SPORT
MLS, vincono New England, Seattle e Philadelphia
Scritto il 2014-09-04 da Giacomo Costa su MLS
Tweet

Nonostante il match della Nazionale la Major League Soccer - come sempre - non si è fermata programmando 3 partite nella notte.

Tre partite importantissime. Seattle ha battuto 2-4 il sempre più ultimo Chivas USA. Una pratica durata poco per la capolista che al 45' guidava già per 0-4 grazie alle reti di Rose (2) e Martins (2). Nel secondo tempo non sono bastate le reti dei californiani, siglate da Delgado ('95) e Finlay. Seattle ora guida la Western Conference e la classifica generale con 51 punti in 26 partite.

  • Clicca per gli highlights.

Vittoria importante in chiave play off per il New England che si è sbarazzato di uno Sporting Kansas City in difficoltà per 3-1. Ancora un super Nguyen (doppietta, 12 goal stagionali). In goal anche Bunbury su assist di Jones. Terza vittoria consecutiva per New England (in stagione ne ha perse anche 8 di fila) che sale a 36 punti in 26 partite, piena zona play off.

  • Clicca per gli highlights.

Stesso discorso anche per Philadelphia che ha battuto Toronto, squadra in netta difficoltà. Decisiva la rete di Conor Casey al 55' che porta gli Union al 6° posto con 33 punti in 26 match. La vittoria di Philadelphia e del New England mette in difficoltà proprio Toronto e i New York Red Bulls.

  • Clicca per gli highlights.
  • Clicca per la classifica.
Tags : -
In un'intervista rilasciata al Washington Post, l'allenatore dei LA Galaxy - ed CT della Nazionale USA - Bruce Arena, è andato giù pesante con il management della Major League Soccer. La rabbia di Arena, che arriva dopo la malagestione dell'affare che ha portato Jermaine Jones al New England Revolution, risale a quando Arena voleva portare Sacha Kljestan a LA in prestito, senza farlo quindi diventare un Designated Player. Ma la MLS disse no. Cos'è successo col possibile arrivo di Kljestan dall'Anderlecht? Sembrava tutto fatto. “Avevamo un accordo. Avevamo il budget e spazio per chiuderlo. Avevamo tutte le papere in fila. Eravamo nella posizione di fargli firmare il contratto. Non voglio entrare nei dettagli, ma dirò solo che forze all'interno della lega hanno lavorato duro per fare in modo che non accadesse". Perché? “Perché sono dei bambini, mentre il processo dovrebbe essere gestito da adulti, e non ne abbiamo avuti abbastanza. Mi sembra che siamo tornati ai primi tempo della MLS, quando le regole erano in qualche modo arbitrarie. Spero che la questione venga sistemata in offseason”. Un'affermazione alquanto dura quella di Arena, anche se forse un po' ipocrita, visto che proprio i suoi Galaxy in questi anni hanno visto proprio la MLS intervenire per "allenatre" qualche regola in favore del club californiano. Ad esempio quando proprio Arena volle prima Juan Pablo Angel e poi Robbie Keane. Per prendere l'irlandese era però necessario cedere JPA, cosa che invece non avvenne. ma non potendo avere 4 DP, Angel fu quindi spedito al Chivas USA, dove però il suo contratto fu pagato dai Galaxy sino ad una cifra che consentisse ai Goats di non considerarlo Designated Player. Trucchetto numero uno. Oppure si pensi al caso del giovane Jose Villareal, ingaggiato come Home Grown Player sì da strapparlo a interessi stranieri, senza però che il giocatore fosse davvero passato per l'Academy dei LA Galaxy, in cui fu però costretto a giocare per un anno prima di esordire da pro. Ipocrita perché effettivamente Arena è arrabbiato con l'arbitrarietà di certe regole, ma certo non ha mai detto di non essere pronto ad approfittarne, come già accaduto. E comunque non va fino in fondo, "parandosi"... "La situazione attuale va attribuita alla proprietà, non al Commissioner o alla gente negli uffici di New York. Magari non sarà una situazione pienamente supporta completamente, ma c'è una partecipazione da parte degli azionisti che dicono: "Questo è il modo in cui vogliamo fare le cose". I proprietari possono gestire la lega come voglion. Possono volere una lega trasparente, non trasparente, avere regole arbitrarie... sono affari loro. E' consentito loro fare certe cose". Si discute molto in questo periodo di come la MLS dovrebbe cambiare, di come dovrebbe allinearsi di più al calcio del resto del mondo. Ma molte delle idee proposte ignorano la natura della MLS quale single entity, anche se poi regole così complicate e diverse dal resto del mondo secondo molti rischiano di allontanare molti fans. Bruce Arena attacca poi l'intero sistema MLS che punta alla cosidetta parity, cioè a mantenere il massimo equilibrio possibile tra i club. “La 'parity' si traduce in mediocrità, non in eccellenza. Tutti vogliono cicli con squadre dominanti. Ma è impossibile averne nella nostra lega con certe regole, con le restrizioni finanziarie e per come le cose si fanno, qualche volta in modo chiaro altre meno. E' difficile costruire una buona squadra che duri". Ma l'argomento è sempre stato che certe regole finanziarie sono necessarie per assicurare la sostenibilità della lega nel lungo termine… “Quel problema è stato risolto. Non penso che ci siano dubbi sul fatto che questa lega continuerà ad esistere. Abbiamo una proprietà molto forte, e adesso la prossima sfida riuscire a trasformare la lega in termini di qualità" Quindi sei a favore della rimozione dei limiti finanziari... “Dell'aggiustamento”. Intervista che farà discutere.

