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Franco Spicciariello
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La MLS ha pianificato di raggiungere quota 24 squadre entro il 2020, e con l'ingresso del New York City FC e dell'Orlando City SC nel 2015, e di Atlanta nel 2017, sono già 22 le franchigie ammesse. A queste andrebbe aggiunta Miami, la numero 23, ma David Beckham sembra avere seri problemi per lo stadio, e senza le operazioni non potranno iniziare. Al momento quindi ci sarebbe spazio per una sola ulteriore squadra, o al massimo due, che però se Miami ce la facesse vorrebbe dire cambiare i piani della MLS. E quindi al momento si lotta per un posto. In prima fila le città sono due. Innanzitutto Minneapolis, città favorita anche dal fattto che la MLS vuole un altro club del Midwest, dove sono additittura due i gruppi a contendersi la franchigia: uno guidato dai Minnesota Vikings della NFL, che stanno costruendo il nuovo stadio che dovrebbe essere adattato per il calcio; il secondo invece sarebbe una joint venture tra il Minnesota United della NASL e i Minnesota Twins della MLB, che si sono impegnati a costruire un soccer specific stadium da 20.000 posti in città. A inseguire Minnesota c'è la sorpresa di quest'anno, Sacramento. La capitale della California ha visto quest'anno la nascita e l'esplosione del Sacramento Republic FC della USL PRO (Third Division), club che ha svegliato in città un entusiasmo inaspettato che ha riempito lo Hughes Stadium con 20mila spettatori a partita (118.000 totali sino ad oggi), e Sacramento è stata una delle città americana con l'audience più alta durante i Mondiali. Un entusiasmo che ha colpito l'interesse della MLS, ma quello che sino ad oggi è però mancata a Sacramento è una proprietà forte. Del resto l'idea del fondatore e CEO, Warren Smith, era stata proprio quella di costruire un club dalle basi, attirare pubblico e magari un investitore con abbastanza soldi per fare il balzo in MLS. E quell'investitore è forse arrivato. Smith infatti volerà a Portland per l'MLS All-Star Game con il Bayern Monaco insieme a Chris Ganger, presidente dei Sacramento Kings della NBA, e al sindaco di Sacramento Kevin Johnson. Il motivo è che il maggior azionista dei Kings, Vivek Ranadive vuole acquistare il Republic FC ai fini di un ingresso in MLS, considerando il soccer come “una tremenda opportunità per un'ampia visione di crescita a Sacramento”. Il calcio inoltre coincide con gli interessi di Ranadive, businessman che punta ad investire in sport capaci di attrarre attenzione a livello locale e internazionale. I Kings, che hanno speso 500 milioni per l'acquisto della franchigia NBA, hanno inoltre investito $220 milioni (su 477 totali, il resto lo ha emsso la città) per la costruzione in corso della nuova arena di basket, non avrebbero problemi a mettere i circa $70 milioni necessari per l'acquisto della franchigia MLS per Sacramento. A questo poi dovrebbe seguire un nuovo stadio in città, che andrebbe a sostituire quello da 8mila posti di CalExpo dove il Republic FC si trasferirà a breve. L'affare tra Kings e Republic non è ancora chiuso, e certamente dopo l'MLS All-Star Game se ne saprà di più, ma i 20mila dello Hughes Stadium potrebbero presto gioire per il gol più bello. Alle spalle di Minneapolis e Sacramento lavorano per raggiungere il traguardo anche San Antonio e Las Vegas, e si continua a parlare di interesse da parte di Detroit, Austin, San Diego e St. Louis, E chissà che presto il Commissioner Don Garber non possa annunciare che le squadre MLS diventeranno 26/28 entro il 2024?

