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Prima della MLS: Toronto
Scritto il 2007-04-11 da Franco Spicciariello su History
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Nella città  canadese che per la prima volta ospiterà  quest'anno la MLS, han giocato in precedenza altre squadre professioniste.

Nel 1967, quando le leghe pro soccer NPSL ed USA rivaleggiavano, la città  di Toronto contava addirittura due franchigie. I Toronto Falcons, con casacca bianca e blu disputarono il campionato del 1967 nell'allora Western Division della NPSL, giocando al Varsity Stadium di Toronto. Il ruolino di marcia di questo club fu nel suo primo anno di vita di 10 vittorie, 5 pareggi e 17 sconfitte, con mancata qualificazione ai play-off. La media spettatori per quell'anno si attestò sulle 3792 unità . L'allenatore della squadre era l'ungherese Ladislav Kubala, con un passato nella grande Ungheria di Puskas. Nei ranghi della squadra spiccavano lo jugoslavo Yanko Daucik, il portiere scozzese Bill Brown e il nazionale canadese Tony Lecce.

La squadra della lega rivale, vale a dire la USA, era la franchigia dei Toronto City, che era in realtà , (data la politica della USA di importare club stranieri americanizzandone il nome), l'Hibernian FC di Edimburgo, allenati dall'inglese Malcom Allison. Essendo la USA prevalentemente un campionato estivo, il ruolino di marcia del Toronto City fu ovviamente più corto, ma anche la franchigia USA mancò i play-off, con un cammino di 4 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. La media spettatori si attestò a 6.923 presenze al botteghino.

Nel 1968, visto il pessimo andamento di entrambe le leghe venne creata la NASL, con la conseguente chiusura dei Toronto City per lasciare il posto ai Falcons, che vennero così inseriti nella Lakes division della neonata lega. Ancora una volta i Falcons mancarono la qualificazione ai play-off collezionando 13 vittorie, 6 pareggi e 13 sconfitte. Nella stagione NASL 1968 i giocatori che meglio si distinsero nella franchigia canadese furono Hector Marinaro e Iris De Brito. La media spettatori si attestò sulle 5.336 unità . Durante la prima stagione della NASL tutte le squadre, tranne 5, fallirono, così accadde anche ai Toronto Falcons, che chiudono così il primo fallimentare tentativo di esportare il soccer nella terra degli aceri. Per vedere ancora il soccer professionista a Toronto bisognerà  aspettare il 1971 con l'arrivo dei Toronto Metros, che avrebbero anche loro giocato al Varsity Stadium. La media spettatori dei Metros fu per il '71 di circa 5993 persone. Tra i giocatori di quella formazione va ricordato Dick Howard. Il ruolino di marcia di quella stagione fu di 5 vittorie, 9 pareggi e 10 sconfitte. Quell'anno i Metros, inutile dirlo, non centrarono i play-off.

Nel 1972, l'anno in cui la regular season della NASL fu ridotta a 14 partite i Metros si piazzarono ultimi nella Northen Division totalizzando 4 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. La media spettatori però aumentò fino a 7173 paganti. Nel 1973 (L'anno degli Atoms di Philadelphia) La stagione della NASL venne allungata a 19 partite, includendone anche una coi messicani del Veracruz. I Metros arrivarono primi nella Northern Division con 6 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte ed una media spettatori intorno ai 5961 presenti alle partite del sodalizio canadese. Il sogno di vincere il titolo però si schianta contro gli Atmos, vincitori del torneo che bastonano i canadesi con un secco 3-0. Agli onori della cronaca balza anche un amichevole disputata con gli italiani della Lazio, vinta da questi ultimi per 2-1. Nel 1974 il calendario NASL viene ancora una volta espanso, questa volta fino a 20 partite di regular season. Con 9 partite vinte, 1 pareggio e 10 sconfitte i Metros arrivano secondi nella Northen Division, ma il piazzamento non consente loro l'accesso ai play-off. La media spettatori scenderà  fino a 3458 paganti.

