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MLS, 63 giocatori in lista per la CONCACAF Gold Cup
Scritto il 2015-06-12 da Franco Spicciariello su
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Sono ben 63 i giocatori della Major League Soccer inseriti dalla rispettive nazionali nelle rose preliminari per la CONCACAF Gold Cup, anche se il numero potrà scendere nei prossimi giorni.

Ogni Nazionale ha nominato 35 giocatori che potenzialmente potranno giocare nel torneo continentale questa estate, ma le rose saranno infine ridotte a 23 giocatori.

Non sorprende che siano Canada e Stati Uniti i paesi col maggior numero di giocatori MLS nelle liste preliminare, rispettivamente con 14 e 20 calciatori coinvolti.

Toronto FC, Houston Dynamo e FC Dallas, sono i club che verranno colpiti maggiormente dalla Gold Cup, con sei ognuno. Anche Real Salt Lake, Vancouver Whitecaps e Sporting KC vedono cinque giocatori ognuna in lista.

La lista completa dei giocatori MLS (per club):

Chicago Fire (1): Joevin Jones (Trinidad & Tobago)
Colorado Rapids (1): Gabriel Torres (Panama)
Columbus Crew SC (1): Waylon Francis (Costa Rica)
D.C. United (3): Bill Hamid (USA), Perry Kitchen (USA), Michael Seaton (Jamaica)
FC Dallas (6): Tesho Akindele (Canada), Kyle Bekker (Canada), Rolando Escobar (Panama), Moises Hernandez (Guatemala), Blas Perez (Panama), Je-Vaughn Watson (Jamaica)
Houston Dynamo (6): Brad Davis (USA), Giles Barnes (Jamaica), DaMarcus Beasley (USA), Oscar Boniek Garcia (Honduras), Luis Garrido (Honduras), Jermaine Taylor (Jamaica)
LA Galaxy (4): Omar Gonzalez (USA), Alan Gordon (USA), Jaime Penedo (Panama), Gyasi Zardes (USA)
Montreal Impact (1): Maxim Tissot (Canada)
New England Revolution (2): Juan Agudelo (USA), Lee Nguyen (USA)
New York City FC (1): Mix Diskerud (USA)
New York Red Bulls (4): Andrew Jean Baptiste (Haiti), Kemar Lawrence (Jamaica), Roy Miller (Costa Rica), Karl Ouimette (Canada)
Orlando City (4): Darwin Ceren (El Salvador), Cyle Larin (Canada), Bryan Rochez (Honduras), Brek Shea (USA)
Philadelphia Union (1): Andre Blake (Jamaica)
Portland Timbers (2): Will Johnson (Canada), Alvas Powell (Jamaica)
Real Salt Lake (5): Kyle Beckerman (USA), Demar Phillips (Jamaica), Nick Rimando (USA), Alvaro Saborio (Costa Rica), Elias Vasquez (Guatemala)
San Jose Earthquakes (2): Cordell Cato (Trinidad & Tobago), Chris Wondolowski (USA)
Seattle Sounders (3): Clint Dempsey (USA), Brad Evans (USA), Marco Pappa (Guatemala)
Sporting Kansas City (5): Matt Besler (USA), Marcel de Jong (Canada), Rogers Espinoza (Honduras), Soni Mustivar (Haiti), Graham Zusi (USA)
Toronto FC (6): Jozy Altidore (USA), Michael Bradley (USA), Jordan Hamilton (Canada), Ashtone Morgan (Canada), Jonathan Osorio (Canada), Quillan Roberts (Canada)
Vancouver Whitecaps (5): Sam Adekugbe (Canada), Kianz Froese (Canada), Darren Mattocks (Jamaica), Russell Teibert (Canada), Kendall Waston (Costa Rica)

La lista completa dei giocatori MLS (per Nazionali):

CANADA (14): Tesho Akindele (FC Dallas), Sam Adekugbe (Vancouver Whitecaps), Kyle Bekker (FC Dallas), Marcel de Jong (Sporting Kansas City), Kianz Froese (Vancouver Whitecaps), Jordan Hamilton (Toronto FC), Will Johnson (Portland Timbers), Cyle Larin (Orlando City SC), Ashtone Morgan (Toronto FC), Jonathan Osorio (Toronto FC), Karl Ouimette (New York Red Bulls), Quillan Roberts (Toronto FC), Russell Teibert (Vancouver Whitecaps), Maxim Tissot (Montreal Impact)