Expansion

Al loro posto Porter ha chiamato Boswell, Franklin e Mo Edu Il coach dei Portland Timbers Caleb Porter, che avrà in carico l'MLS All Star team che mercoledì 6 agosto affronterà il Bayern Monaco al Providence Park di Portland, ha definito ulteriormente la rosa dei giocatori che avrà a disposizione contro i vincitori della ultima Champions League. Porter ha infatti convocato i difensori del D.C. United Bobby Boswell e Sean Franklin in sostituzione dell'infortunato Chad Marshall (Seattle Sounders) e del centrale dei LA Galaxy e della Nazionale USA Omar Gonzalez. A Portland ci sarà anche il centrocampista della Philadelphia Union Maurice Edu, chiamato al posto del centravanti irlandese dei Los Angeles Galaxy Robbie Keane. Motivo della rinuncia a Gonzalez e Keane è il match di campionato che i due dovranno poi giocare venerdì. “Dati i pochi minuti che Omar e Robbie avrebbero potuto giocare, e l'infortunio di Chad, abbiamo pensato che portare Sean, Bobby e Maurice ci avrebbe dato più copertura dietro", ha spiegato Porter. “Inoltre così potremo gestire meglio il tempo di tutto il gruppo, facendo in modo che tutti siano a posto per il weekend.” Boswell e Franklin raggiungono quindi il compagno di squadra, il 23enne portiere Bill Hamid, e raggiungeranno Portland domani. Con loro lo United sale a quota tre giocatori All Star, un numero che non toccava dal 2006, a dimostrazione anche del rilancio che sta vivendo la squadra in campionato, seconda a due punti dallo Sporting KC ma con due partite da recuperare. Bobby Boswell, 31 anni, alla sua seconda volta, ha saltato solo 15 minuti questa stagione, mentre Sean Franklin, 29enne ex Galaxy, ha giocato 14 volte da terzino destro, saltando cinnque partite per un problema al ginocchio a maggio. I due, insieme a Hamid, formano parte della terza miglior difesa del campionato (20 gol subiti). Per Maurice Edu invece è stato l'anno del ritorno in MLS dopo il brutto periodo fuori squadra allo Stoke City. A Philadelphia si sta confermando uno dei migliori centrocampisti americani. I convocati MLS per l'All Star Game 2014 Portieri: Nick Rimando (Real Salt Lake), Bill Hamid (D.C. United). Difensori: Matt Besler (Sporting Kansas City), Bobby Boswell (D.C. United), Aurelien Collin (Sporting Kansas City), Sean Franklin (D.C. United), Michael Parkhurst (Columbus Crew), DeAndre Yedlin (Seattle Sounders). Centrocampisti: Osvaldo Alonso (Seattle Sounders), Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Michael Bradley (Toronto FC), Tim Cahill (New York Red Bulls), Clint Dempsey (Seattle Sounders), Maurice Edu (Philadelphia Union), Will Johnson (Portland Timbers), Diego Valeri (Portland Timbers), Graham Zusi (Sporting Kansas City). Attaccanti: Jermain Defoe (Toronto FC), Landon Donovan (L.A. Galaxy), Thierry Henry (New York Red Bulls), Obafemi Martins (Seattle Sounders), Erick Torres (Chivas USA), Bradley Wright-Phillips (New York Red Bulls).

MLS

Sin da gennaio 2014 l'allenatore del NYCFC Jason Kreis è "distaccato" presso la squadra sorella del Manchester City per seguire il lavoro di Manuel Pellegrini in vista della stagione d'esordio in MLS. Da 7 mesi quindi Manuel Pellegrini sta trasmettendo tutta la sua esperienza a Kreis, con l'obiettivo di vedere in campo dal prossimo anno due squadre con uno stile di gioco simile. Pellegrini ha imparato a stimare moltissimo in questi mesi il 41enne Kreis, ed è convinto che l'ex coach del Real Salt Lake sarà un successo. "Jason ha lavorato con noi per sei mesi, è un allenatore giovane reduce da una grande stagione in MLS, in cui ha chiuso al secondo posto, e sono convinto che avrà successo a NY. Quello che stiamo cercando di mettere in piedi è un global team insieme al New York City e Melbourne City, puntando a portare tutti e tre i club a giocare con lo stesso stile. Penso che però che per riuscirci sia necessario innanzitutto avere una buona relazione", spiega Pellegrini, che in queste settimane è negli USA per l'International Champions Cup. Il primo vero momento della verità per Jason Kreis è atteso per dicembre, quando il New York City FC - insieme all'Orlando City SC, anch'esso all'ingresso nella lega nel 2015 - dovrà scegliere 11 giocatori in occasione dell'Expansion Draft (ogni team MLS potrà "proteggere" sino a 11 giocatori, e vedersene portare via massimo due).

