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USA, sconfitta pesante contro l'Irlanda
Scritto il 2014-11-19 da Giacomo Costa su Nazionale USA
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E' finito molto male il 2014 della Nazionale statunitense, segnato comunque da un buon cammino al Mondiale. Dopo la sconfitta contro la Colombia (1-2) al Craven Cottage ieri è stata l'Irlanda - messa in campo dal CT Martin O'Neill con una squadra B - ad avere la meglio sugli americani, con un pesante 4-1. Curiosità: l'ultima volta che le due squadre si erano affrontate a Dublino, il 29 aprile 1992 ((sulla panchina USA c'era Bora Milutinovic), il risultato fu lo stesso.

  • Highlights: Irlanda vs USA 4-1

Non c'è molto da dire del match; si parlava di una difficoltà nei secondi tempi, in particolare a fine match, allora la squadra di Klinsmann - imbottita di riserve ed esperimenti, come ad esempio un centrocampista centrale come Morales messo a sinistra - ha ben pensato di concedere un goal al 7', su errore di Matt Besler, giocatore in post season da 20 giorni. Il goal del momentaneo pareggio lo aveva trovato Mix Diskerud su assist dell'attaccante dei San Jose Earthquakes Chris Wondolowski (che almeno si allenato per due settimane col Fulham in vista del doppio impegno con la Nazionale USA).

Per non farsi mancare nulla gli USA hanno messo in campo l'ennesima pessima prestazione nelle seconde frazioni di gioco concedendo 3 goal, 2 dei quali negli ultimi 10' di partita.

E' vero, anche in questo match sono stati fatti diversi esperimenti, con tanti giocatori assenti. Ad esempio abbiamo visto Alfredo Morales, che gioca in 2. Bundesliga, titolare. Ha esordito il collegiale Jordan Morris ed è tornato il centrale del Bolton, Tim Ream. Rubio Rubin, centrcampista offensivo degli olandesi dell'Utrecht, classe 1996, ha disputato la sua seconda partita in Nazionale.

Quello che preoccupa i tifosi, però, è il trend che è iniziato dal Mondiale. Tolta la vittoria in Repubblica Ceca sono arrivati due pareggi con Ecuador e Honduras, entrambi con due goal subiti all'87', e due sconfitte con Colombia (goal subito all'87') e Irlanda.

Cominciano ad arrivare critiche, anche dai media, per Jurgen Klinsmann. Il tedesco da maggio a oggi ha, probabilmente, perso molto credito agli occhi dei tifosi, nonostante il buon Mondiale, dove comunque ha commesso qualche errore. E' partito dall'escludere la leggenda Donovan, ai commenti sulla MLS con conseguente - dura - risposta del Commissioner Garber, a questo trend con alcune scelte discutibili.

Prima di tutto per l'utilizzo di un giocatore come Bobby Wood, che gioca nel Monaco 1860. Ha fallito ogni occasione che gli è stata data. Nello stesso campionato gioca Jonathan Wooten che sta facendo decisamente meglio di lui. La scelta di Jermaine Jones al centro della difesa (assente ieri) è una scelta bocciata da tutti gli osservatori: non ha l'occhio né il passo per giocare in quel ruolo, almeno al momento. Inoltre, in questo doppio impegno, i minuti per Julian Green, portato al Mondiale, sono stati pochissimi. Se non viene utilizzato in queste situazioni, quando?

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18/11/2014 Aviva Stadium, Dublino - Amichevole
Irlanda vs USA 4-1

Marcatori:
IRL - Pilkington (7')
USA - Diskerud (39')
IRL - Brady (55')
IRL - McClean (82')
IRL - Brady (87')

Irlanda: Shay Given (Elliott 84'), Robbie Brady, Ciaran Clark , Alex Pearce, Cyrus Christie, Anthony Stokes (Aiden McGeady 59'), David Meyler, Stephen Quinn, Anthony Pilkington (James McClean 64'), Daryl Murphy (Jeff Hendrick 77'), David McGoldrick (Shane Long 77'). Non entrati:Darren Randolph, Seamus Coleman, John O'Shea, Richard Keogh, Jonathan Walters