COSTARICA (4): Waylon Francis (Columbus Crew SC), Roy Miller (New York Red Bulls), Alvaro Saborio (Real Salt Lake), Kendall Waston (Vancouver Whitecaps)

EL SALVADOR (1): Darwin Ceren (Orlando City SC)

HAITI (2): Andrew Jean Baptiste (New York Red Bulls), Soni Mustivar (Sporting Kansas City)

HONDURAS (4): Oscar Boniek Garcia (Houston Dynamo), Roger Espinoza (Sporting Kansas City), Luis Garrido (Houston Dynamo), Bryan Rochez (Orlando City SC)

GUATEMALA (3): Moises Hernandez (FC Dallas), Marco Pappa (Seattle Sounders), Elias Vasquez (Real Salt Lake)

JAMAICA (9 players): Giles Barnes (Houston Dynamo), Andre Blake (Philadelphia Union), Kemar Lawrence (New York Red Bulls), Darren Mattocks (Vancouver Whitecaps), Demar Phillips (Real Salt Lake), Alvas Powell (Portland Timbers), Michael Seaton (DC United – on loan to Orebro), Jermaine Taylor (Houston Dynamo), Je-Vaughn Watson (FC Dallas)

PANAMA (4): Rolando Escobar (FC Dallas), Jaime Penedo (LA Galaxy), Blas Perez (FC Dallas), Gabriel Torres (Colorado Rapids)

TRINIDAD & TOBAGO (2): Cordell Cato (San Jose Earthquakes), Joevin Jones (Chicago Fire)

USA (20): Juan Agudelo (New England Revolution), Jozy Altidore (Toronto FC), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting Kansas City), Michael Bradley (Toronto FC), Brad Davis (Houston Dynamo), Clint Dempsey (Seattle Sounders), Mix Diskerud (New York City FC), Brad Evans (Seattle Sounders), Omar Gonzalez (LA Galaxy), Alan Gordon (LA Galaxy), Bill Hamid (D.C. United), Perry Kitchen (D.C. United), Lee Nguyen (New England Revolution), Nick Rimando (Real Salt Lake), Brek Shea (Orlando City SC), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes), Gyasi Zardes (LA Galaxy), Graham Zusi (Sporting Kansas City)

