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L'ex CT della Nazionale USA, Bob Bradley, è il nuovo allenatore dei norvegesi dello Stabæk. La presentazione di Bradley si è tenuta questa mattina al Nadderud Stadion. Parte così una nuova avventura per Bradley, primo americano ad allenare in Norvegia, reduce dalla notevole esperienza con la Nazionale egiziana terminata con una sconfitta agli spareggi per i Mondiali. Dopo l'Egitto Bradley aveva avuto un'importante proposta dai Vancouver Whitecaps, ma l'ex CT ha preferito rimanere all'estero prima di riprendere la sua esperienza in MLS che lo ha visto in passato allenare D.C. United, Chicago Fire, New York MetroStars e Chivas USA. Su Bradley c'è stato anche l'interesse del West Bromwich Albion, ma a dicembre lo Stabæk ha puntato deciso su di lui. Lo Stabæk infatti non è nuovo ad avere americani in squadra, avendo annoverato in passato Erik Benjaminsen, Sean Cunnigham (capocannoniere MLS con 134 reti sino al nuovo record di Landon Donovan),Ricardo Clark (Houston Dynamo) e Mikkel Diskerud (oggi al Rosenborg). Neopromosso in Tippeligaen, i Blue Ones hanno vinto un campionato nel 2008 e la Coppa di Norvegia nel 1998. Il nuovo team di Bradley andrà in ritiro la prossima settimana, con prima amichevole fissata per il 24 gennaio a Bærum. Esordio in campionato il 30 marzo in casa col Sogndal.

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Jonathan Bornstein potrebbe finalmente tornare a giocare con continuità. Il terzino sinistro Tigres UANL è statoi infatti ceduto in prestito al C.F. Atlante, club che ha bisogno di rinforzi proprio nel suo ruolo. Mossa importante per Bornstein, che dal suo trasferimento al Tigres nel gennaio 2011 è sceso in campo per un totale di soli 368 minuti, senza mai giocare nell'ultimo torneo Apertura vinto dal Leon. Il 29enne Bornstein, pupillo di Bob Bradley sia al Chivas USA - dove ha esordito nel 2006 - che con la Nazionale USA, ha giocato solo tre partite di Copa MX nella scorsa mezza stagione e una di CONCACAF Champions League contro i Seattle Sounders. L'Atlante ha chiuso al penultimo posto in classifica l'ultimo Apertura della Liga MX, e ricomincerà il Clausura contro il Leon il prossimo 5 gennaio.  

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Un americano è campione del Messico. Nel Club León vincitore del torneo Apertura della Liga MX gioca infatti portiere titolare William Yarbrough, nato ad Aguascalientes, in Messico, da genitori emigrati negli anni '80. E Yarbrough è stato uno dei protagonisti domenica nel match di ritorno della finale dei playoff contro il Club América, vinta dal León 3-1, che fa coppia col 2-0 dell'andata. Il portiere tex-mex ha dovuto fronteggiare gli assalti di un América disperatom, autore di ben 11 tiri in porta, di cui uno solo alla fine entrato, mentre il León ne ha infilati tre con Mauro Boselli, Nacho González e Edwin Hernández. Yarbrough, 24 anni, non ha indossato né la maglia degli USA né quella del Messico, a parte una convocazione con l'Under 23 di ElTri per le qualificazioni alle Olimpiadi 2012 e qualche presenza con l'Under 20. Biondo occhi azzurri, perfettamente bilingue, a 16 anni è entrato nel vivaio del Pachuca, dove è rimasto - con periodi al Jaibos Tampico Madero (2011, 38 partite in Segunda División de México) e al Titanes Tulancingo - fino a quando nel 2012 è stato prestato al León , club molto vicino al Pachuca, che quest'anno gli ha offerto un triennale rinnovando il prestito. Quest'anno Yarbrough è riuscito man mano farsi spazio tra i Panzas Verdes superando in finale la concorrenza di Edgar Hernández e Christian Martínez. Dovesse continuare così, potrebbe presto essere possibile per Yarbrough una chiamata da parte del CT USA Jurgen Klinsmann, che dopo i Mondiali dovrà iniziare a pianificare il dopo-Howard, anche se il portiere ha recentemente dichiarato: "I miei genitori sono stranieri [ucraini, ma di nazionalità americana, Ndr], ma tutta la cultura che è nella mia vita è messicana. I miei fratelli sono nati qui, ho sempre vissuto qui, quindi il mio cuore è messicano". Ma, come già visto con Edgar Castillo e Jose Torres, una chiamata può far cambiare improvvisamente certi pensieri. Il ritorno di Rafa Márquez Da segnalare nel León campione il ruolo fondamentale del ex difensore/centrocampista di Barcellona e New York Red Bulls (dove però è stato una delusione) il capitano Rafa Márquez, al primo titolo messicano della sua carriera e in gran forma, che NY potrebbe quindi ritrovare come avversario nella prossima edizione della CONCACAF Champions League