L'anno successivo, 1975, i Metros si fusero con i Toronto Croatia, squadra di grido della lega locale CNSL, non osservando il divieto vigente nella NASL riguardo i nomi etnici del club, argomento che l'anno successivo porto allo scontro mediatico Giorgio Chinaglia e il Commissioner della NASL Phil Woosnam. Con una formazione composta in larga parte da oriundi e cittadini jugoslavi, i neonati Toronto Metros-Croatia arrivarono secondi nella loro conference vincendo 13 partite e pareggiandone 9 (ma per rendere il gioco più aggressivo la NASL aveva abolito il pareggio introducendo gli shoot-outs). Il sogno di Toronto di arrivare a giocare il suo primo Soccer Bowl si infrange però ai play-off contro i Tampa Bay Rowdies che si sarebbero poi aggiudicati il Soccer Bowl 1975 battendo per 2-0 i Portland Timbers, al tempo una succursale della Big League inglese. Gli spettatori crebbero fino a 6.271 paganti, ancora pochi.

Il 1976 sarebbe stato finalmente l'anno della riscossa per i canadesi. Con l'arrivo di Eusebio, star del calcio europeo con il Benfica di Lisbona che aveva deluso a Boston un anno prima. Con lui la franchigia dei Toronto Metros-Croatia si preparava a vincere finalmente il Soccer Bowl. Durante la regular season, ancora una volta espansa a 24 partite, i canadesi arrivano secondi nella Northern Division dietro ai Chicago Sting con un cammino di 15 vittorie e 9 sconfitte, 38 reti all'attivo e 30 al passivo. Durante i play-off Toronto sconfigge per 2-1 i Rochester Lancers, e al turno successivo si sbarazza dei Chicago Sting per 3-2. Nella Conference Championships i Toronto Metros-Croatia vincono ancora una volta contro i Tampa Bay Rowdies, campioni 1975 per 2-0, per arrivare al Silverdome di Seattle dove porteranno a casa il Soccer Bowl 1976 di fronte a 25.000 spettatori, smontando i Minnesota Kicks per ben 3-0, con prima rete segnata proprio da Eusebio, che chiude l'ultimo anno di carriera a grandi livelli con uno score di 25 partite e 18 gol. Dopo 5 anni dalla loro fondazione i Metros (ora Metros-Croatia) sono sul tetto del soccer.

Singolare il fatto che per evitare il rimarcare che un club col nome etnico fosse arrivato al Soccer Bowl, al telecronista che commentava l'incontro fu proibito di chiamare la squadra col nome Metros-Croatia. Nel 1977 i campioni in carica arrivano primi nella Northen Division, collezionando 13 vittorie e 13 sconfitte, alzando la media spettatori a 7.336 paganti. Stavolta però il sogno non si ripete e nella seconda fase dei play-off veranno eliminati nella doppia sfida coi Rochester Lancers con una sconfitta di misura in entrambi i match. Quell'anno il soccer bowl sarà  dei New York Cosmos, con un Pélé giunto all'ultimo anno della sua carriera. Davanti a 35.000 persone i Cosmos batteranno al Civic Stadium di Portland i Seattle Sounders per 2-1, con prima rete dell'inglese Steve Hunt, seguita dal pareggio della squadra di Seattle reso vano da un colpo di testa di Long John Chinaglia.

La storia dei Metros-Croatia termina nel 1978, dopo una stagione in una NASL arrivata al massimo storico di 24 squadre e ben 30 partite di regular season. Quell'anno i canadesi, che avevano acquistato lo spagnolo Manuel Velasquez, capitano del Real Madrid, arrivano terzi nella Eastern Division dietro a New York Cosmos e Washington Diplomats con un totale di 16 vittorie e 14 sconfitte, disputando così il primo turno dei play-off uscendo però con le ossa rotte ed una cocente sconfitta per 4-0 ad opera dei Vancouver White Caps. La fine dei Toronto Metros-Croatia non coinciderà  comunque con la fine del pro soccer a Toronto, in quanto la Global Television Netwok acquistò i diritti della franchigia e la rinominò Toronto Blizzard, sodalizio che resistette anche dopo la fine della NASL avvenuta nel 1984. I Toronto Croatia tornarono a giocare nella NSL.

Le cose comunque, a parte la media spettatori che si era alzata fino alle 11.821 unità , non andarono meglio. La neonata franchigia terminò il cammino della sua prima regular season con una media di 14 vittorie e 16 sconfitte. Le velleità  di vittoria del titolo '79 vengono spente nei quarti di finale di Conference dalla multinazionale del soccer denominata New York Cosmos che sconfigge i canadesi nella doppia sfida per 3-1 e 2-0. Il 1980 si concluse per i Blizzard in maniera ancora peggiore, con 14 vittorie e 18 sconfitte e mancata qualificazione ai play-off. Nonostante ciò la media spettatori crebbe ancora raggiungendo le 15.043 unità .