Lo scandalo FIFA avrà probabilmente conseguenze che si dilungheranno per anni, e quanto accaduto in questi giorni è probabilmente solo la parte iniziale. Lo si può capire anche dalle parole di Jack Warner, l'ex vice-presidente della Fifa e presidente CONCACAF dal 1990 al 2011, arrestato nella sua Trinidad & Tobago e poi rilasciato su cauzione, che ieri ha parlato in televisione e minacciato di rivelare tutto quello che sa alla giustizia USA, aggiungendo inoltre di temere per la sua vita. "Non manterrò più segreti per loro che hanno cercato di distruggere il Paese", ha detto senza specificare di quale Paese si trattasse. E ha aggiunto: "Temo per la mia vita". Oltre a Warner, tutta la struttura che retto la CONCACAF negli ultimi 25 anni è stata decapitata. L'FBI ha cominciato da Chuck Blazer, Segretario Generale della CONCACAF dal 1990 al 2011, membro dell'Esecutivo FIFA dal 1996 all'aprile 2013, sostituito poi dal presidente della USSF Sunil Gulati. Blazer, da tempo malato e sotto inchiesta. è diventato l'informatore su cui il Dipartimento di Giustizia americano ha costruito l'inchiesta FIFA che ha portato alle dimissioni di Blatter. LEGGI: Chuck Blazer, la talpa USA che sta facendo saltare la FIFA Dopo Blazer, il nome di spicco nella lista degli arrestati FIFA è stato quello di Jeffery Webb (Isole Cayman), presidente della CONCACAF e vicepresidente FIFA vicinissimo a Blatter, cui apportava i voti delle piccole - ma numerose - isole caraibiche membre delle Federazione Internazionale che vede più paesi rappresentati di quanti ce ne siano all'ONU. LEGGI: La FIFA spiegata tramite Webb e le Isole Cayman In sintesi la CONCACAF - insieme in parte al Sudamerica - sta risultando il perno di tutta l'inchiesta che, come detto, ora inizierà ad approfondire in maniera più completa ruoli e responsabilità. Sul tema però sarebbe interessante ascoltare il giudizio di qualcuno che vive e lavora in Italia, e che di quanto accaduto negli scorsi anni nella CONCACAF qualcosa almeno dovrebbe sapere, anche solo per sentito dire. Il riferimento è a Italo Zanzi, quarantenne CEO della AS Roma. Italo chi? Fisco possente e bell'aspetto (molto apprezzato dalle signore romane), Zanzi ha alle spalle un passato sportivo nel calcio giovanile e poi come portiere della nazionale a stelle e strisce di pallamano, con cui ha vinto la medaglia di bronzo nel 2003 ai Giochi Panamericani. Laurea in storia dell’arte e master in legge con abilitazione alla professione forense nel 2005 ha vinto l’ambitissimo El Diario Award, assegnato ogni anno dalla comunità ispanica ai volti emergenti di politica, sport e spettacolo, per poi candidarsi al Congresso coi Repubblicani nell’area di NY, facendo commentare al New York Times: «Questo Zanzi non passerà inosservato. È carismatico, istruito, combattivo e anche glamour. Ha un potenziale enorme, può affrontare qualsiasi sfida». Di lì ha preso il volo la sua carriera. Zanzi- scrive il sito della AS Roma - [dal dicembre 2007] fino a ottobre 2011, ha avuto la funzione di Vice Segretario Generale della CONCACAF,  la confederazione calcistica del Nord e Centro America e dei Caraibi. Durante questo incarico, Zanzi ha supervisionato gli eventi e le attività redditizie della confederazione, come la CONCACAF Champions League e la CONCACAF Gold Cup, e ne ha gestito la comunicazione e il marketing: inoltre Italo ha rappresentato la confederazione all’interno della commissione FIFA per il Fair Play e le responsabilità sociali e della commissione dei media.   Zanzi è stato quindi per quattro anni il vice di Chuck Blazer (segretario generale CONCACAF dal 1990 al 2011) durante la presidenza Warner, e poi per alcuni mesi ha collaborato con il nuovo segretario ad interim Ted Howard (diventato poi vice a sua volta con la nomina di Enrique Sanz) e il neo presidente (dal maggio 2012) Jeffrey Webb. Un rapporto stretto anche quello con Webb, visto che - secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport - questi lo avrebbe voluto alla FIFA per assumere un incarico qualora fosse riuscito ad ereditare il trono di Joseph Blatter. In quegli anni Zanzi ha avuto la fortuna di affiancare Blazer nel lavoro e nei viaggi - immortalati nel blog del paffuto ex dirigente USA, "Travels with Chuck Blazer and his Friends..." - e ieri negli USA è stato reso noto il verbale delle dichiarazioni di Blazer, in cui si può leggere: "I and others agreed to accept bribes and kickbacks in conjunction with the broadcast and other rights to the 1996, '1998, 2000, 2002, and 2003 Gold Cups. Beginning in or around 2004 and continuing through 2011, I and others on the FIFA executive committee agreed to accept bribes in conjunction with the selection of South Africa as the host nation for the 2010 World Cup. Among other things, my actions described above had common participants and results." Quindi, nel periodo 2007-2011, mentre Zanzi era il vice di Blazer questi si faceva corrompere dal Sudafrica per l'assegnazione dei Mondiali 2010. Non solo. Negli anni da vicesegretario generale Zanzi aveva come compito, tra gli altri, quello di occuparsi di comunicazione e marketing anche della Gold Cup, sui cui Blazer ha ammesso di aver "guadagnato" illegalmente fino all'edizione 2003 (prima quindi dell'arrivo di Zanzi). Temi peraltro per i quali era stato voluto da Blazer stesso, che nel comunicato di presentazione della sua nomina aveva detto: “I am very pleased to announce that Italo Zanzi will join us from his role at Major League Baseball in the USA, in the capacity of Deputy General Secretary. Italo’s experience in international TV and sponsorship in sport will prove an invaluable asset to CONCACAF as we enter a new phase for the Confederation; we are pleased that Italo will be joining our team in New York and everyone is excited by the work that lies ahead.” A questo punto la domanda sorge spontanea, pur nel massimo rispetto dei principi del garantismo: ma in tutti quegli anni lavorando e viaggiando insieme, sedendo agli stessi tavoli, con le stesse persone - Blazer, Webb e Warner - con anche sulle spalle responsabilità importanti sul business della Confederazione, possibile che non si fosse accorto di nulla? Che non avesse sentito nulla? Che i manager TV con cui si confrontava non avessero proferito parola sui kickbacks dati al suo capo Chuck Blazer? La questione è seria, in quanto l'inchiesta è comunque agli inizi e molti nomi devono ancora uscire, come ha sottolineato Jack Warner, e come si deduce dal verbale di Blazer quando dice "I and others" riguardo le operazioni illegali compiute, senza dare specifiche. Ed è ancor più seria per una società come l'AS Roma che tiene molto alla sua immagine internazionale, specie a quella negli USA dove si sta svolgendo l’inchiesta, paese della proprietà guidata dal finanziere Jim Pallotta. LEGGI: Zanzi, AS Roma: "MLS nostra alleata. Possiamo aiutarci a vicenda" Lascia perplessi che in questi primi giorni nessuno in Italia si sia posto domande su Zanzi o ne abbia fatte. Sul tema basterebbe peraltro una dichiarazione del CEO della AS Roma (sul modello di quelle, ad esempio, del presidente della USSF, Sunil Gulati) che spiegasse bene il suo ruolo nella CONCACAF e i suoi rapporti con i soggetti coinvolti nell'inchiesta, a lui superiori funzionalmente nella CONCACAF, per dissolvere ogni possibile dubbio di chiunque, che al momento sarebbe basato sul nulla. Certo, poi sarebbe farsi delle domande sulle sue capacità manageriali, se nella posizione di vicesegretario generale in carico del business per quattro anni Zanzi non ha mai sentito, visto o saputo nulla. Ultimo spunto: è di questi giorni la notizia che la AS Roma avrebbe scelto come nuovo Team Manager (sorta di responsabile di tutta la logistica) Manolo Zubiria (a destra nella foto), entrato nelle fila giallorosse già nel 2013 come "Head of Special Projects". Zubiria, come Zanzi, è un ex CONCACAF, dove dal 2008 al 2013  - tre anni con Blazer e Warner e due con Webb quindi - è stato "Managing Director of CONCACAF Marketing and TV, responsible for TV distribution and production of CONCACAF’s international soccer competitions, as well as the sponsorship sales business. Negotiate broadcast rights deals directly with television networks in North, Central America and Caribbean to increase the coverage and exposure of the competitions and the CONCACAF brand", come riporta il suo profilo LinkedIn. Anche qui, nulla da dire? La precisazione di Italo Zanzi all'ANSA Fifa: Zanzi, indagini non mi riguardano Il ceo della Roma, non sono coinvolto nell'inchiesta in corso (ANSA) - ROMA, 9 GIU - "In riferimento a quanto riportato recentemente da alcuni media, tengo a precisare di non essere in alcun modo coinvolto nelle indagini riguardanti Fifa e Concacaf". Dopo essere stato accostato al terremoto che sta sgretolando la Fifa, il ceo della Roma Italo Zanzi precisa la sua posizione all'Ansa. "Poiché è in corso un'inchiesta, sarebbe inappropriato ogni altro commento", conclude il dirigente giallorosso che, prima di arrivare nella Capitale, era stato vicesegretario generale della Concacaf.