Calcio - Socceritalia

La compagnia austriaca Red Bull Gmbh, fondata nel 1984 dal magnate austriaco Dietrich Mateschitz, il quale volle creare una bevanda energetica ispirandosi a prodotti già esistenti nel sud est asiatico, è diventata negli anni un global brand riconosciuto in tutto il mondo. Una parte della sua dirompente strategia di marketing è stata investire nello sport. Per questo motivo ha creato due scuderie di formula uno, la Red Bull Racing e la Scuderia Toro Rosso, due squadre di hockey, l’E.H.C. Red Bull Muenchen in Germania e l’ Eishockeyclub Red Bull Salzburg in Austria, città dove è stata fondata la ditta. Dopo aver investito persino negli sport estremi tra i quali no snow board e il windsurf e creato alcuni avvenimenti ad hoc la multinazionale tirolese ha investito naturalmente anche nello sport più bello del mondo, creando squadre di calcio ad ogni angolo del pianeta. La prima creatura di questa nuova strategia è stata la Red Bull Salzburg, creata sulle ceneri dello storico club locale Austria Salisburgo nel 2005, con cambio di blasone, nome e colori sociali, scelta che ha creato non pochi malumori nella tifoseria locale tanto da far si che i tifosi scontenti del cambiamento fondassero una nuova squadra con gli stessi colori e nome dell’originale che ora milita in terza divisione. A questo acquisto sono seguiti la fondazione della Red Bull Ghana in Africa, Red Bull Leipzig in Germania, attualmente nella serie B tedesca, Red Bull Brasil, squadra dello stato di San Paolo anch’essa partita dalle divisioni inferiori ed arrivata alla serie B brasiliana. Nel 2006 la Red Bull Gmbh ha diramato i suoi investimenti sportivi anche negli Stati Uniti acquistando dalla AEG, colosso delle comunicazione americano, gli allora New York Metrostars. A quel tempo la lega pro soccer americana, la MLS, non versava in buone condizioni ed annoverava al tempo appena tre investitori che gestivano più franchigie, per cui l’acquisto della squadra newyorkese da parte delle multinazionale austriaca fu salutato come un’ottima cosa da entrambi i lati, sia per l’azienda produttrice del soft drink energetico che trovava così nuovi pascoli da poter sfruttare, sia per la lega che allargava così il proprio novero di investitori e che con la Red Bull tra di essi acquistava così un tocco di internazionalità ed un ritorno di immagine non indifferente mostrando al mondo che investire nel soccer Usa stesse finalmente diventando redditizio. La scelta non è stata vista bene da molti tifosi, nonostante a differenza dell’Austria Salisburgo, i Metrostars e la MLS esistevano da appena una decade e il soccer negli Usa, sebbene nei fatti non sia esattamente così, era ed è visto ancora come uno sport nuovo ed in ascesa. Ma New York, fin dalla notte dei tempi dei sodalizi etnici fondati dagli emigranti arrivati da tutto il mondo ha comunque una forte tradizione a livello di soccer ed i suoi appassionati sono comunque più difficili da accontentare rispetto a quelli di altre latitudini del paese delle opportunità e degli hamburger, tanto che il forum dei tifosi della squadra si chiama ancora Metrofanatic.com e quando si riferiscono alla squadra la chiamano ancora Metrostars invece di Red Bulls. Questo cambio di nome ha così creato malcontento quasi quanto in Austria ed ha