MLS

A volte la storia è come nel film "Sliding doors". Cosa srebbe accaduto infatto al calcio americano di oggi se la FIFA non avesse assegnato al Messico ma agli Stati Uniti l'organizzazione dei Mondiali 1986. Ma quello è solo un lato della storia, e il difensore/centrocampista dei New York Cosmos anni '70/80, Carlos Alberto, ha recentemente deciso dio raccontare come sarebbero andate le cose con i Mondiali in America. “Nessuno qui sa del perché il calcio professionistico si è fermato nel 1985", ha spiegato Carlos Alberto al sito EmpireofSoccer.com." Ma io lo so, perché ci stavo dentro". Secondo Carlos Alberto, la china discendente per la NASL, e per il calcio in generale in America, non è stata dovuta alle spese eccessive dei Cosmos (e di qualche altro club che li inseguì), ma fu interamente dovuta all'aver preso i Mondiali 1986. Non una notizia, ma lo è invece la rivelazione di Carlo Alberto che ha spiegato come con i Mondiali alle porte i Cosmos e la Warner Communications sarebbero stati pronti a riversare milioni di dollari per rilanciare il campionato e anche Nazionale USA. Nel mezzo dl proprio successo, e con un forte supporto internazionale, ad inizio anni '80 la NASL e Steve Ross iniziarono a preparare il piano Mondiali, che dovevano rappresentare l'ultimo sforzo per lanciare il calcio in America. “Se avessimo avuto i Mondiali negli Stati Uniti nel 1986 invece del 1994... i Mondiali che gli americani avrebbero voluto vincee sono quelli dell'86- Se fossi stato lì, oggi sarei qui, non sarei mai tornato in Brasile", raccomta Carlos Alberto Torres, capitano del Brasile campione del mondo 1970. “Sapete perché? Perché Steve Ross e i Cosmos redigettero una lista dei migliori 26 giocatori al mondo, e io fui parte delle trattative  con alcuni. Il prezzo non era un problema per i Cosmos, avevano un sacco di soldi". La lista conteneva alcuni dei nomi più importanti della storia del calcio, come ad es. Maradona, Zico, Junior e Falcao per nominarne alcuni. Nel tipo stile Cosmos, gli americani erano già in contatto coi giocatori prima ancora di vedersi assegnato il Mondiale. “Fui io a contattare Falcao. Giocava per la AS Roma e lo chiamai. Potete immaginare i 26 migliori calciatori al mondo giocare a calcio negli Stati Uniti?" Il contatto con Falcao, con un'offerta da $3 milioni, in realtà fu rivelato all'epoca da Julio Mazzei, caoch dei Cosmos, al NY Times nell'aprile 1983 (giusto un mese prima dello Scudetto vinto dalla AS Roma), in occasione del ritorno di Beckenbauer ai Cosmos dopo l'esperienza all'Amburgo. “Sfortunatamente la FIFA decise di assegnare i Mondiali al Messico", dopo la rinuncia della Colombia. "Steve Ross [presidente dei Cosmos e CEO della Warner] era molto dispiaciuto, e disse 'E' finita tra me e il calcio, non voglio essere più coinvolto' - racconta Carlos Alberto - e così Steve Ross decise che non ci sarebbe stato più il clacio in America. lo racconto perché io c'ero!” Col suo sogno spezzato, Ross lascio la NASL morire lentamente. Carlos Alberto ricorda che i Cosmos richiamarono Franz Beckenbauer per il suo ultimo anno da calciatore, ma rifiutaronono di investire uteriormente su altri giocatori. Steve Ross aveva ormai perso ogni interesse, inziando anche a disertare i match dei Cosmos, lui che non si perdeva una partita. “Ecco cosa ha ucciso il calcio qui", spiega Carlos Alberto. "Non gli ingaggi, perché i soldi c'erano. Credetemi, questa è la ragione, Poche persone cononosco questa storia". In realtà già Giorgio Chinaglia in passato fece qualche riferimento a questo piano, ma a causa della sua storia coi Cosmos da dirigente, finita male, e dei suoi rapporti pessimi con i media USA, probabilmente non venne preso sul serio. “Sono triste, perché le persone che conoscono questa storia non l'hanno mai raccontata, ma io voglio farlo. Quando c'è qualcosa da dire, io lo faccio, non ho paura. E questa è la vera storia degli ultimi giorni del calcio negli Stati Uniti", spiega Carlo Alberto. Prima della rinascita iniziata coi Mondiali 1990.  

