maggior parte delle squadre, basata su difese arcigna (facilitate da pessimi arbitraggi) e atteggiamento eccessivamente tattico.

Alle spalle il 2009, la prima curiosità  del prossimo anno è relative al trasferimento (momentaneo) di Landon Donovan all'Everton, in Premier League. L'MVP 2009 cercherà  la definitiva affermazione internazionale dopo aver vinto tutto negli USA.
Se n'è andato per un po' anche David Beckham, tornato al Milan dopo il prestito dell'anno scorso. L'inglese ha ribadito il suo impegno nei confronti della MLS, ma al momento il suo unico interesse sembra la Champions League, in cui coi rossoneri incontrerà  il "suo" Manchester United - e i Mondiali con la Nazionale inglese. Chissà  se tornerà  davvero dopo i Mondiali, e chissà  se un giorno davvero acquisterà  una franchigia MLS?

Chi potrebbe andarsene a gennaio sono Stuart Holden e il centrocampista Ricardo Clark, i cui contratti con la Houston Dynamo sono scaduti. Per loro la decisione di eventualmente trasferirsi all'estero non è facile, con i Mondiali in vista e il rischio di ritrovarsi sì in Europa ma in panchina fino a giugno. Chi invece è già  andato via è l'attaccante del RSL Yuri Movsisyan, fondamentale quest'anno, passato ai danesi del Randers (ma si sarà  pentito visto che questi dopo l'ottimo campionato scorso stanno finendo dritti in seconda divisione).

Columbus non ce l'ha fatta a ripetersi, pur aggiudicandosi di nuovo il Supporters Shield si èvisto buttare fuori al primo turno dei playoff. Adesso coach Warzicha dovrà  prendere la difficile decisione relativa alla conferma o no del 36enne playmaker argentino Guillermo Barros Schelotto, con le conseguenti ripercussioni sul salary cap della squadra. Per lui si parla già  dell'interesse di Chicago, che cerca un adeguato sostituto per Blanco.

Una novità  per l'anno prossimo dovrebbe essere la disputa della MLS Cup in casa del team meglio piazzato tra le due finaliste al termine della regular season. Certo quest'anno lo spettacolo di Seattle è stato notevole grazie al grande entusiasmo della città , ma spesso la sede della MLS Cup risulta abbastanza fredda, dato che mancano i grandi numeri dei tifosi delle due squadre (mica tutti possono volare da un capo all'altro degli USA così!). Ma l'dea è anche finanziaria, come ammesso dal titolare del Real Salt Lake Dave Checketts: "Se avessimo giocato la finale al Rio Tinto ci sarebbe stata la fila, gente alla ricerca dei biglietti online su eBay e StubHub pronta a spendere un sacco di soldi".

E gli altri club?

A New York non si aspetta altro che l'apertura della nuova e bellissima (e col campo in erba!) Red Bull Arena, col conseguente arriva di qualche stella mondiale (Thierry Henry?). E si spera che finalmente i tifosi dell'ex MetroStars possano finalmente vedere qualcosa di decente. A proposito di stelle, è proprio ciò che a New England difficilmente vedranno mai, almeno finchè la proprietà  sara della famiglia Kraft. E allora anche nel 2010 Steve Nicol dovrà  fare miracoli, non potendo però contare sull'aiuto di Paul Mariner, tornado in Inghilterra per allenare il Plymouth Argyle. Chivas USA e D.C. United hannos celto due nuovi coach. Martin Vasquez, già  second di Jurgen Klinsmann al Bayern Monaco è tornado in California da head coach, e proverà  a riportare bel gioco (dimenticato sotto la gestione Preki, ora a Toronto) e tifosi all'Home Depot Center. Bel gioco in cui spera anche DC, che al proposito ha scelto Curt Onalfo per riprendersi dopo due anni senza playoff. E mentre a Philadelphia Peter Nowak ha iniziato a costruire da zero un team che sembra già  avere ottime basi (Chris Seitz in porta, Danny Califf in difesa, Sebastien LeToux e Alejandro Moreno in avanti), a Chicago, dopo l'esonero di Denis Hamlett devono ancora scegliere il coach che guiderà  il Fire nel 2010.