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Un trio di americani è sceso in campo ieri sera per l'ultimo turno della fase a gironi di Europa League. Ottima la prova dell'eterno (42 anni) Brad Friedel, titolare in porta col Tottenham Hotspur, che ha ottenuto la sesta vittoria consecutiva con un 3-1 sull'Anzhi Makhachkala. L'ex portiere della Nazionale USA ha piazzato cinque parate che hanno permesso agli Spurs di chiudere con uno score perfetto il Group K e volare al turno successivo. Nel Group G, un gol Terrence Boyd in apertura non evita al Rapid Vienna di essere sconfitto per 3-1 dalla Dinamo Kiev e venire eliminato. Al Rapid sarebbe bastata una vittoria per passare. Boyd, che punta a ritagliarsi un posto per i Mondiali, è andato in gol dopo 6 minuti, portandosi a quota 4 nel torneo, e a 12 totali in stagione. Infine, in campo nell'ultimo quarto d'ora (facendosi anche ammonire) Aron Jóhannsson, con l'AZ Alkmaar che ha pareggiato 2-2 con i greci del PAOK nel Group L. L'AZ, imbattuto, va al turno successivo. Il sorteggio del prossimo turno si terrà lunedì pomeriggio.

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(@MicheleTossani) Poche settimane fa, Shawki Gharib è stato nominato nuovo allenatore della nazionale dell’Egitto, al posto di Bob Bradley. L’ex tecnico dello USMNT dal 2006 al 2011, native del New Jersey, non è riuscito a qualificare gli africani per la Coppa del Mondo del prossimo anno anche se ha portato gli egiziani vicinissimi a quella che sarebbe stata la loro prima partecipazione ad un Mondiale dai tempi di Italia 1990. Nonostante la sconfitta nel playoff contro il Ghana, I Faraoni sono usciti a testa alta dalle qualificazioni. Per Bradley non è la prima volta in cui si trova senza lavoro, ma questa condizione non è mai durata a lungo. Quando venne licenziato dagli allora New York MetroStars con tre partite da giocare nella regular season 2005, Bradley trovò un ingaggio meno che due mesi dopo con il Chivas USA. Lo stesso è accaduto dopo luglio 2011, quando la U.S. Soccer Federation decise di separarsi da Bradley, che venne ingaggiato dalla Federazione Egiziana il settembre successivo. Anche ora, questa condizione di allenatore senza panchina potrebbe essere soltanto temporanea. A nessuno è sfuggito l’ottimo lavoro fatto in Africa, nonostante il mancato risultato finale. Quando Bradley è arrivato nel 2011 per guidare il programma dell’Egitto, il Paese era alle prese con gli sconvolgimenti della rivoluzione. La primavera araba aveva deposto il leader Hosni Mubarak e cinque mesi dopo che Bradley aveva cominciato il suo lavoro, 74 persone erano morte durante una partita della Egyptian Premier League. Eppure, Bradley è riuscito a ridare emozioni ai tifosi egiziani, proprio lui che era stato accusato di essere robotico e inespressivo durante i Mondiali del 2010. E questa volta non è stata la prima sotto pressione per Bradley: l’americano aveva già dovuto affrontare situazioni difficili, dal punto di vista lavorativo, quando Sunil Gulati aveva cercato, per ben due volte, di firmare Jurgen Klinsmann per sostituirlo alla guida degli Stati Uniti, una volta appena ricevuto l’incarico come interim head coach al posto di Bruce Arena e la seconda dopo il mondiale sudrafricano. Per Bradely, conclusa l’esperienza con lo USMNT, la prima scelta era l’Europa. Tuttavia, dopo colloqui non andati a buon fine con un club in Messico e dopo essere stato fra i papabili per allenare Fulham e Aston Villa in Premier League, Bradley ha deciso di andare in Egitto, un Paese cui calcisticamente era legato dal fatto di avere lavorato con Zak Abdel, suo allenatore dei portieri nell’esperienza con i Chivas. E così, Bradley è diventato il primo allenatore americano ad allenare un’altra nazionale fuori la CONCACAF. Chiusa l’avventura africana, per Bradley è tempo di guardare avanti. Il giornale The Province ha accostato il nome di Bradley alla panchina Vancouver Whitecaps, vacante dopo la separazione con Martin Rennie. Ma è tempo di tornare nella MLS? Se lo volesse, Bradley potrebbe farlo in poco tempo, tanti sono rimasti i suoi ammiratori nella Major League Soccer. Ma Bradley coltiva sempre il sogno di lavorare in Europa, dove si liberano di continuo panchine interessanti, non ultima quella allo Sheffield Wednesday, dopo la partenza di Dave Jones. Per Bradley, già intervistato dal West Bromwich Albion nel 2012, sarebbe l’occasione giusta per farsi un nome anche in Europa. Bradley potrebbe avere successo in Europa? Dipende molto dalla situazione della quale andrebbe a farsi carico. Certamente, l’esperienza egiziana ha dimostrato come Bradley sia in grado di allenare fuori degli States ed in situazioni ambientali difficili. Il suo classico 4-4-2, quello molto British mostrato alla guida degli Stati Uniti, potrebbe facilmente adattarsi alla realtà inglese. Probabilmente la soluzione migliore per Bradley sarebbe proprio quella di trovare un club in Championship che desse a lui il tempo di adattarsi alla realtà del calcio europeo e ai dirigenti dei club europei, Premier League in testa, la possibilità di conoscerlo ed apprezzarne le doti. Bradley merita una chance.    