allontanato dagli spalti molti appassionati che mai e poi mai tiferebbero per una squadra nata fondamentalmente per fare pubblicità a un soft drink per giunta straniero. Questo disamore intorno alla squadra si è sviluppato anche perché in una tale situazione la nuova dirigenza avrebbe dovuto fare di tutto per mettere in campo un prodotto di qualità che desse spettacolo e che mietesse trofei, invece l’immagine che è trapelata sia tra gli appassionati di soccer della grande mela che tra gli addetti ai lavori è stata come la massima anno nuovo vita vecchia, perché specie nei primi anni gli uomini messi a gestire la società non si sono discostati molto dalle predenti disastrose gestioni di Charlie Stillitano e soci, e tutto questo nonostante a New York vi siano sempre stati dei nomi di impatto internazionale o giocatori che in nazionale dicevano o avevano detto il fatto loro, come grandi nomi si sono seduti storicamente su quella maledetta panchina, ma nonostante i milioni di dollari spesi la franchigia newyorkese nonostante il cambio nome è rimasta fallimentare. Tutt’ora i dirigenti sono spesso messi sotto accusa dai tifosi e dalla stampa locale, con soventi rimproveri di incompetenza e di scarso attaccamento e poca passione, ed in effetti le uniche due cose tangibili che la Red Bull ha portato a New York sono la Red Bull Arena, costruita su modello di quella presenti in Austria e Germania che dal 2010 ha sostituito il cavernoso Giants Stadium, poi demolito, e il Supporters’ Shield arrivato inaspettatamente la scorsa stagione. La Red Bull Arena ha una capienza di 25000 posti ma solitamente la media spettatori si attesta sulle 15000 unità, con punte di 18000 quando la squadra figura bene in classifica, e a parte il pessimo andamento della squadra nonostante la presenza di talento in campo, ed il cambio nome di cui si è già discusso un’altra ragione dello scarso appeal della squadra è anche perché nonostante la squadra giochi ad Harrison nel New Jersey la squadra si picca del titolo di squadra di New York, creando così un doppio effetto negativo, vale a dire allontanare gli abitanti del New Jersey che non si sentono rappresentati che gli snob newyorkesi che non considerano seriamente una squadra che gioca al di là del fiume Hudson. Questi problemi verrebbero comunque e sicuramente risolti se al posto di un’eterna incompiuta ci fosse una squadra con nomi di caratura internazionale e americani di una certa classe coadiuvati da giovani promesse in arrivo dall’accademy o dai college che mieta trofei nazionali ed internazionali e che sia conosciuta in tutto il mondo come una squadra di calcio stellare e non per via dell’accostamento ad disgustoso energy drink (de gustibus non disputandum est, si dice, ma a mio parere è disgustoso –ndr-). L’esempio più lampante anche perché proprio delle stesse terre sono i New York Cosmos, che sebbene rappresentassero nel nome la grande mela giocarono la maggior parte delle loro stagioni, tra cui quelle più memorabili, al Giants Stadium che si trovava a Meadowlands, nel New Jersey… proprio quei New York Cosmos che dopo una gestazione triennale sono tornati alla vita nel 2013 ed ora militano come allora in una lega chiamata Nasl che al momento è una seconda divisione con scarse prospettive di crescita, scarsa copertura