Stati Uniti: Bill Hamid, Timothy Chandler (Jordan Morris 77'), Matt Besler, Geoff Cameron, Fabian Johnson, Kyle Beckerman, Alfredo Morales (Greg Garza 65'), Alejandro Bedoya, Mix Diskerud (Rubio Rubin 76'), Chris Wondolowski (Bobby Wood 46'), Jozy Altidore. Non entrati: Sean Johnson, Miguel Ibarra, Julian Green

Ammoniti: Irlanda 1 (Meyler, 92); USA 3 (Beckerman, 36, Altidore, 65, Cameron, 84)
Corners: Ireland 6 (2 in first half); USA 11 (7 in first half)
Tiri in porta: Ireland 7 (2 in first half); USA 8 (4 in first half)
Spettatori: 33,332

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Dopo la vittoria contro la Colombia conquistata grazie ad un gol dell'attaccante dell'Utrecht Rubio Rubin, i ragazzi di Tab Ramos ci speravano. Oggi invece l'avventura americana si è infranta nei quarti contro la Serbia, uscita vincitrice dopo i calci di rigore. Ne sono serviti ben nove per assegnare il posto in semifinale, al termine di un match in cui gli Stati Uniti sono arrivati privi di ben quattro titolari: Jamieson e Tall infortunati, Allen e Acosta squalificati). Bella e combattuta la partita, con la Serbia più propositiva e gli USA bravi di rimessa. Prima occasione per Antonov, su cui salva Steffen - l'eroe del rigore decisivo parato alla Colombia - mentre poi tocca a Thompson spedire di poco a lato. Ancora Steffen para alla grande su una punizione bassa e angolata di Živković, mentre Rajković blocca su Rubin, su bell'assist dell'ala del Tijuana Paul Arriola. A Tommy Thompson (San Jose Earthquakes) arriva poi la palla del match, ma l'errore è macroscopico. Si va ai supplementari. La Serbia che va vicinissima alla rete con Saponjic che in scivolata a porta vuota manda la sfera fuori incredibilmente da due passi su cross Mandic, col difensore del Tottenham Cameron Carter-Vickers che sporca la palla sulla linea. Dall'altra parte gli americani hanno la palla della vittoria quando il difensore serbo Babic toglie dalla testa di Rubin una possibile conclusione in rete. E quindi i rigori. Errore di Rubin. Il portiere e capitano della Serbia, Predrag Rajković,  para e sbaglia un rigore decisivo, come anche Joel Soñora (Boca Juniors). Ma poi John Anthony Requejo, Jr., 19enne terzino sinistro del Club Tijuana, si fa parare il tiro e  regala la semifinale ai suoi contro il Mali. Si chiude così un buon Mondiale U20 per gli USA, che però non riescono a superare lo scoglio quarti ancora una volta, e a superare così il miglior risultato ottenuto al 1989 FIFA World Youth Championship in cui chiusero quarti assoluti dopo aver perso la finalizza col Brasile. In quell'edizione l'ex attaccante dello Standard Liegi Steve Snow si classificò secondo nella classifica marcatori con tre reti. ________________________________________________________________________ USA vs. SERBIA: 5-6 d.c.r. (0-0) Marcatori: – Rigori: Rubin (USA, parato), Zdjelar (S, gol), Payne (USA, gol), Mandić (S, fuori), Arriola (USA, gol), Babić (S, gol), Hyndman (USA, gol), Grujić (S, gol), Zelalem (USA, gol), Živković (S, gol), Soñora (USA, traversa), Rajković (S, parato), Delgado (USA, gol), Antonov (S, gol), Caster-Vickers (USA, fuori), Veljkovic (S, parato), Requejo (USA, parato), Maksimović (S, gol) USA (4-2-3-1): Steffen; Payne, Miazga, Carter-Vickers, Requejo; Hyndman, Delgado; Arriola, Thompson (103′ Soñora), Zelalem; Rubin. A disp.: Moore, Olsen, Donovan, Palmer-Brown, Caldwell, Jamieson. All.: Ramos Serbia (4-2-3-1): Rajković; Stevanović, Veljkovic, Babić, Antonov; Zdjelar, Maksimović; Živković, S. Savić (111′ Grujić), Gaćinović (68′ Šaponjić); Mandić. A disp.: Manojlović, Milošević, Pankov, V. Savić, Ilić, Janković, Jovanović. All.: Paunović Arbitro: Artur Dias (Portogallo) Note: ammonizioni: Requejo (USA), Antonov, Mandić (S)