Poco da dire sulle altre. A Toronto o Preki si qualifica ai playoff – e con Julian DeGuzman dall'inizio non può fallire – oppure Mo Johnston salta. Intanto fortunatamente al BMO Field hanno steso un campo in erba, che dovrebbe limitare gli infortuni degli anni passati. A San Jose e Colorado invece la mediocrità  sembra continuare. Ma come per Columbus nel 2008, magari sbagliamo noi.

Comunque, al momento è impossibile immaginare chiaramente il 2010, in particolare con la spade di Damocle della scadenza del CBA (il contratto collettivo dei giocatori) prevista per il 31 gennaio. Le discussioni sono in corso, ma l'aria che tira non è assolutamente buona: il rischio è uno sciopero dei giocatori oppure un lockout (la chiusura) da parte dei proprietari. Entrambe le possibilità  sarebbero una disgrazia per il calcio USA. Ma ne parleremo più approfonditamente nei prossimi giorni.

Sarà  poi un anno di passaggio nell'attesa - dopo l'ingresso di Phila nel 2010 - dell'ingresso del "colosso" Vancouver e di Portland, che con Seattle creeranno una grande rivalità  nel Northwest. Con loro arriveranno anche gli stadi: nel 2011 apriranno infatti Portland appunto, Kansas City e - forse - San Jose e Houston, mentre Vancouver giocherà  in uno stadio provvisorio per metà  stagione fino al trasferimento nel rinnovato e futuribile BC Place. Si attendono news al riguardo per New England (che comunque gioca in uno stadio di proprietà , seppur enorme) e DC, che di questo passo rischia di rimanere l'unico team senza soccer specific stadium, diventando a rischio relocation. E sarebbe un vero peccato essendo il team di maggior successo della storia della MLS.

Ma stiamo andando troppo avanti. Per adesso chiudiamo qui il 2009.

Sul sito ufficiale della Major League Soccer Mark Abbott, Deputy Commissioner, ha parlato del futuro della MLS, dal calendario, alle possibili nuovi squadre fino al salary cap. Di seguito l'intervista tradotta da www.socceritalia.it. Su Sacramento nella MLS: "Ovviamente ci sono un sacco di cose bellissime che stanno accadendo a Sacramento", ha detto Abbott. "Il mercato calcistico è buono in se, ma quello che stanno facendo la dirigenza del Sacramento Republic è una grande storia. Ci sono un sacco di persone a Sacramento che vogliono vedere la MLS in città. Incluso il sindaco." Sul numero di squadre nella MLS per il 2020 e le altre possibili città: "Las Vegas è una città che ho visitato recentemente. C'è stato un gruppo che è uscito pubblicamente sulla volontà di portare Las Vegas nella MLS che ho incontrato", ha dichiarato il Deputy Commissioner. "Ci sono state persone uscite allo scoperto anche per San Antonio e Austin. Sono tutte diverse, ma sono tutte interessate seriamente alla Lega. Abbiamo comunque deciso che il giusto numero per il nostro numero di giocatori, per i diritti tv e altro, è di 24 squadre per il 2020". Sullo sviluppo dei giovani: "Ora abbiamo un sistema che incentiva lo sviluppo dei giovani perché ne riconosciamo l'importanza. E' stato bellissimo vedere Yedlin uscire dal "programma" Homegrown players e giocare il Mondiale. Per noi è tutto relativamente nuovo. Sono solo 4 o 5 anni che abbiamo iniziato a investire su questa cosa, quindi è ancora presto per dire se è la direzione giusta". Sulla partnership della MLS con la USL Pro e la possibilità di creare altre squadre come i LA Galaxy II: "La partnership con la USL Pro è molto produttiva, sia con il metodo dei Galaxy (squadra riserve), sia con quello della squadra affiliata. Penso che sia una parte fondamentale dello sviluppo dei calciatori. I giocatori giovani che non giocano in prima squadra possono andare a giocare nella USL pro, è importante". Sulla proposta di allargare il calendario del College soccer per tutto l'anno accademico: "Penso sia una cosa positiva e che supportiamo. Quello che è buono per il college soccer e per lo sviluppo dei calciatori è buono anche per noi. In prospettiva MLS Combine e SuperDraft non sappiamo ancora come muoverci, ma è una cosa che supportiamo". Sulla volontà della Lega di aumentare il Salary cap: "Nel corso del tempo continueremo a investire sempre di più nei calciatori, e penso che lo abbiamo dimostrato costantemente. Quindi non esiste una formula specifica che posso darvi, ma riconosciamo la continua importanza del migliorare il prodotto sul campo. E ci sono diverse strade per farlo". Sulle negoziazioni per il contratto collettivo con l'associazione giocatori che scadrà a dicembre: "Il contratto collettivo riguarda l'investire sui giocatori. Non vogliamo un lockout, non è il nostro piano. Per prima cosa voglio dire che abbiamo un ottimo rapporto con i nostri giocatori e con l'associazione. Penso che nell'ultimo contratto collettivo siamo stati capaci di risolvere un sacco di cose che hanno migliorato la vita dei nostri calciatori. Secondo, siamo estremamente orgogliosi dei nostri giocatori, per come si comportano in campo e fuori". Sul futuro del Chivas USA e in possibili location per uno stadio a Los Angeles: "Abbiamo speso un sacco di tempo nel parlare con possibili investitori. Non ho ancora un calendario preciso... Abbiamo parlato della University of California come luogo possibile. L'idea è di tirare giù la Los Angeles Memorial Sports Arena e costruire uno stadio da calcio. Ma sono sicuro che ci saranno altre opportunità e altre idee". Nota: Abbott ha confermato che la squadra continuerà a giocare nell'attuale stadio fino a quando il nuovo stadio non sarà pronto. Intanto Sacramento sarebbe interessata a rilevare la squadra e trasferirla nel Nord California. "Crediamo che Los Angeles possa avere due squadre, che sia in grado di ospitarle, ora come ora amiamo le rivalità. Lo vediamo nel Pacific Northwest. Questa è la ragione per la quale abbiamo due squadre a New York". Sul potenziale cambio di calendario utilizzando quello della Fifa: "Quello che dirò è quello che il Commissioner (Don Garber) ha detto lo scorso anno. Ci abbiamo ragionato lo scorso autunno e siamo arrivati alla conclusione che è un cambiamento che non possiamo fare. Non lo escludiamo per il futuro, ma non c'è un piano imminente per cambiarlo". Nota: Blatter, a Toronto, pochi giorni fa ha dichiarato che la MLS avrebbe cambiato il calendario adottando quello della Fifa e dei più grandi campionati europei. Sulla possibilità di vedere promozioni e retrocessioni nel calcio americano: "E' una cosa che non succederà mai".    