televisiva e che rischia di venire addirittura schiacciata dalla fruttuosa partnership tra MLS e la terza divisione USL. Gli attuali Cosmos giocano a Long Island nello stadio di proprietà dell’Hofstra University, e nonostante abbiano messo in campo un prodotto di qualità che potrebbe tranquillamente competere con squadre della MLS, come dimostrato in US Open Cup proprio a spese dei Red Bulls e tenendo testa agli Union di Philadelphia, ed abbiano vinto il campionato 2013, il primo trofeo nazionale vinto da una squadra di New York dal 1995, ovverosia quando i Long Island Rough Riders allora militanti in seconda divisione vinsero il titolo U.S.I.S.L. (allora la prima divisione non essendoci ancora la MLS era la A.P.S.L.) soffre di un problema di forte decremento di presenze allo stadio, con un affluenza crollata a volte ad appena 3000 presenze. Come già scritto in passato Charles Cuttone aveva previsto tutto ciò, e per quanto i Cosmos possano riuscire con l’acquisto di grandi nomi, vincere altri campionati Nasl, fare un miglior lavoro di marketing per coinvolgere più gente possibile, amichevoli di lusso e dulcis in fundo lo stadio di proprietà a Belmont County, la prospettiva che hanno davanti è asfittica, perché a dispetto della storia e del nome e di tutto quel che potranno fare, resteranno sempre una squadra di seconda divisione, visto che la franchigia NY2 è stata infine assegnata agli arabi proprietari del Manchester City che hanno creato il N.Y.C.F.C. che pur non essendo ancora sceso in campo si sta ritagliando già una grossa fetta di appassionati, sia per i grandi nomi già ingaggiati, sia per la partnership con i New York Yankees ed il sapiente lavoro di marketing, erodendo come già detto la base di fans dello sport più bello del mondo che non seguono né Red Bulls né Cosmos, ma anche tra le basi delle due squadre newyorkesi. I Cosmos, se le cose continuano ad andare in questa maniera rischiano di chiudere per la seconda volta i battenti nel giro di pochi anni, e quand’anche riuscissero a costruire il loro stadio a meno che la Nasl non cresca rapidamente in termini di investitori, franchigie, qualità del gioco e visibilità ed appetibilità, avrebbero comunque serie difficoltà a riempirlo. Chi andrebbe a vedere Cosmos vs Oklahoma City in seconda divisione quando in città, senza contare l’offerta a livello sportivo di hockey, football, basket e baseball, puoi vedere Red Bulls vs Los Angeles Galaxy o N.Y.C.F.C. vs Washington D.C.? I New York Red Bulls non corrono lo stesso rischio ma potrebbero venire risucchiati dal vertice di popolarità che i nuovi arrivati si stanno creando e che probabilmente manterranno o aumenteranno. Dice un antico proverbio, chi è causa del suo mal, pianga se stesso, e mai agio fu più adatto sia per i Red Bulls che per i Cosmos. I primi sono stati incapaci di dare a New York quello che il popolo calcistico locale si aspettava, e questo nonostante i grandi nomi sia in campo che in panchina, quasi tre lustri gettati alle ortiche per mala gestione, per quanto riguarda i Cosmos, voci accreditate dicono che il moro mancato ingresso in MLS sia dovuto al non voler dividere con la lega di Don Garber i proventi del marchio nonostante gli fosse stato offerto di entrare in MLS per sessanta milioni di presidenti morti invece