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Un ritorno di Landon Donovan all'Everton? Possibile, secondo diversi tabloid inglesi. A riportarlo sono The Guardian ed il Daily Mail. Secondo il Mirror il calciatore avrebbe già accettato la richiesta dei Toffees. Donovan, già due volte in prestito all'Everton in passato, ha lasciato buonissimi ricordi nei tifosi, così come lo stesso calciatore ne ha di bellissimi sull'Everton. Nel 2010 in 10 partite siglò 2 goal oltre a 3 assist nella Premier League, nel 2012 3 assist in 7 partite. Un giocatore che anche nel campionato inglese fa la differenza, lo dimostrano i numeri, e l'Everton lo sa bene. I tifosi, che si sono "scatenati" nei social networks, sembrano decisamente favorevoli all'acquisto, in prestito, del fantasista statunitense; due anni fa fu creato un gruppo su Facebook chiamato "Keep Landon Donovan at Everton" che ha superato i 10.000 "mi piace". Nei commenti del Daily Mail un utente ha scritto "Donovan ha un buon rapporto con l'Everton ed è un ottimo giocatore, perchè no?", ed è il commento con più voti positivi Come riporta il Mirror il giocatore ha recentemente dichiarato: "Mi piacerebbe sicuramente tornare, e non c'è dubbio che lo farò ad un certo punto."