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Nella testa di Jurgen Klinsmann c'è da sempre la giusta idea che gli USA debbano confrontarsi con continuità con le potenze calcistiche mondiali per consentire a i propri giocatori di crescere e fare esperienza internazionale. Un esempio perfetto di ciò è rappresentanto dalla doppia amichevole con Olanda il 5 giugno ad Amsterdam e la Germania campione del Mondo a Colonia il 10. Peccato che JK non potesse prevedere di trovarsi a giocare contro due dei top team mondiali senza alcuni dei suoi migliori uomini, e a poche settimane dal via della Gold Cup, previsto per il 7 luglio contro l'Honduras. Non ci sarà infatti la stella del team, Clint Dempsey, che resterà a Seattle in vista della nascita del suo quarto figlio. E mancheranno anche gli infortunati l'attaccante del Toronto FC Jozy Altidore (stirato) e il centrocampista del Nantes Alejandro Bedoya, che ha problemi ad un ginocchio. Il gruppo chiamato dal CT tedesco è molto giovane, con ben 8 giocatori con 10 o meno presenze in Nazionale. "E' una grande opportunità giocare contro Nazionali come queste per vedere le cose che vuoi dai tuoi giocatori", ha detto Klinsmann. "In un certo senso voglio vedere un paio di ragazzi come si comportano una volta gettati in acqua fredda, vedere se nuotano e a che punto sono. Questo è quello che voglio vedere da Ventura Alvarado o John Brooks in partite come questa. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey i ragazzi che giocheranno avranno qualcosa da provare, e per loro sono opportunità che a volte non capitano nella vita e non vanno sprecate" Dempsey, Altidore, Alejandro Bedoya, Geoff Cameron - che dopo il disastro contro l'Irlanda B a dicembre sembra fuori dai giochi - , Omar Gonzalez, Matt Besler e Graham Zusi erano tutti titolari ai Mondiali e sono tutti in lizza per la Gold Cup, ma salteranno questa importante settimana di match. Alla lista degli assenti vanno aggiunti il terzino sinistro Greg Garza, infortunato, e Jermaine Jones, malconcio dopo il match di domenica tra New England e LA. In pratica gra parte dei titolari sarà fuori. Al loro posto JK ha chiamato molti ragazzi con un'età adeguata nell'ottica Mondiali 2018 in Russia, sì da iniziare a formare un gruppo nuovo pronto a subentrare ai veterani, con il più vecchi o ed esperto in campo ad Amsterdam che sarà il 27enne ex romanista Michael Bradley. Certo Klinsmann potrebbe anche mettere in campo il veterano Kyle Beckerman, ma probabilmente vorrà provare prima i ragazzi. Un ruolo di importante a fianco di Bradley lo avrà il centrocampista difensivo Danny Williams, che a 26 anni ha giocato la milgiore stagione della carriera col Borussia Moenchenglandbach qualificatosi per la Champions. Potrebbe poi essere giunto finalmente il momento di Alfredo Morales, che dopo il poco spazio all'Hertha berlino e qualche prova deludente in Nazionale, è stato uno dei protagonisti della promozione in Bundesliga dell'Ingolstadt. E con Jones e Beckermann ormai 33enne JK ha davvero bisogno di nuovo sangue in mezzo. Ancora più importante del centrocampo sarà il problema difesa per le prossime amichevoli. In pprta si rivede Brad Guzan per la prima volta nel 2015 dopo aver lasciato spazio a Nick Rimando a marzo causa paternità. Per Guzan sarà anche l'occasione per mettersi in mostra dopo che all'Aston Villa il manager Tim Sherwood gli ha preferito Shay Given nelle ultime giornate di Premier League. LEGGI: Brad Guzan, la porta della Nazionale USA è sua. Almeno per un anno Lasciati a casa Gonzalez e Besler, impegnati in MLS (ma da più parti si dice che il CT vorrebbe gente nuova), con l'esperimento Jones centrale finalmente finito, ecco la necessità di sperimentare la linea. "Jones tornerà a centrocampo perché abbiamo molti difensori di qualità. Con la scoperta di Ventura Alvarado, che ha vinto la CONCACAF Champions League col Club America, penso che abbiamo messo insieme una linea forte e stabile, e non c'è bisogno di Jermaine dietro". John Brooks è un caso interessante. Mentre in Bundesliga fa vedere buone cose con l'Hertha Berlino, in Nazionale le cose non