dei cento pagati dal Manchester City. Certamente le colpe in trattative di questo genere non sono mai solo da un lato, ma oramai è inutile piangere sul latte versato. Garber ha parlato chiaro, non ci sarà posto per una NY3 in MLS, per cui per salvare capra e cavoli bisognerebbe forse, come già scritto su Empire of Soccer da Patrick MacDonald, che la Red Bulls cambi leggermente la sua politica e acquisti il marchio Cosmos, denominando così i Red Bulls New York Cosmos con lo sponsor del loro energy drink sulle maglie verdi della squadra che fu di Péle, Chinaglia, Beckenbauer e Carlos Alberto per tacer degli altri. La differenza tra l’Austria Salisburgo ed i Cosmos è sostanziale, per quanto molto più antica, la squadra austriaca non è un marchio globale, ma solo una squadra che ha vinto alcuni trofei in un campionato ristretto e modesto come quello austriaco ed è quasi sconosciuta fuori dai suoi confini e in passato aveva già cambiato nome (ma non maglie e stemma) a seconda dello sponsor, basti ricordare nel ’94 quando arrivarono in finale Uefa con l’Inter la denominazione del sodalizio era Casinò Salisburgo. Per quanto riguarda Red Bull Leipzig e Red Bull Brasil erano squadre semiprofessioniste che giocavano in campionati modestissimi e senza lustro e blasone alcuno. Il marchio Cosmos invece evoca una storia prestigiosa e vittoriosa che anche ora sebbene in chiave minore evoca una mentalità ed una squadra vincente, per cui una fusione tra le due società magari con la Sela Sport come socio di minoranza sarebbe la soluzione migliore per le due squadre, per la città di New York e per la MLS. Altra ragione per cui questa soluzione sarebbe quella più adatta è perché gli allora Metrostars avrebbero voluto chiamarsi Cosmos, ma chi al tempo era detentore del marchio, Peppe Pinton, già assistente di Chinaglia, non volle vendere i diritti perché sosteneva che la MLS per via della sua politica di salary cap molto angusti e la sua entità unica non avrebbe onorato lo storico marchio, e i tentativi di appropriarsene sono stati molteplici, ma senza successo. Se così non fosse stato i Metrostars non avrebbero messo in panchina Eddy Firmani, che aveva portato i Cosmos alla vittoria del campionato NASL 1977 e che anche in seguito aveva regalato alla squadra pagine di gloria rimaste scolpite negli annali. Altro indizio è l’inaugurazione della Red Bull Arena con l’amichevole Red Bulls vs Santos, una squadra brasiliana che oggi sebbene abbia recentemente vinto una Copa Libertadores non è da tempo nell’elite del calcio mondiale ed è conosciuta nel mondo solo perché era la squadra dove militava Pélé, proprio quel Péle che nel 1975 sarebbe arrivato ai Cosmos iniziando la soccer devolution che ha portato nei decenni gli Usa ad essere una squadra da non sottovalutare a livello mondiale ed una potenza continentale. Questa soluzione sembra al momento fantasiosa ma allo stesso tempo molto realista e potrebbe essere conveniente per tutti. Storicamente il buon senso non è mai stato merce reperibile facilmente nella storia del soccer Usa, e lo vediamo anche oggi nella guerra tra le leghe minori, l’esistenza di due leghe femminili e due leghe indoor, ma quando gli odi e le divisioni sono state messe da parte il soccer ha fatto passi da gigante in poco tempo. Chi vivrà vedrà