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Il premio "U.S. Soccer Athlete of the Year" 2013, assegnato sulla base di una votazione online (50%) e di una da parte di media, settore tecnico e dirigenti federali USA (50%), è stato vinto per la prima volta da Jozy Altidore. Altidore diventa così il 22° calciatore a vincere il premio dal 1984, e il secondo  a vincere sia lo " Young Male Athlete of the Year" (vinto nel 2006) che e quello di Male Athlete of the Year insieme a Landon Donovan (vincitore del primo nel 2001 e del secondo nel 2003, 2004, 2009 e 2010). L'attaccante di origini haitiane quest'anno ha realizzato un record di 5 gol in cinque match consecutivi con la Nazionale USA tra il 2 giungo e il 14 agosto, mettendo insieme un totale di 8 reti nel 2013, che lo porta quota 21 in 66 partite con la maglia a stelle e strisce, sesto assoluto insieme a Bruce Murray. Cresciuto nei NY Red Bulls, Altidore è reduce da un'ottima stagione con l'AZ Alkmaar, in Olanda, con cui ha vinto anche la coppa nazionale segnando un totale di 31 gol stagionali, e ad agosto si è trasferito al Sunderland, in Premier League. A vincere invece il premio di "Young Male Athlete of the Year" è il 20enne gioiellino del vivaio del Columbus Crew (15 match per lui quest'anno) e capitano della Nazionale U20 Will Trapp, incluso anche nel top 11 del CONCACAF U-20 Championship 2013. Natoa Gahanna (OH), Trapp si è formato alla Akron University sotto la guida dell'attuale coach dei Portland Timbers, Caleb Porter. Giocatore bravo in copertura ma non forte fisicamente, Trapp presenta però un'ottima tecnica, che si realizza in ottimi lanci lunghi sui piedi degli attaccanti. MALE ATHLETE OF THE YEAR 1984: Rick Davis 1985: Perry Van der Beck 1986: Paul Caligiuri 1987: Brent Goulet 1988: Peter Vermes 1989: Mike Windischmann 1990: Tab Ramos 1991: Hugo Perez 1992: Marcelo Balboa 1993: Thomas Dooley 1994: Marcelo Balboa 1995: Alexi Lalas 1996: Eric Wynalda 1997: Kasey Keller 1998: Cobi Jones 1999: Kasey Keller 2000: Chris Armas 2001: Earnie Stewart 2002: Brad Friedel 2003: Landon Donovan 2004: Landon Donovan 2005: Kasey Keller 2006: Oguchi Onyewu 2007: Clint Dempsey 2008: Tim Howard 2009: Landon Donovan 2010: Landon Donovan 2011: Clint Dempsey 2012: Clint Dempsey 2013: Jozy Altidore YOUNG MALE ATHLETE OF THE YEAR 1998: Josh Wolff 1999: Ben Olsen 2000: Landon Donovan 2001: DaMarcus Beasley 2002: Bobby Convey 2003: Freddy Adu 2004: Eddie Johnson 2005: Benny Feilhaber 2006: Jozy Altidore 2007: Michael Bradley 2008: Sacha Kljestan 2009: Luis Gil 2010: Gale Agbossoumonde 2011: Brek Shea 2012: Rubio Rubin 2013: Wil Trapp  

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C'è un americano (nativo del Bermuda, trasferito negli USA da piccolo, elegibile per la U20) classe 1996 che sta trascinando il West Ham U18, si tratta di Djair Parfitt che nell'ultimo match contro il Reading U18 ha siglato una tripletta per la sua squadra nella vittoria per 3-1. Oltre alle due già messe a segno dalla giovane ala per un totale di 5 reti e 10 presenze. Djair è nell'Academy degli Hammers da meno di un anno, precedentemente era un membro dell'Academy dei San Jose Earthquakes della Major League Soccer. Il talento vuole giocare per gli Stati Uniti: "Quando la gente mi chiede da dove vengo gli rispondo dalla California, perchè se dico Bermuda comincerebbero a farmi domande su dove si trova. Voglio giocare per gli USA, ma non ho ancora la mia cittadinanza, per fortuna la avrò nei prossimi mesi." Il suo Coach ha già speso parole importanti per lui: "La sua tecnica e la sua abilità sono fantastiche, gli ho detto di fare una cosa e lui l'ha fatta", dichiarazioni rilasciate dopo il match contro i Royals.

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Nonostante sia fuori da nove mesi per un infortunio, il Liverpool ha deciso di rinnovare il contratto al giovane centrocampista Marc Pelosi. Il 19enne nazionale americano si era rotto una gamba lo scorso 17 febbraio, ma ha a tal punto impressionato il club nel corso della riabilitazione da aver ottenuto il rinnovo. Il Liverpool aveva ingaggiato il giovane tedesco-americano nell'agosto 2011 a seguito di alcune ottime performance con la Nazionale USA Under 17. Sin da allora ha militato con la squadra riserve e con l'Under 18, seguito dal capo del settore giovanile dei Reds, Frank McParland. Col rientro il giocatore punta ora all'esordio in Premier League.  