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Nonostante le speranze dei 61.004 dell'Olympic Stadium di Montreal dopo l'1-1 dell'andata allo stadio Azteca di Città del Messico, alla fine la CONCACAF Champions League è finita al Club América, che perteciperà quindi al Mondiale per Club 2015 in programma in Giappone. Per la decima volta consecutiva una squadra messicana vince la Champions League della Concacaf. LEGGI: Finale CONCACAF: 1-1 per il Montréal in Messico La squadra di Gustavo Matosas si è imposta per 4-2 sui canadesi Montreal Impact, con in campo l'ex viola Marco Donadel a centrocampo, vincendo il titolo grazie alla tripletta di Dario Benedetto e al gol di Oribe Peralta. Per i canadesi sono andati a segno Di Andrés Fabricio Romero al 7' e della punta Jack McInemey all'88'. All’andata, al gol di Ignacio Piatti al quarto d’ora aveva risposto l’oro olimpico Oribe Peralta nel finale. I ragazzi di Frank Klopas - greco naturalizzato statunitense con un passato non rilevante da attaccante nell'AEK Atene e convocato ai tre mondiali degli anni '90 - pur partecipando alla Major League Soccer dal 2012 si sono qualificati alla Champions grazie alla vittoria della Canadian Championship 2014, torneo che assegna l'unico posto della CONCACAF CL riservato a compagini canadesi, eliminando il Toronto nella doppia finale di un anno fa e ottenendo così la terza qualificazione della storia. Secondo club della Major League Soccer (primo canadese) a giocarsi la finale - il primo fu il Real Salt Lake nel 2011 contro il Monterey - Montreal si era guadagnata l’accesso alla sfida decisiva grazie a una campagna continentale di alto livello, dal girone chiuso davanti a New York Red Bulls e FAS (El Salvador), fino alle imprese contro Pachuca (Messico) e Alajuelense (Costarica). Impeccabile anche il percorso dei messicani, troppo forti per Comunicaciones (Guatemala) e Puerto Rico Bayamón prima, Saprissa ed Herediano poi. Il Montreal, di proprietà del chairman del Bologna Joey Saputo, è stato comunque la sorpresa del torneo, superando anche i rivali del Toronto FC, che nel 2012 era arrivato in semifinale, venendo però eliminato dal Santos Laguna in cui giocava proprio Peralta, attaccante messicano risultato decisivo per la conquista della coppa da parte del Club América. MONTREAL-AMÉRICA 2-4 (and. 1-1) Arbitro: Henry Bejarano (Costa Rica) Marcatori: 8′ Romero (M), 50′, 66′, 81′ Benedetto, 64′ Peralta (A), 89′ McInerney Note – Ammoniti: Soumaré, Ciman, Romero, Oduro (M), Aguilar, Guerrero, Martínez, Benedetto (A).