sono andate altrettanto bene nel post Mondiali. Di certo nessuno dimentica il suo ottimo Mondiale e il gol vittoria col Ghana, e inoltre a 22 anni ha certamente più potenziale di Besler, che ne ha 28 e gioca in MLS. LEGGI: Brooks e l'America "tedesca" voluta da Klinsmann Anche Alvarado - sangue misto americano e messicano - ha 22 anni, e si sta facendo le ossa in Liga MX, e ha già ben figurato lo scorso aprile contro El Tri, mostrando di essere un'ottima alternativa centrale in termini di tecnica. orse per lui è un po' presto per affrontare a viso aperto gente com Robin Van Persie o Mario Goetze, ma come dice Klinsmann è bene vedere questi ragazzi a che punto siano. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey, la scelta è inevitabile con l'"islandese" Aron Johannsson, il miglior giocatore dell'AZ Alkmaar quest'anno subito dopo il neolaziale Hoedt, e il cavallo di ritorno Juan Agudelo, che coi Revs sembra aver trovato la sua dimensione e la continuità che invece in Europa aveva perso. LEGGI: New England: torna Agudelo, dopo aver rifiutato diversi contratti in Europa Klinsmann is going to need several of his U.S. national team novices to step up to the upcoming challenges, and if they don't, things could get ugly for the Americans. If they do, we just might see this shorthanded U.S. team accomplish what few thought possible by beating Netherlands and/or Germany, which would be good practice for a team Klinsmann is hoping can reach the World Cup semifinals in 2018. Per quanto i riguarda i match in arrivo, le statistiche dicono che gli USA hanno perso quattro volte su quattro con l'Olanda, segnando un solo gol. Con la Germania invece l'ultimo confronto rilsale proprio al Mondiali, ed è le prima volta che le due Nazionali si affrontano in Germania dalla vittoria per 4-1 dei tedeschi a Dortmund nel 2006 in preparazione ai Mondiali poi vinti dagli Azzurri. I convocati USA: Portieri: Brad Guzan (Aston Villa), Nick Rimando (Real Salt Lake), William Yarbrough (Club Leon) Difensori: Ventura Alvarado (Club America), John Brooks (Hertha Berlin), Timmy Chandler (Eintracht Frankfurt), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Michael Orozco (Puebla), Brek Shea (Orlando City SC), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti: Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Fabian Johnson (Borussia Mönchengladbach), Alfredo Morales (Ingolstadt), Jordan Morris (Stanford University), Danny Williams (Reading) Attaccante: Juan Agudelo (New England Revolution), Aron Johannsson (AZ Alkmaar), Bobby Wood (1860 Munich), Gyasi Zardes (LA Galaxy) Olanda Portieri: Jasper Cillessen (Ajax), Tim Krul (Newcastle United), Kenneth Vermeer (Feyenoord). Difensori: Jeffrey Bruma (PSV), Daryl Janmaat (Newcastle United) , Bruno Martins Indi (FC Porto), Karim Rekik (PSV), Joel Veltman (Ajax), Ron Vlaar (Aston Villa), Stefan de Vrij (SS Lazio), Gregory van der Wiel (Paris Saint Germain), Jetro Willems (PSV). Centrocampisti: Daley Blind (Manchester United), Tjaronn Chery (FC Groningen), Jordy Clasie (Feyenoord), Davy Propper (Vitesse), Wesley Sneijder (Galatasaray), Georginio Wijnaldum (PSV). Attaccanti: Steven Berghuis (AZ), Memphis Depay (PSV), Klaas Jan Huntelaar (Schalke 04), Luuk de Jong (PSV), Jeremain Lens (Dynamo Kiev), Luciano Narsingh (PSV), Robin van Persie (Manchester United) , Quincy Promes (Spartak Moscow). Germania Portieri: Roman Weidenfeller (Borussia Dortmund), Ron-Robert Zieler (Hannover). Difensori: Jerome Boateng (Bayern Monaco), Erik Durm (Borussia Dortmund), Jonas Hector (Colonia), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Shkodran Mustafi (Valencia), Sebastian Rudy (Hoffenheim), Antonio Rudiger (Stoccarda). Centrocampisti: Karim Bellarabi (Bayer Leverkusen), Ilkay Gündogan (Borussia Dortmund), Patrick Herrmann (Borussia Moenchengladbach), Sami Khedira (Real Madrid), Christoph Kramer (Borussia Moenchengladbach), Mesut Ozil (Arsenal), Andre Schürrle (Wolfsburg), Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco). Attaccanti: Mario Goetze (Bayern Monaco), Max Kruse (Borussia Moenchengladbach), Lukas Podolski (Inter).