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Dopo mesi di assenza per un infortunio al ginocchio, Steve Cherundolo è finalmente tornato in campo dal 1° minuto, ed è pronto a tornare in MLS al termine del suo contratto con l'Hannover, in scadenza a giugno 2014. “E' un qualcosa che mi interessa molto. Seguo molto la lega, è una grande-piccola lega", ha spiegato all'ESPN Cherundolo, che in MLS in carriera non ha mai giocato. “Alcuni buoni amici sono tornati a casa recentemente, come Carlos Bocanegra, che mi ha detto cose meravigliose del campionato. E ovviamente giocare a casa e qualcosa di completamente differente da quanto siamo abituati, avendo passato l'intera carriera all'estero”. Una decisione finale Cherundolo la prenderà a maggio, cercando nel frattempo di recuperare pienamente dall'infortunio al ginocchio che gli è costato tre operazioni quest'anno. La scorsa settimana per lui c'è stato il rientro in panchina nello 0-0 dell Hannover contro Eintracht Braunschweig, e poi il capitano della Nazionale USA è finalmente tornato titolare per 45' giovedì nel 2-2 contro l'FC St. Pauli. “Amo ciò che faccio, amo far parte di questa squadra, verso cui ho delle responsabilità", ha detto. "Sono stato nominato capitano anche quest'anno. E tornare in campo non è solo un dovere ma anche un divertimento. Mi piacciono le sfide, e questa è una sfida. Come chiamare altrimenti tre operazioni a 34 anni e trovare la motivazione per tornare in campo". “Ci sono state volte in cui il ginocchio non migliorava e in cui i dottori non avevano idea di come potesse andare in futuro. Ora l'unico problema è tornare in forma”. Cherundolo ha alle spalle tre Mondiali e punta ad esserci a Brasile 2014. “Se Jurgen [Klinsmann] pensa che possa far parte della squadra, sarò contentissimo di esserci”. E il CT USA ha già detto che lo aspetta, viste anche le poche alternative nel ruolo di terzino destro. Ma mentre per ora la Nazionale è solo una speranza, il ritorno in America appare invece più realistico. Nonostante l'età, in caso di pieno recupero  Cherundolo ha già dimostrato di essere un giocatore in grado di dare un grande contributo sul campo. E sarebbe anche un grande valore aggiunto per la lega, visto che porterebbe con sé 15 anni di esperienza ai massimi livelli del calcio tedesco.

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I giorni di Freddy Adu al Bahia sono contati. Il club di Salvador de Bahia ha infatti annunciato che non rinnoverà il contratto al 24enne giocatore americano in scadenza il prossimo dicembre. Sbarcato in Brasile lo scorso aprile, in seguito ad uno scambio che ha visto il brasiliano campione del mondo 2002 Kleberson volare alla Philadelphia Union, Adu ha trovato pochissimo spazio al Bahia, anche a causa del cambio di allenatore che ha coinvolto la squadra, passata da Joel Santana a Christopher Borges. Secondo il club però il mancato rinnovo è determinato da presunti "limiti tecnici" messi in mostra dal giocatore. Si chiude così quella che forse è stata l'esperienza più frustrante della carriera dell'ex enfant prodige del calcio americano, che nel 2004 venne definito "il nuovo Pelè", il cui unico vero momento di luce sul campo però è arrivato ai Mon diali U20 2007, in cui ha trascinato gli USA sino ai quarti di finale. Il Bahia è uo ottavo club dal suo ingresso nel calcio professionistico. "Non gioca perché abbiamo capito che altri sono di un livello superiore al suo, e poi ha avuto tante opportunità. Arriveremo sino al termine del contratto e poi Adu proseguirà la sua vita e sarà libero di trovare un altro club" ha detto LANCE! il direttore sportivo del Bahia Anderson Barros. Per Adu negli USA si parla già di un possibile interesse da parte dei NEw Yorok Cosmos e del Toronto FC.

Calciomercato

Nella Premier League weekend non del tutto positivo per gli "yanks". Chi può essere contento è Howard che con il suo Everton ha ottenuto un buon pareggio casalingo, senza subire goal, contro gli Spurs. Toffees al 7° posto con 19 punti. Torna Geoff Cameron nello Stoke City che ha pareggiato contro il Southampton per 1-1 con l'ormai famosa rete di Begovic. Dopo la vittoria contro il Newcastle il Sunderland è tornato a perdere, con Jozy Altidore dal primo minuto. Una sconfitta di misura contro l'Hull City (ex squadra del possente centravanti della nazionale) con ben due espulsioni. Brad Guzan ha ottenuto, con l'Aston Villa, un pari (0-0) all'Upton Park, stadio del West Ham. Importante, come sempre, la prestazione del portierone americano per i Villans. Michael Bradley, dopo la fondamentale rete all'Udinese, ha esordito da titolare negli undici della Roma a Torino. I giallorossi, come ben noto, hanno pareggiato 1-1 fermando così la serie di 10 vittorie consecutive. A "Mike" la Gazzetta dello Sport ha messo un 6 in "pagella". In Germania continua il brutto periodo per tutti gli americani, per quanto riguarda il lato fisico. Ancora fermi John Anthony Brooks, Fabian Johnson e Cherundolo, con Jermaine Jones utilizzato ad intermittenza visti i problemi fisici e la Champions League che toglie energie. Seppur in campo non se la passa molto meglio Chandler, più che altro la sua squadra, che ha perso ancora. Il Norimberga è l'unica squadra a non aver vinto nemmeno una partita in questa stagione della Bundesliga. Può sorridere Aron Johannsson, il suo AZ (di cui ne è il capocannoniere con 7 reti) guida la classifica della Eredivisie con 22 punti in 12 partite. Dopo il goal in coppa Alejandro Bedoya ancora fra gli 11 titolari della sorpresa Nantes in Ligue 1. Non particolarmente fortunata la squadra francese che, in vantaggio per 0-1, ha visto il Montpellier pareggiare al 90'. Continuano le fantastiche prestazioni di Sacha Kljestan che ha segnato il suo 7° goal nella Jupiler League contro il Leuven, partita vinta per 3-1. Ha vinto con il punteggio di 4-2 il Rapid Vienna, Terrence Boyd regolarmente in campo ma a secco di goal.