History

Sarà un New York City FC molto Manchester City quello che si avvia alla stagione d'esordio nel 2015. Lo ha ammesso il chief executive del MCFC, Ferran Soriano, che ha spiegato come il club celeste stia pianificando di spedire in prestito in Major League Soccer alcuni dei propri migliori giovani per far fare loro esperienza Una pratica abbastanza normale in Europa, come ad esempio nel caso del club olandese Vitesse Arnhem, diventato la "seconda squadra" del Chelsea, cui i Blues prestano giocatori per vedere come si ambientano in Europa. "Abbiamo alcuni giovani brillanti, e potremmo chiedere loro di andare a New York prima di farli giocare a Manchester,", ha detto Soriano al podcast  ESPN's Men in Blazers. "Questo sarà un club che porterà il bel calcio a New York". "Stiamo costruendo un vero team di New York ", specifica però Soriano, che sicuramente ha chiaro il rischio di lanciare un club di secondo livello rispetto al ManCity, come dimostra l'esperienza fallimentare del Chivas USA a LA. "Questo non sarà un City, o un gioco di marketing per spingere un brand. Sarà una vera squadra, che però fa parte della famiglia - della famiglia del City - e saremo così in grado di aiutare in alcune aree quali giocatori, metodologie e tecnologie per l'allenamento. Tutte cose che possono aiutare una squadra a vincere. Gli ingaggi di Frank Lampard e David Villa sono arrivati perché i due giocatori hanno visto nel management e nella proprietà qualcosa capace di attrarli, secondo Soriano. "Una delle ragioni per cui David Villa e Frank Lampard hanno scelto New York è perché sanno chi gestisce e possiede il club" "Gli Stati Uniti sono una priorità per noi come per altri club europei, perché i tifosi americani lo vogliono. Posso mostrarvi i dati, ma vi basta guardare le strade. Frank Lampard mi stava spiegando che 5 anni fa poteva camminare per le strade di New York, oggi non più. Questa è la realtà. I fans americani negli Stati Uniti cercano il buon calcio, e il miglior modo per darglielo è venire qui e farlo tutte le settimane, non solo come amichevoli tutti gli anni. I ragazzi americani oggi capiscono molto meglio il calcio grazie alle partite trasmesse in TV. Sono atletici e competitivi, come lo sono naturalmente in America. Se siamo in grado di allenarli ai massimi livelli vedrete delle stelle nascere negli USA nei prossimi anni". Avremo un'academy a New York, e speriamo che alcuni di questi giocatori vengano poi a giocare in Europa, ma dovrà accadere su basi tecniche, e non commerciale". Il New York City FC è attualmente guidato dall'ex centrocampista del Manchester City Claudio Reyna, e il nuovo team sarà allenato da Jason Kreis, che dallo scorso gennaio ha affiancato Manuel Pellegrini al City.  

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