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La Nasl, lega nata nel 2009 da una scissione della USL, capitanata allora dal commissioner Francisco Marcos sta attraversando un periodo più che mai incerto, sia per via della USL, che spalleggiata dalla MLS è arrivata a contenere ben 24 squadre tra nuove franchigie e squadre B della prima divisione su modello tedesco, che dalla MLS stessa che cerca di minare le basi della Nasl cercando di inglobare le due franchigie o di aprire nuovi team spalleggiati da tycoon dei media o impresari di altre franchigie delle leghe pro sport americane più radicate quali NFL ed NBA in testa. Così nel 2017 il patron degli Atlanta Falcons, Arthur Blank, inaugurerà sia un nuovo stadio per la sua franchigia di football utilizzabile anche per il soccer, sport per il quale saranno disponibili 23.000 posti ma in caso che la comunità locale, invero mai interessata al soccer, dovesse innamorarsi della nuova franchigia pro soccer che debutterà nello stesso anno di inaugurazione della nuova casa dei Falcons come è successo in quel di Seattle, allora altri anelli verrebbero aperti e resi disponibili per i nuovi amanti dello sport mondiale e non più straniero. Certamente Atlanta ha una tradizione alle spalle, qui nacquero gli Atlanta Chiefs, capitanati allenati e poi gestiti dal compianto Phil Woosnam, commissioner della NASL originale che proprio nei sotterranei del Fulton County Stadium teneva i primi congressi della lega negli anni più difficili. A livello di pubblico però sia i Chiefs della lega calcistica più famosa d’America che gli Atlanta Silverbacks, militanti prima nella USL ed approdati poi nella nuova Nasl dopo uno stop di due anni, non hanno mai brillato per pubblico al seguito, ma si era già detto anni addietro, l’arrivo della MLS e dei grandi sponsor potrebbe cambiare le cose come si è già visto in passato. Grazie alle conoscenze nel mondo dell’economia e delle corporazioni del fondatore Alan Rothenberg e in un passato più recente dell’attuale commissioner Don Garber, la MLS ha saputo creare franchigie di successo sia a livello di palmares che di pubblico laddove non c’era un seguito né una tradizione calcistica, Columbus e Salt Lake City in testa, ma tralasciando alcune città quali Montreal, Seattle e Portland, dove anche a livelli di divisioni minori le squadre locali registravano discreti exploit di pubblico, una delle storie più di successo create dalla MLS è stata quella del Toronto FC, squadra che dall’anno della sua fondazione non ha mai raggiunto i play-off ma che è mediamente seguita da ben ventunomila tifosi che affollano il BMO Field. Ciò laddove il Toronto Lynx della USL, squadra dove ha esordito la vedette della nazionale canadese Dwayne De Rosario, riusciva a portare nel proprio stadio appena duemila spettatori, questo perché la presenza di una lega di prima divisione con copertura televisiva e grandi sponsor solleva l’interesse della comunità sportiva locale e fa si che tutto ciò inneschi un circolo virtuoso che porta all’aumento di interesse per il soccer, maggiore copertura, spondor, redditività, merchandising venduto, e conseguente innalzamento del livello di gioco espresso in campo anche (ma non solo) attraverso l’acquisto sia di stelle straniere alcune al termine della carriera altre con ancora molto da dire, che del richiamo in patria di molti giocatori della nazionale maggiore e under 20 che sempre più si fanno rispettare in Europa. In tutta questa situazione la Nasl del commissioner Bill Peterson rischia di rimanere schiacciata, perché sicuramente con l’arrivo dei big boys nella capitale della Georgia i Silverbacks dovranno chiudere o rilocarsi, ma ancor più male fa la recente notizia che dal 2018 una delle franchigie più di successo della lega, vale a dire i Minnesota United, già Minnesota Stars, abbandoneranno la Nasl per approdare in MLS. Il commento rilasciato dal commissioner Bill Peterson trasuda amarezza da tutti