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Cambio di programma per il centrocampista del Bayern Monaco Julian Green. Convocato dal CT USA Jurgen Klinsmann in vista della doppia amichevole con Scozia e Austria di metà novembre, il giocatore ha deciso di rimanere ad allenarsi con il club, rinviando quindi il suo primo ritiro con gli Stati uniti. “Vogliamo lasciargli un po' di respiro" ha detto Klinsmann a ussoccer.com. “Tutte queste attenzioni e parole possono essere eccessive per un giocatore così giovane, e per questo abbiamo deciso di rallentare e lasciarlo focalizzato sul Bayern. Ne abbiamo parlato, E' un giovane uomo maturo e ha un grande futuro davanti. Gli ho detto che quando il tempo arriverà ha le porte aperte". Quando sarà il tempo però non è ancora chiaro, visto che Green deve ancora inoltrare alla FIFA la richiesta di "one-time switch", il passaggio dalla Germania agli USA, avendo lui già giocato con il Nationalmannschaft U-19. Nato a Tampa (fL) in una base militare, dopo l'ottima pre-season Green sta giocando un campionato ad alti livelli col Bayern Monaco II in Regionalliga, con 15 gol in 15 partite. Klinsmann ha anche annunciato che contro Scozia e Austria schiererà tutti i migliori, essendo poi prevista ancora una sola amichevole prima dell'annuncio della rosa dei 2 per i Mondiali a maggio. Il CT tedesco ha infine reso omaggio alla MLS per aver rispettato le date FIFA nel preparare il calendario dei playoff (anche se qualche presidente di club avrebbe voluto il contrario).

Nazionale USA

Il Chievo è la squadra che porta nel cuore, visto l’anno trascorso a Verona è stato «fondamentale per la mia carriera». La Roma è la squadra in cui gioca ora, quella in cui riesce a dare un contributo pur non essendo titolare: «Ci riesco perché - dice Michael Bradley a Sky - io qui mi sento importante. Voglio far parte di questo progetto». Bradley ha poi parlato dell'avvento di Rudi Garcia sulla panchina giallorossa: "E' un allenatore che è attento a tutto, dal primo giorno è quello che mi ha colpito di più. Sin dal primo giorno stava attento a tutti i dettagli e le piccole cose, quando c'è un tecnico così, che riesce a lavorare in questo modo, è sempre positivo". ALLO SCOPERTO - Si sta rifacendo così tanto la Roma che Bradley è il primo giocatore a parlare apertamente di scudetto. Finora solo Ljajic, col sorriso, aveva detto che i giallorossi potevano puntare al titolo, l’americano, autore del gol vittoria a Udine, è invece serissimo quando esce allo scoperto: «Ora guardo i risultati e dico Juve e Napoli . Ci sono anche Inter e Fiorentina e non dimentichiamo il Milan. dopo nove partite tutto è aperto, aspettiamo a dire chi e' favorito. La Roma? Ci siamo, dopo questa serie dobbiamo esserci, ma vedremo dove arriveremo a fine stagione». SICUREZZA - Ieri Garcia nella rifinitura ha provato Bradley a centrocampo (prima come regista poi al posto di Pjanic), lui stasera sogna una maglia da tititolare, ma è più probabile che entri a partita in corso.   Fonte: Gazzetta dello Sport

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