Nel 1981, con una NASL all'inizio della fine i Blizzard arrivano addirittura ultimi nella Eastern Division con un'umiliante tabella di marcia di 7 vittorie e ben 25 sconfitte, con 39 goals segnati ed 82 subiti. La media spettatori crolla a 7.299 anche se c'è da dire che tutte le franchigie della NASL stavano registrano un notevole calo di presenze al botteghino. Il 1982 vede i Toronto Blizzard raggiungere ancora una volta i play-off, dopo una regular season di 17 vittorie e 15 sconfitte, con un sensibile rialzo della media spettatori che raggiunge in quell'anno le 8.185 presenze. Ancora una volta però la corsa dei Blizzard si conclude al primo turno, con una sconfitta ad opera dei Seattle Sounders per 4-2. Il match di ritorno arride ai canadesi per 2-1, ma nella partita di spareggio i Blizzard vengono ancora una volta sonoramente batostati per 4-2.

Nel 1983, in una NASL che aveva perso in poco tempo la metà  dei suoi team, la franchigia di Toronto centra il traguardo dei play-off con una regular season di 16 vittorie e 14 sconfitte, ed una media di 51 goal segnati e 48 subiti. La media spettatori si alza ancora toccando le 11.630 presenze. Dopo la fine del campionato la franchigia di Toronto perde ai play-off contro i Vancouver White Caps per 1-0, ma vince al ritorno per 4-3, determinando così un altro match di spareggio con risultato che arride ai Blizzard per 1-0. Nelle semifinali Toronto sconfigge i Golden Bay (Ex San Jose Eearthquakes) per 1-0 e 2-0. Purtroppo la finale per i Blizzard ha un sapore amaro.

L'ultimo Soccer Bowl della NASL tenutosi a Vancouver vede i favoriti Toronto Blizzard, nonostante la presenza dell'ex juventino Roberto Bettega, perdere 2-0 contro i Tulsa Roughnecks con marcature dello jugoslavo Njega Pesa e dell'inglese Ron Futcher. Nelle amichevoli estive i Blizzard battono per 2-1 il Nottingham Forest ed il Benfica di Lisbona per 1-0. Durante il 1984, ultimo anno della NASL, la squadra di Toronto arriva seconda nella Eastern Division con 14 vittorie e 10 sconfitte in una regular season ridotta a 24 partite. La strada per Toronto continua battendo in doppia eliminatoria i San Diego Sockers per 2-1 e 1-0, ma ancora una volta il finale ha un risvolto amaro per i canadesi, che ancora una volta cadono, questa volta sconfitti per 2-0 dai Chicago Sting nell'ultima partita della NASL mai disputata.

Giocatori da ricordare sono i sudafricani Jomo Sono e Ace Ntsoelengoe, Roberto Bettega, David Byrne, Cliff Calvert, Pasquale De Luca, Charlie Falzon, Sven Habermann, Paul James, Conny Karlsson, Victor Kodelja, Trevor McCallum, Colin Miller, Jan Moller, l'altro ex juventino Francesco Morini, Jimmy Nicholl, Randy Ragan, Neill Roberts, John Paskin, Derek Spalding, Bruce Wilson, Clyde Best, Jimmy Bone, Drew Busby, Cliff Calvert, Tony Chursky, Duncan Davidson, Colin Franks, George Gibbs, Jimmy Greenhoff, Graham Hately, Dave Henderson, Sam Lenarduzzi, Ivan Lukacević, David McQueen, Gà¼ngà¶r Tekin, Willie McVie, Rob Prentice, Gordon Sweetzer, Blagoje Tamindzić, Jose Valasquez, Peter Lorimer, David Fairclough, Brian Budd e Gordon Wallace.

Il club chiuse con il fallimento della NASL ma fu resuscitato nel 1986 nella NSL, vincendo sia il "League Championship" che la NSL Cup, annoverando in formazione, tra gli altri, Paul Hammond, Paul James e Randy Ragan.