i pori quasi a voler dire che i Minnesota United si sono venduti la primogenitura per un piatto di lenticchie, affermando che negli Usa il passaggio da una lega all’altra non è determinato dalla competitività ma dall’ammontare di soldi che la MLS avrebbe offerto al patron Bill McGuire per passare da una lega all’altra. L’amarezza del front office della Nasl è comprensibile visto che il Minnesota United è uno dei fiori all’occhiello della lega e quando la società versava in brutte acque fu la Nasl stessa a gestirla per evitarne il fallimento il che sarebbe stato una brutta macchia per la giovane lega visto che gli allora Minnesota NSC Stars erano nati sulle ceneri degli storici Minnesota Thunder, che durante la scissione avvenuta nel 2009 avevano optato di entrare nella nuova Nasl ma erano falliti prima di poterne far parte. Ma analizzando la situazione si comprende che al di là delle parole di Peterson la realtà è diversa. Certamente a livello competitivo alcune squadre della Nasl possono competere con la MLS, New York Cosmos in testa ma anche gli stessi Minnesota United, San Antonio Scoprions e Fort Lauderdale Strikers, ma le altre franchigie difficilmente lascerebbero gli ultimi posti della propria conference semmai approdassero in MLS con le rose attuali. In più la scelta di McGuire era obbligata, in quanto la MLS era seriamente intenzionata ad approdare a Minneapolis, e se il Minnesota United avesse detto di no il loro destino sarebbe stato segnato in quanto era già presente una cordata capitanata dalla franchigia di football dei Minnesota Vikings pronta ad impiantare una squadra MLS, così come è accaduto ad Atlanta e come potrebbe forse accadere un giorno non lontano a San Antonio, dove già gli Spurs si erano detti anni fa interessati a creare una franchigia pro soccer partendo forse dalla USL Pro per arrivare successivamente in MLS, e tutt’ora Don Garber ha rivelato che nei prossimi anni la MLS potrebbe espandersi fino a comprendere ben 3o squadre, sul modello della NBA. Con l’arrivo di Atlanta ed il L.A.F.C., nuova squadra di Los Angeles che prenderà il posto dei derelitti Chivas Usa, senza scordare Minnesota il posto disponibile per la ventiquattresima franchigia è in bilico tra Miami, dove David Beckham sta cercando tra serie difficoltà di portare la MLS da dove manca dal 2001, Sacramento, dove la neonata squadra militante in USL  recante il nome di Sacramento Republic ha registrato un notevole successo sia sul campo, dove si è aggiudicata la finale USL Pro battendo i favoriti Orlando City, che in termini di pubblico superando in alcune occasioni le ventimila persone. In questa situazione la Nasl se vuole sopravvivere deve giocare d’astuzia e riuscire ad espandersi in fretta a Est ma non solo se vuole evitare di finire travolta dalla diarchia MLS-USL. Una notizia buona per la lega è il contratto firmato con la rete ESPN3 che darà così visibilità a buona parte delle squadre Nasl molte delle quali senza un contratto televisivo o legate ad emittenti locali che trasmettono solo le partite in casa. L’assenza di un contratto televisivo nazionale fu una della cause della fine della vecchia NASL , mentre la lega omonima in questo modo si assicura la visibilità sul territorio nazionale e non solo. In più è arrivata la notizia che finalmente la expansion franchise di Oklahoma City ha finalmente trovato uno stadio in cui giocare, ovvero il Miller Stadium, sito nella contea di Yukon e con una capienza di 6500 posti, il che da più credibilità alla nuova squadra in procinto di nascere, anche se sia Oklahoma City che i Virginia Cavalry che avrebbero dovuto debuttare già nella stagione 2015 non stanno scaldando gli animi delle comunità locali e sono state accolte con sostanziale indifferenza, forse perché i Cavalry sono comunque troppo vicini alla franchigia MLS di Washington. Ad Oklahoma City la USL ha già impiantato gli Oklahoma City Energy i quali stanno riscontrando un buon