Calcio - Socceritalia

Ci sarà una presenza a sorpresa sulla panchina dei Carolina RailHawks, impegnati nella notte italiana nel 5th Round di US Open Cup contro i Los Angeles Galaxy al (quasi) completo con Robbie Keane e Landon Donovan. Come secondo portiere infatti, i RailHawks schiereranno Will Hesmer, che tornerà solo per questa partita. Will Hesmer non è infatti un portiere qualsiasi, ma il guardiano della porta che dopo le prime tre stagioni coi Kansas City Wizards, è diventato il muro che ha aiutato il Columbus Crew a vincere la MLS Cup nel 2008 e il Supporters' Shield  nel 2008 e 2009.  Nel 2012 una serie di problemi all'anca lo avevano fermato, sino al ritiro arrivato nel febbraio 2013, dopo essere stato chiamato al Re-Entry Draft proprio dai Galaxy. A causa però di una serie di infortuni che ha provocato una scarsità di portieri (le squadre NASL non hanno le giovanili da cui chiamare rinforzi), Hesmer ha accettato l'invito dei Carolina RailHawks, squadra della sua città, con cui ha iniziato ad allenarsi dalla scorsa settimana   Excited to "UnRetire" for a day to help out my hometown club @RailHawksFC against the @LAGalaxy tomorrow night in US Open Cup action — William Hesmer (@williamhesmer) June 23, 2014 Ecco il calendario completo del 5th Round della "Lamar Hunt" US Open Cup 2014: New York Cosmos (NASL) at Philadelphia Union (MLS) PPL Park; Chester, PA – 24 giugno, 7 p.m. ET ——————————————————— LA Galaxy (MLS) at Carolina RailHawks (NASL) WakeMed Soccer Park Field 2; Cary, NC – 24 giugno, 7:30 p.m. ET ——————————————————— Portland Timbers (MLS) at Sporting Kansas City (MLS) Sporting Park; Kansas City, KS – 24 giugno, 8:30 p.m. ET ——————————————————— FC Dallas (MLS) at Houston Dynamo (MLS) BBVA Compass Stadium; Houston, TX – 24 giugno, 8:30 p.m. ET ——————————————————— Atlanta Silverbacks (NASL) at Colorado Rapids (MLS) Dick’s Sporting Goods Park; Commerce City, CO – 24 giugno, 9 p.m. ET ——————————————————— San Jose Earthquakes (MLS) at Seattle Sounders (MLS) Starfire Sports Complex; Tukwila, WA – 24 giugno, 10 p.m. ET ——————————————————— Rochester Rhinos (USL PRO) at New England Revolution (MLS) Stevenson Field (Brown Univ.); Providence, RI –25 giugno, 7:30 p.m. ET ——————————————————— Columbus Crew (MLS) at Chicago Fire (MLS) Toyota Park; Bridgeview, IL –25 giugno, 8:30 p.m. ET Potential Pairings – 2014 US Open Cup Quarterfinals Rochester Rhinos / New England Revolution winner @ - Philadelphia Union: 8 luglio, 7:00 ET – PPL Park - New York Cosmos: 8 luglio, 7:00 ET – Belson Stadium (St John’s Univ) ——————————————————— FC Dallas / Houston Dynamo winner @ - Los Angeles Galaxy: 8 luglio, 10:30 ET – StubHub Center - Carolina RailHawks: 9 luglio, 7:30 ET – WakeMed Soccer Park ——————————————————— Columbus Crew / Chicago Fire winner @ - Colorado Rapids: Date TBD – Dick’s Sporting Goods Park - Atlanta Silverbacks: Date TBD – Atlanta Silverbacks Park ——————————————————— Portland Timbers / Sporting KC winner @ - Seattle Sounders: 9 luglio, 10:30 ET – Starfire Sports Complex - POR @ San Jose Earthquakes: 8 luglio – Buck Shaw Stadium - KC @ San Jose Earthquakes: Date TBD – Buck Shaw Stadium

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2014 WeBoost MEDIA S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 105 49 521 002