Nel 1987 i Blizzard si unirono alla CSL (Canadian Soccer League) dove sarebbero rimasti fino al 1993, anno del fallimento della CSL. Giocatore da ricordare è Paul Peschisolido che sarebbe stato poi venduto agli inglesi del Birmingham City. Con il fallimento della CSL, Toronto Blizzard e Vancouver '86 si unirono alla APSL con la speranza che in vista dei Mondiali Usa '94 la lega dove militavano potesse venire innalzata al rango di serie A, ma con l'avvento della cordata capeggiata da Alan Rothenberg e la scelta da parte di USSF e FIFA della costituenda MLS come nuova lega pro soccer con lo status di massima serie, i Toronto Blizzard chiusero definitivamente i battenti con la fine del campionato APSL del 1993. Il soccer professionista sarebbe stato poi rappresentato dai Toronto Lynx che avrebbero militato nella A-League (poi USL 1st) dal 1997 fino al 2006, decidendo dopo un campionato fallimentare e la nascita della franchigia MLS Toronto FC grazie alla Maple Leaf, di autoretrocedersi nella semi professionista PDL nell'ottobre 2006.

Il Toronto FC ha giocato la sua prima partita nella MLS 2007 sabato 7 aprile all'Home Depot center di Carson (CA), venendo sconfitta 2-0. L'esordio nel nuovo Soccer Specific Stadium di Toronto, il BMO Field (20.000 posti, 14.000 season ticket venduti, il massimo possibile) avverrà  a maggio.


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Ieri è stato ufficialmente accantonato il precedente logo della Nazionale americana di calcio, per dar spazio al nuovo stemma che prenderà posto sul petto delle uniformi Nike a stelle e strisce. In un 2016 colmo di rebranding di ogni genere, anche il calcio del nuovo continente si trova davanti ad un cambio che sta già spaccando le opinioni dei fan americani, da una parte poco convinti della nuova soluzione adottata, dall’altra affascinati dal design semplice e pulito che il nuovo logo regala all'immagine della nazionale di uno sport in grande crescita nel paese. La nuova soluzione grafica si presenta estremamente semplice e lineare, con l’immancabile acronimo USA ad occupare la parte superiore e le 13 strisce bianco-rosse, richiamo della bandiera statunitense, nella parte inferiore. I colori, ovviamente, rimangono stabilmente sul rosso-bianco-blu, lasciando spazio comunque a qualsiasi rappresentazione monocromatica a seconda delle esigenze. Le principali perplessità degli americani vanno sulla soluzione estremamente semplice dello stemma, che rimandano quasi ad una interpretazione bonaria del mercato della contraffazione, o dei videogame che non acquistano la licenza di rappresentazione della federazione stessa. D’altro canto però la soluzione così semplice e lineare è qualcosa che si sta sempre più ricercando, ma che ovviamente stona con il fantastico comparto loghi che la MLS, ad esempio, propone. Rispetto al precedente logo salta subito all’occhio la modifica cromatica del rosso e del blu, diventati più scuri nella nuova rappresentazione, e sicuramente meglio distribuiti rispetto al precedente: le strisce che andavano a richiamare la bandiera del nuovo continente, oltre a essere in numero inferiore, risultavano bianco-blu invece che bianco-rosso. Un’altra principale differenza, sicuramente difficile da digerire, è l’assoluta mancanza di richiamo allo sport cui fa riferimento: mentre il logo precedente presentava un pallone da gioco, il nuovo stemma non presenta alcun segno distintivo del Soccer; difficile capire, in mancanza di precise informazione, di essere davanti allo stemma del calcio americano, e non basket, baseball oppure hockey. Possibile che sia il primo passo verso un unico brand dello sport americano nella sua forma internazionale? Condivisibile l’eliminazione, invece, delle tre stelle, a rappresentazione della vittoria dei tre mondiali conquistati dalla nazionale femminile. Ma nella nazionale maschile? Cosa potevano o volevano rappresentare? Ovviamente nulla, se non un discutibile richiamo alle stelle della bandiera. Lo slogan che va ad accompagnare la presentazione è “One Nation. One Team.”, slogan che probabilmente avvalora la tesi di uniformità di branding tra i diversi sport che rappresentano il paese nelle competizioni internazionali, ma che attualmente nel solo calcio trova una enorme disparità di pareri riguardo la nuova soluzione adottata, e non mancano i fan made sui social a lasciar intendere un generale “Si poteva fare meglio”. Ma si poteva davvero fare meglio? Voi cosa pensate del nuovo stemma americano che dominerà le prossime maglie Nike Football? Fonte: SoccerStyle24.it 

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Calendario Serie A 2015/2016
Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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