successo locale e sarà dura per i nuovi arrivati fare proseliti. Come diceva il presidente cinese Mao Zedong, dalle difficoltà nascono le opportunità e forse il futuro della Nasl potrebbe essere più roseo di quanto non si possa pensare se Bill Peterson studierà le dovute contromosse e verrà un po’ aiutato dalla dea bendata. Sebbene passati alla MLS i Minnesota United militeranno nella Nasl per altre tre stagioni, durante le quali la squadra sarà sempre presente nei media attendendo la loro ascesa nel calcio che conta, dando esposizione indiretta anche alla Nasl la quale potrà vendere bene la storia della franchigia di successo costruita dal niente e diventata una tipica favola americana, in più i posti in MLS non sono infiniti per cui chi vorrà investire nel soccer e non vorrà investire in quella che ora è la brutta copia della MLS ma preferirà un modello più dinamico e competitivo più vicino alla mentalità americana dovrà per forza investire nella Nasl, la quale tra le altre cose ha visto il suo livello di gioco crescere a livelli esponenziali e grazie anche ad alcune mosse di mercato e non solo continua a far parlare di se. Sicuramente l’acquisto dello spagnolo Raul da parte dei Cosmos (i quali sarebbero ancora sulle tracce dell’italiano Di Natale) ha fatto si che i media nazionali ed esteri parlassero della nuova Nasl, ma un altro avvenimento ugualmente importante anche se non si tratta dell’acquisto dell’ennesimo fuoriclasse in cerca degli ultimi ingaggi è l’acquisizione di una quota di minoranza dei Fort Lauderdale Strikers del brasiliano già di Barcellona, Inter e Real Madrid Luis Nazario Da Lima conosciuto dai più come Ronaldo. La sua presenza nell’organigramma della squadra ha sicuramente dato una mano non indifferente alla credibilità della lega, e a parte la boutade di un suo possibile ritorno al calcio giocato se gli Strikers arrivassero alle semifinali, il suo arrivo in Florida ha fatto si che tre giocatori brasilani di esperienza internazionale indosseranno quest’anno la casacca a righe giallorosse, ovvero il centrocampista Leo Moura, con esperienza e passata militanza nei più prestigiosi club brasiliani quali Vasco De Gama, Botafogo, Sao Paulo, Palmeiras, Fluminense ed anche un anno trascorso in Olanda vestendo la casacca gialloverde dell’ADO Den Haag, Marlon Freitas, anche lui centrocampista in prestito dal Fluminense e l’attaccante Stefano Pinho, lo scorso anno in Finlandia tra le fila del MYPA. Anche se non si tratta di fuoriclasse di levatura internazionale sicuramente aiuteranno gli Strikers a vincere sul campo e la lega a crescere ulteriormente a livello di gioco. In più nello stato della Florida oltre le storiche presenze di Fort Lauderdale Strikers e dei loro rivali Tampa Bay Rowdies si sono uniti gli esordienti Jacksonville Armada, i quali sembrano aver fatto breccia nel cuore degli sportivi della città, per cui i neopromossi (anche se non si tratta di una promozione ottenuta sul campo visto il differente sistema sportivo americano rispetto al resto del mondo) Orlando City dovranno contendersi i tifosi con ben tre franchigie Nasl due delle quali radicate nelle comunità locali, e se Beckham non dovesse riuscire ad aprire il suo club MLS la battaglia della Florida volgerebbe a favore della Nasl, con uno smacco non indifferente per la lega di Don Garber. Spostando lo scontro a New York, i Cosmos continuano a far parlare di se e non solo per Raul, ma per il ritorno alla politica internazionale delle origini, la quale ha fatto si che la squadra di Savarese disputasse amichevoli internazionali in Cina ed America latina, e la notizia che il 2 Giugno disputeranno un’amichevole contro la nazionale cubana in quello che è stato uno degli stati canaglia più odiati dagli Usa fin dal 1960, anno della rivoluzione castrista, li ha sicuramente (ri)consegnati ad una dimensione storica che trascende lo sport, dando ancora una volta grande visibilità alla Nasl che specie a New