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Quando la Major League Soccer ha deciso di assegnare al gruppo guidato da David Beckham l'expansion team di Miami, ha posto una condizione precisa: la nuova franchigia sarebbe potuta scendere in campo solo dopo aver ottenuto il via libera per la costruzione di uno stadio in città. Ora però, dopo che i due siti preferiti sono stati respinti, l'MLS Commissioner Don Garber ha reiterato il concetto - per la seconda volta in due mesi - della condizione base dello stadio. "Miami rimane una priorità per noi"" ha spiegato Garber in un'intervista con Alexi Lalas e ESPN. "Ci ricordiamo delle problematiche avute in passato, e dobbiamo avere la giusta proprietà e la giusta location per lo stadio. David sta lavorando per mettere insieme ulteriori partner, che sarebbero ottimi per la MLS. Ma al momento non è riuscito ad individuare un'area in grado di dare il necessari accesso e visibilità per il successo della franchigia. L'obiettivo è uno stadio a downtown Miami, e non ci sarà expansion a Miami senza un'area per lo stadio a downtown". A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami. Quale sia la scadenza che Garber e la MLS hanno imposto a Beckham non è però ancora chiaro. Con così tante città interessate ad entrare nella lega, di certo la pazienza avrà un limite. New York City FC e Orlando City entreranno nel 2015, portando la MLS a quota 21 club. Nel 2017 toccherà ad Atlanta. La MLS vuole chiudere (momentaneamente?) l'espansione raggiungendo il numero di 24 club entro il 2020. Per l'ultimo posto disponibile - se Miami fosse confermata - sono in prima fila Sacramento e Minnesota, ma dietro di loro c'è la fila con le varie San Antonio, St. Louis e, ultima arrivata, Las Vegas. Sotto: il rendering dello stadio che Beckham avrebbe voluto a Port Miami. Respinto dal governo della città