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Buonissimo pareggio per il Montréal Impact in casa del Club America nella finale di andata della Concacaf Champions League. In uno Estadio Azteca con 100.000 spettatori l'Impact è passato in vantaggio al 16' con Ignacio Piatti, bravo a sfruttare il velo dello statunitense Dilly Duka e a piazzare la palla dove il portiere avversario non poteva arrivare. Prima della fine del primo tempo entrambe le squadre hanno avuto una buona occasione per segnare, ma a fare la differenza è stato il mancato rosso a Osvaldo Martinez che da ultimo uomo ha fermato irregolarmente Oduro ormai da solo contro il portiere. Rosso diretto, non per l'arbitro Hector Rodriguez (Honduras). I giocatori, molto arrabbiati, hanno parlato di "soliti problemi della Concacaf". Anche il giornalista Andrew Wiebe nel sito ufficiale della MLS non si è risparmiato scrivendo che "questa è la Concacaf, dove vengono lanciate scarpe in campo, i giocatori sostituiti devono lottare per uscire dal campo e i gialli e i rossi vengono assegnati senza ragione". Ci sono poi stati i soliti laser puntati ai giocatori avversari, la squadra si è lamentata anche di questo. Il difensore centrale Soumaré ha dichiarato anche qualcosa di più pesante: "Lo so io, lo sapete voi e lo sanno tutti nella MLS che quando vai a giocare in CONCACAF una cosa che non cambia mai è l'arbitraggio che non sarà mai dalla tua parte". Un po' di pepe lo ha aggiunto Oribe Peralta, subentrato al posto di Rodriguez, il giocatore che andava espulso, e che ha segnato il goal del pareggio al 90' creando ancora più polemiche. Prima del goal del Nazionale messicano il Club America aveva colpito la traversa con un destro da fuori. In vista del ritorno all'Olympic Stadium di Montréal con 60.000 spettatori i canadesi possono sorridere, ma ci sono ancora 90' da giocare.

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