York è schiacciata tra due fuochi, i New York Red Bulls ed i neonati New York City F.C., franchigia satellite degli inglesi del Manchester City che al loro esordio casalingo allo Yankee Stadium hanno totalizzato ben quarantatremila spettatori. La sopravvivenza dei Cosmos e della Nasl nella grande mela dipenderà molto dalla costruzione dello stadio nella contea di Belmont che aspetta l’approvazione da ben due anni. Erik Stover, direttore generale dei Cosmos si è pubblicamente lamentato dei tempi di attesa eccessivamente lunghi, parere condiviso anche dalla società concorrente che vorrebbe costruire nello stesso lotto edilizia residenziale e casinò. Questo lasso di tempo eccessivo ha fatto si che anche più politici di schieramenti diversi  prendessero in esame la questione, per cui sicuramente i tempi di attesa si accorceranno considerevolmente, e se i Cosmos riusciranno a costruire il proprio stadio si saranno assicurati la sopravvivenza e quella della lega in cui militano con un’altra spina nel fianco di Don Garber. In ogni caso la Nasl sa che se vuole crescere deve farlo in tempi brevi, l’ora delle decisioni irrevocabili è vicina e Bill Peterson parla già di una possibile nuova espansione in Canada, con possibili scelte Hamilton e Calgary. La città di Calgary ospitò nel 1982 i Calgary Boomers, che sebbene durarono un solo anno totalizzarono una presenza media di diecimila spettatori, non male per una lega in profonda crisi ed una squadra non eccezionale, per cui se la lega capitanata da Peterson riuscisse a creare una terza squadra canadese oltre le già esistenti Edmonton ed Ottawa creerebbe un altro contraltare alla MLS che nel paese della foglia d’acero ha Montreal, Toronto e Vancouver. A mio parere personale però la lega dovrebbe, visto che si parla da tempo di una nuova espansione ad est in quel di Los Angeles probabilmente revitalizzando gli Aztecs, coinvolgere David Beckham in caso non avesse successo a Miami approfittando della sua popolarità maturata in sei anni di militanza nei Galaxy schiaffeggiando così la MLS, coinvolgere Las Vegas in una possibile nuova expansion franchise visto il rifiuto degli alti papaveri della MLS, spostare le franchigie di Oklahoma e Virginia – a meno che inaspettatamente si rivelassero squadre di grande successo a livello di pubblico  - a Des Moines e Detroit, magari creando una nuova incarnazione dei Detroit Express. In Iowa la franchigia dei  Des Moines Menace milita in PDL e riesce a portare allo stadio mediamente dalle tremila alle quattromila persone  pertanto la nascita di una franchigia pro soccer con la giusta visibilità e sponsorizzazioni creerebbero lo stesso effetto della nascita del Real Salt Lake nello Utah, uno stato sostanzialmente senza una tradizione calcistica di livello. A Detroit il soccer professionista manca da troppi anni, ed una rivitalizzazione degli Express in chiave un po’ vintage anche a ricordare gli anni d’oro della città, ora in profonda crisi economica e sociale, potrebbe avvicinare al neonato sodalizio Nasl una considerevole moltitudine di appassionati che si stringerebbero attorno ai loro beniamini togliendo alla MLS una città dove hanno dichiarato più volte di potersi espandere. Con il 2017 anche i Silverbacks dovranno rilocarsi e il posto migliore dove andare sarebbe a mio avviso la california, Oakland o Anaheim, dove già la NASL originale creò gli Oakland Clippers e Oakland Stompers e i California Surf o perché no San Diego ricreando i mitici Sockers con una partnership con l’attuale squadra indoor omonima, La MLS è già presente con Los Angeles Galaxy e San Jose Earthquakes e dal 2017 arriverà anche l’L.A.F.C., ma l’amore dei californiani di nuova generazione per il soccer, unito ad una sempre più numerosa presenza di latinos ed una sapiente campagna di marketing e pubbliche relazioni farebbe si che ci sarebbe posto anche per la Nasl, chi vivrà vedrà.

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