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Il Real Salt Lake è una società modello della Major League Soccer, competizione che ha vinto nel 2009 in finale contro i LA Galaxy di David Beckham. Si sono comportati bene anche nella coppa di del calcio nordamericano: nel 2011 persero la finale di CONCACAF Champions League contro il Monterey, 2-2 all'andata, 0-1 al ritorno in un match che avrebbero meritato di vincere. Il 2013 è stato positivo ma è finito male con la sconfitta in finale di MLS Cup (in favore dello Sporting Kansas City) e in finale di US Open Cup, match dominato dal primo all'ultimo dove è mancato "solo" il goal. Insomma, 5 stagioni (2009, 2010, 2011, 2012, 2013) che potevano valere 4 trofei; la franchigia dello Utah ne ha messo in bacheca solo uno. Va comunque premiato il lavoro svolto, tenendo presente che ai Play off riescono a qualificarsi sempre. Inoltre per il Mondiale del 2010 Findley, loro attaccante, fu convocato da Bob Bradley, mentre in quello recente due giocatori del RSL hanno preso parte alla spedizione: Nick Rimando e Kyle Beckerman, con Tony Beltran e Luis Gil nel giro della Nazionale, seppur scartati. E' qualcosa del quale vanno orgogliosi a Salt Lake City. Nel 2011 il Real Salt Lake decise di diventare un vanto per la Major League Soccer anche sotto l'aspetto dello sviluppo dei giovani calciatori. Hanno quindi trasferito l'Academy alla Grande Sports World nell'Arziona, scuola calcio costata $20 milioni. E', quindi, nato il Real Salt Lake Arizona ed è stata creata una rete di osservatori per attirare nell'Academy i migliori prospetti, sopratutto dall'Arizona, dallo Utah, dalla California e dagli stati adiacenti. Ma, per regolamento, solo giocatori fuori dall'area geografica di un'altra squadra della MLS. Solo quattro squadre: U18, U16, U18 Elite, U16 Elite. La scuola calcio prevede 9 campi (6 illuminati), un hotel, palestra, piscina. Tutto quello che serve per avere delle strutture di livello mondiale. I ragazzi vivono a tempo pieno nel campus, dove studiano. Il sistema ha funzionato perché ben 45 giocatori diplomati hanno giocato il campionato NCAA 2013 e ben 19 sono arrivati alla College Cup, dove si giocano semifinali e finale del campionato. 16 diplomati hanno già firmato per una Università nel 2014, dalla Stanford alla Princeton. Avendo poi la possibilità di essere tesserati al SuperDraft. Il dato più incoraggiante è quello dei 7 giocatori che già hanno firmato un contratto con la prima squadra del Real Salt Lake. E ottenerlo non è semplice. Tra i più importanti Carlos Salcedo (Messico U21), Jordan Allen, Benji Lopez, Justen Glad e Saucedo, ingaggiato oggi. 7 giocatori sono stati convocati nelle Nazionali giovanili degli USA U16, U17 o U18 nel 2014. Altri giocatori hanno firmato per club europei come Ben Spencer (Molde), Maikon Orellana (Brondby), Romain Gall (Lorient, Ligue 1) e Kainoa Bailey (Bayer Leverkusen). L'esportazione all'estero non ha ancora raggiunto grandi livelli in confronto al numero di giovani statunitensi che popolano le giovanili di Chelsea, Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid, Arsenal, Liverpool, Borussia Dortmund e Atletico Madrid. Altri prospetti sono Brooks Lennon, Corey Baird, Diego Silva e Jose Hernandez. Non sarà difficile vederli nella Nazionale di Klinsmann, un giorno. I risultati sono arrivati anche sul campo (fermo restando che a livello giovanile contano relativamente): nel 2012/13 campioni del campionato U15/16, con premio per il miglior gioco espresso, totalizzando riconoscimenti su riconoscimenti per i propri giocatori. In questa stagione hanno perso, pochi giorni fa, la finale contro i Los Angeles Galaxy della categoria U15/16. A dirigere la scuola calcio gli americani Martin Vasquez (ex assistente Naz. USA e Bayern Monaco), Freddy Juarez e Michael Kraus, lo scozzese Tony Bruce e il messicano Ignacio Hernandez. Tutti risultati raggiunti in 4 anni, è solo l'inizio. Tanto duro lavoro, un po' di pazienza, qualche anno e poi a Salt Lake City giocheranno solo con giocatori costruiti in casa, ottenendo grandi risultati. Magari cedendoli a grandi squadre europee. Non è utopia.  

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